Dieci minuti di intervallo

(contro la stupidità, neanche gli dei…)

Archivi Mensili: dicembre 2011

Buon Anno

È sempre difficile passare di qui in queste giornate di attesa, felicità, auguri, abbracci, regali, aspettative, amici, parenti, cotechini e così via. Per una sorta di contrappasso, a me viene voglia di scapparmene in qualche landa desolata. Oppure mi viene in mente Mafalda, quando si arrende e dice: “questa è una cosa per la quale siamo condannati alla più solita banalità: buon anno”.
Insomma, tutto per dire che pensavo di riaffacciarmi qui tra qualche giorno, e amen.
Questo, però, non avrebbe reso onore a due cose: la prima, che c’è una nuova nascita da festeggiare (auguri, buon anno, buona vita alla signora ospite lassù nell’head e alla sua prole :-))
la seconda, il fatto che, virtuali o meno, i lettori di questo blog sono nei miei pensieri, tutti, anche i volenterosi e volontariamente rompiscatole come Marco (auguri, Marco). Così ho pensato di farvi gli auguri lo stesso; anzi, di passarvi gli auguri di una agenzia di web.
Eh, maccome, domanda qualcuno, ci ricicli gli auguri? Sì.
Oh, maddài, fa qualcun altro, gli auguri di una agenzia di web? Sì.
Perché mi son piaciuti. Anche se qualcuno li troverà banali, anche se dicono cose che a qualcuno appariranno scontate, grazie a loro vi auguro anch’io un anno di tenacia, di passione, di ambizione e di riscatto.

Ora mi metto a lavorare a maglia

Ci sono due scuole di pensiero.
La prima dice: faccio le verifiche il giorno prima delle vacanze così poi me le porto a casa e me le correggo con calma.
La seconda dice: faccio le verifiche dieci giorni prima delle vacanze così poi le correggo subito e in vacanza non faccio più niente.
Io sono della seconda scuola. È solo che le verifiche non è che sempre le puoi fare quando ti pare e piace. A volte, spesso, le verifiche le fai quando è il momento. A me il momento, quest’anno, è venuto appena prima delle vacanze di Natale. È anche vero che, il giorno dopo la verifica, che era anche il giorno prima delle vacanze, i virgulti mi hanno subito chiesto: ha le verifiche? Leggi il resto dell’articolo

Come si vede che sono in vacanza

Per come la vedo io…

…finirà così.
il benza si sposa
O così: Leggi il resto dell’articolo

Ma un altro mo(n)do, no?

udienze generali

Il mio amico americano

Il mio amico americano mi ha scritto. Il mio amico americano dice che stamattina le ultime truppe degli Stati Uniti hanno lasciato l’Iraq. Dice che bisogna onorare e riflettere sui sacrifici di uomini e donne in questa guerra, ma che intanto vuole essere sicuro che io abbia sentito la notizia.

Poi c’è anche il discorso che è importante partecipare al futuro del proprio paese eccetera, ma questo devo andarlo a dire a Monti.

Pevete, Rosmunde!

Continuo a parlare di OttoPunto26 e Diablo, e mi dimentico che, ogni tre per sei, entro anche in un’altra aula.
Altra aula, altra classe, altre facce, altre teste.
Che, vabbè, dire teste poi voi vi immaginate chissà cosa. Ma queste son teste tonte. Ma tonte tanto. Non per niente abbiamo appeso fuori dalla porta il cartello: “qui giace la prima T”. “T” come tonti.
Dite subito: non fare la razzista, non puoi dire che son proprio tuuuuutti tonti.
Va bene, non lo dico. Qualcuno è tonto, qualcuno è cretino, qualcuno è impedito, qualcuno è (quasi) intelligente. Nel “quasi” ci stanno alcune femmine. Negli altri ci stanno i maschi. Tanto per chiarire subito.
Ma perché fai così?, mi chiede qualcuno dal fondo. Perché sei così dura verso i virgulti che sono l’avvenire della nostra patria? Leggi il resto dell’articolo

Senza commento

Trova l’errore

Esercizio: scegli uno schema e ricopia sul foglio la frase, inserendola nello schema adatto.

(per i non addetti: la schematizzazione della frase -principale in alto e subordinata sotto- è giusta, eh)

Viene prima Mister Eggs o la Gallina?

Oh, che bello. Ho una nuova collega di sostegno, la signorina Gallina. Signorina lo dico senza offesa, ma se insiste la chiamo signorona, che mi sembra più adatto alla stazza. Diciamo che mi guarda da sopra in giù, ecco.
Comunque. Già la vedevo girare di qui e di là nei corridoi (poi qualcuno mi spiega, senza innescare polemiche, perché questi colleghi girino sempre solitari di qui e di là nei corridoi) e una volta si è fermata a parlare.
Dei simboli PCS per la comunicazione aumentativa? Dei problemi dell’autismo nelle giovani generazioni? Di tecnologia assistiva [sic] per bambini tonti?
No.
Di mele. Leggi il resto dell’articolo