Dieci minuti di intervallo

che somigliano alla battaglia di Adrianopoli

E’ l’ora della spiega

Lui non c'entra, ma si chiama Buzz, quindi c'entra...

Lui non c’entra, ma si chiama Buzz, quindi c’entra…

Prima di proseguire con le appassionanti vicende del Viaggio Del Figliolo
(numeri 2 e 3),
magari intervallate dalle verifiche dei virgulti (sì, una già data e già corretta, SuperProf in azione),
forse è meglio che vi spieghi la mia intensa attività di questi ultimi giorni.
Non so se vi siete accorti, ma undici post in dieci giorni sono un bel pubblicare.
Allora, prima che qualcuno pensi: ah, come ci vuole bene, laProfe!, vi disilludo subito.
Ciò che ha vinto la mia pigrizia è stata una “campagna” di “passaparola”.
Allora, di che si tratta? Leggi il resto dell’articolo

Il viaggio del figliolo /1

L'appuntamento

L’appuntamento

Allora, Figliolo dice che con i soldi che ha guadagnato al super vuole andare quattro giorni all’estero con i suoi amici.
Bon.
I suoi amici vanno su *famosogruppointernazionalediscontivari* e bloccano la possibilità di andare a Barcellona, Praga, Berlino.
Poi scartano Berlino perché troppo cara.
Poi scartano Praga perché non ho capito bene.
Rimane Barcellona.
Loro scelgono Amsterdam.
Anche qui non ho capito bene.
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Secondo giorno di scuola: libero

Sì, l’ho fatto apposta.
A tutti quelli che sbeffeggiano i professori perché stanno a casa sei mesi l’anno (in realtà sarebbero cinque :-P);
a tutti quelli che si sono inginocchiati davanti a Gelmini e Brunetta;
a tutti quelli che pensano che, in quanto insegnanti, siamo troppi e che un po’ più di ignoranza nel mondo non farebbe male…
Sì, oggi sono a casa da scuola.
Giorno libero.
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Primo giorno di scuola

Per noi è stato il primo giorno di scuola.
Mi piacerebbe parlarvene ma, come ho appena risposto al maritino (a casa con la macchina guasta)
non ce la posso fare
(ho visto tante di quelle storture e stupidate stamani, che metà sono abbastanza).
In compenso:
Il tesoro vieta di usare la spending review per dare 45 milioni alle scuole;
però…
Dà l’ok a 213 milioni per le guerre.
Meno male che la Giannini (quella dei 150mila assunti) dice subito:
“non sono tagli, ma solo accantonamenti necessari per motivi di contabilità. Tuttavia, faremo di tutto per non applicarli”.
Posso ridere?

#noncelapossofare

Chi ben comincia

Ho concluso l’anno scorso, con la mia classe prevalente (quella in cui ho più ore e coordino il coordinabile), raccomandando di non vendere, prestare, perdere, bruciare, sniffare, scollare e cestinare il nostro libro di storia.
Dobbiamo ancora finire l’ultimo capitolo, rivedere le cose principali, concludere in gloria la seconda.
Tutti i giorni, nell’ultima quindicina dell’anno scorso, ho fatto vedere il libro di storia e ho detto: non buttatelo, non passatelo ai cugini o ai fratelli, perché ne abbiamo ancora bisogno.
Ho usato anche la maieutica, mostrando il libro di seconda e chiedendo:
“Lo abbiamo finito?”
E loro: “Nooo, prof!”
“Lo dobbiamo finire?”
E loro (malvolentieri) :”Sììì, prooof!”
“Ne abbiamo bisogno ancora a settembre?”
E loro (rassegnati): “Sìììì, prooof!!”
Andrei avanti ancora per farvi materialmente partecipi di quante volta io abbia detto che dovevamo finire di studiare il libro di seconda, ma ho pietà. Io. Io ho pietà. Loro, i virgulti, no.

Voglio dire: eravamo a giugno. Sono passati due mesi e mezzo. E poco fa la domanda cruciale:

Turbato di nome e di fatto

Turbato di nome e di fatto

#noncelapossofare

Come ridevo

La CapaTórta durante ununa delle sue diaboliche pensate

La CapaTórta durante ununa delle sue diaboliche pensate

Come ridevo quando sentivo che
il dirigente si chiudeva in presidenza e non si faceva più vedere;
in segreteria si poteva entrare solo una alla volta, e a discrezione delle applicate;
in segreteria c’era una riga rossa e guai a chi la oltrepassava;
per parlare col dirigente dovevi fare domanda scritta (uahahahah, grasse risate);
il dirigente leggeva la tua domanda scritta quando gli portavano i fogli da firmare e poi decideva (ih ih ih ih, ho le lacrime agli occhi dal ridere);
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Caos

Sto pre-preparando il verbale del prossimo immediato consiglio di classe
(nel quale dovrei far presente che ci hanno sfrattato dalla nostra aula,
che non abbiamo più la LIM mentre due LIM attenderanno invano in due aule vuote,
che Lucchetta -bocciata- è stata teletrasportata in altra sezione,
e così via).
Mi arriva un messaggio sulla classe virtuale:
– Prof -, mi chiede Turbato – che cosa dobbiamo portare per lei il primo giorno, ché abbiamo tre ore di lettere?-

Capite? I virgulti sanno che avranno tre ore di lettere.
Io, l’orario, non so ancora come sia.

#noncelapossofare

Domino

Stamattina c’erano i consigli di classe delle prime.
Siccome io non sapevo se sarei stata in prima o no (nessuno mi ha detto niente di preciso e ufficiale), ho pensato di non andare.
Poi sono andata ugualmente (il dovere, in fondo sapevo che, avevo già un sacco di materiale da fotocopiare, eccetera).
All’entrata vedo Bifida Activissima che mi saluta con un sorriso da qui a là.
Ora: se io non avessi saputo da chiacchiere su chiacchiere della scorsa settimana che Bifida aveva gentilmente chiesto alla Capa di spostarla nella mia sezione, e se non avessi saputo che la Capa ha accontentato ogni e qualsivoglia insegnante e genitore sia andato a fare un po’ di centu [*] in presidenza,
ecco, se non avessi saputo ciò, mi sarei spaventata.
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Musica maestro

Mi permetto si segnalarvi due petizioni che ho intravisto su Facebook (grazie, Ornella).
Dico intravisto perché Facebook mi sta facendo tribolare e ogni volta che lo apro mi accorgo che #noncelapossofare (tanto per rimanere nel tema di questi primi quindici giorni di settembre).
Però ho fatto in tempo a vedere l’annuncio di Ornella, la risposta di Mel, e il tema preciso.
Non sono riuscita a commentare di là, ma segnalo qui questo problema che si sta facendo annoso:
il fatto che la scuola si stia piegando sempre di più a cancellare ogni pratica educativa per enfatizzare un principio di prestazione (o una “filosofia” della competenze), elevato alla dignità dell’Ideale dell’Io [*].
In questa ottica, alcune discipline vengono sempre più sacrificate, anche in quella Scuola dell’Obbligo che, in quanto tale, non si misura dovrebbe misurare dalla somma nozionistica delle informazioni che dispensa, ma dalla sua capacità di rendere disponibile la cultura come un nuovo mondo [sempre*].
Ecco perché vi segnalo due petizioni sulla musica:
– La prima punta all’inserimento di questa materia nei piani curricolari dei nostri istituti superiori;
– La seconda punta a far sì che l’insegnamento della stessa non venga precluso ma affidato a chi di dovere e di competenza, ovvero i laureati in Musicologia e beni musicali.
Tutte le altre notizie e i link, qui.

Certo, ci sarà qualcuno che dirà che queste petizioni non servono a nulla (appunto #noncelapossofare), ma io direi che vale la pena di provare, no?

[*] Massimo Recalcati, L’ora di lezione – per un’erotica dell’insegnamento, Einaudi2014

Vedi Mantova e poi…

Il cielo sopra Mantova

Il cielo sopra Mantova

…e poi dimentichi per un po’ tutto l’ambaradàn della scuola. Compresi i dodici punti di Renzi (che non sono quelli che qualcuno verrebbe mettergli alla bocca per farlo stare un po’ zitto).
In ogni modo, l’altroieri ho scoperto che, avendo trattato malino il mio nuovo disco esterno (mi sono dimenticata di scollegarlo prima di chiudere il computer), oggi mi dice che un file tale nella directory talaltra è danneggiato, fare il check disk, please.
Ora, il check disk lo farò subito, oggi, forse, vediamo, ma potete capire che la faccenda del #noncelapossofare si è aggravata.
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