Dieci minuti di intervallo

(contro la stupidità, neanche gli dei…)

Archivi Mensili: novembre 2009

Chiavi (di ricerca)

È un piacere vedere che l’11% di chi è arrivato qui ‘sto mese stava pensando a Santa Lucia.
È un piacere soprattutto perché così mi son tolta dai piedi per un po’ (con tutto il rispetto) la signora Claudia Rivelli che, non so se vi ricordate, tutti veniva qui sul blog a cercarla.
Stazionari quelli che cercano qui i polipi nasali, ma forse dovrei fare un post apposta, sono un’esperta, e invece loro arrivano qui e trovano… Cosa trovano cercando qui i polipi nasali? Mah…
Però questo mi porta al motivo pressante e importante che mi ha spinto a mettermi qui, in questa piovosissima e freddina domenica di novembre, e a scrivere di scuola (e di blog).
Il motivo pressante è che a volte, anche spesso, arrivano qui persone che cercano scampo dai lacci e lacciuoli che queste professoresse insistono a stringere intorno al collo dei loro teneri virgulti (chissà perché, a parlar così mi immagino i miei alunni come fossero trifidi).
Insomma, ci son persone che, erroneamente attirate dal fatto che mi firmo come prof, che parlo di intervallo, e che nove volte su dieci mi lamento di tutte le verifiche che devo correggere, vagano nella bolla della rete e poi cascano qui perché vogliono sapere:
come sarà la verifica di storia (dunque, chiariamo, al massimo posso dirvi come sarà la mia verifica di storia, ma non è che sia una cosa universale, chiaro? Come dire: magari quella che faccio io è diversa da quella per i vostri figlioli, ecco, tenetene conto. Senza contare che qui io parlo di verifiche, ma mica le metto. Le volete? Chiedete e vi sarà dato, però chiedete a me, mica a Google, d’accordo?);
la stessa cosa dico a quelli che cercavano: esempi di verifica oggettiva di storia (cioè dico: mi spiace, qui non ne trovate, vi ho ingannato, ne parlo ma non ne metto);
titoli di temi di prima media (idem, io qui parlo dei temi, magari ne copio qualcuno –che copiona!- ma titoli… niet; allora, ecco, se guardate di fianco, nella colonnina di destra, ci deve essere un collegamento da qualche parte che vi porta a titoli di temi, che se poi non vi piacciono, però, io non c’entro);
scrivere le competenze (ecco, bravi, qui ci siamo un po’ di più, ma più di tanto non posso dire, questo blog si chiama intervallo, mica: “mettiti lì e fai la programmazionepuntosplinder punto com”. Il tutto per non ammettere che, sì, mi ricordo che da qualche parte ho depositato le competenze, ma adesso non ricordo più dove, abbiate pazienza);
quelli che sono venuti qui a cercare la Arcuri in minigonna e il culo della Gelmini e le tette allegre non li commento neanche, sporcaccioni;
ma ringrazio vivamente quelli che sono arrivati da me cercando:
gelmini incinta chissenefrega (e dategli torto);
mogli con guanti di gomma e molluschi del mar rosso (a pari merito);
il peso della bistecca di bisonte (chilo più chilo meno);
il riassunto in 20 righe della prima guerra mondiale (20 righe e 15 milioni di morti, complimenti);
come mai gli insegnanti di sostegno hanno il sabato libero (eh, vedi?);
etta ricci e luana butti su facebook (cercatele anche voi e fatemi sapere);
l’ordine del giorno al senato valditara sul pensionamento docenti (che ora vado a cercare anch’io, son curiosa, la Valditara fa stato a sè?).

Oggi Siva Tau…

parissema niente Parisse.

Però un bel 24 a 6 è venuto fuori

Binocolo

Ordine del Giorno n. G2.386 al DDL n. 1790

G2.386 (già em. 2.386)

VALDITARA, AUGELLO, TOFANI, BALDASSARRI, MUSSO, ZANETTA, BALDINI, FIRRARELLO, CURSI, VIESPOLI, COLLI, MENARDI, VETRELLA, ALLEGRINI, NESPOLI, SARO, ZANOLETTI, PONTONE, PARAVIA, D’ALI’, VALENTINO, BENEDETTI, VALENTINI, GERMONTANI, VICARI, GALLONE, DIGILIO.

Il Senato della Repubblica, in sede di esame dell’Atto Senato 1790,
premesso che:

    • il corpo docente delle scuole italiane è tra i più anziani dei paesi OCSE;
    • nelle graduatorie ad esaurimento sono iscritti 230.000 precari di cui 130.000 con contratto annuale;
    • va approvata una riforma meritocratica della formazione e del reclutamento del personale docente;
    • il pensionamento anticipato dei docenti che abbiano maturato "quota 93" come sommatoria degli anni di anzianità di servizio e di età anagrafica può dispiegare effetti favorevoli al fine di liberare posti di ruolo per le assunzioni di insegnanti precari,

impegna

il Governo a valutare positivamente la proposta di legge che consenta il pensionamento anticipato dei docenti in possesso dei requisiti citati. (*)
Accolto dal Governo

p.s.:  almeno Mussolini si era accontentato di quota 90. Sigh.

Eh, sì… i ricordi

santaluciaAll’inizio i cercanti mi sembravano tutti matti, poi mi è venuto in mente che noi  si cominciava a ottobre ad accantonare roba per Santa Lucia, e che a fine  novembre cominciava invece la fibrillazione: ci sarà tutto? Saran contenti? Manca qualcosa? Oddio e adesso dove trovo i soldi?
Novembre era il mese dell’affitto, o del mutuo semestrale, dell’assicurazione dell’auto e di quella sulla casa che se no non ti danno il mutuo.
Il tutto a due settimane dal 13 dicembre, con i figli che ti dicono: non preoccuparti, mamma, tanto lo porta Santa Lucia…
Bei tempi…?

Un angelo alla mia cattedra

Ci sediamo in aula informatica, chiedo di aprire il computer con la password della prima, e venti minuti dopo arriva e chiede: ma la password della seconda qual è?
In classe, mentre sto spiegando Roma, splendori e cadute, arriva con un foglio un po’ pasticciato e mi dice: ho fatto la relazione.
Quale relazione?
E lui: non c’era una relazione da fare?
E io: sì, per domani.
E lui: l’ho fatta per oggi.
E io: bene, bravo, dammela ugualmente che te la correggo.
E lui la stringe forte e mi fa: ho fatto una relazione a piacere.
E io: eh?
E lui: che relazione c’era da fare?
E io: sul progetto.
E lui: io ne ho fatta una a piacere.
E io: hai sbagliato.
E lui: ho sbagliato,
e trotterella al posto.

Poi c’è la verifica di italiano, e siccome non fanno mai quello che dico, oggi come verifica mi devono preparare una scaletta di tema, senza tema, solo la scaletta.
Dopo trentacinque minuti, e il foglio bianco, si alza e mi fa: ma devo fare il tema?
E io: no, devi fare solo la scaletta.
E lui: e poi faccio il tema.
E io: ma, scusa, sei qui sulla terra o dove?
E lui: ma che tema faccio?
Faccio aprire il libro con lo spaccato della terra, la pianura, il Po e compagnia bella e gli chiedo: come è la pianura?
Mi guarda e sorride.
Ri-dico: com’è la pianura? Guarda a pagina 22, puoi anche leggere sul libro, se non ti ricordi.
E lui: credevo che oggi c’era storia.
Gli dico: Angelo, ma allora non hai studiato geografia?
E lui plana dalle nuvole e mi dice: sì.
E io: allora, la pianura?
E lui: quale pianura?

Non so, me lo immagino nelle ore di ginnastica a giocare a palla avvelenata…

Aggiornamento del giovedì: mi giro per scrivere alla lavagna e me lo trovo dietro le spalle che guarda fisso davanti a me e mormora qualcosa. Eh? e lui guarda fisso, si gingilla con le dita intorcinate e fa: ma bisognava portare una relazione, oggi? E io dico: sì, te l’ho detto ieri. E lui dice: ah, ma io non l’ho portata, cosa faccio?, la porto domani? E io dico: sì, come no, domani è il mio giorno libero. E lui fa: ma allora lei domani non c’è?

La mèns est finì, viv la mèns

La mens intesa come mensa, intesa come pranzo a scuola con i virgulti.
Sono felice, felicissima, finalmente una buona notizia: c’è un signore che si chiama Rotondi, che vuole eliminare la pausa pranzo.
Perché??
Ossignorimiei, perché è improduttiva, ritualistica (e quanto non ci piacciono a noi i rituali, eh?) e un danno per l’armonia della giornata.
Lo so.
Pensava a noi insegnanti.
Al mio turno di
assistenza mensa.
Oh, ma non è che dice di non mangiare, eh!
Mangiare, si mangia, ma magari in ore diverse.
Te,
Benzinagricola, che quando pranzi ti telefona sempre quella del telefono, pranzi alle alle tre, va bene?
Te,
Roberto, che tanto sei pensionato, e c’hai pure il nipotino da nutrire, pranzi alle sei e mezza del mattino, va bene?
Chichita la metterei verso le dieci e un quarto.
Cautelosa dieci e mezza, tanto potete mangiare quel che volete, come pensionate siete improduttive, al Rotondi non ci fate né caldo né freddo.
Wil mangia mentre suona la chitarra per allietare la giornata: anche qui, si mangia e si produce.
Viv, niente, a dieta, per via dell’immobilità e del ginocchio (Rotondi gode ed esulta).
Noisette, dalle undici e dieci alle undici e venti, intervallo pranzo.
Milady, te ti vedo bene alle quattro e un quarto.
Erinni, zitta che tu fai sempre da mangiare per una volta fai senza.
LGO, puoi mangiare mentre fai gli esperimenti con l’ammoniaca, così produci.
Dante, che fa il commesso, può mangiare quanto vuole, ma in piedi e intanto che mette i prezzi al DVD, perché in Franss fanno così.
Musicamauro pranza alle nove di sera, mentre spiega la tesina per gli esami allo Studente, ok?
LoStudente non pranza, ma produce la tesina, e amen.
Murasaki può gustare un cetriolo e un sushi alle nove e dieci.
Ma tra mezzogiorno e le due nessun mangi. E’ l’ora in cui si lavora meglio, dice lui.
Secondo me è vero, perché venerdì ero qui che scrivevo scrivevo e i figli a mezzogiorno sono venuti a dire: ma non fai da mangiare? E io dovevo dire: no, sto producendo, lasciatemi lavorare, fannulloni!
C’ha ragione, c’ha ragione.
Perchè poi lui è uno ‘sperto di produttività, lui non mangia mai, quando è al Parlamento.
E quando è al Parlamento?
Be’, adesso non fate i soliti sofistici, perché Rotondi c’ha un bel 13,45% di presenze (media parlamentari 74,87), ha partecipato al 74,41% di missioni e come indice di attività parlamentare è 621° su 630 parlamentari (il 622° non vi dico chi è, ma lo curo).
Però non mangia.

Scrittrice emergente

Ma…  se una sè-dicente "scrittrice emergente" informa che "questo è il mio primo concorso al quale sto partecipando" e poi, gentilmente "Come promesso  vi do’ i risultati della mia partecipazione al mio 1° concorso in cui ho partecipato", e il risultato è che non ha vinto ma "Per iniziare il mio bagaglio culturale , posso dire che e’ stato emozionante"…
E se la scrittrice emergente legge unaltro blog e vi dice che oggi vorrebbe dedicare il suo post al blog che ha appena letto, un blog molto divertente grazie a TiziaCaia,molto simpatica, che e’ la proprietaria della casa. Vi vorrei fare leggere l’ultimo suo post…. Lo so’ e’ un po’ lungo
E se un capitolo del suo libro in uscita comincia con "è la tipica donna allergica al trucco, che nel suo vocabolario non c’è la parola “ ferro da stiro”"…
Ecco, se succede così, sono io un’insegnante troppo severa con i miei virgulti?

Secondo voi

…si è capito che mi dan fastidio quelli (giornalisti ed espertoni) che parlano della scuola facendo riferimento a quello che hanno sentito dire dalla vicina di casa della cugina della sorella della povera zia Maria che è morta?

Allora, si è capito?

  • no
  • forse
  • io l’ho capito, gli altri no
  • cosa succede? (sono un giornalista, non capisco mai quello che succede nella scuola)

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14feb1917

Il 14 febbraio 1917 è la data di una poesia di Ungaretti, "Allegria di naufragi", la stessa che dà il titolo alla raccolta uscita poi nel 1919.

    ALLEGRIA DI NAUFRAGI
    Versa il 14 febbraio 1917

    E subito riprende
    Il viaggio
    Come
    Dopo il naufragio
    Un superstite
    Lupo di mare.

    Non ridete, ma è quello che facciamo ogni giorno.
    Riprendere ogni giorno la scuola come dopo un  naufragio.
    Quotidiano.
    E’ solo che io non sono proprio quel che si dice un lupo di mare.

Quattro – il Collegio

E oggi c’è il collegio Docenti.
Che uno dice: ma non dovevi parlare delle ore buche?
Eh, già, eccoli lì, quelli che pensano che a scuola uno fa quel che vuole.
No.
Durante c’ha un collegio docenti, alle ore buche perse ci penserà domani. O dopo.
Oggi lo hanno avvisato che c’è un collegio docenti.
Durante, che c’ha in mente il collegio delle orsoline di sua sorella che ora fa la signorina allegra come reazione, non capisce subito. Però, essendo ingegnere, ha timore a chiedere. Vuol mica passare per uno stupido. Vuol mica che qualcuno dica: hai voluto insegnare? Ora pedala! Cioè: insegna!
Insomma, lui si vergogna anche un po’ a dire che lui vuole appunto insegnare, c’ha il sacro fuoco e il registro e pure l’orario, che fa cagare ma c’è. Si vergogna a dire che, però, mica glielo hanno detto che c’erano anche tutte quelle altre cose, e i pomeriggi e i Consigli di classe, e le esercitazioni antincendio che però l’ingegnere (non Durante, quell’altro, quello dell’antincendio) ha detto che lì non c’è pericolo, ma non si sa mai, magari vi brucia la macchina, meglio sapere. Durante si è toccato i suoi gioielli, discretamente, ché la macchina l’ha appena comprata, ma, insomma, neanche dopo l’esercitazione ha capito del Collegio.
Allora fa una cosa intelligente (vedi?, si può): prende nota dell’orario di quel Collegio, poi pensa: orsoline o missionarie, non importa, basta esserci.
Poi alle due è lì, che un po’ gli brucia anche il culo, ché a lui han sempre detto: insegna, insegna che in mezza giornata te la cavi poi fai i cavoli tuoi, e invece son due giorni che è a scuola e il primo gli han rifilato un orario con 27 ore a scuola e gliene pagano 18, e il secondo giorno deve tornare al pomeriggio. Alle due.
Il pomeriggio alle due vede un branco di insegnanti che sciama (il branco sciama? vabbè, licenza poetica) in un corridoio nascosto. Lui segue.
Alla fine del corridoio ci può essere: una stanza di quattro metri per quattro con sedioline stile cinema dell’oratorio del dopoguerra. Oppure: una stanza sette per tre con panchette in mogano scuro ben intagliate, stile liceo ginnasio superiore parificato con regio decreto del 1837. Oppure: un otto per quattro con sedie in formica stile cucina della mamma e riarredamento anni Sessanta (che Durante è troppo giovane, manco apprezzerebbe).
Ma anche no.
Dai. 
‘Sto povero Durante, gli abbiam già fatto il tiro dell’orario, mandiamolo a fare il Collegio docenti in un auditorium capienza duecento persone, moquette ignifuga, soffitto antincendio (l’aveva ben detto l’ingegnere, che qui, di incendi, nisba), sedie di plastica avvolgenti, che dopo tre minuti il culo che bruciava è tutto in un’acqua, ma pazienza, speriamo non lo facciano alzare, il Durante.
In questo ameno luogo, si assettano gli ameni insegnanti. Tutti. Dal primo all’ultimo. Tranne Pacifici che il giorno del Collegio di solito c’ha il mal di schiena, e tranne la Parisina che il giorno del Collegio, essendo anche il giorno delle sue udienze, di solito ha le vene varicose che le fanno male e sta a casa.
In questo ameno luogo, dunque, gli ameni insegnanti ascoltano attentamente il loro capo di istituto, ora detto Dirigente Scolastico, prendono diligentemente appunti sugli appassionanti impegni che li aspettano, sulle esaltanti normative che cambieranno da così a cosà la loro bellissima scuola, e sul modulo da consegnare irrimediabilmente in segreteria entro dieci giorni pena la fustigazione e l’esposizione nell’atrio a disposizione dei genitori  che volessero far cambiare il voto al figlioletto.
In questo ameno luogo, stanza, bugigattolo, auditorium, cesso che sia, basta che ci siano tutti gli insegnanti a prendere appunti, che si realizza, qui, proprio qui, l’ideale utopia parlamentare: prendere delle decisioni.
Tipo: oggi si decide che la decisione dell’altro giorno di non fare più le fotocopie a colori e di non andare più in gita ai Caraibi va ripresa. Cioè, va ri-presa in mano e va ri-decisa.
Perché? Questo Durante lo capisce poco.
Ma in un Collegio Docenti tutti i professori si recano gioiosamente per parlare e spiegarsi e stare attenti e prendere decisioni. O ri-decisioni.
Che magari la decisione di andare in gita all’oratorio di Vattelapesca di sotto vi sembra poca cosa, ma magari, se il collega di storia vuole adottare il Mein Kampf in terza B, ecco,  magari questo si può discutere e votare contro. Per dire: io voterei contro, Durante non lo so. Magari è per la libertà di insegnamento.
Comunque.
Durante capisce questo: che la volta precedente, che lui, deo gratias, non c’era, tutti i gentili e attenti professori presenti han votato per non fare più le fotocopie a colori, e non fare più i viaggi ai Caraibi, visto che i fogli per le fotocopie non ci sono più e i colleghi per supplire i gitanti, nemmeno.
E poi Durante capisce che, il giorno dopo la volta precedente, il 50 % di tutti gli attenti professori che han votato, si sono accorti che: non si posson più fare le fotocopie a colori e non si può più andare in gita ai Caraibi. Ma va??
Allora i suddetti professori han chiesto di ri-decidere che le fotocopie si possano fare, almeno in bianco e nero, e i viaggi pure, magari a Vattelapesca di sotto.
Durante alza la mano per chiedere: ma perché non avete deciso subito così la prima volta (che io non c’ero, invece di farmi rompere le palle e bagnare i pantaloni) in questo delizioso auditorium così acusticamente pregevole?
In realtà le cose tra parentesi le pensa soltanto e non le dice, ma è per farvi capire il suo intimo tormento.
Allora la prof. Iena Acidulens dice: come ti permetti, che sei l’ultimo arrivato, e io sono stata attenta anche l’altra volta, ma adesso è meglio andare a Vattelapesca piuttosto di niente è meglio piuttosto e il Collegio Docenti è una cosa seria, cosa credi, sbarbatello ingegnere del piffero, qui si sta attenti e si prendono le decisioni.
O le ri-decisioni.
Appunto.
Dopo, per dire, uno si stupisce che la Mariasss manda fuori quattordici circolari per dire come ha deciso che si deve valutare…