Dieci minuti di intervallo

che somigliano alla battaglia di Adrianopoli

Preview con parentesi varie

Benché non si ancora ufficiale,
benché i miei dati (questi sì, ufficiali) siano appena stati spediti e debbano ancora essere controllati,
benché i miei figlioli abbiano teoricamente già spesso tutto e anche di più,
chiedendomi delle cose necessarissime,
[sì, lo so, non dovevo dire della cosa]
benché io debba (di conseguenza) dare addio al tablet che volevo,
comunico con soddisfazione che,
dopo tutti quei post, quelle foto, quelle vignette, quei messaggi
(che magari non tutti avete visto perché li ho sparsi ovunque),
insomma, dopo tutta quella campagna di cui si diceva a inizio settembre,
e con la quale vi ho sfracellato i maroni,
comunico, dicevo, che almeno ve li ho sfracellati per un motivo.

In attesa, esultiamo

In attesa, esultiamo

[chi volesse fare con me una discussione sul fatto che venga coinvolto un sito di vendite online assai discusso e criticato e con numerosi punti da rivedere, si accomodi pure; ne parliamo, e ci troveremo, immagino, d’accordo. Ma, per il momento, io quel buono mica lo butto. Lo uso.)

La Splendida Ciclista Enciclopedica

Ho avuto conferma. Altre colleghe sentono l’afrore della prof. Ciclista.
Ma la prof. Ciclista è una persona intelligente, e ha capito che, dopo sei intrusioni in classe per intervistare i miei virgulti che non avevano bisogno di essere intervistati, e dopo che ho preso Reuccio che stava chiacchierando con lei in corridoio e l’ho riportato in aula a fare il suo dovere, commentando la performance della collega che stava in corridoio a chiacchierare con un alunno, e dopo un altro paio di episodi di questo genere, ecco, la prof. Ciclista ha capito che è meglio se mi sta alla larga.
Per dire che magari adesso sa di buono, eh. E’ solo che io non la annuso da qualche giorno.
Il fatto è, però, che qui mi interessa la sua strategia lavorativa.
Ora, diciamo subito che sappiamo ormai tutti che ha lavorato in Università (tanto di cappello), poi hanno soppresso il suo corso (non ho capito perché) e allora lei ha cominciato a fare domanda di supplenza nelle scuole. Adesso è in qualche fascia che non so ed è arrivata fino a noi. Quando uno dice la fortuna.
L’altra cosa che abbiamo saputo è che lei non è lì per caso.
Ha spiegato in sala prof che l’anno scorso lavorava per la nostra Capa nell’altra scuola, e ha lavorato così bene e con risultati così Splendidi, e ha un rapporto così Splendido con i suoi alunni e anche con i miei e con quelli degli altri, che la Capa l’ha fortemente e Splendidamente voluta anche in questa scuola.
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Noi ne parliamo

Per una volta coincidendo i tempi, per una di quelle occasioni che a volta a scuola fanno molto comodo (anche se l’avvenimento è tragico), oggi in classe si parlerà di questo:

La prima, 150 anni fa

La prima, 150 anni fa

Ringrazio come sempre Danielgr per la segnalazione.

Se voleste approfondire, adesso c’è anche un sito dedicato, qui. E qui l’elenco delle testimonianze di torinesi coinvolti in qualche modo nei fatti (se avete qualche minuto, leggetene almeno alcune).
Scorrazzate nel sito (come i “monelli” di Torino), consultate pure la Convenzione di settembre, o le testimonianze o l’elenco di morti e feriti, e pensate a me che in classe non potrò far vedere nulla ma solo parlarne…

Vorrei incontrare le pietre [cit] ma vi metto le figu

In realtà, vorrei aver finito di correggere le carte mute (mi aspetta una domenica bestiale [ri-cit], per potermi mettere lì a farvi la figu (ve’, quanto vi voglio bene), ma
dopo essere tornata da scuola
ho scoperto che internet non andava.
All’inizio volevo solo avvisarvi che se vi va di iscrivervi (magari con una mail di comodo) a Zzub, l’indirizzo cui farlo è sempre questo. E che scade domani sera alle 23.59.
Volevo avvisarvi ma ho dovuto telefonare al mio gestore telefonico.
Ho passato qualche minuto di gentile attesa e poi ho parlato con Gaia (grazie, Gaia), che mi è sembrata competente e gentile, ma dopo la conversazione e i controlli mi ha costretto a uscire di casa e vagare per la campagna padana a cercare un filtro adsl nuovo (l’ho trovato).
Sono tornata e ho cambiato il filtro adsl (volete ridere? La Gaia mi dice: “… perché, signora, se è un anno, un anno e mezzo che ha il filtro, magari non va più, bisogna cambiarlo”. Grazie, cara, sono dieci anni che ho su il filtro e ormai si è incrostato. Comunque, ho dato retta e l’ho cambiato).
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Qui ci vuole la figu

La prof. Ciclista è appena arrivata a scuola. Ha una di quelle cattedre di risulta di cui sono maestri i provveditorati, per cui una cattedra di diciotto ore diventa due spezzoni da nove ore, e un’altra diventa quattro ore di alfabetizzazione, cinque ore di progetto Vattelapesca, tre di progetto Vattelapera, e sei, forse, di lezione in classe (magari in sei classi diverse, a fare la famosa ora di “approfondimento” della Gelmini, un’ora in ogni classe, bellissimo, didatticamente produttivo e così via).
La prof. Ciclista, con una di quelle cattedre di risulta, si trova sottodimensionata rispetto alla considerazione di sé che ha maturato nei suoi ultimi cinquant’anni di vita. La prof. Ciclista, che d’ora in poi chiameremo, per meglio riconoscerla, la Puzzona, deve recuperare la considerazione altissima di sé venendo a spaccare i maroni a tutti.
Nella fattispecie, li sta spaccando a me.
La Puzzona arriva in classe durante la prima delle prove di livello. Entra. Si ferma, mi guarda, io la guardo e saluto. Lei mi guarda e si guarda in giro: ora, come sapete, ci hanno ficcato in un’aula dove i miei venticinque alunni riescono a stare seduti nei loro banchi solo se io non devo scrivere alla lavagna (di ardesia, rotta). Se devo scrivere, devo mettere il culo (compermesso) sul primo banco, e questo non è didatticamente produttivo.
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E’ l’ora della sdraio [*]

I sogni son desideri

I sogni son desideri

Sono le otto e mezza e, apparte il fatto che sono qui a scrivervi (e a ricordarvi di iscrivervi qui), stamattina, prima di andare a scuola in anticipo perché ciò un appuntamento con una madre (diggià? Diggià), devo:
– andare in banca a pagare l’F24 della Tasi, che scadeva lunedì;
– comprare un cartoncino 50X70 viola, ché altrimenti le mie colleghe non vedono gli avvisi che metto loro in sala prof;
– preparare due avvisi per le colleghe;
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E’ l’ora della spiega

Lui non c'entra, ma si chiama Buzz, quindi c'entra...

Lui non c’entra, ma si chiama Buzz, quindi c’entra…

Prima di proseguire con le appassionanti vicende del Viaggio Del Figliolo
(numeri 2 e 3),
magari intervallate dalle verifiche dei virgulti (sì, una già data e già corretta, SuperProf in azione),
forse è meglio che vi spieghi la mia intensa attività di questi ultimi giorni.
Non so se vi siete accorti, ma undici post in dieci giorni sono un bel pubblicare.
Allora, prima che qualcuno pensi: ah, come ci vuole bene, laProfe!, vi disilludo subito.
Ciò che ha vinto la mia pigrizia è stata una “campagna” di “passaparola”.
Allora, di che si tratta? Leggi il resto dell’articolo

Il viaggio del figliolo /1

L'appuntamento

L’appuntamento

Allora, Figliolo dice che con i soldi che ha guadagnato al super vuole andare quattro giorni all’estero con i suoi amici.
Bon.
I suoi amici vanno su *famosogruppointernazionalediscontivari* e bloccano la possibilità di andare a Barcellona, Praga, Berlino.
Poi scartano Berlino perché troppo cara.
Poi scartano Praga perché non ho capito bene.
Rimane Barcellona.
Loro scelgono Amsterdam.
Anche qui non ho capito bene.
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Secondo giorno di scuola: libero

Sì, l’ho fatto apposta.
A tutti quelli che sbeffeggiano i professori perché stanno a casa sei mesi l’anno (in realtà sarebbero cinque :-P);
a tutti quelli che si sono inginocchiati davanti a Gelmini e Brunetta;
a tutti quelli che pensano che, in quanto insegnanti, siamo troppi e che un po’ più di ignoranza nel mondo non farebbe male…
Sì, oggi sono a casa da scuola.
Giorno libero.
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Primo giorno di scuola

Per noi è stato il primo giorno di scuola.
Mi piacerebbe parlarvene ma, come ho appena risposto al maritino (a casa con la macchina guasta)
non ce la posso fare
(ho visto tante di quelle storture e stupidate stamani, che metà sono abbastanza).
In compenso:
Il tesoro vieta di usare la spending review per dare 45 milioni alle scuole;
però…
Dà l’ok a 213 milioni per le guerre.
Meno male che la Giannini (quella dei 150mila assunti) dice subito:
“non sono tagli, ma solo accantonamenti necessari per motivi di contabilità. Tuttavia, faremo di tutto per non applicarli”.
Posso ridere?

#noncelapossofare

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