Dieci minuti di intervallo

(contro la stupidità, neanche gli dei…)

Archivi Mensili: maggio 2010

Recupero

28GiuliettaMentre cercavo il post sul cugino di Rorob (sì, signori, è stato anche lui mio alunno), ho trovato una cosa; ho pensato che anche chi non mi frequentava tre anni fa, e non ha avuto nè il tempo né la voglia di rivedersi tutto indietro, avesse il sacrosanto diritto di leggersi anche questa storia. Breve, ma pregnante. Come specificai subito anche allora, non è mia, è di Giulietta.

C’era una volta
C’era una volta una ragazzina molto agitata che sembrava una rana, molto rossa di fuori e rosa, povera bambina, non ce la faceva più. Addio agli uccelli che volarono giù. C’era un orco sullo stagno. Povera rana, è caduta nel fango. C’è un serpente, che guaio! Non aver paura, ci penso io a sistemarlo per le feste. Alla fine, silenzio. E poi si sente: mi sono cacciata in un guaio.

Finale doppio

C’era una volta Allegria che stava camminando per il bosco ad un certo punto vide Dispiacere e se ne inamoro subito. Decisero di sposarsi perché si amavano tanto. Dopo decisero di convivere e di avere un figlio che si chiamava Giocare. Giocare non andava molto d’acordo con il papà Dispiacere, perché aveva un carattere opposto a quello del papà. Per questo motivo Dispiacere e Allegria continuavano a litigare.
Dopo un po’ di giorni e molti litigi Allegria non ne poteva più e disse a Dispiacere che era ora di finirle questa storia. Infatti Allegria e Dispiacere sono opposti.
Alla fine Allegria andò a vivere con suo figlio Giocare e Dispiacere non si fece più vedere.
Allegria trovo Fedelta e si inamoro e questa volta a Giocare li piacevo molto il nuovo papà e vissero felici e contenti.
Allegria, dopo essersi divorziata, trovo e si inamoro di Fedeltà, con cui Giocare andava d’accordo.
Allegria andò ad abitare con Giocare in una casa e Dispiacere non si fece più vedere.
Giocare scapò di casa per Dispiacere e dopo un po’ di anni Giocare incontro Allegria e Dispiacere morti.

Finale aperto

C’erano una volta due fidanzati che presero il vincolo del matrimonio e una numerosa famiglia crearono quando il papà vide nascere il primo figlio provo un’emozione indescrivibile quando il nonno fini la cura si volle a parole sfogare con i suoi nipoti perche non gli ave vano detto che c’era un uovo arrivato. La nonna, laquale era al corrente di tutta storia avvisò il nonno. Il nonno con tanta curiosita andò a visitare il neonato e apena lo nde gli si illuminarono gli occhi. Alla fine gli sposi ristabilirono la comunicazione con i nonni e vissero quando il nonno aveva.

Mariaaaaasteeeeelllllaaaa…

Avvocato

Mattutino (scusate, mi scappa da ridere)

Qualche novità qui, e anche qui.

Ma soprattutto, signori e signori della scuola media del Veneto
che avendo la fine della scuola davanti, tra pochi giorni,
e avendo già fatto i collegi docenti per programmare gli esami,
e avendo già fatto, naturalmente, anche le riunioni per materia per definire i criteri,
e avendo già predisposto tabelle, fogli excel, medie e quant'altro
perché tra poco si comincia,
e avendo già ricevuto, tutti contenti, la circolare 49 che spiegava come fare gli esami,

altolà, Veneti!

Adesso (adesso, ieri) sono arrivati i chiarimenti.
La gentile vostra Direttrice Generale, signora Carmela, dice:
prendete tutto il lavoro fatto finora, buttatelo nel cesso
(sì, come avete fatto l'anno scorso);
prendete la circolare 49, che peraltro non diceva niente,
e buttate nel cesso anch'essa.
Adesso, finalmente, 27 maggio,
è arrivata la circolare che vi chiarisce.
Ve la regalo.
Se le vostre scuole non ce l'hanno ancora,
portategliela.
E' vera.
Non è uno scherzo.
Buttate vita tutto il resto, fogli e controfogli, perché solo ora vi dicono come fare,
scuole del Veneto.
Anzi, non buttate via niente. Usate i fogli come carta igienica, che manca.

E le altre regioni?
Mah…

(no, la Gelmini e la Carmela non si possono buttare nel cesso)

Disclaimer

Avviso agli operai, ai genitori,
agli impiegati, ai fioristi,
ai nonni, agli operatori,
ai camerieri, ai turnisti,
agli infermieri, agli albergatori,
alle cameriere, ai baristi,
e alla bella compagnia del Palazzone
che a Roma ancora impazza,
e alla gentil signora dell'istruzione
che d'istruzion capisce una mazza,
i professori
non vogliono
non desiderano
non chiedono
(né hanno mai chiesto)
di diminuire ancora i giorni di scuola

e invitano altresì
chiunque
li stia invidiando

rosicando sui loro favolosi stipendi
e su tutte le ore in cui
(vox populi, vox dei)
non farebbero niente

a uno stage di sopravvivenza di soli
diciassette giorni
nelle otto classi previste,

da qui alla fine della scuola,
comprensivi di prescrutini, scrutini, collegio docenti,
compilazione pagelle, compilazione registri,
consegna relazioni finali di classe,
consegna relazioni finali annuali disciplinari,
compilazione giudizi da allegare al sei politico della gelmini,
consegna pagelle ai genitori
(il tutto rigorosamente fuori dall'orario di servizio
che è l'unico a conoscenza del volgo e della massa).
L'invito è rivolto in particolar modo
ai signori Brunetta, Costa e Gelmini,
che in questo momento ne stanno discutendo:

a essi verrà elargito stipendio da insegnante,
comprensivo di congelamento e trattenute,
escluse le ore straordinarie di quest'anno e dell'anno scorso,
che non saranno pagate, come da legge.

 

Campanilismo

Doce2010Non so se si è capito, ma mi sun lumbarda, e giovedì scorso i presidi sono andati a contrattare qualche cattedra in più (a fronte dell'aumento degli iscritti). I provveditori danno le cattedre adesso. Si chiama organico di diritto: vuole dire che (più alunni o non più alunni) abbiamo diritto a questi posti di lavoro, amen.
Poi, magari, prima di settembre, se in qualche scuola c'è troppa gente (ah ah ah), manderanno qualche insegnante da altre parti. Per ora, questo il risultato, per noi.

Mi ha scritto la Gelmini

dismissioneCara LaVostraProf,
tu sai che io nutro il più profondo e crudo rispetto per quella bella massa di lavorat privilegiati che siete. Vi lascio fare sei mesi di vacanze, vi lascio compilare i registri senza contarvi le ore che fate, e lascio laurà anca quei che i è no nat a Bèrghem. E poi vi faccio le leggi, di qui e di là, d’en sa e d’en là.
E intanto vi faccio anche una bella bambina, che la mia Emma è già andata sul giornale, che bèla che l’è, l’è bèla fès, così tutti vedono che brava mamma che son, che porta la fiulìna al ristorante con la suocera e poi quei cattivoni dei giornalisti ci fotografano dalle finestre, ma come avranno fatto a sapere che eravamo là a mangiare e a metterci davanti alle finestre a dare i bacini alla fiulìna? Mah, ‘sti giornalisti.
Però io ti scrivo. Ti scrivo perché tu anche una volta mi hai scritto.
Ti scrivo perché, va ben tut, ma adesso basta parlare male della scuola, eh?
Che, dopo, i cattivoni dei giornalisti non vengono più di nascosto a fare le foto alla fiulìna e alla mamma, che saressi mi, e sono andata apposta dalla parrucchiera.
Insomma, ecco qua, visto che son avvocato (sì che ho preso 66, però l’ho preso, meglio che niente, a te chi te l’ha detto che ho preso 66, dimmelo che vado subito a chiudere l’università. Sarà mica uno dei relatori, eh? Dimmelo!).
Ah, ecco, allora, forse ho piantato lì la frase, ma io sono avvocato, faccio mica la prufessura.
Cara LaVostraProf, volevo dire: sta’ ‘tenta.
Sta’ ‘tenta a parlar male della scuola.
Sta’ ‘tenta che sei una dipendente.
E per i dipendenti è improprio indirizzare ad altre autorità politiche o amministrative diverse dal loro diretto riferimento gerarchico documenti, appelli, o richieste.
Che bella frase. La ma piàs pròpe. L’ha detta un mio dipendente, il Marcellino.
Che vuol dire che se vuoi lamentarti vai dal preside (Dirigente Scolastico), lamentati e morta lì.
Poi lui al massimo va dal superiore, si  lamenta e morta lì un’altra volta.
Su, su, te che mi parli come una sorella. Ora ti parlo io come una sorella. Magari una sorella un po’ cretina, ma amen, ce n’è in tutte le famiglie. Sta’ sitta, insoma. E se vproprio vuoi parlar, vai a far politica.
Tientiti i tagli, tienteteli. Tientiti il progressivo smantellamento delle strutture in cui lavori. Lavori è una parola grossa, per voi prufessùr, ma la frase è bella. L’ho copiata da un giornale comunisssta.
Non criticare. Non parlare delle rasoiate del mio amico Tremonti. Non parlare delle circolari che dicon cagate. Basta. Smettila.
Sei una   di   pen   den   te.
Taci.
Che se continuate a parlare delle brutte cose che faccio, come faccio poi a despegolarme, eh?, come faccio?
E ora ti lascio, tanto lo so che ora te la stai facendo sotto e stai zitta.
E poi ti lascio perché la Emma la piange. La patìss perché c’ha fame, e devo andare a metterla vicino alla finestra, così i cattivoni giornalisti fanno la foto e la mettono sul giornale e la gente vede che anche noi piangiamo e soffriamo.
La tua ministra dell’istruzione
(istruzione è una parola grossa)
Mariastella

Meditate, gente, meditate

Quelli che hanno gli esami nella scuola media, sappiano che è stata partorita la cricolare per spiegare, finalmente, come si devono valutare gli alunni.
Ora vado a evacuare.

p.s.: tanto per saperlo, all'esame di laurea la Gelmini ha portato la tesi più brutta di tutto il circondario, non ha aperto quasi bocca nella discussione e ha preso 66. Il minimo.

Free

gioLibVi avviso che ho consegnato il modulo per il giorno libero dell'anno prossimo.
Cioè, capisco tutto, anche chi invece non sa nemmeno dove sarà, l'anno prossimo,
ma volete lasciarmi sospirare le vacanze senza dover già pensare che l'anno prossimo, cioè a settembre, mi ritrovo ancora lì, tale e quale?