Dieci minuti di intervallo

(contro la stupidità, neanche gli dei…)

Archivi Mensili: luglio 2009

Aggiornamento

In vista dell’esame, il prof. Musicamauro e io ci stiamo aggiornando. Voi che aspettate?

Lavori di concetto

tendeAvendo (quasi) finito con la cantina, oggi ho tirato giù, in camera, il vecchio riloga con le vecchie tende che penzolavano qui e là e nemmeno più si aprivano bene; ho bucherellato per bene il muro col mio Black&Decker; mi sono accorta di averla presa un filino larga ma per fortuna andava bene lo stesso; ho montato il nuovo semplice elegante essenziale bastone; ci ho messo su le tende. Bicolori. Sembran gialle persino le pareti. Chissà che dirà il coniuge. Se domani non scrivo niente, saprete che il giallo non gli è piaciuto.

So no se dì…

Alura, ghevi da di’ un’altra roba, su la scola, l’ambient, la Natura, tame i disun chle du’ là dal guern, ma pœdi no. No, pœdi no, go da studia al dialèt di mè part, ch’al so no, al so propri gnent e alura ‘ma foia? ‘Ma foia a insegna’ n’dla mè scola, che l’è in Lumbardia, ‘ndla Bassa, indùe se parla el dialèt lumbard?, che pœ ien desmila i dialèt lumbard, e ches’chi l’è al mè. Ciuè, al so no se l’è propri ches’chi, al me, ma intant prœuvi, parché gh’è cal cuiòn de Bossi, a dig apena al so num, cal cuiòn de Bossi ch’al dis che se so no al mè dialèt, pœdi no insegnà l’italiano e la storia, vara ti. E i giurnal, che i ghe stàn adré, al cuiòn? Chi fan i tìtui in prima pagina su Bossi e le so cuiunade? So no, so, de chel pas chi, indue finirem.
Arvédes.
 
(traduzione)
(titolo) Guardate, non so proprio come commentare….
(testo)Allora, avrei dovuto parlare di un altro argomento, riguardante la scuola, l’ambiente, la natura, così come dicono quelle due là che si trovano al governo, ma non posso. No, non posso, devo studiare il dialetto delle mie parti, che non so, non lo so proprio e allora come faccio? Come faccio a inserare nella mia scuola, che si trova in Lombardia, nella Bassa, dove si parla il dialetto lombardo?, che poi sono diecimila, i dialetti lombardi, e questo qui è il mio. Cioè, non lo so se è proprio questo qui, il mio, ma intanto provo, perché c’è quello sciocchino di Bossi, a dirgli appena il suo nome, quello sciocchino di Bossi che dice che se non so il mio dialetto, non posso insegnare l’italiano e la storia, guarda un po’ tu. E i giornali, che lo seguono, lo sciocchino? Che fanno i titoli in prima pagina su Bossi e le sue sciocchezzuole? Non so, non so, di questo passo, dove finiremo. Arrivederci.

Siamo alla frutta

Il ministro Tremonti ha firmato oggi il decreto per erogare 11.011.509 euro di cofinanziamento pubblico per il Programma Frutta nelle scuole per l’annualità 2009/2010. Queste risorse si andranno ad aggiungere all’aiuto comunitario deciso dalla Commissione Ue il 22 luglio scorso e che per l’Italia ammonta a 15.206.370 euro. Con ben 26 milioni di euro complessivi, sarà possibile far partecipare al Programma oltre 800.000 alunni delle scuole primarie in tutte le Regioni e nelle Province Autonome.

Speriamo di non avere l’ora di mensa, quest’anno.

Fermenti di luglio

Lo sapevate voi che, con una delle sue belle disposizioni, il Ministero dell’Istruzione ex-pubblica, inteso come mariasss, aveva bloccato per cinque o sei anni le adozioni dei libri di testo? Cinque nelle ‘lementari, sei nelle medie.
E tutti: oh, bene, oh, brava, perché notoriamente quegli scemi dei professori cambiano i libri adottati ogni anno, e i nostri bambini non possono comprarli usati, povere stelle, quanti soldi spendiamo per i libri, poi non possiamo più comprare la playstation, colpa degli insegnanti, e così via.
Però, zac, fine luglio, e arriva il Tar Lazio (ma quanto lavora in luglio ‘sto Tar del Lazio?) che modifica la circolare sui libri di testo, e afferma che durante il quinquennio/sessennio di blocco dei testi adottati qualsiasi docente nuovo della classe è autorizzato a modificare il testo adottato.
Si aprono, secondo Tuttoscuola, scenari allucinanti, tipo che io arrivo, ho il figlio in prima C, compro i libri al dieci di settembre andando dal cartolaio con la lista dei libri che è pronta da maggio, e al 14 di settembre, quando arriva nella prima C la nuova insegnante, che si chiama Lanoisette e non le piace il libro che c’era nella lista, me ne fa comprare un altro.
Ma ci faccia il piacere, eh?
Non Lanoisette, ma Tuttoscuola e il suo scenario.
E’ una cosa un tantino più complicata.
Perciò, gli addetti ai lavori li mando qui.
Tutti gli altri che non vogliono farsi venire il mal di testa, state tranquilli, che non succede niente.

E Ulisse spense l'aratro

ulisse4Alle volte uno vorrebbe dimenticarseli, e poi si tengono cose, e quattro o cinque anni dopo, durante un repulisti,  saltano fuori questi bei ricordi. Ché, a parte tutto, qualcosa è passato. E in più, riuscite a vedere in quante salse spiegavo Ulisse, che oggi quasi manco riesco a dire chi è? Bei tempi.
Tema del 22 marzo 2004, autore: Ciccio (sempre lui)
Ulisse è un greco che da ogni scrittore viene descritto in modo diverso. Ogni scrittore decide un particolare. Per Omero scrisse che Ulisse che era un uomo speciale per quello che a fatto e per quello che a vuto, viene considerato un Uomo Universale per la sua astuzia nel sconfiggere troia. Anche lui ha i suoi difetti perché mette in evidenza una sua caratteristica.
Dante conosce Ulisse perché ha letto l’ultimo viaggio, perché Ulisse grazie al falsh-back racconta tutto quello che ha passato sulla nave e fuori dalla nave.
Per altri scrittori come Ruggeri e Milani dicono che Ulisse era molto intelligente. Esso è molto intelligente perché quella cosa che ha fatto a Troia è stata molto una cosa che pochi avessero avrebbero riuscito a pensarci. La furbizia e l’astuzia di Ulisse che permesse a Itaca di vincere contro troia perché Ulisse a lasciato il cavallo lungo il mare e a fatto finta di scappare invece era nascosto dietro certe montagne. I troiani non lo avevano portato sulle montagne. Ulisse e i suoi compagni soldati fecero piazza pulita. Ulisse vince contro Troia, questo comportamento è da una persona intelligentissima.
Prima di andare in guerra, quando venne chiamato per dirgli di partecipare alla guerra ha fatto finta di essere matto arando la spiaggia. Sapevano che facevano apposta, allora presero suo figlio e lielo misero sotto l’aratro. Se era pazzo lo prendeva sotto, visto che lui non era pazzo spense l’aratro e partì per la guerra. La furbizia di Ulisse doveva ancora crescere perché i soldati hanno capito subito.

Ritrovate

ballerinePerché non pensiate che in casa mia si perdano pure le scarpe, avviso che le ballerine grigie col fiocco le abbiamo ritrovate. Il figlio piccolo -uno e settantatrè ma è il piccolo di casa- ha messo a posto la camera e ha preso le scarpe della sorella ficcandole in un cassetto dell’armadio. Tutto in ordine è il suo motto.

Rivelazioni

girasolecon aggiunte e correzioni per non farvi preoccupare troppo

Mi scuserete se stasera non parlo di scuola, ma ho conosciuto oggi una persona -un uomo- fantastico, meraviglioso, simpatico, colto, spiritoso, gentile, attento, disponibile, serio, bello come il (gira)sole. E non è una metafora, no, è la verità vera. Siccome è anche modesto, non si è voluto far fotografare, ahimè. Oggi ho rimpianto di essere già seriamente impegnata nella mia vita. E anche lui pare seriamente impegnato. Sono tornata a casa e ho pianto davanti a un piattino di pesce freddo e pomodori sconditi. Sono sicura che lui invece si è mangiato una deliziosa insalatona mista, pecorino, tonno, pomodori, gran condimento. Per dire che è un vero uomo, eh. Ma non è per me.  Mi si lasci almeno sfogare su questo blog.

Metafore

catena

Cos’è quella che vedete qui di fianco?
Una catena rotta?
Sbagliato.
Questa è la vita.
C’è l’anello bianco, quando uno nasce.
Gli anelli verdi significano che siccome la società matriarcale e patriarcale è andata a farsi benedire, vi dovete sorbire il nido, l’asilo e la scuola elementare. Il verde è sempre più scuro perché secondo me, mano a mano che uno va avanti, gli viene il fumo, con tutta quella scuola lì, e quindi…
Poi c’è da studiare sul serio, si sa, superiori e università (azzurro e blu), per trovare lavoro: giallo, come l’itterizia che vi viene a pensare al vostro posto di sopravvivenza.
E dopo il grigio della vecchiaia e della morte.
Sì, lo so, ho saltato un anello.
Quello rosso.
Quello rotto.
Quello lì è la scuola media.
Quella dove insegno io.
Non è che l’ho fatto così per sfizio.
L’ho fatto così perché lo dice il Ministero.
Intanto, siamo delle enciclopedie ambulanti, vogliamo insegnare di tutto di più, non ci riusciamo e i nostri virgulti se ne vanno a spasso invece di diventare cittadini consapevoli e istruiti. Perciò, è ora di finirla di voler insegnare l’ambiente, il codice della strada, come si usa il telefonino, il sesso, i giornali, la pubblicità, la politica, eccetera eccetera. Questo non va. Anello debole.
Poi gli esami non vanno. Sono appannati. Non chiedetemi di spiegarla, questa, prendetela così come la dicono loro.
Sì, sì, dici tu che leggi, ma continuare a criticare non serve, provate un po’ a proporre qualcosa!
Giusto.
La proposta è questa: "un curriculum maggiormente costruito sulle necessità dello studente".
Oh, là. Ci voleva.
Io ho già fatto un’inchiesta tra gli studenti che conosco: le loro necessità sono sesso, droga e rock’n’roll, non necessariamente in quest’ordine. Poi: lavoro leggero ben retribuito, poco studio, Dawson Creek, niente latino, amplificatore per chitarra, t-shirt del concerto di Springsteen (originale), e dormire fino alle undici e mezza della mattina. Ah, anche un paio di ballerine grigie col fiocco che erano in giro per casa e sono sparite.
Dite che non è questo che intendeva il Ministero?

il re è morto viva il re

Certo che qui ci vorrebbe mestizia e abbattimento. In fondo, qualcosa è morto, sul web, e un bel tanto di concentrazione e serietà sarebbe adatto. Ci pensavo ieri sera, mentre mi rigiravo nel letto, con la cappa di umidità e calore che mi avvolgeva benevola come una fetta di prosciutto avvolge il ripieno di un involtino. Ci pensavo e mi sentivo triste. Ci pensavo mentre speravo che tutti quegli inviti mandati per il blog fossero arrivati da qualche parte e mentre piangevo tutti coloro che, ahimè, non riuscirò a raggiungere più, i passanti casuali, quelli che si arrabbiavano perché parlavo male di Ciccio, quelli che mi dicevano “uccidilo, uccidilo”, quelli che sono arrivati qui una volta sola e magari ci torneranno tra un anno e troveranno tutto sbarrato, quelli che non sono su Splinder e quindi come faccio a invitarli, e così via.
Ci pensavo mentre le zanzare mi mangiavano e io decidevo che non valeva più la pena di rimettersi qui su questo blog, che forse era un segno del destino, accettiamo l’inevitabile, come si fa a scrivere su un blog con la faccia triste e il muso lungo?
E mentre pensavo, mi sono venute in mente due o tre cose che avrei potuto raccontarvi, tipo quanto tempo ci ho messo a capire che bollini dovevo schiacciare per invitarvi sul blog ora privatizzato e permettervi anche di commentare, e come ero contenta di non perdere più tempo a scrivere per il blog, ché infatti ho passato tutto il pomeriggio a crearmi decinaia e decinaia di indirizzi nuovi di posta elettronica per aprirne uno nuovo e provare altre piattaforme, e sistemare le immagini, e l’accusativo di mio figlio, inteso come caso lat(r)ino, e mentre pensavo a tutto ciò mi sono resa conto che stavo pensando di mettermi qui a scrivere un bel po’ di cretinate e allora forse ho capito che avevo elaborato il lutto.

E ora vediamo che succede.