Dieci minuti di intervallo

(contro la stupidità, neanche gli dei…)

Archivi Mensili: agosto 2009

Idee: il catalogo

Allora, l’idea c’è ma è ancora un po’ nebulosa. Diciamo che ho fatto il passo più lungo della gamba (e vabbè che non ci vuole molto, ma chiariamo che ai miei tempi io ero di altezza normale e se adesso sono una nana è per via di tutte le proteine e le bistecche e via così che stano ingurgitando i fanciulli italiani e sarebbe ora di mangiare anche un po’ di insalata e pane e marmellata e amen). Comunque. Mi è venuto in mente che qui (anche dopo la privatizzazione) e là (cioè: di qua e di là) di prof che si sono buttati sul web ce n’è una caterva. Anzi, a dir la verità sono mesi e mesi e anni e anni che pensavo di fare un bel post su tutti questi insegnanti che si buttano sul Web, e magari poi qualcuno ci fa sopra una bella ricerca psicologica dal titolo: "Che cosa spinge gli insegnanti a buttarsi sul Web: frustrazione, desiderio di denaro o pura lussuria?", a cura di Willy Pasini. Ma insomma, visto che questo tal post non l’ho ancora fatto (con grande scorno di Willy Pasini che secondo me già pensava alla sua ricerchina e al libro con la copertina verde marcio e i titoli dorati in rilievo), mi sono fatta venire in mente un’altra cosa, in questa torrida e calda estate che sta finendo, un anno se ne va, sto diventando grande, lo sai che non mi va.

La cosa che mi è venuta in mente, più o meno, è questa: perché non ci troviamo un bel giorno a parlare di scuola seriamente ("anche" seriamente, intendo) , e magari quando c’è qualcosa di grosso ci si passa la voce (troviamoci tutti martedì pomeriggio a vedere il culo della Gelmini, per dirne una), e magari ci si fa sentire anche da qualcun altro, e magari qui e magari là. Così, per via del ritrovarci da qualche parte, ho finito di pulire la cantina e stavo pensando a dove mettervi tutti. Non è che vi metto in cantina per dispregio, è che in casa mia c’è sempre un via e vai, in giardino ci sono le cacche dei cani, in cantina invece non ci va mai nessuno per via che chi ci va deve anche caricare e svuotare la lavatrice, così che alla fine, guardate, secondo me è un po’ fredda ma è il posto più tranquillo.

Poi ho pensato che c’è qualcuno che magari a venire fin qui ci mette un tantino di tempo e poi magari non mi trova, come quelli che mi devono portare i pacchetti che siccome sono in una straducola fanno sempre finta di non trovarmi. Ora, lo so che voi non fareste finta, siete brave persone e volete tutti venire qui, ma insomma, fatto sta che son lontana da qualcuno e vicina a qualcun altro, ma non posso spostarmi per avvicinarmi a qualcuno perché in tal caso mi allontanerei da qualcun altro.

Però.

C’è questo posto che possiamo raggiungere tutti, che fortuna, pensate che dieci anni fa non c’era e ora sì e se state leggendo vuol dire che ci sapete arrivare anche voi, e sarebbe questo. Cioè, non il blog, ma il posto dove è appoggiato il blog, il web, la ragnatela, che, ora, a dirla tutta non è che io sappia bene il perché e il percome, ma so che funziona e così sto qui davanti a casa, seduta su un seggiolino scomodissimo e scrivo e intanto penso: vara te, io scrivo e qui e là nel mondo mi leggono, non è una gran meraviglia? Sì, lo è.
E allora ho pensato che, oltre al blog mio tuo e suo, ci potrebbe stare un posto dove si può entrare tutti, chi vuole, sia ben chiaro, e basta mettere un nomignolo e iscriversi e si è lì e da quel momento non è più un blog ma un Social Network, lavoro socializzato, chi vuole scrive e fa il post, se dobbiamo discutere si apre una discussione, in una piazza detta forum come ai tempi dei romani, e così via.

Insomma, io volevo consultarmi con qualcuno, ma visto che questo qualcuno se n’è andato in vacanza, io dico se si può andare in vacanza, che domani è il primo di settembre, ma insomma, son qui da sola ed ecco, senza consultarmi, ho fatto. E visto che domani per noi prof è giornata di lutto nazionale, io direi che domani si può cominciare a socializzare il lavoro e a mettere lì tutto quello che riguarda la scuola: sciopero, protesta, carta igienica che manca, leggi e decreti e circolaroni, passare le idee, le notizie e così via e così via. Non so, magari nasce qualcosa di serio, tipo il successore della Gelmini lo eleggiamo noi e lo imponiamo al governo, cose così.

Comunque, tutto questo discorso e queste righe bianche qui e là per dire a tutti i prof che passano e anche a quelli che non passano ma prima o poi passeranno di là, se glielo dite voi, ecco, per dire che un di là, c’è già, si chiama "Alla lavagna" (in uno slancio creativo che mi ha spossato) e non so bene ancora come funziona, se non che chi vuole associarsi poi diventa gestore, collaboratore eccetera.

Ci si prova. Vediamo un po’

Giornalismi

Forse stavolta è un po’ criptico, ma forse no. Con audio.

Marcellino e Danielina

ovvero: lo so che sembra il titolo di un film porno e invece no, è roba porno e basta, senza film
Potete leggere qui e qui che una signora Dirigente Scolastica (detta Preside) è stata richiamata perché si è espressa contro la politica del Ministero dell’istruzione. Sorge spontanea la domanda: ma coooome maaaaiii? Che cosa le sarà mai saltato in mente?
Comunque, tranquilli, è stata richiamata dal Direttore generale (detto Direttore Generale): sia leale, ohibò, cara Danielina, ha detto più o meno il signor Marcello, lei lavora per la Mariasss e quindi deve dire che la Mariasss è bella e brava, se no che lealtà è?
E la Mariasss ha rincarato la dose e ha detto: sì, la Danielina la deve smettere di fare la monella e deve applicare le mie belle e gradite riforme, mica far politica, eh, che si sa che la politica l’è ‘na roba brüta, lo dice sempre anche il mio amico Umbertino, lassiatela a noi che ci facciamo delle belle cose. Voi, sitti.
Mi domando: come dipendente del ministero della Mariasss, anch’io sono tenuta a tenere per me ogni e quasivoglia mia opinione sulla signorina?
Ma soprattutto: devo buttare via il nuovo cartone animato (che stavo finendo tra sudore e lacrime e zanzare) solo perché la protagonista assomiglia un pochino alla Mariasss?

Cinque per quattro

Su segnalazione di LGO, che mi rimanda allo Scorfano, invece di trovare il culo della Gelmini (inteso come parte anatomica che, udite, ha ottenuto il 30% dei consensi) arrivo a un’altra chicca giornalistica, firmata dalla gentile signorina (o signora) Natalia Poggi. Vi mando  qui a leggere un commento.

letture estive

Che bello, quando faccio un giro per la stampa e scopro tutti così interessati alla scuola, e così bravi a parlarne, magari mettono la virgola tra soggetto e verbo, ma che vuoi mai che sia, è colpa della loro maestra che non ha insegnato bene, su, tagliamo lo stipendio, soldi al merito, chi insegna bene è pagato, chi insegna male no, e lasciamo perdere la zucca dura di Pinotto o quella vuota di Ciccio, siamo sportivi, su, se vinci una partita son grandi i giocatori, se perdi o pareggi cacciamo via l’allenatore, così si fa.
Ma qui sto diventando acida, no, così non si fa, dai, che mi sono fatta quasi tutto luglio e quasi tutto agosto di vacanze, mica diventerò acida proprio adesso, no?
No, sarò dolcissima, esaminando con calma le notizie scolastiche e parascolastiche, sorriderò da un orecchio all’altro e ancora di più, sorriderò fino alla nuca, come se avessi fatto un tiraggio delle rughe che più liscia non si può, e sorridendo imparo che:
          prima davamo troppi ottimi, lo sapevate? Il 17,5 %. E adesso soltanto il 7,92% di ragazzini che han preso 10, che cattivi che siamo diventati; mi piacerebbe spiegare ai giornalisti e ai nostri espertoni di scuola che giudizi di valutazione e numeri che misurano son cose diverse, ma fa caldo, stiamo tranquilli, anche la Mariasss non sa la differenza, e se non lo sa la ministra dell’istruzione, vorrete mica che lo sappia qualcuno che con l’istruzione ci riempie solo il paginone d’agosto, no?
          diamo troppi compiti delle vacanze, anzi no, dobbiamo darli, che fan bene come un allenamento, credete che Usain Bolt d’estate non si alleni più? Certo che no, perciò date i compiti e se non li fanno pazienza, tanto i prof non si aspettano che li facciano [cit. Corriere della Sera, 25 agosto, pagina 25], cari prof che date i compiti ma non vi aspettate che li facciano, che è una cosa un po’ diversa dal dare i compiti e temere che non li faranno, dare i compiti e sapere che molti non li faranno, dare i compiti e verificare che molti non li hanno fatti, eccetera, ma non sottilizziamo, vogliamo mica che un giornalista scelga con cura le parole, no? No, macché, avrà avuto una prof che non gli dava i compiti, così è un giornalista ma l’italiano non lo sa usare, colpa della scuola; meno male che:
          Il Robertone lombardo ora fa la riforma dei salari, cioè ora ci aumenta gli stipendi, premiamo merito e produttività, anzi no, scusate, ho letto male, gli incentivi sono per quelli in pensione, perciò Roberto che sei Grigio, tingi i capelli che ti incentivano a tornare a scuola come collaboratore alla didattica. Che lavoro fai? Collaboratore alla didattica in settori di sofferenza per mancanza di fondi statali. Bel lavoro. Grande. Quasi quasi vado in pensione anch’io per farmi incentivare;
          La signora psicologa Maria Rita Parsi ci rispetta e capisce che abbiamo bisogno di un punto di riferimento ma i voti non le piacciono, bene, qualcuno le dà l’indirizzo di Mariasss e le dice che il nostro punto di riferimento sta diventando il salamino della Negroni? Stella per stella, meglio un stella di qualità;
          Il signore psicologo Fulvio Scaparro ci dice che il giudizio lascia il tempo che trova e i voti sono meglio, e però non dice se ci rispetta o meno, forse lui l’indirizzo della Mariasss ce l’ha già;
          ci sono mila e mila e mila stranieri in provincia di Milano e 98 facilitatori culturali, grande conquista, evviva, voglio vederli, lavorare con mila e mila, meno male che io non sono in provincia di Milano;
          l’esame dell’anno prossimo sarà più severo e rigoroso, media matematica dei voti, di tutti i voti una prova Invalsi (durata: un’ora) vale quanto tre anni di scuola, evviva, speriamo che a qualcuno non venga la diarrea il giorno della prova Invalsi perché così si gioca l’esame anche se per tre anni è stato stitico;
–     qualcuno si preoccupa dei virgulti ma spara sulla scuola media (e dai!)

'sperimento stellare (con audio)

Ecco perché!

Tutto è relativo

Nel silenzio

Pubblicato su "Orizzonte scuola"

Il più grande licenziamento di massa nella storia della Repubblica

Nella calura agostana e nell’assordante silenzio mediatico il Governo sta per produrre il più grande licenziamento di massa nella storia della Repubblica.
Da settembre ci saranno quasi 17 mila cattedre in meno per gli insegnanti precari. Tra pochi giorni, contando anche il taglio dei bidelli e degli amministrativi, ci saranno più di 20.000 disoccupati ad aggiungersi all’esercito crescente dei senza lavoro italiani.  Le classi avranno meno docenti ma più alunni e saranno dunque a rischio sicurezza. Si prevede infatti che le classi dall’anno prossimo saranno mediamente composte da 26 bambini all’asilo, 27 alle elementari e 30 in medie e superiori contro una media europea di 15-20 studenti.
Nonostante queste cifre il Ministro va da tempo ripetendo che in Italia ci sarebbero più insegnanti per studente rispetto alla media europea (una vecchia mezza verità, infatti non viene spiegato che nella conta questi signori mettono anche gli insegnanti di sostegno che in Europa non esistono, dato che il nostro è l’unico paese che ha fatto la scelta dell’integrazione dei diversamente abili nelle classi. Di fatto però le nostre sono le classi più affollate d’Europa).

La scuola viene colpita come mai è stato fatto dal dopoguerra ad oggi e i mezzi di comunicazione parlano di realtà scolastica solo in riferimento alla pittoresca proposta leghista dei test di dialetto per i docenti, tutti i telegiornali riportano la decisa condanna della Chiesa della sentenza del Tar Lazio che preclude gli scrutini agli insegnanti di religione ed esclude l’ora di religione dalla valutazione globale degli studenti (dopo mesi di torpore la Santa Sede torna a condannare).  I mass media danno risalto alla notizia del ricorso del Ministero contro la sentenza del Tar Lazio sugli insegnanti di religione. Mentre migliaia di docenti precari stanno per essere cacciati dalla scuola la preoccupazione della Gelmini è quella di mettersi subito sull’attenti per la Santa Sede e ricorrere a favore dei colleghi di religione che non rischiano nulla.
La Gelmini ha affermato: "L’ordinanza del Tar tende a sminuire il ruolo degli insegnanti di religione cattolica, come se esistessero docenti di serie A e di serie B".
E i 17.000 docenti precari che verranno cacciati via il mese prossimo cosa sarebbero? Docenti di serie C? Il Ministro lo sa che i precari di religione sono gli unici tra i docenti precari ad avere lo stipendio assicurato e gli scatti di anzianità? Un licenziamento di massa nel settore più importante del Paese e nessuno alza la voce. Questo è davvero uno strano Paese.

il poll!

Si può essere stanchi morti dopo un mese e mezzo di ferie?

  • certo, come no
  • dipende da quanto hai stirato
  • no, sei la solita insegnante fannullona che non vuole ricominciare la scuola

Guarda qui i risultati
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