Dieci minuti di intervallo

che somigliano alla battaglia di Adrianopoli

Buon0 a sapersi

Fino a martedì (aggiornamento)

Piove.
È mercoledì.
Non sono a Cesena.

OttoPunto26 vuole sapere se andremo in gita e se può fare un percorso sul petrolio che poi parla della tecnica di estrazione per collegarsi a tecnica e dei suoni di una trivella per collegarsi a musica e di Paperon de’ Paperoni nel Klondike per collegarsi a educazione artistica o come diavolo si chiama ora e fare l’equivalenza tra tonnellate di petrolio e bicchieri di aranciata che danno in mensa per collegarsi a matematica e poi dalla mensa si passa alla fame nel mondo per collegarsi a geografia e tutto ciò può essere un bel percorso d’esame tanti auguri di buona Pasqua prof, ha già comprato l’uovo di Pasqua perché mio nonno ce li ha che costano meno perché sono caduti da un camion ne vuole uno per i suoi sette figli, ah ah, sono sette come i sette nani.

Sono fuggita nella metropoli.
La metropoli era fredda.
Non sono nemmeno riuscita a mangiare.
Credo che dormirò per una settimana.

(ha ragione Locomotiva, ché invece di dormire sono di là a pulire i bagni)

Fino a fine d’anno

OttoPunto26 si chiama così in quanto questa è la frequenza sulla quale trasmette di solito. Ininterrottamente. Ha una madre che, quando viene a udienze, ci chiede di frustarlo con il gatto a nove code. A parte questo, non riesce a fare niente altro (la madre). Anzi, sì. Dopo averle sciorinato ripetutamente davanti le verifiche di Otto (in bianco), i temi di Otto (sette righe), e gli interventi di Otto in aula, essa madre è intervenuta e lui si è calmato.
Perché? Quali erano gli interventi di Otto in aula? Leggi il resto dell’articolo

Il ritorno di OttoPunto26

Durante la spiegazione di storia:

Ecco, quindi, bla bla, l’Armata Italiana in Russia, bla bla, ora non ho qui i numeri esatti ma bla bla, morti, feriti, congelati, non ho i numeri ma poi ve li porto e bla bla, morti sul Don, prigionieri, per i numeri precisi andremo poi a vedere e… Sì?

Prof, mi dica, quanti sono stati i morti italiani in Russia?

Shhh…

Ma se le otto di questa settimana in realtà son le sette della settimana scorsa, e se io la settimana scorsa andavo a letto alle nove, che in realtà sono le dieci di questa settimana, perché da qualche giorno mi addormento alle otto e venticinque?

scusatemi

po' con l'apostrofo

Eccola.

Allora, spero che tutti siate andati a vedere chi è la Serbelloni. Se no, fa niente. Riassumo: la Serbelloni parla in terza persona (sì, come la ‘povna, ma chissà perché ho l’impressione che la ‘povna sarebbe meglio, mah…); poi, la Serbelloni non cammina, ancheggia e sbatte i suoi chili qui e là con noncuranza (nel senso che vi investe e chissenefrega); Leggi il resto dell’articolo

Seee…

Eh, già. Perché non pubblico? Perché non sono qui a scrivervi?
Be’, intanto sono qui a scrivervi.
Però vi ho trascurato, sì. Poveri.
Cioè, poveri mica tanto. Vi ricordo che ho cominciato due post fa dicendovi che la prof Serbelloni piage, e nessuno ha fatto una piega di compassione e nemmeno mi ha chiesto perché piange.
Che piangeva anche stamane, per dire.
Vi ricordo che vi ho narrato le mie disgrazie e voi avete riso.
Vi ricordo che ho appena sottotitolato un video per i tonti di prima media, e mi sono accorta di aver sbagliato la durata dei vari sottotitoli.
Vi ricordo questa ultima cosa così ridete ancora un po’.
Vi ricordo che la figlia del pronto soccorso ne ha avuta un’altra e nel mio giorno libero ho dovuto recarmi nella metropoli a raccoglierla, ma siccome oggi doveva andare di nuovo nella metropoli, è miracolosamente guarita.
E voi ridete. Siete cattivi.

E come se non bastasse

La fantastica linea che mi collega al mondo web è interrotta.
Scrivo veloce da un computer non mio, collegato con chiavetta, e vado a correggere le verifiche di storia, ché ormai non ho più scuse… :-(

E, ma, adesso basta, eh.

La prof Serbelloni piangeva. Ma questo ve lo racconto un’altra volta.
Volevo prima raccontarvi di quello che è successo in questi due giorni appena passati del 2012. Cosa c’entra il 2012? Niente, era solo per dire in che anno siamo.
Comunque, fatto sta che sabato e domenica una figliola se ne è andata a spasso con le amiche per la metropoli, poi lunedì si alza alle cinque per fare la doccia e lavarsi i capelli, poi si alzano tutti gli altri e io alle sei, perché devo essere a scuola alle otto. Leggi il resto dell’articolo

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 32 other followers