Dieci minuti di intervallo

che somigliano alla battaglia di Adrianopoli

Non ha (ho) parole

Oggi ho fatto un po’ di cosine, a scuola.
Ho preparato una lettera per dire alla CapaTórta che si deve muovere e convocare le famiglia di Reuccio e di CinCiùE, perché dove non arriviamo noi, o ci arriva lei o avvisiamo i servizi sociali (tanto io il modulo l’ho già pronto da mo’);
ho incontrato la prof. Ciclista che mi ha detto di non avvisare nessuno (manco la Capa) che ci pensava lei a tutto e risolveva tutto;
ho preparato una bella lezione per la mia flipped class (no, non nel senso che sono flippati; cioè, sì, sono un po’ flippati, ma qui vuol dire che loro si erano già portati avanti a casa con i miei materiali, e oggi dovevamo concretizzare);
ho controllato e ho notato che la connessione non andava, quindi la mia lezione se ne andava a ramengo perché l’avevo depositata da qualche parte sul web; Leggi il resto dell’articolo

Contrastanti emozioni

Mi sento tranquilla, persino mentre correggo le verifiche di geografia di quelli di terza (“quelli di terza” non ha un tono tanto tranquillo, ma giuro che sono rilassata e leggera mentre cancello le loro cazz cretinate).
Mi sento rilassata, magari un po’ al freddo, ché non ricordo più come programmare per benino la caldaia (cioè, per ricordare, mi ricordo, e infatti è tutta programmata, on di qui e off di là; è solo che non riesco a mutare faccia alla temperatura, così che, quando è il momento dell’on, la temperatura richiesta è ancora di 16 gradi e col cavolo che lei si accende). Lei sarebbe la caldaia, umanizzata a sufficienza per fare di testa sua.
Comunque, dicevo, mi sento tranquilla, anche pensando alla CapaTórta, che mi ha tolta dalla mia aula-pollaio (dove finalmente ha fatto mettere la LIM)[*], e ci ha messi in un’aula stretta e lunga come un corridoio, dove metterà la LIM in questi giorni, posizionandola (visti gli attacchi) appena dietro un pilastro che spunta dal muro; mi sento tranquilla pensando che non ho ancora consegnato i verbali degli scrutini dell’anno scorso e nessuno se n’è accorto e io li tengo lì e vediamo chi lo scopre per primo; tranquilla pensando che non ho ancora consegnato le programmazioni di quest’anno e nessuno se n’è accorto nemmanco di quello (e poi domani, improvvisamente, mi chiederanno tutto, ah ah ah). Mi sento tranquilla persino pensando che sul conto corrente stiamo già virando al rosso.
Mi sento tranquilla anche sapendo che ho vergognosamente trascurato il blog (questo), limitandomi a curiosare in quelli degli altri.
Mi sento tranquilla.
E non capisco come mai da un po’ di giorni, quando, putacaso, devo cercare qualcosa su un famoso motore di ricerca, le uniche domande che riesco ad esprimere sono formulate in questo modo:
ma cosa cazzo è il vault del Norton?

 

[*]sì, avete letto bene; ha fatto mettere la LIM e si è accorta che per noi l’aula era troppo piccola e ci ha spostati da un’altra parte

Il Grande Fratello

L'è lu, l'è lu, sì sì l'è propri lù...

L’è lu, l’è lu, sì sì l’è propri lù…

Devo dire che, in un momento di ricongiungimento famigliare con lontano parente, mi iscrissi a Facebook.
Devo anche dire che, in un momento di tentativo di sviare l’attenzione dalla mia iscrizione a Facebook, mi iscrissi pure come LaVostraProf.
Tempo fa, quando un vecchio amico scoprì che ero su Facebook, mi “chiese l’amicizia” (scusa, caro vecchio amico, ma l’espressione tra virgolette mi fa cagare).
Comunque, lui chiese e io non ricevetti.
Perché?
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Picchiamola

Pallina Nipote, detta Ciccia, siede al primo banco, contro la sua volontà. Il fatto è che è piccola, bionda, burrosa e piena di sé.
Capitemi, non l’abbiamo messa davanti perché è bionda e grassottella, l’abbiamo messa davanti per gli altri due motivi.
Da un certo punto di vista, io sono contenta per lei: immaginatevi una tappetta assai rotonda, in classe con tre filiformi e graziose, timidissime compagne; con una stangona che sembra sua zia; con due straniere che puzzano un po’ di curry e aglio ma sono assai avvenenti, e con un’altra tappetta biondissima, magrissima e campionessa di nuoto.
Insomma, ce ne sarebbe abbastanza per un paio di complessi come si deve (intesi in senso metafisico e psicanalitico, non nel senso di boy band). Invece, niente. Cioè, al contrario. Leggi il resto dell’articolo

Preview con parentesi varie

Benché non si ancora ufficiale,
benché i miei dati (questi sì, ufficiali) siano appena stati spediti e debbano ancora essere controllati,
benché i miei figlioli abbiano teoricamente già spesso tutto e anche di più,
chiedendomi delle cose necessarissime,
[sì, lo so, non dovevo dire della cosa]
benché io debba (di conseguenza) dare addio al tablet che volevo,
comunico con soddisfazione che,
dopo tutti quei post, quelle foto, quelle vignette, quei messaggi
(che magari non tutti avete visto perché li ho sparsi ovunque),
insomma, dopo tutta quella campagna di cui si diceva a inizio settembre,
e con la quale vi ho sfracellato i maroni,
comunico, dicevo, che almeno ve li ho sfracellati per un motivo.

In attesa, esultiamo

In attesa, esultiamo

[chi volesse fare con me una discussione sul fatto che venga coinvolto un sito di vendite online assai discusso e criticato e con numerosi punti da rivedere, si accomodi pure; ne parliamo, e ci troveremo, immagino, d’accordo. Ma, per il momento, io quel buono mica lo butto. Lo uso.)

La Splendida Ciclista Enciclopedica

Ho avuto conferma. Altre colleghe sentono l’afrore della prof. Ciclista.
Ma la prof. Ciclista è una persona intelligente, e ha capito che, dopo sei intrusioni in classe per intervistare i miei virgulti che non avevano bisogno di essere intervistati, e dopo che ho preso Reuccio che stava chiacchierando con lei in corridoio e l’ho riportato in aula a fare il suo dovere, commentando la performance della collega che stava in corridoio a chiacchierare con un alunno, e dopo un altro paio di episodi di questo genere, ecco, la prof. Ciclista ha capito che è meglio se mi sta alla larga.
Per dire che magari adesso sa di buono, eh. E’ solo che io non la annuso da qualche giorno.
Il fatto è, però, che qui mi interessa la sua strategia lavorativa.
Ora, diciamo subito che sappiamo ormai tutti che ha lavorato in Università (tanto di cappello), poi hanno soppresso il suo corso (non ho capito perché) e allora lei ha cominciato a fare domanda di supplenza nelle scuole. Adesso è in qualche fascia che non so ed è arrivata fino a noi. Quando uno dice la fortuna.
L’altra cosa che abbiamo saputo è che lei non è lì per caso.
Ha spiegato in sala prof che l’anno scorso lavorava per la nostra Capa nell’altra scuola, e ha lavorato così bene e con risultati così Splendidi, e ha un rapporto così Splendido con i suoi alunni e anche con i miei e con quelli degli altri, che la Capa l’ha fortemente e Splendidamente voluta anche in questa scuola.
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Noi ne parliamo

Per una volta coincidendo i tempi, per una di quelle occasioni che a volta a scuola fanno molto comodo (anche se l’avvenimento è tragico), oggi in classe si parlerà di questo:

La prima, 150 anni fa

La prima, 150 anni fa

Ringrazio come sempre Danielgr per la segnalazione.

Se voleste approfondire, adesso c’è anche un sito dedicato, qui. E qui l’elenco delle testimonianze di torinesi coinvolti in qualche modo nei fatti (se avete qualche minuto, leggetene almeno alcune).
Scorrazzate nel sito (come i “monelli” di Torino), consultate pure la Convenzione di settembre, o le testimonianze o l’elenco di morti e feriti, e pensate a me che in classe non potrò far vedere nulla ma solo parlarne…

Vorrei incontrare le pietre [cit] ma vi metto le figu

In realtà, vorrei aver finito di correggere le carte mute (mi aspetta una domenica bestiale [ri-cit], per potermi mettere lì a farvi la figu (ve’, quanto vi voglio bene), ma
dopo essere tornata da scuola
ho scoperto che internet non andava.
All’inizio volevo solo avvisarvi che se vi va di iscrivervi (magari con una mail di comodo) a Zzub, l’indirizzo cui farlo è sempre questo. E che scade domani sera alle 23.59.
Volevo avvisarvi ma ho dovuto telefonare al mio gestore telefonico.
Ho passato qualche minuto di gentile attesa e poi ho parlato con Gaia (grazie, Gaia), che mi è sembrata competente e gentile, ma dopo la conversazione e i controlli mi ha costretto a uscire di casa e vagare per la campagna padana a cercare un filtro adsl nuovo (l’ho trovato).
Sono tornata e ho cambiato il filtro adsl (volete ridere? La Gaia mi dice: “… perché, signora, se è un anno, un anno e mezzo che ha il filtro, magari non va più, bisogna cambiarlo”. Grazie, cara, sono dieci anni che ho su il filtro e ormai si è incrostato. Comunque, ho dato retta e l’ho cambiato).
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Qui ci vuole la figu

La prof. Ciclista è appena arrivata a scuola. Ha una di quelle cattedre di risulta di cui sono maestri i provveditorati, per cui una cattedra di diciotto ore diventa due spezzoni da nove ore, e un’altra diventa quattro ore di alfabetizzazione, cinque ore di progetto Vattelapesca, tre di progetto Vattelapera, e sei, forse, di lezione in classe (magari in sei classi diverse, a fare la famosa ora di “approfondimento” della Gelmini, un’ora in ogni classe, bellissimo, didatticamente produttivo e così via).
La prof. Ciclista, con una di quelle cattedre di risulta, si trova sottodimensionata rispetto alla considerazione di sé che ha maturato nei suoi ultimi cinquant’anni di vita. La prof. Ciclista, che d’ora in poi chiameremo, per meglio riconoscerla, la Puzzona, deve recuperare la considerazione altissima di sé venendo a spaccare i maroni a tutti.
Nella fattispecie, li sta spaccando a me.
La Puzzona arriva in classe durante la prima delle prove di livello. Entra. Si ferma, mi guarda, io la guardo e saluto. Lei mi guarda e si guarda in giro: ora, come sapete, ci hanno ficcato in un’aula dove i miei venticinque alunni riescono a stare seduti nei loro banchi solo se io non devo scrivere alla lavagna (di ardesia, rotta). Se devo scrivere, devo mettere il culo (compermesso) sul primo banco, e questo non è didatticamente produttivo.
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E’ l’ora della sdraio [*]

I sogni son desideri

I sogni son desideri

Sono le otto e mezza e, apparte il fatto che sono qui a scrivervi (e a ricordarvi di iscrivervi qui), stamattina, prima di andare a scuola in anticipo perché ciò un appuntamento con una madre (diggià? Diggià), devo:
- andare in banca a pagare l’F24 della Tasi, che scadeva lunedì;
- comprare un cartoncino 50X70 viola, ché altrimenti le mie colleghe non vedono gli avvisi che metto loro in sala prof;
- preparare due avvisi per le colleghe;
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