Dieci minuti di intervallo

(contro la stupidità, neanche gli dei…)

Sempre qui, con la puzza e tutto il resto

2016-11-26_18h29_31

Ciclista, per Musicamauro, che capirà

Ho appena scoperto che questo blog ha un intrinseco valore evocativo e memoriale.
Perché l’altro ieri qualcuno, sottovoce, in sala prof diceva: ma com’è che la prof. Ciclista sta come il prezzemolo in tutte le classi e in più ha uno stipendio da diciotto ore e ne fa dodici ed è diventata il braccio destro della CapaTórta ed è stata chiamata qui da noi anche se io conosco uno che è arrivato prima di lei al concorso (quello stesso concorso che la mamma della prof. Ciclista diceva già superato ancora prima che lei facessero gli orali)?
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Facts and figures

2016-11-22_09h38_48

L’ho preso da qui

Ardea Cinerini

2016-11-15_19h00_59

Lo sguardo di Ardea

Avanza per il corridoio alta e flessuoso come un giunco, e con lo sguardo attento e intelligente di un airone. Si chiama Ardea. Ardea Cinerini.
Ci è precipitata dal cielo svolazzando lontano dalle colleghe maestre insieme a Zenaida Bonaparte.
Se contate Marina la Maestrina, son tre le maestre che hanno svolazzato da là a qua.
Be’, dice qualcuno già oscurandosi in volto, hai qualcosa contro le maestre?
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I segni del destino

Ieri ero lì che vi spiegavo dello SPID per l’ID.
Oggi sono qui per spiegarvi che le meraviglie della tecnologia sono portentose: vado in posta, dico dello spid, cliccano sette volte sul computer, non guardano la mia carta di identità e la copia della carta di identità, e mi identificano.
Ci ho messo di più a spedire i libri al figliolo.
E dire che avevo messo sulla copia della carta di identità una foto di quando avevo ventisette anni, ma loro non hanno nemmanco guardato, così non ho fatto neppure quella bella figura di essere identificata con una foto in cui dimostravo diciannove anni (perché a ventisette ne dimostravo diciannove, eh).
In ogni modo, dove stanno i segni del destino?
Adesso arrivano.
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ID o non ID?

Chi l’avrebbe mai detto? Invece di preparare il pranzo della domenica, invece di correggere 26 temi, invece di passare allo scanner le pagine che servono a mio figlio, sperso nel nord da qualche parte a studiare, invece di stirare le 72 camicie che attendono fiduciose…
Invece di tutto ciò, sono ancora qui a darvi una comunicazione di servizio.
Premessa: l’anno scorso il nostro Munifico Governo, invece di dare 50 mila euro alla mia scuola, che avrebbe ben saputo che cosa farne, li ha sbriciolati in 500 euro a testa a noi 100 bravi insegnanti che subito siamo andati a comprare libri e computer.
Poi salta fuori che qualcuno ha comprato lavatrici, che il Munifico non ha detto come di preciso certificare le spese, che ogni scuola si è arrangiata, che alcune scuole hanno perso la certificazione, e badabìm e badabàm, quest’anno il Munifico decide di ridarci i 500 euro, ma con attenzione.
L’attenzione è questa (e qui sta il mio servizio, ché vi dico come averli):
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Il computer e io

studio

Compresi Bruno Brazil e Luc Orient ecc.

Sto talmente tanto al computer che ho acquistato un paio di occhiali espressamente dedicati.
Veramente, tre paia.
Le prime due paia le ho perse. Sono da qualche parte, infognate nell’angolo che è il mio angolo studio, sommerso di carte, cartacce e qualche volta di calzini(nella foto, però, li ho tolti).
Comunque, la tastiera è libera e io la uso. La uso per: il PDP, il PAP, il Pof, i BES, i DSA, i non DSA, le verifiche, le mappe, i corsi di aggiornamento online, e compagnia bella.
Così, per farmi perdonare il disordine e per dare un senso profondo alle ore passate al computer, ho deciso che, di tanto in tanto, il blog si piegherà al servizio di chi passa di qui e legge. Leggi il resto dell’articolo

Avviso

Questo è un blog lamentoso.
Sì, lo so, nacque tanti e tanti anni fa come divertimento e gioioso sfogo alle balzane e divertenti avventure scolastiche.
Ma.
Il blog è invecchiato: son quasi dieci anni. Il che, nel mondo bloggarolo, equivalgono alla maturità. Il blog si affaccia su un’altra scuola: cioè, sempre le stesse pareti color fucsia e i muri verde smeraldo, ma per il resto, nisba.
Molti colleghi sono passati nel mondo dei P(iù)(ensionati): è sparito il professor Magli, la prof. Armanelli, il prof. Vacuo, la prof. Melavèrda, Bocconcino, il prof. Giadosi (che si è involato con l’Armanelli, tra l’altro), e così via.
Ecco, questi qui mi facevano ridere. Leggi il resto dell’articolo

A volte, sì

ritorno

Ingrassata, inacidita, fiammeggiante, ma sono ancora qui

Cuor contento, il ciel…

Ho già diviso, in passato, alcune classi con Bifida Activissima.
È stata un’esperienza interessante ma piuttosto triste.
Le classi in cui Bifida imperava (con me che seguivo i virgulti un paio d’ore la settimana) sono sempre state classi acidule, competitive, direi anche pettegole e malfidenti.
Adesso mi hanno (plurale non majestatis) catapultato in una terza. Eredità di Bifida. Ero preoccupata. In un modo malsano, mi aspettavo di dover combattere contro piccoli Bifidi in erba, come era successo in passato.
Lo sono ancora, preoccupata.
In un modo sanissimo.
Questi alunni sono chiacchieroni (tutti), la metà non studia, un bel quartino sembra perennemente ubriaco e non si rende conto di dove si trova (a scuola, gliel’ho detto), un ottavo trova interessante dipingersi le unghie durante le ore di francese, e un un altro ottavo è invece deciso a studiare, anche se ho scoperto che non sanno che cosa è stata la Restaurazione e chi è Marx. Per dire.
Ma era per comunicarvi che, nonostante Bifida (che Dio l’abbia in gloria) e dopo tre anni passati con FrontMan e compagnia, mi sono ritrovata in una classe normale.
Non è meraviglioso?
Sono così contenta che vi metto qui sotto un elenco delle loro conoscenze storiche:

Quale forma di governo si sviluppò in Europa ed ebbe come modello la Francia del Seicento?
Si sviluppò un governo protestante.
Che cosa fecero le colonie inglesi alla fine del Settecento?
Sbarcarono in America. Allargarono il territorio.
Che cosa scaturì da questo fatto?
Le colonie francesi e il fatto che loro avevano le strade.
Qual era la situazione politica italiana tra Settecento e Ottocento?
La situazione era calata un po’ rispetto agli anni scorsi e c’erano molte più cose da gestire. La situazione era in condizioni molto critiche.
In quale città si svolse un importante congresso nel 1815?
A Trento.
A Torino.
A Parigi.
Il Romanticismo.
Napoleone.

Rime e ritmi

Per via del fatto che queste nuove classi non le conosco, sto dandomi da fare con le famose prove di livello.
“Che cosa sono le prove di livello?”, mi ha chiesto l’altro ieri uno di terza, lasciandomi con l’interrogativo di dove ha vissuto negli ultimi tre anni. Comunque, visto che l’ho spiegato a loro, spiego anche a chi non sa.
Le prove di livello sono quelle verifiche (ex-compiti in classe) che vengono assegnate all’inizio dell’anno per avere un’idea di quale sia il livello della preparazione dei vostri cari virgulti scolastici.
Servono a chi ha avuto la stessa classe negli anni precedenti per rendersi conto che la sua presenza in aula, negli anni precedenti, è stata del tutto ininfluente sull’andamento culturale degli alunni: le conoscenze, a settembre, sfiorano lo zero. Leggi il resto dell’articolo