Dieci minuti di intervallo

(contro la stupidità, neanche gli dei…)

Archivi Mensili: novembre 2011

Uan moment, plis

E dunque, dopo tutto il casino compiuto e commesso e buttato per aria; dopo i commenti, le voci, gli isterismi, gli svenimenti, i mancamenti della prof. Maloni che aveva un blog su Splinder e doveva assolutamente usarlo per un corso e questi glielo tagliuzzano e lei piange eccetera; dopo che la piattaforma Logga.me è esplosa (e, tra parentesi, il mio blog risulta uno dei best ma se gli cliccate su morire se si apre); dopo che voi vi siete sorbiti tutte le istruzioni e i trucchi e vi siete letti millemilapost per riuscire a salavare il salvabile; dopo notti insonni e consigli avveduti e schizzi di sangue sul monitor; dopo tutto ciò.
No, dico, dopo tutto ciò, Splinder vi manda una letterina e vi dice:
1) entra nel blog,
2) clicca su “configura”,
3) clicca su “esporta” (che è un tastino che prima non c’èera ma visto che adesso vi serve così così così taaaanto, lo mettiamo) e in due minuti e trenta secondi esporti i millemilapost e i commenti;
4) clicca qui e qui e scarica il file e salva il file;
5) metti il file salvato su un altro blog:
6) inserisci qui sotto il nome del tuo nuovo blog e chi viene sul tuo vecchio blog sarà subito mandato sul tuo nuovo blog, senza nemmeno la preoccupazione di farci un post apposta con tutto evidenziato e allarme allarme e venite qui che ora son lì.
Totale: quattro minuti.
Ma grazie.
Adesso lo dite.

(certo c’è il fatto che, mentre state salvando, vi si pianta il computer su ogni foto che non riesce a salvare, ma queste son piccolezze, no?)

Appello per le prof e per le non e per i prof e per i non

Parlo al femminile, perché qui girano in maggioranza femmine prof, ma vale anche se qualche maschietto volesse provarci. E, ora che ci penso (cioè, ora che mi ci ha fatto pensare l’Economa, come farei senza i vostri commenti), vale per tutti!
Ordunque: sto preparando un lavoretto con la classe. Mi servono (entro, più o meno, una dozzina di giorni) recensioni di libri che vi sono piaciuti, che avete amato, e che vorreste far leggere ai miei virgulti (e anche ad altri virgulti). Da 2000 a 4000 battute circa, con ampi spazi per più o meno.
Se ne avete voglia, son qui a ricevere (nei commenti magari no, ma da qualche parte la maggioranza di voi ha qualche mia mail, no? Per gli altri, si provvede qui a fianco).

domanda ingenua: ma come? prepari un lavoretto per la classe alle sette meno un quarto di domenica sera?
risposta isterica: %!!**&♦♦♦¿¥!

Spunto da ogni parte

Ora, devo dire anche che, quando Splinder ha cominciato a fare i capricci, io già pensavo di spostarmi, e non l’ho mai fatto.
Quasi. Nel senso che ho fatto ‘sperimenti qui e là, che poi ho bellamente scordato  [*].
Poi magari mi capita di ricevere la notizia di una notifica al commento di un post di uno dei miei ‘sperimenti, che manco riesco più a raggiungere (come l’ho fatto? con quale indirizzo? qual è la password? qual è il nome utente? aaaaaargh!).
Perciò, mi sa che, comunque, ora per un po’ mi fermo qui, e che sia finita.
Per un po’.
Magari altri sette anni.
Magari per allora riesco ad andare in pensione (seeeee…) e allora festeggerò cambiando ancora blog.

[*] cioè, per dire, vi rendete conto? Io ce l’avevo già un blog della prof su WordPress!

Lasciamoci così

Devo dire che credevo di essere una personcina sensibile (quello che provo per Gradine e Pollette è un po’ fuori serie), che si affeziona alle cose e alle persone.
Per dirvene una, ho i cassetti pieni di cose che non butto via perché le frequento o le ho frequentate da tempo, mucchi di cartoline e cataloghi di libri pescati nelle varie fiere, i dischetti del computer che ora solo i Pc della scuola me li potrebbero leggere, un sacchetto di mentine che ho preso per la SantaLucia dell’anno scorso e così via. Probabilmente, se avessi un fidanzato appiccicoso e che puzza di aglio non riuscirei a liberarmi agevolmente neppure di quello.
Eppure, tèl chì, ho lasciato Splinder sull’onda dell’al lupo al lupo, per poi scoprire che non solo avevo fatto bene, ma che di Splinder non me ne può interessare di meno.
Mi piaceva, il blogghetto che potevo cambiare, colorare, stravolgere, integrare, spupazzare come mi girava, solo che avessi capito come inserire qualche cavolo di codice html. Mi piaceva.
Ma ora? Ora vado su Splinder, ci mette dieci minuti ad aprirsi, provo con un commento, mi crescono due ragnatele sotto i polpastrelli delle dita, che poi devo pulire tutta la tastiera… e l’unica cosa che mi viene in mente di dire è: bon, impiccati, Splinder, annega pure, ché ormai io mi son presa una zattera di salvataggio.
Mi sento cattiva e felice al tempo stesso.

google… acc…

Stanislaw LemMa vi rendete conto che sono rimasta cinque interi minuti a fare ‘sto giochino col Doodle di Google e sono arrivata alla fine, ho costruito il robot SfornaTutto e ho fatto esplodere la pagina e mi è venuta tuuuuuutta una pagina bianca e poi Firefox non mi caricava più niente e mi è venuto un accidente? E devo pure finire di correggere le verifiche prima di avviarmi a scuola e devo anche, prima, pagare l’assicurazione dell’auto e quella della casa e il meccanico e la Gradina stickl’antibiotico e correggere le verifiche e fare la relazione per una cosa e così via! Acc.

Aggiornamento (vista la categoria del post, aggiungo qui e date pure tutta la colpa a Joan Doe):

La prof. Gradina per davvero

È alta, flessuosa, bionda naturale (dice lei). Ha i capelli lisci e lunghi, le labbra a canotto, gli occhioni scuri scuri. È giuovane e chiara, burrosa ma magra. È la professoressa Gradina.
Annuisce compiaciuta in collegio docenti quando ilCapo la presenta all’umanità: trova esaltante essere presentata all’umanità, anche quando comprende il professor Pacifici e Marina la Maestrina. Sbatte le cigliona scure sugli occhioni scuri e, sbadabàm, scuote la chioma bionda naturale e le fa fare un giro di 320 gradi. Poi sorride e arriccia le labbra.
Trova che dobbiamo essere felici di averla con lei, visto che, lei, ha insegnato al liceo. Di più. Ha insegnato al liceo classico, e si sa che chi ha insegnato al liceo classico è un gradino più su. Anche se ora è un gradino più giù e deve insegnare a questi tonti che, omiòdddio, non sanno la grammatica. Leggi il resto dell’articolo

la prof. Gradina

Com’è che non vi ho ancora detto niente della prof. Gradina?
Devo rimediare al più presto.

cose che vanno cose che non vanno

(lista in aggiornamento)

Vanno: lo stile sobrio e lineare, proprio quello che mi piace finché non ho voglia di impiastricciare di colori.
…………la parolina “edit” subito di fianco al post quando entri registrata;
…………l’inserimento delle vostre immagini con trascina e rilascia (uau);

Forse vanno: i colori e il sottolineato e  altre cosine senza interfaccia amichevole.

Vanno! Cliccando su show and hidecompare un’altra fila di comandi, interafaccia comandicon colori, sottolineato, eccetera. Uau.

Non vanno: perché caspiterina mi modera i commenti?
……………….lo spazio sprecato (tutto questo bianco e i salti riga automatici!)
……………….l’html personalizzato wordpress (e usare quello normale, no, eh?)
……………….perchè ho accettato l’invito di Anne de Beuil e non mi rimanda al suo blog?
……………….non mi tiene la tabulazione (a meno che non faccia dei puntini grossi come case, e questa che c’è ora è ……………………………………………………..una tab finta)
……………….il rimando ai post che hai scritto prima e dopo è sotto invece di sopra

Non so se mi spiego

Il libro delle figu

il libro su "Ilmiolibro.it"

Logga mi, Logga.me

Allora, grazie a suggerimenti preziosi, e grazie ai Logga.me che si sono buttati a pesce sulle isterie degli Splinderiani, tra ieri e oggi mi sono iscritta a Logga.me, ho ricevuto la mail di attivazione e, ‘sto pomeriggio, le istruzioni per riversare tuuuutto il mio blog da loro.
Le istruzioni sembrano portarvi alla morte civile del blog, ma se si legge una riga alla volta e si fa una cosa alla volta funzionano alla grande.
Alla fine avete il vostro (tuuuuutto) vecchio blog sulla loro piattaforma, e potete anche fare un “esporta”.
Non capivo a che servisse, ma l’ho fatto. Adesso ho un file completo di tuuuuutto il blog sul mio Pc. Formato .xml, che, qualunque cosa sia, mi consentirà di riportare il blog al completo su un’altra piattaforma, qualora lo volessi.
Svantaggi: la piattaforma è ancora in pratica quella di WordPress, e non è così malleabile come era Splinder (uhè, già parlo al passato); ci sono piccole pubblicità qui e là, magari a qualcuno possono dare fastidio.
Per ora, questo.
Poi, si vedrà.