Dieci minuti di intervallo

(contro la stupidità, neanche gli dei…)

Archivi Mensili: giugno 2012

Giustificazione

E invece

Una arriva a casa strafatta, stravolta, strafumenta per gli esami e crede che l’Universitaria abbia ugualmente degnamente e produttivamente occupato il tempo a prepararsi per l’esame di matematica. Leggi il resto dell’articolo

Tic

Ho scoperto che la mia Regione, mentre il suo Presidente ondeggia tra scandali, citazioni, ruberie, falsi in bilancio, finte castità e vere protesi dentarie, prevede di spendere circa quattro milioni di euro per trasformare l’abiente di apprendimento attraverso l’uso delle TIC e dei linguaggi digitali.
Basta presentare un progetto e nominare anche altre esperienze di digitalizzazione, nazionali o internazionali, cui si è partecipato.
Coerentemente con l’impostazione nazionale, però, scopro or ora che tutto ciò è riservato soltanto ai più “vecchi” (il che, nell’ambito del sistemo scolastico italiano, significa le scuole superiori). Per le medie, ciccia. Per le medie, basta e avanza la lavagna di ardesia (senza gessi, eh, perché quelli ce li dobbiamo comprare noi).

Ci risiamo (le FPI)

Ecco, son qui, al computer. Non sono a scuola.
C’è la Famosa Prova Invalsi.
Siccome pensano tutti che se mi mettessi in aula e somministrassi io le prove, poi, invece di sorvegliare acutamente pronta alle staffilate, siccome pensano che invece mi metterei lì a fare io la prova a tutti i disgraziati, mi hanno lasciato a casa.
Intanto, mi preparo spiritualmente. Leggi il resto dell’articolo

Protetto: L’altra faccia della medaglia

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La passssuord

Per chi conosce bene le vicende
che mi portan tra figu e web e calli;
per chi a volte si è mosso tra Maloni,
e Bifida Activissima e i coglioni
che assiepan banchi o sedie nei collegi;
per chi ricorda bene la ‘sua’ mamma,
(io sì!, anch’io!) e le sue marmellate;
non ci sarà problema che si perda:
aprite il post citando …………………….. .

Protetto: Perline

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…ma anche no

Insomma, oggi la scuola è finita, si è faticato, ma non troppo, a tenere i virgulti in modo civile ed educato; è tornata la vecchia collega a salutare i suoi vecchi alunni ed è uscita pensando e dicendo che era meglio se non fosse venuta: in classe, con la supplente, Rorob-il-deficiente ha gettato zaini dalla finestra; Alì-l’inconsulto ha passeggiato con il banco in testa; Alexmessomalex ha fatto tutto il bordello possibile. La supplente è uscita dalla porta strillando che Alì aveva il banco in testa. Io ho apprezzato per la prima volta il fatto che, avendo più classi, in quel momento fossi nell’altra. E poi ho rimuginato su una sola cosa: per la prima volta, dopo tre anni passati con un branco di virgulti, sono stata contenta che fosse finita. Sono contenta di non vederli più, perché mi piace combattere l’ignoranza e l’inciviltà, ma contro la stupidità non posso nulla.
Buona fine d’anno, buoni esami a tutti, tranne a quelli che gli esami manco li vedranno.

Nostalgia canaglia

Ho consegnato le relazioni, compilato le pagelle, finito gli scrutini alle otto meno dieci di ieri sera, messo i compiti in classe al loro posto, ritirato le relazioni dei colleghi, elencato le competenze, aggiornato il sito, sistemato il registro, finito il manuale per gli esami, gettato un po’ di scartoffie,
dovrei star bene.
Alle sette e mezza di stamane avevo già ingurgitato un antibiotico, un cucchiaio di sciroppo per la tosse, una goccia di propoli, e persino una pastiglia contro il mal di testa.
Avrò mica già nostalgia per la scuola?
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A brain apart

Cara signora con la camicetta figlia dei fiori svolazzante tra le ascelle sudate;
cara signora che, camicetta e telefonino, si è introdotta nel corridoio dove pazienti attendevamo di compilare il nostro Settecentotrenta come da appuntamento faticosamente conquistato un mese fa presentandoci personalmente al Caaf e ritirando opportuna ricevuta di prenotazione;
cara signora, io ero quella seduta in corridoio a leggere “Commissario domani ucciderò Labruna”. Leggi il resto dell’articolo