Dieci minuti di intervallo

che somigliano alla battaglia di Adrianopoli

Gusci

non bussare, non apro

non bussare, non apro

Sono uscita dalla mia tana estiva e sono andata a cercare un quotidiano e un noir.
Ho parcheggiato e mi ha chiamato Linda Legs. Mi ha tenuto ferma a parlare della CapaTórta mentre un mendicante alle nostre spalle suonava la Capinera e diceva grazie grazie.
Sono andata a prendere il quotidiano e il noir e uscendo ho sbattuto contro Marina la Maestrina.
Sono corsa alla macchina e mi ha bloccato la Toccafondi (chissà chi se la ricorda, la Toccafondi) perché c’è un certo progetto…
Ora, capitemi: lo so che ho fatto sei mesi di vacanze (peraltro chiusa in casa perché non so voi come fate, io col mio stipendio, il mutuo e le rate dell’auto, è ancora tanto se sto in casa), lo so che dovrei essere riposata, so anche che, col Capo, mi sarei già messa lì a preparare roba, ma quest’anno… quest’anno, no.
‘un gliela fo.
Volevo andare a prendere un po’ di pane carasau ma ci ho rinunciato e sono rientrata nel guscio.

E’ tornato su Ork

Meditazioni

ohè!

ohè!

Dirò una cosa banale, ma c’è qualcun altro di voi che sta lavorando al computer con felpa, sciarpa, aspirina e meditando (appena smette di piovere) di uscire a prendere qualcosa per il mal di gola?
E nessuno medita di accendere il riscaldamento o di mettere un paio di scalfarotti di lana?

Fuori due

Cioè, non del tutto, metaforicamente parlando, la strada è ancora lunga, eccetera.
ma un passo avanti lo s’è fatto… Leggi il resto dell’articolo

Per rivederla, la password

Mi sono tormentata una mezz’ora,
scrivendo il post con dei particolari
che avrebbero indicato chiaramente
chi sia quell’ineffabile signora
(che chiamo CapaTórta per fattori
che mai rivelerò qui espressamente).

Mi sono tormentata, ma ho deciso
che se volevo far capire il tipo
dovevo qui elencare con fermezza
ed in un modo assai assai preciso
ogni sua grande o piccola sconcezza.

Per questo son costretta ancora adesso
a chiedervi di chiedere il permesso.
La password, cari i miei gran bambinoni,
è quella smemorata di ……………………….

Protetto: …si rivede

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Chi non muore…

Due ore dopo essere entrata ufficialmente a scuola, questa sconosciuta mi ha messo un braccio sulle spalle e mi sono trovata il suo ghign sorriso a due centimetri, mentre mi diceva: ah, tu sei l’amica di Tizia e sei stata la professoressa di Caia!
Ora, siccome io conosco Livia e Sempronia ma non Tizia e Caia, e siccome mi dà molto molto ma molto fastidio che qualcuno mi metta il braccio sulle spalle se non appartiene al gruppo: marito/Mel Gibson/ Denzel Washington, mi sono scostata, l’ho fissata e le ho detto: no.
Errore.
La Capa Tórta (con la “o” chiusa) ha un suo sistema di classificazione: di qui gli amici, di là i lavativi, più in là ancora i nemici, e in un angolo gli inutili e i piantagrane. In presidenza, invece, le tappetine (intese come professoresse trasformate in utili, piccoli tappeti da calpestare e utilizzare a piacimento sdraiate a tappeto intorno, dentro e fuori dalla presidenza: lei dica, io eseguo e approvo). Leggi il resto dell’articolo

Chi s’accontenta…

Dopo decenni di insegnamento, dopo innumerevoli estati passate a esaminare gli esaminandi, dopo almeno dieci anni con questo consiglio di classe…
…abbiamo fatto la ola quando l’ottavo esaminando ha finalmente azzeccato la data dell’inizio della seconda guerra mondiale

et habemus maritinum…

buste di carta per gettare la carte e le buste

buste di carta per gettare la carte e le buste

Il marito esce dal ripostiglio trionfante, con in mano una scatola di detersivo per lavatrice.
In momenti di magra come questi (c’avete fatto caso? La metà del mese corrisponde ormai a momenti di magra…) anche tale ritrovamento dona speranza e gioia.
Comunque, dopo il felice ritrovamento, il maritino si è sistemato sul divano (c’è per caso qualche altra partita del mondiale?). Leggi il resto dell’articolo

(ri)habemus Ciccium

Devo dire che tra scrutini alla minchia di cane leggera, firme farlocche, votazioni fuori legge, colloqui non dovuti ma fatti, preside latitante, l’anno stava finendo davvero maluccio.
Per fortuna, che storia!, l’altra sera è successo l’insperabile.
La figliola grande aveva voglia di un gelato, se ne è uscita con un (ex)compagno di classe

Stremato e sporco

Stremato e sporco

e una volta in centro paese (centro città? centro cittadina?) ha notato una gattone rosso spelacchiato e gnaulante. L’ha preso, se l’è fatto scappare, con graffi annessi, l’ha ripreso e l’ha portato a casa.
Così, un mese e quattro giorni dopo la scomparsa, nuntio vobis gaudium magnum:
ri-habemus Ciccium!
Sporco, grigiastro, spelacchiato, pieno di pulci e con una fame arretrata che ci ha costretto a tenerlo a stecchetto e a nutrirlo piano piano ogni due ore (fosse stato per lui, si faceva fuori otto etti di scatolame in un amen).
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