Dieci minuti di intervallo

(contro la stupidità, neanche gli dei…)

Archivi Mensili: luglio 2008

…spalanca le tue bracciaaa…

Ora, dire che la scuola mi manchi, no, non posso proprio.
Mentre stiro la diciottesima camicia penso che potrei continuare così in eterno: mi alzo, stiro, lavo i pavimenti, faccio da mangiare, sonnecchio, mi rialzo, scrivo, stiro, esco a comprare l’appretto senza gas, torno, stiro, sporco la camicia con l’appretto senza gas, dico ai figli di abbassare il volume (di che? di qualunque cosa, abbassate e basta), preparo la cena, dico ai figli di preparare la tavola, non mi interessa chi, basta che prepariate, vado a dare da mangiare al cane che i figli hanno fortissimamente voluto, torno, mi lavo, scribacchio, mangio, non scappate e spreparate, guardo i piatti sporchi, sconvolta dal dubbio esistenziale: li lavo ora o domani mattina?, leggo, dormo, mi sveglio, ammazzo la zanzara, ridormo.
Per l’eternità-à-à.
Credo che ce la farei, senza la scuola.

Le voilà

Che dire quando si assiste a una nuova nascita? Nulla. Ci si commuove. Che dire quando la nascita riguarda una collega del pianeta scuola? Nulla. Si singhiozza dalla felicità (che qualcuno abbia ancora le forze e l’entusiasmo per). Che dire quando si leggono cose belle? Nulla. Si ammira in religioso silenzio (e magari anche in parlante commento). Che dire quando il nuovo nato già promette così bene? Questo: andate a dare un’occhiata, qui. Benvenuta tra i blogger, signorina Lanoisette. 

 

 

 

Vuoldirequalità!

Dovremmo esserci abituati, e invece ogni volta è una sorpresa: d’estate, quando credi di poterti rilassare e passare a stirare tutti interi i tuoi 36 giorni di ferie pagate, più gli altri gratis che ti puoi fare facendo digrignare i denti di tutti i parenti e conoscenti; d’estate, quando le difese immunitarie si abbassano perché i virgulti non li vedi, i pargoli sono in riposo, le udienze coi genitori sono sospese; d’estate, quando pensi pigramente alla scuola solo per decidere che comincerai a preparare qualcosa domani, sì, domani di sicuro; d’estate, quando ti alzi alle sei perché stanno scaricando i vetri da riciclare e non perché devi preparare la nuova verifica; d’estate, quando butti via fogli, foglietti, griglie usate, appunti, fotocopie sbagliate chiedendoti di chi sono i nomi che affiorano dalla carta ma non dalla tua memoria; d’estate, quando ti sei appena dimenticata i nomi di tutti i colleghi; d’estate, al ministero si lavora operosamente per:
riportare la divisa a scuola: non il grembiule, mi piacerebbe ancora di più di più la divisa con lo stemmino sulla giacca, dice Marie Étoile (molto glamour, fashion e europeista);
chiedere più rigore ai genitori: basta fare i sindacalisti dei figli! Basta dire che se un figlio è stato bocciato alla maturità è colpa dei professori!
rimettere il sette in condotta (e, immagino, l’otto, il nove, il dieci), perché il giudizio complessivo non dipenda solo dalla preparazione, ma anche dai comportamenti; ma va??
gli esami di riparazione: forse, può darsi, lei non è contraria, si augura, però le lezioni di recupero si fanno a scuola (o, in alternativa, sulla spiaggia);
niente maestro unico, la scuola elementare in Italia è l’unica che funziona (ma perché io mi ricordo la Moratti che diceva che faceva schifo?); ma bisogna tagliare 87000 posti; va be’, va be’, diciamo (dice Marie) che mi auguro che non si torni al maestro unico;
niente Ssis: basta al precariato, le Ssis preparano precari, perciò niente Ssis; e quelli che hanno fatto i nove cicli di Ssis precedenti? Eh, vedremo. E quelli che hanno cominciato l’anno scorso e finiscono quest’anno? Eh, vedremo. E quelli che non faranno le Ssis? Eh, tirocinio per un anno nelle scuole. Pagati, non pagati? Eh, adesso non allarghiamoci troppo;
bilanci scolastici in rete: da questa settimana tutti a leggere quanto spende una scuola in carta igienica e in telefonate per chiamare i genitori di Pippo, Pertica e Palla perché venano a riprendersi i figli col mal di pancia.
Dice il simpatico lettore: ma non ti va bene mai niente, dunque?

Risponde la disillusa insegnante: mi va bene tutto, se non venissero dopo i proclami di tagli, classi over 30, contrazione necessaria di  alunni, inesauribilità del precariato, eccetera eccetera.

Dancing Matt

Di MaDt ho già parlato proponendo il suo filmato sugli abbracci. Torno a parlarne perché, nel suo blog, ha la capacità di ragionare sugli aspetti più cupi e disperanti di questi anni e, insieme, di farne vedere gli aspetti più buffi, o strani, o pieni di speranza. Descrivendo e raccontando bene ciò che vede e conosce. Qualche giorno fa ha publicato nel blog la storia di un uomo che gira il mondo ballando e ha spiegato che forse è questo il punto: viaggiare e ballare con chi non conosci, condividere una piazza o una giungla o un prato o un marciapiede o un metro quadrato di terra per capire che siamo tutti uguali e che basta poco per renderci felici di esistere. Buona visione.

Un grande professore

RandyPUn buon professore. Da ascoltare. Dieci densi minuti, se cliccate sulla foto qui a sinistra. Tutta l’ultima lezione alla sua Università, qui, quasi un anno fa.

 

 

 

 

 

 

Curriculum

CurriculumEu

Anche ai virgulti tredicenni si comincia a parlare di lavoro e doposcuola (intesa come: ma cosa faccio dopo la scuola?), magari per provare a far loro compilare un curriculum vitae, e a rispondere a offerte  di lavoro (mi chiamo Ciccio e so contare fino a dieci, mi piacerebbe fare il calciatore professionista, ma per il momento mi volete come magazziniere?).

Esiste un modello standard di curriculum accettato in tutti i Paesi UE (fino a qualche tempo fa era il cosiddetto Curriculum Vitae Europeo). Attualmente si chiama Europass Curriculum Vitae e può essere compilato grazie al modello scaricabile direttamente qui, oppure dal sito Europass-Italia, portale dedicato che raccoglie in un’unica cornice i dispositivi europei (Curriculum Vitae, Passaporto delle Lingue, Supplemento al Diploma, Europass-mobilità, Supplemento al Certificato). Essendo una autodichiarazione, l’Europass Curriculum Vitae non ha alcun valore legale, ma svolge una funzione essenzialmente informativa. È possibile compilarlo online o scaricare il formato dal portale europeo (il portale contiene anche indicazioni per la compilazione).

Passatista

ClasseMia

Futuribile

Classe1930

C'ave' da fa'

41Tappa

Diventiamo abitudinari, col tempo.
Ci piace avere sempre intorno le stesse bidelle.
Perché anche a questo, ti abitui, alle bidelle.
Poi arriva la nuova ondata, e ti seppellisce.
Gianna Latappa è uno degli schiaffi della nuova ondata. Alta 1 e 40. Larga 1 e 20. Capelli arancione, labbra violette, trucco azzurrissimo o verde pisello. Gira con uno straccio bianco e verde, o tutto giallo. Gira.
La cerchi al secondo piano, non c’è. È giù, pianterreno, perché?
Eh, prof, c’ave’ da fa’.
Vai a pianterreno, non c’è. È al primo piano a chiacchierare con Luciana Vedeprò. Che fa?
Eh, prof, c’ave’ da di’.
Vai al primo piano, non c’è. È al secondo piano, dove dovrebbe sempre stare, ma siccome non c’è mai, nessuno la cerca più lì, così lei sta tranquilla.
Quando è sul suo piano, comunque, la senti dal piano di sotto. Grida, ciabatta, sposta cose, urla, sbatte le porte.
Qualche volta non la senti. Ahia.
È perché è sul tuo piano. Arriva, grida, spalanca la porta che neanche Catarella lo fa più, ti porta la circolare e rimane a spiegare, coram populo, perché è lì. Cioè, non perché è lì per la circolare: della circolare non gliene potrebbe fregare di meno. No, spiega che è lì perché la Luciana sta di nuovo a casa, pensa te. Siccome viene dal sud profondo ma opera nel nord industrioso, si sforza di parlare il dialetto locale: sì, perché mi sunno chi a laurà, mica cume chella là che l’è semper a cà, mi no, laurà, semper laurà, e incò c’avo se’ class’ da fa’, che chilla c’ha de nôv un qualchecoss, e mi laurà, semper laurà.
Tu la guardi fisso e sorridi vaga.
Sì, perché le prime volte che hai detto: ah, sì?, invece di imparare Napoleone i pargoli si sono sorbiti una lezione in siculo-milanese sulle problematiche affettivo lavorative della bidella del XXI secolo.
Per fortuna che l’an che vegn cambia tutt, e vedem ‘n po’ che succed, neh, prof?

Vita da cani

Nike