Dieci minuti di intervallo

(contro la stupidità, neanche gli dei…)

Archivi Mensili: dicembre 2008

Da tutti noi…

… Buon Annocollage1 🙂

Il concerto

Cari lettori, care lettrici, visto che fate finta di interessarvi ma lo so che ne avete piene le sporte delle mie disavventure con la Telecom (a propòs, forse mi aggiustano domani), ho pensato di farvi un piacere. Lo so che eravate lì a pensare a quando vi avrei parlato del famoso Spettacolo Lettura Scenica Concerto di Natale. Io, da prte mia, avevo pensato di lasciar perdere, ché tanto, ormai, passata la festa… Però, ecco, se fate i bravi, e fate finta di arrivare dalla luna e non da questo blog, e mostrate di non conoscermi per nulla, e di esserci capitati per caso, ecco, vi mando qui, dove una mia alunna ha fatto la sua cronaca della serata. E’ quasi tutto vero. E non parla del dopo-serata. Non del mio, comunque…

p.s.: cari lettori, care lettrici, è grandioso; faccio tanta attenzione a stare nascosta ai pargoli e poi il link che vi metto qui appare di là con tanto di ri-link qui; non ho parole. Meno male che ho preso in mano il Pc al figlio per scollegare tutto e rimettere tutto a posto e ridare tutto al legittimo proprietario e, nel mentre, mi son accorta del fattaccio. Il Grande Fratello è vivo e lavora in mezzo a noi.

Grazie, ma

Grazie per gli auguri, ricambierei ma sono senza linea telefonica. Dico: non solo senza internet, ma proprio senza telefono. Spero che qualche zio d’America non mi stia telefonando per farmi gli auguri e promettermi l’eredità, perché si arrabierrebbe assai. Ora sono collegata di fortuna, e non vi dico come. Comunque, è Natale, e io sono al tavolo di cucina, dopo ravioli fatti in casa e polenta col brasato, e c’ho i miei 56 compiti da correggere. D’altra parte, è avanzato anche un babà nella credenza. Posso scegliere.

Passate giornate tranquille e belle. E’ un ordine.

Aggiornamento (una settimana dopo l’inizio del -secondo- guasto e la segnalazione): sono spiacenti di non avere ancora riparato il guasto, prema uno se vuole parlare con un operatore. Uno. Eh, ce despiace, mo’ vedemo che se po’ fa’. Ma quando? Eh, sa com’è, oggi no di sicuro, mo’ vedemo, io ce lo risegnalo, il guasto. E poi? Poi quando che qualcuno ce lo ripara, il guasto, è a posto. Eh, ma me lo fate sapere? Eh, come no, qualcuno che glie telefona e glie fa: signora, mo’ ce sente? E così ce sa che il guasto è riparato. Grazie, ben gentile, e visto che tra uno e l’altro guastoson rimasta 16 (per ora) giorni senza linea telefonica, posso pagare metà bolletta, questo mese? Mo’ no stamo a scherza’, eh, signora, che a noi lo stipendio ce lo devo da da’ intero, eh…

That’s incredibol: il freddo gela la punta del naso, il sole splende, il cielo è azzurro, i tecnici della telecom vicini a casa sono in cortile a sfumacchiarsi due sigarette ma il gentile Antonio del centro assistenza mi informa che, a causa delle avverse condizioni atmosferiche, la riparazione della mia linea telefonica sarà ritardata. Forse domani. Ora facciamo la segnalazione. Grazie. Ho capito che i miei tecnici li lasciano in pace in cortile, e ne fanno venire giù uno dalla Valle d’Aosta… Meno male che c’ho i miei compiti in classe a farmi compagnia. Intanto mi è anche scoppiato il vetro del forno, ma queste son piccolezze di nessun conto.

Oggi

casalinga

 

 

 

 

 

 

 

 

Parziale

Sul Corriere di oggi, Maria Stella conferma che la sua riforma va avanti tale e quale, e sarà la più grande dopo quella Gentile. Con tanti saluti alla Brichetto in Moratti che pensava di esser stata lei quella che ci faceva dimenticare Gentile. Ma insomma, oggi è il mio giorno libero, io devo andare a scuola ugualmente per via dello spettacolo e di Drago, che non posso deluderlo, e poi c’ho il corso di aggiornamento, pure la vigilia di Natale, sì, non vi vergognate di parlar male dei professori?, ditelo al Brunetta, intanto. Ma è per dirvi che sono di corsa, e allora faccio in tempo solo per una noterella. Che sul Corrierone dicono che la Maria Stella lascia i maestri a scelta, uno due o tre, ecco Mike Bongiorno che arriva, e il temp prolungato (seeee… come no), e persino, a richiesta delle famiglie, cinque ore di inglese, invece di tre. Oh, finalmente! Cinque ore di inglese! Era ora! Si impara, finalmente! Seee… come no. Ma perché nessuno dice dove vanno a prenderle le due ore in più di inglese?

A richiesta

Ecco, ho pensato a voi.

Anzi, a lui.

Alto, gentilmente curvo, appena appena, giusto per farvi sentire protette e ascoltate, ex-biondo ingrigito con charme, sorridente (a volte), preparato, colto, lettore, ex-musicista, intelligente, acuto, interessato, buon conversatore, creativo (musicalmente parlando), creativo (didatticamente parlando), creativo (informaticamente parlando), gentile, capace, serio, allegro, giovane, sposato. Quando ride, strizza gli occhi e stira la bocca e assomiglia a Mattew Perry, detto Chandler, e se non lo conoscete non siete degne nemmeno di avere il mio Drago. Che, però, è più morbido di Chandler, e più biondo (ex).

Sì, è lui.

Il professor Drago.

Che vi devo dire? È capitato nella mia scuola qualche anno fa. Sta cercando di uscirne con un altro lavoro, ma per ora non gliela fa. Ha smesso di suonare nel complesso in giro per l’Italia, ha ripiegato sull’insegnamento, perché è anche un bravo figliolo e deve assistere i genitori. È simpatico, disponibile, gentile, affettuoso. Con tutti.

Be’, forse con gli alunni un po’ meno. Gli fanno venire il mal di stomaco. Non li sopporta. Eppure ci lavora, e bene. Alla fine dei tre anni sanno tutti suonare il flauto, leggere le note, comporre semplici basi musicali, distinguere Mozart dal jazz caldo, elencare le tre parolacce che il Drago usa durante le discussioni su come loro hanno risposto alla verifica sulla musica dell’Ottocento. Siccome il lavoro a scuola gli piace poco, lo ravviva con delle idee. Da quattro, cinque, forse sei anni collega di corso, mi trascina nel ravvivamento. Finisce giugno con il muso, le spalle sempre più curve, e un adesivo appiccicato in fronte che recita: “Mai Più”. A settembre mi viene incontro e mi fa: che ne dici se quest’anno facciamo uno spettacolo di beneficenza? Un oratorio? Una recita con basi musicate dai ragazzi? Un film?

Questo è l’anno del film. Mi sento già male.

Mi sento già male anche perché adesso devo piantar lì con questo giochino del blog e devo mettermi a scrivere il testo per lo spettacolo di Natale.

Natale dell’anno prossimo, sottolineate voi sorridendo.

No, ciccetti, Natale di quest’anno.

Lo spettacolo è venerdì. Scrivo, stampo e domani faccio imparare a memoria ai virgulti. Per venerdì.

Sono matta? Eh, forse. Ma, sapete, me lo ha chiesto Drago.

Francamente, potrei mai dirgli di no?

Delusioni

Ecco, sì, lo devo dire forte e chiaro: son molto delusa. Assai. Torno qui, dopo quattro giorni e mezzo di assenza, aspetto di trovarvi affranti e preoccupati, tutti agitati perché l’ultimo post era chiaramente sofferente e nauseato, avrei potuto anche essere peggiorata, con ‘sto tempo invernale che attenta alle mie artrosi e si  insinua nel mio povero collo, potevo essere in un letto di dolore a torcermi dalla nausea e dal vomito, perchè son questi gli effetti che dà la cervicale, non lo sapevate?, sembra di essere su un letto che va in altalena anche quando state ferme immobili, e in più, dato che devo dare il buon esempio ed esprimere il mio attaccamento al dovere e al carissimo Brunetta, venerdì son stata a casa per il mio giorno libero, ma sabato ero già in pista come se niente fosse, e voi non lo sapevate e potevate anche immaginare che fossi lì a vomitare anche l’anima e spaventarvi e invece niente.
Neanche una piega. Tutti bei tranquilli. Ma ve lo devo dire che sono andata ascuola anche se stavo male, che si sa che se mancavo io crollava la scuola, e su e giù per le scale a mettere gli alunni nelle aule giuste perchè c’era tutto quel ragò dell’open day, che ve lo spiego un’altra volta, vi basti sapere che mi sono dimenticata di andare a fare lezione in prima perchè non ho nemmeno sentito la campanella.
E tra ieri e oggi ne ho dovute fare di cose che neanche vi immaginate, tutte per la scuola e per il Dirigente scolastico, che mi ha anche fatto venire il nervoso, tanto che me la sono presa con il mio collega carino e gentile, colto e affascinante, che non c’entrava niente.  Comunque sto risolvendo, per quella cosa lì che il Dirigente mi ha fatto venire il nervoso. Ché tanto so che non vi interessa, che l’unica cosa che avete capito di questo sproloquio è che, sì, ce l’ho davvero un collega carino, colto e affascinante, anche se non ne parlo mai, perché già c’ho la fila degli omoni che vogliono iscriversi alla mia scuola, manca solo anche la fila delle donzelle.
Che poi non vi siete preoccupate niente, non lo meritate, di sapere quanto è bello il prof. Drago (con le donne, un mago).

Nausea

Nevicava. Ora piove. C’è un po’ di vento. Durante la verifica mi è venuto un attacco di nausea. E non avevo neppure ancora visto i compiti finiti. L’ultima ora in prima c’erano le onomatopee. Rorob e Valdo han fatto tutti gli esempi che gli veniva in mente. La nausea continuava. Ho dovuto dirimere una controversia tra Gonzalo e due Rom che volevano menarlo perché lui li ha chiamati in modo poco carino ma non sapeva che era un modo poco carino di chiamarli. See… Però han promesso di non menarlo. Lo facciamo per lei, mi han detto, tuto apposto. All’uscita vento e pioggerella fine. Vento freddo. Nausea. Gonzalo, un metro e novanta di lacrime nel parco, perché uno dei due Rom lo ha menato. Vai dal Preside, gli dico, mentre vacillo e tento di non cadergli ai piedi. Lui va. Lo rincorro sbandando. Torna indietro, ché perdi il pullman, al Preside lo dici domani. Sì, brof, tira su col naso e procede verso il pullman. Ma non ce la faccio a fermarmi per controllare. Potrebbero averlo fermato e messo a bagno nel laghetto gelato. La prossima volta gli dico di usare il suo pugno fotonico. Salgo nella macchina della collega. Meno male che guida lei. La mia testa ritiene di dover rendere omaggio a Orietta Berti e alla sua barca. Va. E va. E va. Ma ora mi metto a letto. E voi che credevate vi avrei parlato del nostro Ministro dell’istruzione… Niente da fare. Solo artrosi cervicale.

Udienze

…dall’altra parte della barricata:
sono intelligenti ma non si applicano.
Figli degeneri di madre ovviamente studiosissima.
Tutti il papà.

Chiarezza

Oh, finalmente.

Sarete contenti, ché mi lamento sempre e invece ora sono contenta anch’io.

Sarete contenti, ché venite qui per ridere, buontemponi, e vi trovate sempre davanti tutti i mali della scuola e invece stasera vi faccio felici con una buona notizia.

Che quasi quasi mi dispiace non mettervi qui i due temi di punizione che ho dato al mio macropodide preferito, ma non voglio abbattervi, adesso che state finendo questo ponte e vi preparate a una durissima settimana di lavoro, che in realtà si dovrebbe dire quattrimana, o qualcosa del genere, perché già un giorno se ne è andato, poi ci scommetto che al sabato siete a casa tutti, altro che Brunetta, così che vi restano solo quattro giorni per far finta di sudare sulle carte o sui torni (ma la discussione se il tornio sia un lavoro difficile o no la riprendiamo in un altro momento, eh?).

Allora, siete curiosi e ansiosi della bella notizia?

Ve la do.

C’è la circolare delle iscrizioni.

Anzi, veramente: c’era già dal quattro dicembre, ma io, distratta e superficiale, non ci ho mica fatto caso. Dovrei coprirmi il capo di cenere, ad aver dubitato di MariaStella superstar.

Col capo cosparso quindi mi rallegro con voi: le iscrizioni chiudono un mese dopo. Abbiamo anche la data: 28 febbraio, che se era un anno bisestile ci guadagnavamo pure un giorno in più.

Ora, è vero che i virgulti, per decidere che cosa fare della loro vita, avrebbero bisogno di un bel due anni in più, ma insomma, un mese… buttalo via… Meglio di niente. Mia figlia, quando è venuto il suo turno, ha deciso il 29 gennaio, metti che aveva un mese in più chissà cosa mi diventava.

Comunque: un mese in più. Perché le innovazioni didattiche che verranno introdotte nel sistema scolastico con i regolamenti in corso di definizione – spiegano da viale Trastevere – richiedono una conoscenza approfondita delle nuove opportunità educative e formative che verranno offerte all’intero mondo della scuola, e in particolare alle famiglie e agli studenti.

Capito? Ci danno un mese in più perché non hanno ancora finito i regolamenti per l’anno prossimo e non sappiamo cosa dire alle famiglie sulle scuole dell’anno prossimo, ma in un mese loro finiscono i regolamenti, poi ci danno le informazioni di accompagnamento dei processi di innovazione, poi noi le diamo alle famiglie, poi loro ci pensano e si iscrivono. Che bello.

Perché poi noi scuole facciamo gli incontri con le famiglie e informiamo le famiglie sui processi di innovazione. In gennaio e febbraio. Orientamento sulle novità, tutto gennaio e febbraio.

E a culo tutto il lavoro fatto in settembre e ottobre e novembre e dicembre.

Per dire.

Ma non mi lamento. Anche se alla fine non vi sembro tanto contenta, non mi lamento. Sono mica come i Direttori generali della giungla che c’avranno i problemi con la tempistica e tutti i passaggi (organici, mobilità) per garantire il regolare avvio dell’anno scolastico, no. E’ solo che pensavo, adesso, di fare un po’ di grammatica, visto che, fino ad ora, ho fatto altro che orientare.

Era meglio se spiegavo l’analisi del periodo (inteso come frase, non come periodo gennaio, febbraio, a quello ci pensa la Maria Stella).