Dieci minuti di intervallo

(contro la stupidità, neanche gli dei…)

Archivi Mensili: aprile 2009

Ma Mac…!

MacLo sapevo che avrei messo il prurito a qualcuno, con la storia del Mac. Così, confesso: adoro il Mac, amo il Mac, sono circondata da Macchisti che mi spiegano quanto il Mac sia più bello, più sicuro, niente virus niente crash, solido come una roccia, lo usano i soldati americani sulle loro camionette in Iraq (lo sapevate?), ha dei bellissimi programmi, funzioni meravigliose nascoste dietro nomi esoterici… E non dite che è solo questione di abitudine.
Perché, ora, sarà anche verissimo che il signor Cancelli ha scopiazzato a destra e a manca, ma è altrettanto vero che qualcosa ha sistemato e se io leggo "esplora risorse del computer" ci arrivo ad sensum, mentre se viaggio per "finder" ci arrivo dopo un po’. E non vi dico quando sul Pc voglio andare in Internet e clicco "internet" e quando sul Mac volevo andare in Internet e ho scoperto dopo che, per la Mela, Internet è una savana e per entrarci bisogna fare un "safari"!
Poi, vero, scopro che basta trascinare una cosa di qui o di là per sistemarla (caro Mac), ma morire se poi trovo dove Lui (dannato Mac) ha deciso di sistemarla. Ed è vero che sono carine tutte quelle icone piccoline che ballano ogni volta che le chiamo, ma (dannato Mac) perché me ne ritrovo due o tre in un posto dove non dovrebbero essere? E perché ieri il programma di elaborazione audio (creato anche per il Mac) mi ha costretto a trasbordare sul vecchio Pc, dove ho lo stesso programma, perché sul (nuovo, costosissimo) Mac continua va a dirmi che il programma era finito, kaput, terminato, vuoi riaprirlo o andartene? E perché se io mi ritaglio una clip sonora di tre secondi lui me la trasforma automaticamente in una clip da cinque? E perché sette transizioni video funzionano regolarmente e l’ottava sballa? E perché ogni volta che salvo qualcosa mi crea diciotto cartelle una dentro l’altra invece di mettere tutto dove dico io e amen? E perché, quando la metto dove dico io, quando poi apro il programma video lui non mi permette di andare a prenderla, quella cosa lì, e mi obbliga a prendere solo le cose che dice lui nelle cartelle che dice lui? E perché improvvisamente il programma che ho aperto si nasconde? Sì, bene, lo so, ho schiacciato qualcosa che non dovevo schiacciare, ma perchè non riesco a tornare indietro e a dirgli: torna indietro, Mac, amici come prima. Come Prima, chiaro?

Amo il Mac, ma non ci siamo ancora capiti.

p.s. per UltimoAppello: non posso scaricare niente, non è mica mio. Ma così, tanto per dire, se lo facessi, che me ne faccio di Safari? Lo pianto lì in un angolo e via così?

Ma qualcosa c'è

Durante le nozze tra Peleo e Tetide, la dea del litigone lasciò una mella alla più bella. Questa è lepica, un genere l’etterario composto dai versetti detti esagono, dove si raccontano le cose del passato e i contenuti sono battaglie fra Ettore e Achille, ma il più grande personaggio dell’epica occidentale è Omero. I due poemi epici si chiamavano Ulisse e Iliade. Iliade è Ilio. L’archeologo che ha scoperto Troia è Eirich Hiuman (Shliman, Schilman, Schelman). Si intende per questione omerica le domande che si chiedono, tipo: Omero ha davvero scritto i due poemi? Omero ha semplicemente preso dei racconti e li ha riuniti in due libri? se è realmente esistito? se è esistita Troia? e soprattutto, perché è scoppiata? Le soluzioni sono: è possibile, però doveva avere almeno settant’anni, e a quel tempo era difficile, è possibile, però può essere pura fantasia, sì, magari sono stati scritti e Omero li ha riuniti, può darsi, si pensa sia scoppiata per diritto di pesca. Andromaca chiede a Ettore di non andare in guerra ma Ettore non può perché lui non vuole che gli altri gli dicano che è ubifone. Gli epiteti sono dei.

(se qualche gentile passante mi spiega come si fa, con ‘sto cavolo di Mac, a cambiare carattere al post, e a inserire foto e collegamenti e altro, gli regalo una parafrasi del Proemio dell’Iliade, grazzzie)

Tutta colpa di Winnie Pooh

C’è un bel cartone animato che si intitola(va) "Troppo vento per Winnie Pooh". Così, dato il tempo di stamattina, ho pensato di farvi un regalo e di mettervi qui la canzone della pioggia di quello stupido orsetto (che io, tra parentesi, trovo insopportabile). Ma siccome non l’ho trovata, la canzone, e non potevo trasferirvi qui la vecchia cassetta VHS di una delle figlie, ho pensato di mettervi una bella illustrazione con la musica. Ma ci credete che non c’è una sola, dico una sola illustrazione in cui quello stupido orsetto abbia un aspetto adeguato al fatto che qui imperversa la bufera, c’è vento forte, piove, fa freddo, ci sono quattro pacchi di compiti da correggere  e io ho di nuovo la tonsillite? E lui continua a ridere. Stupido orsetto.

Buttate i baci

Ora, angeli miei, che vi lamentate perché non trovate pane per le vostre testoline adorate che anelano alla conoscenza, ecco che arrivo io e vi traggo in salvo. Vi aggiorno. Vi rendo partecipi delle mille e mille scoperte geografiche, tecniche e scientifiche che si intrufolano nella nostra vita e la migliorano.
Perché son certa che voi siete ancora lì, a scartare i cioccolatini con quella fastidiosa nocciola in cima, e a ingozzarvi, pur di avere il piacere di stendere per benino sulla tavola ancora apparecchiata il vostro pizzino di carta velina, sul quale leggete quelle frasi così illuminanti sull’amòr (Amore! Ecco un volume in una parola, un oceano in una lacrima, un turbine in un sospiro, un millennio in un secondo) o il piacèèr (Che cos’è il piacere, se non un dolore straordinariamente dolce?) o i baci (Il suono del bacio non è forte come quello di una cannonata, ma la sua eco dura molto più a lungo).
Ecco. Volevo ben dire che eravate lì a tabsleggere le veline. Perché non siete al passo coi tempi. E probabilmente non avete la lavastoviglie. Perché se avesste la lavastoviglie… ah, allora sì, che potreste arricchire il vostro bagaglio culturale. Orsù, basta con questa sdolcinatezza baciatoria. Pensiamo piuttosto a un bel pranzo, pieno di sughi rossi e macchie di unto e di vino e incrostazioni di formaggio secco. Pensiamo a come faremo a lavare tutte queste brutte e orrende stoviglie incrostate e unte. Pensiamo a come sistemarle nei cestelli della nostra beneamata lavastoviglie, che li abbia a lavare tutti e non ne rimanga fuori nemmeno uno. E poi: voilà, mettiamoci dentro le pratiche tabs, pastiglie predosate, che uniscono all’efficacia disincrostante del detergente l’azione del brillantante e, grazie all’azione della formula con Bicarbonato, assicurano una completa e sicura Igiene.

Ma soprattutto, scartiamo per benino la tab, e leggiamo in tranquillità le belle massime che esse ci offrono sul loro delizioso incarto di plastica. Non è fantastico? Avete dei piatti che puzzano di uovo e intanto imparate che la solitudine è per lo spirito ciò che il cibo è per il corpo, che vino e musica furono sempre per lui il miglior cavatappi, e che anche per desinare bisogna saper far uso dei principi della scienza.  E’ già la terza volta che faccio andare la lavastoviglie, oggi. Quello del cavatappi, per fare un esempio, era Cechov (1860-1904). La cultura mi chiama.

Uno dei tanti

Dal Carcere, 22 dicembre 1944

Carissimi genitori, parenti e amici tutti,

devo comunicarvi una brutta notizia. Io e Candido, tutt’e due, siamo stati condannati a morte. Fatevi coraggio, noi siamo innocenti. Ci hanno condannati solo perché siamo partigiani. Io sono sempre vicino a voi. Dopo tante vitacce, in montagna, dover morir cosí…
Ma, in Paradiso, sarò vicino a mio fratello, con la nonna, e pregherò per tutti voi. Vi sarò sempre vicino, vicino a te, caro papà, vicino a te, mammina. Vado alla morte tranquillo assistito dal Cappellano delle Carceri che, a momenti, deve portarmi la Comunione. Andate poi da lui, vi dirà dove mi avranno seppellito. 
Pregate per me. Vi chiedo perdono, se vi ho dato dei dispiaceri.              

Dietro il quadro della Madonna, nella mia stanza, troverete un po’ di denaro. Prendetelo e fate dire una Messa per me. La mia roba, datela ai poveri del paese.  Salutatemi il Parroco ed il Teologo, e dite loro che preghino per me. Voi fatevi coraggio. Non mettetevi in pena per me.
Sono in Cielo e pregherò per voi. Termino con mandarvi tanti baci e tanti auguri di buon Natale. Io lo passerò in Cielo. Arrivederci in Paradiso. 
Vostro figlio Armando 
Viva l’Italia! Viva gli Alpini!

A domanda…

LaProf (io): Valdo, adesso la pianti e per sopraccompito mi scrivi un bel tema dove spieghi perché sei sempre girato e perché ti diverti tanto a fare dei versi strani durante le lezioni!!!
Valdo (shusshurrando): Profff, posso scriverlo al computer?
LaProf (io): e scrivilo al computer! Basta che fai il tema e mi spieghi quello che ti ho detto!
Valdo (il giorno dopo): Profff, ne ho fatti due, di temi.
LaProf (sempre io): bene, dammeli ché li correggo.

Me li ha dati, i due temi. Vualà.temi005

Atto terzo

radio             Col numero 1 il display rosso sangue (la foto non rende l’idea ma il riflesso in basso un po’ di più). Come potete agevolmente notare, esso è un display digitale. Cioè a dire: sarebbe un display digitale se digitalizzasse i numeri: ore e minuti. Invece niente. Però: guardate quell’infuocata luce circolare che si nota a sinistra. Ecco. Stanotte mi sono svegliata e sull’armadio bianco c’erano quattro numeroni rossi: 23 e 23 (come al solito). Insomma, il display non va, ma quell’affare lì sì. E proietta numeri dappertutto. Fa una paura…

Comunque, per concludere: storia, sei e mezzo.

Atto secondo

Marito (schifato): e questa cos’è?

Moglie (di lavoro prof, andiamo per gradi): una scatola.

Marito (velenoso): scatola di che?

Moglie (esplicativa): di una radio con la sveglia.

Marito (sospettoso): quanto l’hai pagata?

Moglie (felice): sette euro.

Marito (sarcastico): ah, ecco, figurati, sette euro e pure tre anni di garanzia.

Moglie (stupita): perché?

Marito (l’esperto di cose del mondo): perché sarà un cesso di sveglia, a sette euro.

Moglie (fiduciosa nell’intima bontà dell’uomo): ma no, figurati, subito a pensare male…

 

Gente, non va il display delle ore…

Atto primo

Figlio (mentre sta caricando l’xBox): mi ha interrogato in storia.

Mamma (occasionalmente anche prof): ah, bene, e come è andata?

Figlio: (mentre magnifica la nuova schermata dell’xBox): finisce di interrogarmi domani.

Mamma: (sempre prof): be’, allora chiudi quella cosa lì e studia.

Figlio (selezionando i giochi): ma se la so praticamente a memoria!

Mamma (rigurgito di prof): ma che cosa hai preso stamattina?

Figlio (guardandomi con aria paziente): ho preso un po’ più di sei, ma se domani va bene forse mi dà sette.

Mamma (assolutamente prof): no, scusa, eh, ma sei che foooorse sarà sette non è saperla a memoria, è saperla appena appena.

Figlio (brandendo quella manopola dalla forma strana): ho studiato tutto, la so benissimo.

Mamma (semplicemente mamma): bene, allora domani quella scatola lì scompare di nuovo.

Figlio (catalettico): …

Mamma (tra mamma e prof): e dopo te la provo io.

Figlio (robotico): no.

Mamma (nervosa): sì, invece.

Figlio (robotico): prima devi firmare il tema.

Mamma (insegnante di lettere): quanto?

Figlio (serafico): cinque.

Mamma (decisa, così si fa): adesso ti provo storia.

Figlio (deciso): piuttosto faccio algebra.

Io di portarmi il lavoro a casa non lo sopporto proprio.

p.s. (tra mamma e politicante): abbiamo concordato un’ora di chitarra e il resto del pomeriggio di storia (algebra l’ha già finita, sigh).

Onore (vole)

pre-scriptum: dopo quattro ore di accensione dell’elettricità, si è acceso anche il mio Pc (tranqui, il tecnico viene domani), così posso aggiustare il carattere e il link.

Brunetta mi ha scritto. Oh, sìssì. A un mio indirizzo di posta personale, oh, sissì. Non all’indirizzo di posta del ministero, che lì allora pensavo subito alla Mariassstella che aveva voluto farmi un regalino. No, a un indirizzo mio personale. Mi ero già tutta esaltata (Brunetta mi ha scritto, vara te…) anche se, purdirlaverité, Brunettino mi stava chiedendo un obolo, un acquisto, un esborso ma… Dite, a quanti di voi personalmente un ministro a chiesto di svuotarsi le tasche? Mi ero già tutta esaltata quando ho scoperto che il fedifrago sta facendo un giro di mail. Traditore. Uomo per tutti gli indirizzi. Se poi volete saperne di più, vediamo se su questo computerino del pac riesco a inserirvi un link. Allora, andate qui.