Dieci minuti di intervallo

(contro la stupidità, neanche gli dei…)

Archivi Mensili: marzo 2010

C'è una mucca che fa pubblicità a un deposito che fa rendere i tuoi soldi

Ed eccoci qui, c’è tutta questa malinconia del mese che è appena cominciato, è già finito, il cielo non è più con noi, nemmeno con l’ora legale. Aspettiamo l’ora illegale, che tra un po’ arriva, giusto?
In seconda D(eficiens) han rubato una merendina, nessuno è stato, la collega Ingamba dice: ditelo, e  loro zitti, Ingamba è delusa, ora si riposa e dopo Pasqua li stronca tutti, uno per uno.
In terza C(ogliononi) preparano una rissa perché Bambo ha detto che la foto di Chicca che è fidanzata con Tantotonto era bella. La foto? Chicca? Boh.  Fa niente. Rissa. Spettatori, tutti fuori, si picchiano, si picchiano.
La Polverini dice che lei è stata brava, non ha mica parlato di Marrazzo. T’è fai la part del to’ duèèer, avrebbe detto mia nonna.
In terza B(estia) prendono tutti dieci e nove, grandioso.
Un tizio sul web si arrabbia perché la sinistra ha fatto dimettere Marrazzo, che era un pericolo per lo stato. Però  anche Falcone era in pericolo per lo stato e nessuno l’ha fatto dimettere.
Questo qui del web non ha nemmanco imparato le vocali.
O forse non sa la differenza tra l’articolo indeterminativo e la preposizione semplice.
Di a da in con su per tra fra.
Lo stato distribuisce gli arretrati agli insegnanti di religione, evviva, sono contenta per loro.
Alla scuola, niente?
La mamma di Chicca ha capito la situazione. Fredda e responsabile, ha compreso.
Adesso vado a casa e l’ammazzo, ha detto.
C'è questa faccenda del "po' " con l'accento che continua a disturbarmi.
Non sento più la Gelmini.
Sono preoccupata.
Ma sto bene anche da sola, eh…
Gelminsss, la solitudine che tu mi hai regalata io la coltivo come un fiore.
Tranquilla. Sta’ là dove sei.

Chicca colpisce ancora

C'era una cosa di cui ero assolutamente sicura quest'anno: che tutti avessero capito i verbi transitivi e intransitivi e le forme attiva e passiva.
Così, quando oggi ho dato la verifica, almeno lì stavo abbastanza tranquilla.
Mi ero dimenticata di Chicca.

esercizio: scrivi nelle parentesi se le frasi che seguono sono espresse in forma attiva (FA) o in forma Passiva (FP), e poi capovolgi ogni voce verbale nell'altra forma.

La bambina curava con amore tutti gli animali del cortile  (FA)
—> La bambina è stata curata con amore da tutti gli animali del cortile  (gallina, porta qui i cerotti e una tachipirina!)

La vecchietta era stata spogliata di tutti i supi beni da un avido nipote (FP)
—> La vecchietta si è spogliata davanti al nipote (omiodddddio!)

L'intervistatore ha accluso al questionario una busta già affrancata (FA)
—> L'intervistatore è stato accluso al questionario in una busta già affrancata   (ma al postino è venuta l'ernia)

Esplic-azioni

Sentendovi così preoccupati pe’mmia, mi corre l’obbligo di spiegare, esplanare, rettificare che tutto ciò che ho preparato stamattina non  me lo ha chiesto la Gelmini. E nemmeno Brunetta (a proposito, la sapete quello dell’uomo che abitava al decimo piano e per andare a lavorare prendeva l’ascensore, scendeva, andava, e quando tornava prendeva l’ascensore fino al sesto piano e poi si faceva quattro piani a piedi?, tranne quando pioveva, però, perché allora tornava e prendeva l’ascensore e arrivava diritto fino al decimo piano, eh, la sapete?).
Esplano anche alla pivella, che mi vuole vergine e martire: no, non sono i miei virgulti che mi chiedono cose.
Diciamo che i miei virgulti preferirebbero vivere nella beata ignoranza fino alla fine dei loro giorni, e quando mi vedono arrivare su per le antiche scale fanno la faccia che dice: oh, no, di nuovo qui a spiegarci i verbi impersonali…
Comunque. Per dire.
C’è la funzione docente.
Ora ve la spiego come l’ho spiegata al collega Durante.
La funzione docente sono tutte quelle cose che uno deve fare per la scuola e la classe, ma siccome nessuno vede che le fate la Gelmins continua a dire che i professori sono troppi e Brunetta continua a dire che i professori sono, come direbbe mia nonna, dei fanigottoni.
Esempio: compilare il registro, cioè copiare gli elenchi degli alunni (ventisei nomiecognomi per tre, ripetere per tutte le classi che avete); scrivere ogni santo giorno che cosa fate in ogni santa ora (alla prima ora ho perso venti minuti per farli sedere e stare zitti, cinque per fargli tirar fuori il libro e il quaderno giusti, sei minuti per controllare che avessero scritto l’esercizio da qualche parte e mezz’ora per correggere il compito, ma sul registro scrivo: correzione del compito); questa cosa dello scrivere le sante occupazioni si fa due volte: sul registro di classe e su quello personale.
Ora, siccome capite bene che se perdo trentun minuti per cominciare la lezione non posso perderne altri per scrivere sui registri, ecco che sui registri scrivo nelle ore libere; se non ci sono ore libere, vengo prima o vado via dopo, certe volte tutte e due, certe volte nessuna però poi a Natale e a Pasqua passo sette ore in due giorni solo per scrivere sui registri che cosa ho fatto nelle sante ore dei mesi precedenti (tranne Murasaki che lo so che riesce a stare a pari, sono onorata di conoscerla).
Comunque, era per dire che siccome nessuno vi  vede compilare, per la gente voi non compilate, in quelle ore lì vi grattate la pancia.
Altro esempio: correggere i compiti, quelli in classe e vieppiù quelli a casa. Intendo: non correggerli in aula, ragazzi, vediamo le risposte alla domanda: chi viene legittimato dal Papa nel suo potere?
No, intendo quei compiti che vi dovete prender su e portare a casa.
Ci mettete un’ora o ventitré ore, nessuno vi vede, voi è come se non lo faceste.
Ma dovete fare. Funzione docente.
Altro esempio: fare le relazioni di inizio anno e di fine anno.
Altro esempio: scrivere le lettere ai genitori per dire: guardi, signora, siamo preoccupati, la Chicca non sa dov’è l’Italia e nemmeno la Francia, non studia, prende un quattro via l’altro, è fidanzata con Pugnichiusi della prima E e con Tonto Nato della seconda F, forse c’è qualcosa che non va, quando ci sentiamo?
Dopo cinque lettere di questo tipo voi siete cotti, i genitori non verranno mai a sentirvi, nessuno sa che avete scritto le lettere (tranne i genitori di Chicca), voi siete dei fanigottoni, e questa è la funzione docente.
Potrei andare avanti così fino alle cinque e tre quarti.
Ma confido nella vostra intelligenza. Avete capito. Credo.
Spero.
Così vado avanti a esplanare: una volta che avete fatto tutto quello che attiene alla funzione docente, dovete anche fare lezione.
A ventisei alunni. Sette stranieri, di cui due non alfabetizzati e uno tonto (la Va Lentina Aprea non vuole sentirselo dire, ma ci sono dei tonti anche tra gli stranieri). Un Bacon (non legge e non scrive). Un Ahmed in seconda che lunedì ha la verifica di geografia.
Allora. Fotocopie, non ne potete fare: solo per le verifiche, solo se le portate dieci giorni prima, solo se le approva il Capo.
Allora. Preparate una scheda che spiega a vostra nonna com’è fatta l’Irlanda. L’idea è: se capisce vostra nonna, capirà anche Ahmed, studierà e lunedì farà la verifica.
Poi preparate una scheda per lo straniero tonto: all’anagrafe, Alì. Siccome è tonto, semplificate e lo fate ragionare.
Esempio: se Carla invita i compagni di classe per il suo compleanno, sottolinea le frasi vere:
Carla compie gli anni, la torta è al cioccolato, Carla è bellissima, tutti i suoi compagni di classe sono alla festa di Carla.
Poi preparate una pagina per i due stranieri non alfabetizzati (leggi e trova i verbi, per ora accontentiamoci di quello).
Poi preparate due pagine per Bacon, sperando che oggi abbia voglia di provare a leggere le parole nuove: mucca e televisione.
Poi preparate la verifica di grammatica per la settimana prossima, così:
uno, la date al Capo da approvare e lui dice che, sì, potete fare le fotocopie;
due, la date al Bidello Receptionist e lui dice, sì, metta lì che doooopo le faccio;
tre, lunedì o martedì andate a scuola prima e ve le fate voi.
Poi, siccome avete tre ore nella stessa classe, ne approfittate per fare una simulazione della Famosa Prova Invalsi; prendete un articolino di giornale, semplificate, preparate le domande, le fate stare tutte su un foglio e siete tutte contenti perché c’è da trasformare una frase attiva in passiva e questo, almeno, lo sanno fare tutti (tranne Alì, Bacon e gli alti due).
Poi stampate la Famosa Prova Invalsi con la vostra stampante, perché ormai è troppo tardi per darla al capo che la dia al Bidello che vi dica: doooopo la faccio.
Poi preparate le figurine per il QuadernoDelTempo di storia, ventisei copie, perché quelle le vogliono anche i tonti e anche Bacon, e non si possono fare intorti, come direbbe mia nonna (dopo aver studiato l’Irlanda).
Le figurine le preparate perché credete che in tre ore, dopo aver fatto la prova Invalsi e aver spiegato i verbi riflessivi, farete anche storia. Illusi.
Comunque.
Questa è la funzione docente per sopravvivere tre ore nella stessa classe, di sabato, dopo due ore che han fatto matematica.
Entrate, e cominciate a distribuire, correggere, fare, eccetera.
Non è colpa dei virgulti.
È colpa vostra che volete arrivare a fine giornata con qualche rimasuglio di respiro e facoltà mentali.
Che poi ci sono le belle soddisfazioni del tipo
che Carla secondo Alì è bellissima;
che nella scheda differenziata c'è la frase "Oggi farò una bella camminata", e il verbo è "camminata";
che nella prova Invalsi  la frase da ricopiare e trasformare in passiva secondo Arcurino diventa:
“Fogge per gli abiti di principi e di signori e fogge001colori e nella scelta di stoffe scelte da regole ben precise che seguivano addirittura gli altri signori artigiani”.
Voilà.

Preparativi

rischioL'Irlanda spiegata a mia nonna, con esercizi semplificati di lessico per imparare che su è nord e giù è sud:  c'è.
La simulazione della prova Invalsi ridimensionata a due pagine perché l'originale è di dieci e a noi stanno a cuore gi alberi: c'è.
La prova di verifica sui verbi che devo chiedere le fotocopie una settimana prima ché non si sa se si faranno o no: c'è.
La pagina con le frasi italiane per Alì (scopri quelle vere e quelle false, usa un po' di logica, per piacere, se ti dico che i quaderni rossi sono dieci e quelli blu sono otto, allora vuol dire che i quaderni rossi sono di più di quelli blu, capito?): c'è.
Le quattro nuove schede per vedere se Bacon ha imparato a leggere "montagna" e "mucca"e se può imparare anche "merenda" e "televisione": ci sono.
La lettera per i genitori di Chicca l'europea: c'è.
La colazione: non c'è.
Il trucco: non c'è.
Le scarpe: ci sono (ma non faccio in tempo a pulirle).
Ora posso andare a lavorare

Segnalazione :-)

leggereDal blog "Pensoscrivo", un'idea per domani. Su, che cosa aspettate?

"Il 26 marzo 2010 ognuno di voi avrà in mano un libro, una storia che considera bella, dei personaggi che ha amato. Avrà ciò in mano, nella propria borsa o dove volete. Il 26 marzo 2010 voi prenderete questo libro e lo regalerete ad una persona a cui non avete mai parlato. Sì, proprio uno di quelli che vedete tutti i giorni. Alzerete il vostro culo, schiarirete la vostra voce e metterete qualsivoglia infondata vergogna da un’altra parte. Prenderete quest’infuso di rivoluzione e lo donerete a un vostro compagno. Lo guarderete negli occhi e sorriderete. Perché lo stesso giorno? Perché tutti assieme? Perché saltare da soli è innocuo, ma farlo assieme a milioni di persone può far tremare la terra. Ho bisogno del vostro aiuto. Ho bisogno che diffondiate questo messaggio. Ho bisogno che condividiate quest’evento dovunque. Ho bisogno che trasmettiate agli altri l’importanza di questo gesto. Ho bisogno che voi siate i primi a capire cosa c’è dietro. Ho bisogno che la fiamma si accenda oggi e arda fino a quella data. Ho bisogno di un segnale di vita da parte di tutti. Non voglio credere che uno stupidissimo film di natale o un’ignorante tettona possa attirare e smuovere più gambe di questo messaggio. Voglio avere fiducia. Voglio credere che la cultura possa ancora sconfiggere l’ignoranza. Voglio credere che sotto i colori di ogni partito ci siano ancora persone. Voglio credere che ogni sconosciuto desideri fare amicizia con voi."

Qui la seconda parte dell'iniziativa.
Qui
la pagina pubblica dell'evento su Facebook.
Qui
il video su Youtube.

Al mercoledì ho cinque ore e sono di assistenza durante l'intervallo

Durante l’intervallo, J.J.Jhon piange in un angolo appoggiato al calorifero, circondato dai bestioni della terza D(annata). Ha preso un pugno da Rorob. Rorob è nell’altro angolo. Dice che è stato insultato da J.J.Jhon.  Gigi Faròn conferma.  Gigi Faròn non è credibile. J.J.Jhon dice che non insultava Rorob, insultava Bacon. Bacon ha dato uno spintone ad Alì. Alì ha fatto uno sgambetto a Bacon. Bacon ha parlato della mamma di Alì. Meme dice che Bacon non ha detto niente di particolare sulla mamma di Alì. Meme sta reggendo Otto Punto26 che è piegato in due perché Max La Pietra lo ha appena preso alla bocca dello stomaco. Max la Pietra viene sgridato e minaccia di gettarsi da/su/attraverso l’armadio del corridoio. Non lo fa. Meno male. Sputa soltanto addosso alla BellaAddormentata, che si gira e gli tira un pugnone. Max la Pietra va ad aprire la finestra per gettarsi di sotto. Non è depresso, vuole farci un dispetto. La bidella nuova chiama: ci sono trentasette ragazze barricate nel cesso con merende e succhi di frutta. Trivella cerca di andare nell’altro corridoio. Rosetta cerca di venire dall’altro corridoio. Max ruba la merenda a Otto. Otto mi racconta della volta che suo zio ha rubato la merenda a sua mamma. Due orlocchi di seconda esprimono la loro amicizia gettandosi a teta bassa verso il calorifero di ghisa. Lo mancano. Peccato. Max ruba la merenda a Gigi Faròn. Gigi Faròn dice che la mamma di Max fa lo stesso lavoro della mamma di Alì.
Campanella di fine intervallo su Max la Pietra che riesce finalmente a gettare lo zaino giù nel cortile.
Lo zaino di Gigi Faròn.  Gigi Faròn entra in classe e dice che non ha fatto i compiti di grammatica perchè Max gli ha buttato lo zaino in cortile. J.J.Jhon entra in classe e dice che domani non verrà a scuola perché andrà con la mamma all'ospedale  per il braccio che Rorob ha picchiato. Rorob entra in classe e dice che vuole andare a casa.
Ha il mal di testa, lui.

Stagionale

Non so. Sarà quello? C'ho un sonno.

Aggiornamento delle otto e dieci minuti: sono ben sveglia.
Ho appena scoperto che anche a marzo il Ministero ha pensato a me…fiscale

Il collega del professor Magli

Andateci

Devo assolutamente segnalare questo Pollicino. Fateci un giro. Leggete tutti i post.Pollicino

Cambronne!

Stamattina  sono arrivata a scuola sul filo del rasoio. Se c’era il Capo, me lo trovavo sulla porta a vedere come stavano i virgulti e dove stavano i docenti che devono accogliere i virgulti sulla porta, col sorriso sulle labbra,  pronti ad accompagnarli tutti belli felici contenti e beati, oltreché ordinati, su per le antiche scale e poi nelle ampie e graziose aule.
C’è questa collega carinissima che mi viene a prendere quando abbiamo orario uguale e mi porta in auto fin là. "Là" è il nostro comune parcheggio nei pressi della nostra comune scuola.
Siamo in automobile, chiacchieriamo del più e del (gel)meno, io le faccio compagnia, lei mi fa risparmiare la benzina.
In ritardo, però.
Cioè, non la benzina in ritardo, lei, in ritardo. Che io sono abituata ad uscire di casa alle ottomenoventi e lei arriva lì e mi carica su alle ottomenocinque. Arriviamo al pelo.
Io, confesso, c’ho bisogno di dieci minuti di decompressione in sala professori per abituarmi all’idea che mi tocca un’altra mattina con i virgulti.
Così, invece, arrivo sul filo di lana. Entro, metto giù il cappotto, prendo il registro, mi dimentico il libro, torno a prendere il libro, non posso fare le fotocopie, non posso ritagliare le figurine per Bacon, corro in classe appena in tempo e sbatto contro Mister Eggs che sta in aula a dire ai virgulti che lui è un professore, rispettatemi, sedetevi, ascoltatemi, sono un professore, se voglio vi boccio, grazie, scusa, fammi entrare.
Poi esco.
Ho sbagliato classe.
Mi infilo nella classe giusta e nel silenzio assoluto, ché con me le alghe della seconda D(eficiens) non fiatano e la Figliattrice che mi critica sempre mi dice: ma perché hanno così paura di te?, ecco, nel silenzio assoluto e incomprensibile, faccio l’appello e poi mi trovo Valdo di fianco alla cattedra:
Prof, non ho tanto studiato.
Valdo, t’ho detto che ti interrogavo.
Sì, ma non ho tanto studiato.
Valdo, non lo dico mai a nessuno che lo interrogo. A te l’ho detto
[tenendo conto che sei un po’ tonto, che non fai mai niente, che non stai mai attento e che i colleghi ti vogliono promuovere, magari a dirti che ti interrogo riesco a darti cinque e mezzo],
perché non hai studiato?
Prof, oggi c’è inglese.
Sì, come sempre.
Sì, ma c’è la verifica, e ho studiato solo un po’ inglese.
Così lo interrogo solo  un po’, e siccome sa che in Inghilterra estraevano carbone, mi sento già meglio.
E chiamo Leone.
Leone lo sa che lo devo interrogare, non gliel’ho detto ma  è la terza volta che lo chiamo fuori e che lo rimando al posto perché non sa una beata mazza.
Così, stavolta vado sul sicuro e gli dico: parla di quello che vuoi.
Lui ha fatto la ricerca sulle camicie di tela Oxford, così la legge. La legge, mica la dice.
Poi prendiamo la camicia (finta) e la incolliamo sulla carta.
In Inghilterra (perché ormai sono arrivata a questo: per fargli ricordare dove è l'Inghilterra, ci ho incollato su i pezzi di tela Oxford)
Poi sta zitto.
Allora, cos’è Oxford?

Ma la tela Oxford da dove prende il nome?

Allora cambio direzione e chiedo:
Se andassi a Londra, che cosa andresti a vedere?
L’abbazia.
Bravo, quale?

Dopo sette minuti di silenzio gli dico di tornare al posto, e incolliamo sulla carta geografica un pezzo di tweed, Twiggy con la minigonna, un paio di cravatte regimental (in fotografia, che credete). Ci manca l’impermeabile di Burberry e un montgomery perché i due deficienti che dovevano portarli sono a casa.
Capite, c’è la verifica di inglese, a quelli gli viene il mal di pancia a ogni verifica.
Poi per fortuna suona la campanella e vado a farmi le mie belle tre ore filate nell’altra classe (quella che ho sbagliato all’inizio), compresa l’assistenza all’intervallo, dove becco due sconosciuti tredicenni che girano davanti alle mie aule:
di che classe siete?
Prima.
Prima cosa?
Prima media.
Se-zio-ne?
Ma dai, prof,stiamo qui solo un minuto…
Dopo di che li prendo e li riaccompagno su e giù per le antiche scale fino a che non li riassegno alla legittima custode mia collega che tenta di dirmi che non sono suoi, ma io le dico: non sono tuoi una bella merda, e lei se li deve prendere, mentre spero che davanti alle mie aule non stia succedendo niente di tremendo se no vado sui giornali per mancata sorveglianza.
E poi suona l’intervallo e mi aspetta un’altra ora durante la quale metto Arcangelo in un angolo a ricopiare per le terza volta il quaderno di italiano, e non lo faccio perché sono una carogna (cioè, solo un po’), ma perché è la terza volta che lui si perde tutto e di più, e lunedì pomeriggio ero riuscita a fargli recuperare ogni singola pagina persa, e stamattina, che è solo mercoledì, l’aveva ripersa di nuovo, e mentre lui ricopia, visto che hanno capito bene i verbi transitivi e intransitivi, mi metto a spiegare gli attivi e i passivi, e loro capiscono che: Mario mangia la mortadella è attivo, Mortadella mangia Mario è passivo.
No, dico, tanto per dire che cosa capiscono.
E poi suona la quarta ora e invece di andare a casa, c’è la riunione col Capo che ci deve dire di ri-ri-ri-ri-mettere a posto i criteri d’esame e le valutazioni e le griglie e le quadriglie e le ciniglie, perché c’è il ri-ri-ri-regolamento nuovo e il regolamento dice che agli esami quest’anno si fa la media (intesa come sommo tutto e divido per) ma siccome dice solo che si fa la media, ecco che le scuole han pensato di fare la media ponderata, che ora non vi spiego, ma questa è la Cultura, la Scuola, le Conoscenze della Vita e la Gelmini.
E poi suona la campanella, evviva, ma il Capo sta lì e poi vengono i bidelli a vedere se sloggiamo e lui (il Capo) dice: un attimo, e poi mi chiede perché nelle griglie delle triglie ho scritto così invece di cosà. E io non è che capisca molto, ma qualcosa rispondo, credo, perché lui dice: sì, sì, e poi mi fa: allora le mette a posto?
Sì, se mi lascia andare a casa.
Ma in realtà, siccome sono una vigliacca, dico solo: sì.
Però fa effetto lo stesso perché il Capo si alza e ci saluta.
E io rimango lì.
Perché non so se vi ricordate la collega carinissima.
Quella che mi dà il passaggio in auto così risparmio.
Ecco.
La collega si deve fermare ancora due minuti con le altre.
E meno male che stamattina ho fatto anche una lezione col Drago che ha spiegato ai virgulti che il tempo non è poi una cosa così sempre uguale, perché i due minuti diventano ventotto, e io alla fine torno a casa alle due e venti invece che alle dodici e mezza.
Comunque. Mi metto lì che devo correggere venticinque temi, ne avrò fino a stasera.
Cioè, ne avrei fino a stasera se li correggessi, ma c’è qualcuno (che io non dico chi è, ma lo curo) che ha bisogno di ripassare i verbi difettivi e anomali.
E vabbè. Poi correggo un po’. E poi per distrarmi faccio un giro qui al computer e mi metto a raccontarvi questa lunga storia della mattina, e quando arrivo circa a metà, dove dico: se-zio-ne?, ecco, lì  mi salta la luce.
Sì, perché nel mentre che i verbi difettavano, ho caricato la lavastoviglie, e mi sono dimenticata che alle due e trentacinque avevo pure caricato (e acceso) la lav
atrice, onde per cui.
Ma non mi arrendo, non mi esaspero, recupero, correggo, e torno qui a contarvi la rava e la fava.
Anche se adesso devo smettere.
Mi ha telefonato il Maritino e mi ha detto:
visto che non hai niente da fare, puoi andarmi a comprare due panini morbidi e una cravatta regimental?