Dieci minuti di intervallo

(contro la stupidità, neanche gli dei…)

Archivi Mensili: luglio 2012

Sogni e finestre

Siccome la speranza è l’ultima a morire, sono andata a sentire se era vero che c’è una finestra da cui buttarsi a capofitto per la pensione. Nel 2015. Anche se non hai maturato del tutto i tuoi ottandue anni di età e novanta di servizio effettivo (i numeri sono questi, no?).
C’è.
La finestra, dico.
Anzi, dirovvi, se volessi, potrei pure andare in pensione l’anno prossimo.
Dall’1 settembre 2013, per intenderci. Rientro in qualcosa che hanno fatto per cui c’ho l’età per scivolare dalla finestra anche prima di quel che pensassi. Non ho gli anni di servizio, ma lo scivolo me lo offrono (invece della finestra).
Solo che lo scivolo è di metallo, è rimasto al sole con 32 gradi, ci si sale in mutande, e non c’è nemmeno un po’ di vaselina ad aiutare. Vi lascio immaginare il risultato.
Il risultato è: pensione di poco più di metà di quello che prendo oggi.
Me lo posso permettere?
No, non me lo posso permettere.
Andrò in pensione quando avrò maturato.
Se nel frattempo non aumenteranno ancora.
Nel caso, hakuna matata: andrò a scuola con il cornetto acustico, il bastone tripede, e l’assistenza psichiatrica domiciliare.

(La cosa più bella è che mi sono laureata nella prima sessione estiva disponibile. Il che significa che ho frequentato l’Università dal 1° novembre del primo anno ai primi di luglio del 4° anno. Il che significa che, ai fini pensionistici, la mia Università non conta quattro anni, ma tre anni e otto mesi. Sì, perché laureata i primi di luglio, non mi vengono riconosciuti i successivi mesi: luglio, agosto, settembre e ottobre. Se mi fossi laureata dopo, avrei quattro mesi in più di pensione da contare)

Sogno e realtà

Mi piacerebbe dire che sono in ferie (nemmeno “in vacanza”, solo “in ferie”).
Lo dico: sono in ferie.
Ieri mattina mi hanno chiamato a scuola.
Ieri pomeriggio un rappresentante di libri di testo è gentilmente venuto a casa per spiegarmi cosa fare con i libri dei DSA.
Oggi pomeriggio faccio da autista con visita guidata al poliambulatorio otorinolaringoiatrico della città qui vicina.
E’ la settima volta che mi introduco in un poliambulatorio/prontosoccorso/ASL nel giro di dieci giorni.
G’n’ho assè!

Amsterdam.4

Amsterdam.3

Amsterdam.2

Amsterdam.1

E domani

Ore nove: incontro con madre di mia futura alunna con problemi, che forse non sarà futura alunna mia, ma io problemi rimangono e comunque, ma chi se ne importa, LaVostraProf, la prego si faccia trovare a scuola (dice il Capo);
ore nove e trenta: incontro col Capo e qualche collega raccattata qui e là per decidere il futuro delle classi, che è già stato deciso ma così sembra più democratico (‘democratico’ dice il Capo, ‘sembra’ dico io);
ore 11: incontro con psicologo che gli fa molto piacere a parlare con me di un mio alunno che non è più mio alunno, ma chi se ne frega, signora si faccia trovare, visto che la settimana scorsa lo psicologo era in ferie e non poteva e questa settimana sono in ferie io ma, di nuovo, chi se ne frega.
E poi c’è il fatto che i tecnici si stanno spompando il cervello per la spending review e finalmente partoriscono un bel [*]

Oggi mordo, sapevatelo.

[*]fonte: Repubblica, immagine da qui

Niù passuord

Se il mio giustificarmi non convince,
se al matrimonio siete stati assenti,
se le dita mordete per dolore
di non aver udito l’oratore,
scrivete là con mano bene salda
il nome del bel can che la locanda
ha ospitato insieme a sposo e sposa,
(e fu accudito con aria amorosa
dal suo padrone, l’antipaticissimo,
il tassinar di qualità, bellissimo).

Protetto: Ecco qui

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