Dieci minuti di intervallo

(contro la stupidità, neanche gli dei…)

Archivi Mensili: marzo 2011

Stasera ascoltavo la radio

ViacolventoStasera ho ascoltato una radio molto popolare dalle mie parti; dalle vostre non so, magari poi scopro che si fanno sentire anche a 700 chilomentri da qui.
Comunque, stavo beatamente leggendo "Via col vento" quando il maritino che stava ancora tornando dal duro lavoro mi telefona tutto agitato e mi dice: apri la radio, apri la radio, parlan di scuola.
Ho aperto.
Ho sentito cose.
Il conduttore era simpatico e interessato, e faceva pure domande intelligenti a chi telefonava.
Ho sentito parlare una signora che è a capo di un qualche comitato dei precari, e spiegava qui e là e 'nsà e 'nnà.
Ho sentito parlare una precaria (mi pare che fosse Cristina), che spiegava di lei e delle ore che ci sono ma non ha più e di qui e di là.
Ho sentito di un professore di informatica che fa le riunioni in tre colleghi invece che in dieci perché dice che i colleghi precari alle riunioni non vanno perché…
Perché non ho capito, da noi vengono anche alle riunioni, i precari.
Ho sentito una signora che parlava di tutti i ragazzini che son senza sostegno.
Ho sentito anche due insegnanti che non sono riusciti a spiccicare una frase in italiano sensato e corretto e mi hanno ricordato Rorob.
Ho sentito uno che, dopo che avevano spiegato dei ricorsi, dei precari, del Codacons o chi per esso, ha telefonato e ha chiesto: "Ma i ricorsi? I precari? Io son precario, che faccio?", e questo mi sembrava Diablo, che si sveglia sempre all'ultimo.
Con questo, che voglio dire?
Che, sì, c'abbiamo  mille ragioni, e la Cretinetta non aiuta, ma anche tra noi, a volte, si annidano i tonti, eh…
Per forza poi dicono che fan bene a tagliarci.

Ah, no, scusate. Non si taglia. E' un'impressione.

padre Alex c’è ancora

La resta localizzatrice

E dunque, non vi sembra che qui ci si sia abbandonati a un’onda oltremodo discutibile?
Voglio dire che, dovendo star dietro agli Ineffabili [*], qui si trascura la scuola.
Sarà l’esempio della Cretina[*]?
Sarà la peperonata di ieri sera?
Saranno i diciotto libri di testo che sto leggendo in parallelo per scoprire qual è il migliore?
Approposito (sì, lo so che è sbagliato, ma per una volta anch’io faccio Labbarbara -Palommbelli- e utilizzo il raddoppiamento sintattico derivante dalla concrezione di consonanti latine cadute e basta là).
Approposito, dicevo quando mi sono dovuta fermare per spiegarvi che approposito fa schifo ma essendo la trascrizione fonetica del raddoppiamento io lo uso, stavolta: approposito, se qualche gentile collega ha bisogno di una tabella di confronto con elementi confrontabili (appunto) di libri di testo di storia, ce l’ho. Compreso l’indice di leggibilità.
Ma insomma, non è questo il motivo del contendere.
Il motivo è la politica.
Stamattina ho dovuto spiegare che cosa è la politica ad Ali. Non capiva. Mi ha chiesto: “Uh uh, scuuuoola? Scuuuoola?”
Allora sono passata ai politici, e, sì, l’ho ammetto, ho dovuto citare il presdelcons [*].
Quando ho citato il presdelcons, Ali ha sorriso e ha fatto sì con la testa. Ha capito chi sono i politici.
Poi siamo passati a Voltaire e Rousseau. Così se trovate uno che vi dice che Rousseau e il presdelcons hanno qualcosa in comune, non picchiatelo. È colpa mia.
Che già qui uno si chiede: ma se il virgulto si chiama Ali, e dopo tre anni che è qui non sa ancora parlare bene l’italiano, e confonde le date, e non sa le ore, è il caso di parlare di Rousseau?
Ma, non so. Perché no?
Comunque, per ora transeat, ma se ci volete far su una discussione, facciamola un’altra volta.
Qui era per dire che se io mi perdo a contare i minuti che la Cretina non è in Parlamento (però magari, giusto, è al ministero, poverina, grazie a Tomada del suggerimento, qui siamo imparziali e se una lavora, lo diciamo, anche se forse Tomada c'ha ragione un'altra volta, quando dice che, forse, tutto sommato, è meglio se Quelli lì [*] non lavorano); se mi perdo a contare i giorni che il Parlamento è aperto, mezzo chiuso, chiuso del tutto; se mi faccio venire i maloni di pancia per via di ciò che combinano i Senzavergogna [*]; ecco, se succede tutto ciò, io trascuro lo sfondo principe delle mie giornate e serate e pomeridiate. Trascuro i virgulti, non ve ne parlo, li spingo in un angolo, li annebbio.
Io mi perdo e voi vi perdete delle belle storie.
Tipo questa (tratta da un racconto di avventura di Prudensa)  [il testo è stato momentaneamente tolto onde permettere un esperimento scientifico culturale]:
“ ma la storia sospesa la potete leggere qui, all'esperimento ”.
Spero vi sia piaciuta.
Spero capirete perché voglio dimenticare gli Ineffabili e la Cretina e dedicarmi tutta ai virgulti.

[*] queste deliziose metafore o abbreviazioni servono a ingannare chi potrebbe farmi saltare il blog con la scusa che parlo male di persone per bene. Devo spiegarle?

Con doverosa rettifica (e aggiornamento)

Ora.
Ho notato che ultimamente al Parlamento si danno un po' alla bella vita.
Lavorano, eh. Lavorano.
Ieri, per esempio, che c'era in ballo la crisi libica, alla Camera han lavorato 4 ore.
E anche le commissioni lavorano.
Oggi, sempre per dire, lavoreranno tutte le commissioni.
Tranne gli esteri.
Perché, sì, insomma, pensateci: già si deve fare quattro ore di Camera per via della discussione sull'organizzazione delle comunicazioni del governo sulla crisi libica, poi un po' di preoccupazioni, insomma, volete mica che si faccia anche la commissione, no?
Poi ci si rivede martedì o mercoledì, perché, insomma, il venerdì bisogna prepararsi e andare, il sbato è il sabato, la domenica è sacra, il lunedì bisogna prepararsi per tornare, il martedì si viaggia, forse il mercoledì ci siamo e lavoriamo.
Cioè, lavorano.

(rettifica delle cinque) Eh, no, lo devo dire: ieri han lavorato, i nostri parlamentari. Alla Camera cinque minuti dalle 10 e 20 alle 10 e 25; altri cinquanta minuti (uau) tra le dieci e mezza e le undici e 20; squasi du' orate (double wow) fino alla una e 25; altri cinque minuti alle tre e mezza, e poi dalle quattro meno un quarto fino alle sette. E prossimo appuntamento: lunedì.
Non posso più dire nulla, no?

Soprattutto io, che come professoressa, faccio una beata mazza.
Perchè noi professori, si sa, siamo troppi e lavoriamo poco.

Mariastella?
Io stamattina ho fatto cinque ore in classe, comprese di assistenza intervallo ad andare nei cessi dei maschi a tirar fuori Rorob e Alexmessomalex che si stavano menando; e ho fatto tre ore di bellissimo corso sulla Lavagna Interattiva Multimediale, che ora che arriva nella mia scuola è ormai passata di moda, ma intanto: il corso.
E tu?
E Brunetta?
E venerdì sabato domenica lunedì martedì?
E la prestigiosa rivista Nature?
E the irony of having a minister with responsibility for universities who herself cheerfully admits to having dodged academic rules?
Ma, Mariastella, davvero,
ho una curiosità:
ma non ti vergogni?

Dopo di che [aggiornamento], ho fatto questo pensata:
siam sempre qui a rilevare le cretinate dei nostri ministri e compagnia bella.
Dirò di più: ero pronta a un altro post sulle cretinate della compagnia.
Ma ho scoperto una cosa: non mi fanno più nemmeno ridere.
Mi fanno ridere e poi mi fanno rabbia.
'Sti cretini
(ho già detto "cretini" in questo post?).
Comunque, tanto per gradire, se vi va leggete quello che è successo in una cena politica ier sera.
E poi tranquillizzatevi. Non è tutto vero.
Il Governo trova il tempo di smentire una parte della notizia.

Se volete leggere altre smentite
(Il resoconto fornito da alcune agenzie di stampa in merito alla cena di ieri sera del Presidente Berlusconi con il gruppo dei Responsabili è ricco di fantasie e imprecisioni. In particolare, il Presidente non ha lanciato ai commensali caccole appallottolate prima dell'aperitivo.
Il resoconto fornito da alcune agenzie di stampa in merito alla cena di ieri sera del Presidente Berlusconi con il gruppo dei Responsabili è ricco di fantasie e imprecisioni. In particolare, il Presidente non ha emesso un peto silenzioso in presenza delle signore.)

andate qui e fate un bel refresh della pagina
(sì, vabbè, adesso sto ridendo)

E questo è quello che gira per la testa oggi, mah…

La studentessa

Quella che non può mica studiare tuuuutti i giorni…

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L’erba del vicino

Lo so già che vi ho ammorbato che il mio amico Barack, però ora scegliete: o ci mettiamo a parlare di Chicca (“le dinastie sul trono della Gran Bretagna sono Scozia e Irlanda”) e di Galileo (“la carta dei diritti conteneva di rafforzare il portamento in materie e la tassazione”), o ci mettiamo a parlare del fatto che, secondo il mio caro amico Barack qualsiasi bilancio che sacrifica un impegno per l'educazione è un bilancio che sacrifica il nostro futuro. Ora, il carissimo Barack mi fa anche notare che quei cattivoni dei repubblicani questa cosa non l’avevano capita (ma va?) e ora bisogna cercare di tagliare le spese senza sacrificare gli investimenti sul futuro.
Sì, vabbè, alla fine il Barack mi chiede tre dollari.
Sì, tre dollari, dice, così mi aiuti a far sapere a tutti che bisogna tagliare, ma non nell’istruzione.
capite? Non mi chiede tre dollari da versare nell’istruzione. No, mi chiede tre dollari per fare una campagna per dire alle gente: oh, svegliatevi, possiamo tagliare dappertutto ma non nell’istruzione.
Insomma, io i tre dollari quasi quasi glieli darei.
Anche perché, diciamoglielo chiaro, all’amico Barack, noi non ne abbiamo bisogno.
Noi ce l’abbiamo già qualcuno che dice urbis et orbis che l’istruzione è importante e che noi crediamo nella scuola (minuto 1.38). Siam mica fortunati?
Sì, certo, poi uno dice: ma come? E i tagli?
Ma dai, su, siete arretrati!
Quelli non sono tagli!
Si chiama razionalizzazione.
Perché noi nella scuola ci crediamo.

Perché io insegno storia

ProfBandiera questo post partecipa all'iniziativa:
FranV

Ma la notte no

Allora, magari di notte Splinder si velocizza.
Ma io la notte dormo.
Voglio dire: anche se resistessi qui ad allietarvi con le mie sfortunate verifiche e il mio illuminato parere sull'innominabile ministra, arriverei fin verso le dieci, massimo undici di sera-notte.
Lo sapete che è il momento di maggior traffico?
Onde per cui, verso le dieci di sera Splinder divente il Bradipo Giovanni (che non si muove e fa un sacco di danni).
Bene, mi dite voi esperti: mettitici alla una, ad allietarci.
E, sì, buonanotte (di nome e di fatto).
Non gliela fo.
Magari la mattina.
Ecco, per esempio stamattina mi sento la febbre, la tonsillite galoppante, sto rabbrividendo e stu sudando, ma siccome incomincio scuola un po' più tardi, ecco che mi alzo ugualmente alle sei, faccio le cose che devo fare e che ora non sto qui a raccontarvi per vari motivi che ora non vi starò qui a dire… e poi scopro che se apro Internèt il malevolo Splinder impiega qualche decimo di secondo in meno di ieri e mi consente di pubblicare questo ameno e inconcludente post.
Poi, però, la mia mente acuta e pronta, anche tra gli spasimi delle tonsille infiammate si rende conto che voi, ameni e dolcissimi lettori (tranne Musicamauro e Roberto il grigio che invece sono un po' acidi, con me, e questo mi colpisce molto, sappiatelo; e tranne Benza e Tomada che invece sono a volte amari, con me, e anche questo eccetera), voi, ameni lettori che
siete in pensione
siete in ferie
lavorate di notte
lavorate di giorno ma aprite il computer compulsando i blog più ameni del web invece di lavorare,
ecco, voi, carissimi, aprite Splinder (e,, nella fattispecie, questo blog ameno e spiritoso)
di giorno.
Onde per cui, anche se io mi alzo alle sei (della mattina) per diteggiare e arieggiarvi la giornata, voi starete oggi lì davanti al computer mentre il pallino gira gira e la pagina non si carica mai.
E da qui girano anche le palle.
O forse no.
Forse dalle vostre parti tutto è veloce come una spia.
Mah.
Peccato.
Voglio dire: se tutto è veloce non ho più motivo di spostarmi di là, che in questi giorni mi garba di più, chissà perché.
Va bene.
Ora provo a pubblicare.
Se ci mette più dei sette minuti e mezzo di ieri, mi sposto di là..
Se ci mette meno di venti secondi, rimango qui.
Se sta nel mezzo, ci penso.
Intanto così magari mi passa il nervoso per via dell'Innominabile Tonta (non la nomino perché pare che vada di moda colpire innocui e oscuri blog che mostrano le criticità dei nostri ministri e dei loro parenti).

Boh…

Ma che succede a Splinder?
Ore e ore di caricamento.
Ti passa la voglia.

(intanto, la foto di Italia-Francia la metto di là, che è un po' più veloce…)