Dieci minuti di intervallo

(contro la stupidità, neanche gli dei…)

Archivi Mensili: settembre 2010

Sviste e riviste

Ho avuto una madeleine

profumoSono anosmica.
E' materia da medico, allergologo, punzecchiologo, ignarologo, eccetera.
Sono anosmica sempre, di solito.
Ma qualche volta no.
Perciò: quando stamattina, sotto la doccia, ho odorato il profumo dello sciampo che ho cominciato a usare trecentosettantadue anni fa, ho avuto un sobbalzo e mi sono risentita come allora.
Che poi, quasi immediatamente, abbia pensato che potevo venire qui a raccontarlo, è materia da psicointernettologo.
In ogni modo, capirete che adesso posso anche andarmene a scuola ad annusare gli stantii aciduli effluvi corporali del professor Magli, e sarò felice lo stesso.

Errore nella visualizzazione della pagina

Oddio, ho aperto Explorer e ho visto quello che vedete voi.
In più, sul fondo, a sinistra, mi appare l'avviso di cui al titolo…
Ma io come fo?
Voglio dire: uso Firefox e vedo tutto normale, non saprei dove metter mano…
Sigh, non saprete niente di Mister Eggs!

(no, vabbè, ora guardo se si può fare qualcosa ancheper Explorer, eh?)

(ha parlato la grande informatica, sì, come no…)

Bacon, Eggs, Dogi, Principati e Signorie

Se devo dire la verità (devo dirla? Che frase balorda, ma oggi parliamo per frasi fatte. Fatte da chi, non si sa, ma… fatte, son state fatte, e queste due righe, mi sembra, vi potrebbe dare il tono di come mi sento oggi), allora, se la devo dire, quella cosa là, intanto mi tocca segnalare che c’ho il maritino che lavora a casa, oggi. E già qui.
Poi ho in mente MisterEggs. E anche qui, sapete, non è che le cose vadano in crescendo. Anzi.
Per certi versi, MisterEggs mi sta sulle balle.
Intanto, è basso e a forma di uovo.
Uno qui dice, giustamente, e cosa c’hai contro i bassi?
Niente, appunto, son bassa anch’io. È che così ce l’ho all’altezza occhi. Appena mi giro, ho la sua facciona ovale che mi fissa. Preferirei di no.
Poi la forma a uovo, dice un altro caro lettore, che fastidio dà? Nessuno, appunto, se non fosse che lui è un uovo sodo senza guscio, che ondeggia e serpenteggia e si muove su un’onda sinusoidale per cui il viso, sempre ad altezza occhi, fa questo giro qui:
frecce

anzi, a pensarci bene, questa è la forma che prende la schiena mentre lui ondeggia.
Si alza e poi si abbassa e poi si alza e vi arriva davanti.
Non basta. Intanto agita una mano, o per cosìfrecciafrenetico, oppure su e giù. In alternativa, alza la mano destra con l’indice puntato in alto, che fa no no no no, oppure “tu!”, e punta il dito.
Inquietante.
Di solito entra in classe puntuale perché lui è una persona corretta e quando tutti i giorni arriva in ritardo, lo dice: sono arrivato in ritardo. Poi si ferma sulla porta. Poi fa qualche passo. Poi guarda Bacon. Bacon lo guarda torvo.
Allora lui si gira verso la cattedra, schiocca un po’ le labbra, e le stringe e poi fa no no no no con il ditino e dice: io ci sto antipatico a Bacon, con me non fa niente, non lavora, ora lo porto al computer e lo faccio giocare.
La classe saluta le Signorie e i Principati e aspetta che lui porti Bacon al computer. E lui prende la sua valigetta nera e si siede vicino a Bacon. Bacon si gira e lo guarda. Bacon non parla molto bene, se no direbbe: che cazzo vuole ancora questo qui?
La classe riprende in mano le Signorie e i Principati e cerca di capire anche il Dogato di Venezia. Io vorrei raccontare del Doge Michiel che quando era Doge era serio e posato, ma quando era giovanotto andò a scrivere, sul camino dell’altro Doge, che si era sposato una bella signorina molto molto più giovane di lui, ecco, andò a scrivere: ‘Marin Falier da la bea mugier, tutti la gode e lu la mantien’. Vorrei raccontarlo ma non posso, quindi lo racconto a voi e passo oltre. E mentre passo, MisterEggs si alza. Ha deciso di portare Bacon al computer. È che Bacon non si alza. E tutti lì ad aspettare che succeda qualcosa e tanti saluti di nuovo ai Principati e alle Signorie.
Allora uno dice: vai, vai, Bacon, fai il bravo, ci vediamo dopo. E Bacon si alza e guarda male anche te che hai detto così, e MisterEggs, con la sua valigetta in mano, si gira e muove il ditino e fa: meno male che ci hai detto di fare il bravo, perché io ci sto antipatico.
E poi escono.
Son passati venti minuti, per dire.
Dieci minuti prima che finisca la lezione, rientra Bacon, e poi rientra MisterEggs e tutti salutano commossi i Visconti e i Gonzaga e ascoltano MisterEggs che dice (sussurrando, per non disturbare la lezione): guarda, tigggiuuuro, ho cercato di farlo lavorare ma, tiggiuuuro, non ha voluto far niente.
E intanto fa l’altra mossa con la mano: la pone sul petto, inquantoché, appunto, gggiuuura.
Poi sta lì in piedi un po’, con la valigetta i una mano e l’altra mano che si tiene il mento e un dito che batte sulle labbra, tum tum tum, tum tum tum.
Poi quando suona la campana, e tutti sono pronti a correggere aggettivi e pronomi e aspettano che MisterEggs esca, lui si ferma, si gira, fa così con la schiena (ora lo sapete), come un tacchino che goglotta con fatica, e dice: eh, io dovrei stare in classe, imparo tante cose.

Resumé

Avremo dunque
una scuola cadente (esprimete un desiderio)  [*]
una scuola protestante
una scuola al taglio (prendi e porta a casa)
una scuola di razza
una scuola da pistola

Cosa chiedere di più?

[*] No, non quel desiderio.

Libro e moschetto…

moschetto

Secoli fa

Allora, secoli fa, sarà stato il 2005, stavo portando fuori dalla scuola media una classe di disgraziati. Per capirci, la classe di Ciccio. Il miglior amico di Ciccio era un tizio che, bocciato in prima media (come Ciccio), aveva poi mostrato un'intelligenza vivace e consapevole, intuito, capacità di comprensione superiore alla media, ecc. Aggiungete che aveva una situazione familiare e personale, alle spalle, disastrosa.
Aggiungete che avrei voluto picchiarlo un giorno sì e uno no.
Aggiungete che, quando voleva, oltre ad essere bravissimo era anche capace di farsi voler bene da tutti gli insegnanti, anche da quelli che un minuto prima avrebbero voluto strozzarlo.
Io me lo ricordo come uno che dava un sacco di problemi, che non voleva studiare, che avrei voluto incamminato per una strada bella e buona e temevo invece il contrario, che non migliorava abbastanza.
Cioè, non migliorava come volevo io.
Poi, l'altro giorno, mi capitano tra le mani i suoi temi.
E uno già mi domanda: ma come fanno a capitarti tra le mani i suoi temi, cinque anni dopo?
Eh, già, sì, vero: avevo fatto le fotocopie. Persino del suo tema d'esame, dove parla dell'adolescenza fingendo di essere un extraterrestre che arriva sulla terra per studiare i ragazzi umani.
Ora, tenendo presente che ci sono alcune correzioni (quelle tra parentesi quadre e almeno quattro o cinque virgole), ma il resto è roba sua, ingenuità comprese;
tenendo presente che io volevo "migliorasse" ancora;
tenendo presente i temi che vi somministro oggi come oggi,
ecco: a perenne memoria che al peggio non c'è mai fine
e che non sappiamo riconoscere le perle nemmeno quando sfolgorano sotto i nostri occhi,
se vi va, leggete il suo tema.

Cari studiosi,
venticinque anni terrestri or sono mi imbarcai sull’astronave costruita dal mio amato padre per giungere sulla Terra affinché studiassi più da vicino, insieme al mio collega, la specie umana, una delle tante sopravvissute alle catastrofi.
Prima d’ora nessuno si era mai avventurato tra gli umani, perché si credeva fossero degli esseri schifosi, privi di intelligenza e senza alcuna importanza.
Dopo cinque anni di viaggio attraverso lo spazio, arrivammo a destinazione e dovetti subito separarmi dal mio compagno, come già stabilito, perché avessimo diversi campioni [su cui] poi confrontarci.
Alla fine mi sono inserito in un posto, in un “paese”, come piace chiamarlo agli umani, di nome ***, che si trova in Italia. Non è altro che una piccola cittadina. Insomma, non potevano chiamarla semplicemente con un codice?
Comunque, tralasciamo le chiacchiere, e andiamo al lavoro: da quando sono arrivato qui ho raccolto molte informazioni per quanto riguarda la vita dei ragazzi terrestri, e finalmente potrò tornare in patria.
La prima impressione non è stata una della migliori: come noi avevamo dei pregiudizi su di loro, loro ne hanno su di noi. Ci sono pochi ragazzi e ragazze che si dedicano allo studio, mentre la maggior parte passa il tempo andando in giro, con indosso solo vestiti firmati, a fumare e a bere per cercare di assomigliare il più possibile al prototipo di ragazzo [perfetto]. Qui, per essere qualcuno, ti devi inserire nel gruppo, sempre cercando di eseguire quello elencato prima.
Questa è l’adolescenza: è l’età in cui si scopre di [voler] farsi notare dalle ragazze e viceversa. Di conseguenza bisogna essere belli, ed ecco che le femmine non mangiano né questo né quello perché se no ingrassano, non mettono questo vestito perché le fa sembrare brutte e poi si mettono tutti i trucchi per nascondere un brufolo o una cicatrice.
Quasi tutti i ragazzi, poi, non fanno vedere quello che sono realmente e di conseguenza stanno molto male, perché non possono confidarsi con nessuno: rischierebbero di rovinare la loro reputazione e di far vedere che provano delle emozioni.
Credono che magari, piangendo, [possano sembrare] dei deboli.
Ma come nel marcio c’è sempre qualcosa di buono, anche fra gli esseri umani esiste qualche ragazzo che studia diligentemente (più le ragazze, in verità), invece di stare sempre attaccato alla Tv, ai videogames e in giro.
Pensate che esistono anche alcuni ragazzi educati, l’eccezione che conferma la regola.
Infatti, la razza  umana è una di quelle più brutte, perché in qualche posto [della Terra] non esistono i gesti più semplici, e i concetti come l’uguaglianza, la fraternità, la libertà o addirittura l’altruismo.
Per fortuna che ora posso tornare sul nostro pianeta.
Tanti saluti, a presto
Elauirissan

Volevo fermarmi e spiegare un cosina alla mamma di Ale

Già la scuola in sè, ultimamente, non è il massimo.
Già partire la mattina con la prospettiva di mensa e pomeriggio lascia alquanto scossi.
Metteteci i 28 gradi di oggi (io col golfino, naturalmente), Rorob che ha ricominciato a fare il deficiente a tempo pieno, la bidella Teresona che ha portato i documenti della malattia, e i trattamenti medici, e se alza il  braccio le fa male l'ascella e anche il collo e ha la sua età e sua zia che è morta poverina però quando è diventata vecchia l'hanno messa a fare un lavoro più leggero e invece in questa scuola qui lei l'hanno messa a fare i lavori più pesanti, che quando era arrampicata sulla scala col ginochcio balelrino la segretaria le ha detto: Teresona, così lei mi mette nei guai, Io metterla nei guai??, con le giovani che arrivano e non fanno niente, colpa vostra dei vecchi che c'avete dato queste abitudini alla scuola, ma pensa te; metteteci anche che si sono dimenticati di due classi e quando è arrivata l'ora della mensa c'è stata la lotta: siamo prima noi, voi con chi siete?, noi non abbiamo nessuno che ci cura, vai in segreteria a vedere, passate passate, e urla belluine dei gruppi di terza che passano, ma prof, fanno quelli di prima, gridano sempre così?
E poi il pomeriggio.
E poi uscite con l'auto e ci sono i genitori davanti, in mezzo al cancello, e una aspetta aspetta, e intanto tira giù il finestrino che ci sono 28 gradi e tre quarti, e una madre di mezza altezza, con uno zaino enorme sulle spalle che passa e grida: Aleeee, Aleeee, dove sei, stronzo?, Aleeee, e si poi mette davanti all'auto accesa che tenta di uscire a passo d'uomo, che magari per le cinque mi piacrebbe essere a casa, e poi la madre di Ale entra dal cancello e poi esce dal cancello, e Ale chissà dove è andato, e questa madre che si gira e urla: guarda te se 'sto cazzo di scuola deve fare tutta questa confusione…
Ecco, per dire.

Privacy privacy (citazioni)

RazzaLe scuole hanno l’obbligo di far conoscere agli studenti e alle loro famiglie – se gli studenti sono minorenni – come usano i loro dati personali […]
Ad esempio: ORIGINI RAZZIALI ED ETNICHE: I dati sulle origini razziali ed etniche possono essere trattati dalla scuola per favorire l’integrazione degli alunni stranieri.
CONVINZIONI POLITICHE: Le opinioni politiche possono essere trattate dalla scuola esclusivamente per garantire la costituzione e il funzionamento degli organismi di rappresentanza: ad esempio, le consulte e le associazioni degli studenti e dei genitori.

(clic sulla razza per leggere tutto l'opuscolo)

"La parola razza stava a significare un sottogruppo di una specie distinguibile da altri sottogruppi della stessa specie. Ma la distinguibilità […] è inapplicabile nella specie umana perché qualunque sottogruppo, anche un villaggio, è in media distinguibile da un altro, almeno in teoria, senza che ne derivi una gerarchia chiara che permetta di distinguerli. Le migrazioni frequentissime hanno creato una continuità [genetica] quasi perfetta. Anche gli zoologi stanno rinunciando a usare il concetto di razza, perché troppo impreciso. Usiamo invece il concetto di popolazione, che non è biologico, ma statistico: è un gruppo di individui che occupa un'area precisa, qualunque essa sia…
La nozione di razza si applica bene ai cavalli e ai cani, ma non può essere trasferita alla specie umana. Se oggi non è più possibile, se non per ignoranza o in mala fede, mantenere una posizione razzista sul piano biologico, rimane diffuso un razzismo di tipo culturale. Si invoca la superiorità della propria cultura per spiegare le ragioni della ricchezza o del successo della società di cui si è parte".
(L. e F. Cavalli Sforza, 1997)

Cari gatti curiosi

Essendo che ho finalmente finito un lavoro tremendo e lungo e noioso
e mi sento per ciò stesso assai sollevata,
eccomi spinta a parteciparvi il mio sollievo e la mia gioia.
Sollevata sì, gioiosa, sì, ma non abbastanza da non farvi notare che son  qui per voi, signori miei,
anche se, finito tale noioso e tremendo e lungo lavoro
di cui non vi dirò nulla, tenetevi la curiosità, prima che uccida un altro gatto…
Allora, dicevo: anche se, finito il lavoro quello lì, non è che non ne abbia altri.
Nell’ordine:
correggere le prove di ortografia (all’upo! all’upo! La zia Giuglietta a amazzato il talialegnia!)
preparare le schede per Bacon
fare il verbale del primo consiglio di classe
correggere tutto il curricolo di istituto (perché i colleghi di matematica hanno scritto “un’obiettivo” con l’apostrofo e altre amenità)
preparare uno straccio di cena
stirare
stirare
stirare
e altre cose leggere e vaganti [cit]
Perché ve lo dico? Perché vi dico tutto ciò?
Ma perché mi amiate.
Perché sappiate che tutto, tutto sacrifico pur di stare con voi, tra voi, per voi, in
con
su
di
a
da.

(sì , è stato un lavoraccio, è per quello che adesso do fuori di testa.
Mai come stamattina, però, con mister Eggs che pare deciso a passare tuuuuuutte le future ore di sostegno in classe, seduto in un angolo, a fissare me, Bacon, la lavagna, il soffitto, la finestra, il cestino della carta straccia, e poi di nuovo me, Bacon, la lavagna, il soffitto, la finestra, il cestino della carta straccia, e poi di nuovo me, Bacon, la lavagna, e via così e via così. Ma di questo, domani, curiosoni).

p.s.: chi indovina cosa c'entra l'immagine vince un'ora di sostegno con Mister Eggs.