Dieci minuti di intervallo

che somigliano alla battaglia di Adrianopoli

E’ tornato su Ork

Meditazioni

ohè!

ohè!

Dirò una cosa banale, ma c’è qualcun altro di voi che sta lavorando al computer con felpa, sciarpa, aspirina e meditando (appena smette di piovere) di uscire a prendere qualcosa per il mal di gola?
E nessuno medita di accendere il riscaldamento o di mettere un paio di scalfarotti di lana?

Fuori due

Cioè, non del tutto, metaforicamente parlando, la strada è ancora lunga, eccetera.
ma un passo avanti lo s’è fatto… Leggi il resto dell’articolo

Per rivederla, la password

Mi sono tormentata una mezz’ora,
scrivendo il post con dei particolari
che avrebbero indicato chiaramente
chi sia quell’ineffabile signora
(che chiamo CapaTórta per fattori
che mai rivelerò qui espressamente).

Mi sono tormentata, ma ho deciso
che se volevo far capire il tipo
dovevo qui elencare con fermezza
ed in un modo assai assai preciso
ogni sua grande o piccola sconcezza.

Per questo son costretta ancora adesso
a chiedervi di chiedere il permesso.
La password, cari i miei gran bambinoni,
è quella smemorata di ……………………….

Protetto: …si rivede

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Chi non muore…

Due ore dopo essere entrata ufficialmente a scuola, questa sconosciuta mi ha messo un braccio sulle spalle e mi sono trovata il suo ghign sorriso a due centimetri, mentre mi diceva: ah, tu sei l’amica di Tizia e sei stata la professoressa di Caia!
Ora, siccome io conosco Livia e Sempronia ma non Tizia e Caia, e siccome mi dà molto molto ma molto fastidio che qualcuno mi metta il braccio sulle spalle se non appartiene al gruppo: marito/Mel Gibson/ Denzel Washington, mi sono scostata, l’ho fissata e le ho detto: no.
Errore.
La Capa Tórta (con la “o” chiusa) ha un suo sistema di classificazione: di qui gli amici, di là i lavativi, più in là ancora i nemici, e in un angolo gli inutili e i piantagrane. In presidenza, invece, le tappetine (intese come professoresse trasformate in utili, piccoli tappeti da calpestare e utilizzare a piacimento sdraiate a tappeto intorno, dentro e fuori dalla presidenza: lei dica, io eseguo e approvo). Leggi il resto dell’articolo

Chi s’accontenta…

Dopo decenni di insegnamento, dopo innumerevoli estati passate a esaminare gli esaminandi, dopo almeno dieci anni con questo consiglio di classe…
…abbiamo fatto la ola quando l’ottavo esaminando ha finalmente azzeccato la data dell’inizio della seconda guerra mondiale

et habemus maritinum…

buste di carta per gettare la carte e le buste

buste di carta per gettare la carte e le buste

Il marito esce dal ripostiglio trionfante, con in mano una scatola di detersivo per lavatrice.
In momenti di magra come questi (c’avete fatto caso? La metà del mese corrisponde ormai a momenti di magra…) anche tale ritrovamento dona speranza e gioia.
Comunque, dopo il felice ritrovamento, il maritino si è sistemato sul divano (c’è per caso qualche altra partita del mondiale?). Leggi il resto dell’articolo

(ri)habemus Ciccium

Devo dire che tra scrutini alla minchia di cane leggera, firme farlocche, votazioni fuori legge, colloqui non dovuti ma fatti, preside latitante, l’anno stava finendo davvero maluccio.
Per fortuna, che storia!, l’altra sera è successo l’insperabile.
La figliola grande aveva voglia di un gelato, se ne è uscita con un (ex)compagno di classe

Stremato e sporco

Stremato e sporco

e una volta in centro paese (centro città? centro cittadina?) ha notato una gattone rosso spelacchiato e gnaulante. L’ha preso, se l’è fatto scappare, con graffi annessi, l’ha ripreso e l’ha portato a casa.
Così, un mese e quattro giorni dopo la scomparsa, nuntio vobis gaudium magnum:
ri-habemus Ciccium!
Sporco, grigiastro, spelacchiato, pieno di pulci e con una fame arretrata che ci ha costretto a tenerlo a stecchetto e a nutrirlo piano piano ogni due ore (fosse stato per lui, si faceva fuori otto etti di scatolame in un amen).
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Shhh…

Meglio zitti che male accompagnati

Meglio zitti che male accompagnati

Avere un figlio musicista e musicologo, che si è potuto dedicare all’arte solo dopo un fallimentare esperimento scientifico (inteso come liceo) e con due anni di ritardo sui compagni (intesi come pivelli che si sono iscritti con lui in prima quando lui aveva l’età per essere in terza), anni di ritardo dovuti al fatto che, in precedenza, quel liceo (musicale) non esisteva…
ecco, tutto ciò comporta vantaggi e svantaggi.
I vantaggi sono: il nuovo liceo è in un’altra città, ho il figlio fœra di ball per più tempo; il figliolo è grande, se la cava da solo, non vado più alle udienze individuali, solo a quelle generali, per dare soddisfazione ai poveri insegnanti e per parlare col prof di italiano (grazie, prof, lei è un grande); il figliolo sta usando la scuola su misura dei suoi progetti futuri, cogliendone il meglio (per sé) e macinandolo per ottenere ciò che vuole; non compro più quaderni e penne, tanto lui è grande e i compiti non li fa; si è trovato un lavoro part-time per acquistare gli strumenti che gli servono (intesi come synth, cavi, corde, microfoni e compagnia).
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