Dieci minuti di intervallo

(contro la stupidità, neanche gli dei…)

Archivi Mensili: dicembre 2010

conticini

correttamente accostati a destra ma non troppo in colonna:

   sonno  +
 stanchezza  +
 acidità di stomaco  +
 anni  +
 freddo  +
sonno  +
verifiche da correggere –
tempo –
denaro +
chili +
torta con pere e amaretti –
alunni partiti per le vacanze in anticipo +
sonno +
alunni che non partono MAI +
tre libri nuovi da leggere +
i fumetti di Calvin e Hobbes +
amici cari, amici belli =
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boh, alla fine non mi posso lamentare

Uì, sgesuì catrìn denev

tradurre e coniugare i seguenti verbi
tu rifletti                        tu rifless
essi costruiscono     ils costrissen
noi scegliamo            nous sceglissions
esse ubbidiscono     elles ubidissent
lui ingrassa                 il ingrais
voi invecchiate             vous invescissent
noi cresciamo             nous creissons

tradurre i seguenti aggettivi possessivi
la loro zia                    leur zaz
il tuo quaderno          son caiè
le loro compagne      leur compaien
il mio gatto                  mon chatn
le vostre cartelle         vot  cartel

(lo so, lo so, che c'entra con me, ma mi è capitato sotto il naso. Potevo farmelo scappare? Rayan Nazmus promette bene: prossimamente su questo schermo, ora lo curo)

Io amo la tecnologia informatica ma non sono adeguatamente ricambiata

LimmeSono andata a scuola prestissimo. Cioè, tra macchina ghiacciata, scongelata, parcheggiata, la borsona dei libri astuccio computer e compagnia bella, la borsa per il pranzo, la borsina con qualche librino per la bibliotechina e l’idea di fare una lezione stratosferica, sono partita di casa quindici minuti prima del solito e quaranta minuti prima dell’inizio delle lezioni.  Prima ho pensato di passare sul cadavere dei vigili e di parcheggiare nel cortile della scuola, poi ho pensato alla multa, al Natale e alle piangenti famiglie dei vigili, e ho parcheggiato per benino. Carica come un asino da soma quando gli asini da soma facevano il loro mestiere, mi sono incamminata lungo la strada ghiacciata e finalmente mi sono ritrovata a scuola.
Che novità, dice uno. Eh, sì, che novità. È solo per dire che, insomma, ho fatto più fatica del solito.
Perché?
Ma perché ho scoperto (dopo anni e anni che chiedo in ginocchio un computerino e un proiettorino e un lenzuolino per fare lezione informatizzata in aula), ho scoperto che il proiettorino c’è. C’era. Da un po’. C’è ancora. Ultima generazione. Lampada superinfradurabrite.
Non è grandioso?
Cioè, ‘spèta: non è affatto grandioso che il proiettorino ci fosse e io (e quasi nessuno a scuola) lo sapesse. È grandioso che c’era, c’è e io mi sono preparata per la grandiosa lezione: va’ là, t’el chi, vara, ecco la Lezione Informatizzata! Uau.
Prima cerco il proiettorino (d‘ora in avanti Ettorino, per capirci più alla svelta) e penetro in un ambiente buio e protetto, apro di qui e di là e lo trovo.
Poi lo porto di sopra, due piani di scale e mi ricordo che ho lasciato giù tutte le borse. Vado e torno. Ansimo come una carpa, ma per l’informatica questo e altro.
Sistemo il mio computer, che ha un carinissimo programmino gratuito che legge qualunque tipo di codec.
Per quelli che sono amici di Mariasss (:-P) spiego: legge qualunque tipo di video.
Sì, perché, momento: io il giorno prima mi sono preparata la lezione informatizzata con presentazione ppt e video smontati e rimontati, documentari, fiction, no fiction, armi, pianti, lacrime per mostrare ai virgulti come era la storia, al tempo in cui era Storia. Comunque, salvo i video sul Pc, salvo i video su chiavetta, se potevo li salvavo anche tra le dita dei piedi, ma insomma: ero preparata a tutto.
Così, vado su e sballo (id est: tolgo l’imballo) a Ettorino, che vede la luce tutto contento e mi dice subito: a me il tuo Pc non piace e con lui non ci voglio aver niente a che fare.
Insomma, io volevo congiungere carnalmente i due e invece i buchi non si adattavano.
Sto diventando volgare? Dovevate vedermi e sentirmi stamattina quando ho appreso che Ettorino gradiva i Pin e il mio netbook se ne stava sulle sue con le Usb.
Vado giù di corsa piangendo e entro in sala professori dove i colleghi son tutti lì a pregare che la campanella non suoni. Un collega (che non dico chi è, ma era lì con la Linda Legs, non so se mi spiego) mi presta il suo computer.
Perché?, dice un altro, c’hai i colleghi che se ne vanno in giro con il computer?
Sì.
Tira fuori ‘sto computer, che poi è un Mac (tutti quelli che hanno un Mac facciano un passo avanti), e me lo dà (il Mac). Anzi, prima lo apre per farmi vedere che il Mac c’ha le Usb e c’ha anche i buchini per i Pin di Ettorino.
Invece no. Niente buchini. Il Mac è anche lui refrattario al congiungimento carnale tramite Pin.
Ma.
Il collega (intanto la Linda mi lancia strali di fuoco, che secondo me i Pin me li saldava in un amen, a metterceli davanti), il collega si illumina e mi dice:
“Mia adorata collega [più o meno, non formalizziamoci ora sulle esatte parole], mia adorata collega, non angustiarti, ora frugo in questa borsa e vedrai che ti trovo questo aggeggio che sembra un topo senza spina dorsale e invece è un adattatore tra Pin e Usb”.
Io manco lo saluto, afferro il topo e lo porto su, poi corro giù perché in tutto questo ambaradàn è anche suonata la campana di inizio e se non do il segnale giusto i miei virgulti non si muovono, non entrano, non fanno lezione e così via. Allora: do il segnale e si precipitano dentro e sono così stupiti e felici e sorpresi che la loro prof  è informatizzata, che si siedono e stanno in silenzio per dodici minuti di orologio.
Tanti minuti ci vogliono per congiungere Ettorino col nuovo computer (che bello, prof, è suo?), e per accorgermi che non funziona, perché Ettorino c’ha una spina  strana. L'Europa Unita e c'abbiamo sette prese elettriche diverse. Mollo i virgulti e corro giù a cercare un adattatore. Trovo il Receptionist. Non so se mi spiego.
Per farla breve, rubo la spina alla macchinetta del caffè. Se qualcuno di voi stamane ha cercato di bere il caffè e ha trovato la macchinetta  morta, può cominciare a pensare che sono una sua collega. Ricorro di sopra,attacco Ettorino all’elettricità, leggo le istruzioni, spengo tutto, riaccendo e sulla faccia della virgulta del primo banco si stampa una luciaccia verde con il salvaschermo del Mac. Questa vomita, io giro Ettorino in posizione più consona e poi cominciamo.
Non so voi, ma io avevo previsto un’ora e mezza di filmati e chiacchiere e spiegazioni e guarda di qui e molla di là.
Ma il Mac non legge i video.
Non c’ha il carinissimo programmino gratuito che legge anche la merda.
Sto diventando scurrile? Eh, dovevate vedermi stamattina.
Comunque ho detto ai virgulti:
“Ragazzi, siamo o non siamo la scuola tecnologica?”
“Sì, prof, lo siamo!”
“Allora, tecnologizziamoci!!”
Così molliamo tutto e saliamo in aula informatica dove il computer non legge i video (maledetto).
Allora io ho u n’idea brillante: stacchiamo il cavo del computer e lo colleghiamo al mio Netbook, e poi colleghiamo il Net al proiettore e il proiettore alla lavagna interattiva e poi vediamo ‘sti cazzo di filmati.
Detto fatto.
Vorrete mica risentire la storia dei Pin e dell’Usb?
Bravi. Io invece ho dovuto risentirla.
Così, molliamo tutto e scendiamo e, dopo cinquanta minuti dal suono della campanella che annunciava la mia ora di storia, dico: aprite il libro a pagina 80 e guardiamo insieme questo bel disegno che mi rappresenta l’impero di Carlo V dove non tramontava mai il sole, e poi andate a casa a dire che sono una professoressa antiquata.
 
Che bello se fosse finita qui.
Perché, dice uno, non è finita qui?
Eh, no, c’è quasi un bel finale, perché scendo dopo un’ora di avanti e indré, tutta sudata come una bestia, pronta a gettarmi sul lettino dell’infermeria e farmi due cioccolate doppie forti, quando mi incontra la collega Maloni e mi fa: “allora, tutto bene con Ettorino?”
Allora le ho contato su un po’ di difficoltà insorte con i filmati del cazzo e lei fa: “ma perché non hai usato il computerino di Ettorino?”
E io: “quale computerino?”
E vengo a sapere che Ettorino è a scuola in compagnia di un computerino ad ezzo appozitamente dedicato.
Ora, se voi aveste avuto un’ora buca per asciugarvi il sudore e bere due cioccolate e aveste saputo che c’era foooorse la possibilità di una congiunzione carnale produttiva, dopo aver mandato sulla forca la collega, cosa avreste fatto?
Io, per prima cosa, sono andata su un altro computer, ho scaricato un programma gratuito di conversione video e ho trasformato i miei video in video leggibili in tre maniere diverse (per gli smanettoni: ho provato con avi, mpeg, e wmv, toh).
Poi sono andata a prendere il computerino, a riprendere Ettorino, e ho riprovato tutto da capo. Sono entrata in aula mentre loro -intesi come virgulti- stavano facendo altro, ho messo giù il computerino sulla cattedra (che bello, prof, è andato a comprarlo?) ('sti scemi me l'hanno domandato sul serio, domani gli porto la mia busta paga).
Ho rubato anche un’altra presa riduttore. Ho acceso, ho messo lì la chiavetta (questo computerino non era schizzinoso come Ettorino e se l’è presa subito), e ho visto che i video non si vedevano. In nessun modo. Nisba. Niente.
Crederete mica che mi sia messa a piangere?
Naaaaa…
Sono stata calmissima.
Ho impacchettato tutto (di nuovo), e sono andata giù e sono tornata in classe.
Ho dettato tre pagine di appunti sul fondatore della Chiesa Anglicana, nata in seguito allo scisma religioso, quindi alla separazione dalla Chiesa cattolica di Roma, e mi sono subito sentita meglio.
La presa riduttrice me la sono portata a casa. Magari viene buona un altro giorno.

(e con tutto questo, ho avuto riunione fino alle cinque, son venuta a casa e ho scritto 'sta cosa, sono le sette meno dieci, e 'sto computer rifiuta di scodellarmi un minestrone di verdura e tre bistecche; tecnologia del cazzo)

Che bellezza

Noi la LIM l'abbiamo comprata…

limE così,intanto che voi leggete l'articolino, ci togliam di mezzo il prosciuttone, che mi era venuto un po' a noia…

Missione compiuta

parmaSegue…

I bastioni di Orione

budinoC'è un alunno
(di cui non so il nome e di cui mi rifiuto di sapere il nome)
che oggi a mensa
ha mangiato il budino al cioccolato.

Con il naso.

Qualche giorno dopo, qualche giorno prima

Come da oggetto

Ma che cosa spinge una persona che non vi conosce, cari lettori e lettrici, numerosi e bellissimi,
che cosa spinge una persona che vi è estranea,
tranne per quanto riguarda questi post che ogni tanto fanno capolino,
che cosa spinge questa persona, cioè, nella fattispecie, LaVostraProf che non arriva mai al dunque,
come vi sarete accorti ormai da tempo,
che cosa la spinge ad affacciarsi al blog e a scusarsi per la sua assenza dalla rete,
ormai quasi settimanale?
Mah…
Questo Internet dovrebbe essere studiato meglio.