Dieci minuti di intervallo

(contro la stupidità, neanche gli dei…)

Archivi Mensili: ottobre 2012

Legnate!

Per aiutare i virgulti, ho creato la classe virtuale.
Per aiutare i virgulti, mi ricopio (sulla classe virtuale) le domande del libro di storia e le trasformo in quizzz, così loro si divertono e intanto studiano.
Per aiutare i virgulti, nelle domande uso esattamente le stesse parole del libro, in modo che sappiano dove cercare le risposte.
Certe volte aiuto troppo.

Acculturiamocitevi

Allora, è arrivato anche a voi?
Il Campionato Italiano di Cultura Generale?
Che già così, solo a sentirlo nominare, mi è venuto uno s-ciopone e ho pensato: ecco, adesso ci mando la mia seconda alla cultura generale, quella che pensa che L’America si chiama così perché non l’ha veramente scoperta Colombo, ma prima è arrivato Américo, ai tempi dei Vichinghi.
No, per dire che io ho preso il foglietto del Campionato e l’ho messo là.
Così il Capo mi fa: Prof, ora lei diventa responsabile del Campionato, iscrive la scuola, faccia di qui, i codici di là, e così via.
Ecco.
Ho fatto.
Ho copiato tutte le istruzioni e le ho affisse in cinque punti di versi della scuola, così che ho avuto la fila delle colleghe che arrivano durante la spiegazione del baratto e dell’inflazione a chiedermi che cosa dovevano fare per fare le cose che avevo scritto di fare sulle istruzioni che loro ah, scusss, non le avevo lette.
Poi ho fatto una prova, così tanto per vedere che cosa si intende per cultura generale. Ecco qui: Leggi il resto dell’articolo

Dimenticare Frontman

Sì, ho le programmazioni da consegnare (e voi, e voi le avete consegnate, fannulloni? O le avete svolte in aula, mentre i vostri alunni si arrampicavano sulle lavagne interattive e si tiravano i tablet di cui è dotata la scuola italiana?).
Sì, ho i compiti da correggere (e voi, e voi li avete corretti tutti, compiti, questionari, temi, magari nell’intervallo, se non avete assistenza anche all’intervallo, in quei dieci minuti in cui, se vi va bene, potete persino fare la pipì, brutti perditempo che non siete altro). Leggi il resto dell’articolo

S-belletti

Ora, mi sono trovata una tabella con lo stipendio tabellare degli insegnanti d’Europa e ho scoperto: 1) che prendiamo meno di molti altri e dopo più anni degli altri; 2) che il mio stipendio attuale dovrebbe essere circa un terzo in più di quello che vedo arrivare tutti i mesi. Mah.
Capirete perché esulto ora che, tornando a casa, mi sono trovata un pacchettino di creme e cremine da provare a gratis. Ve l’avevo già detto che le avrei provate, che la grande catena ha messo su questo po’ po’ di bio-creme e così via? Sì, ve lo avevo già detto.
Ma, in più, ora vi dico che, cercando di contrastare la dirompente crisi economica che (a nostra insaputa) sta riducendo lo stipendio al nulla eterno, io queste creme le metterò e diventerò più bella e più giovane che pria senza spendere nulla (per ora).
Se poi mi soddisferanno, andrò da Profumo e dirò: aumenta lo stipendio come quello del Lussemburgo, che devo far provvista di Viviverde

La realtà romanzesca

La Profemamma: “Figliolo, intanto che io, dopo aver grattugiato il parmigiano e il pane, cuocio le zucchine e affetto le patate mentre lavo l’insalata e sforno il pane per farlo raffreddare mentre preparo la tavola, puoi sbattere le uova per la frittata?”
Figliolo (18 anni): “Ma io non so mica sbattere le uova…”

Vivo verde

Siccome il post sulla cocorita mi mette malinconia [*], parlo di qualcos’altro. Non di scuola.
Faccio intervallo (da quanto tempo non si facevano intervalli, qui?)
Parlo di bellezza.
E chi lo avrebbe mai detto?
Ma tra poco proverò creme e cremine per vedere se miglioro, e così mi tolgo di mente le brutte cose della scuola. Intanto sono creme e cremine da agricoltura biologica, non testate su animali (avevo proposto Frontman, ma mi hanno detto: no, sugli animali no).
Poi sono di grande catena che vuole “sensibilizzare le persone sui temi della salvaguardia dell’ambiente e per realizzare concretamente un’economia sostenibile” (se non penso ai miei alunni di seconda e ai loro genitori, mi sembra persino un’operazione possibile)
Poi non contengono parabeni, siliconi, PEG e polimeri.
Se mi dicono che non contengono nemmeno Profumo, sono a posto.

[*]sì, lo so che c’era un asterisco, ma tra là e qui mi sono dimenticata perché l’ho messo]

post-ino di addio

Non so se vi ricordate l’usèl. La cocorita. La zoppetta strappata coraggiosamente dalle fauci vogliose dei mie cani perennemente a dieta. Lei. O lui, chi lo sa.
Ecco, la cocorita, l’usèl. Mi sono sempre chiesta come avesse fatto ad evadere dai vecchi padroni.
Ho sempre cambiato e pulito la gabbia chiusa in casa, pensando che, se l’avessi fatta scappare pure io, avrei potuto almeno riprenderla e rimetterla al suo posto. Nella gabbia. Perché, ditemi, dove la mandate una cocorita con le zampette un po’ fesse, nel grigio dell’Italia settentrionale, con un’emergenza maltempo che pare stia arrivando così forte che hanno allertato la protezione civile (ossignùr, arriva il Generale Inverno)?
Sì, vi siete persi, ma la domanda era: dove la mandate la cocorita? Leggi il resto dell’articolo

Cloze, please

Quando ti siedi davanti al Pc (o con foglio e carta e penna) e pensi a che esercizi far fare perché i virgulti inchiodino da qualche parte del cervello alcune meravigliose conoscenze che li aiuteranno a farsi strada nella vita, le pensi tutte.
Capiranno di più se fai loro dei trabocchetti che li costringeranno a ingegnarsi per trovare la risposta, o capiranno di più se fai loro un quiz a risposta multipla mettendo sempre la risposta giusta al primo posto, ché tanto le altre non le leggono neanche?
Ricorderanno di più se fai una domanda aperta, e loro sarebbero costretti ad andare a cercare sul libro la risposta? O ricorderanno di più se gli metti lì la risposta del libro e gli chiedi se va bene o no?
Poi c’è il cloze. Leggi il resto dell’articolo

Nella classe virtuale…

Fenomenale

Magari mi sbaglio, ma nella mia bella classe (sì, lo so che c’è Frontman, e anche un altro che per adesso, vi prego, ignoreremo, eh?, grazie), nella mia bella nuova classe, dicevo, succedono cose strane.
Già, certo, come, no, invece prima erano tutte cose normali, dite voi.
Vabbuò, avete ragione, ma stavolta non me lo spiego (sì, le altre volte sì, in certo qual modo me lo spiegavo).
Insomma, succede che ogni volta che nomino un luogo di questa Terra, che sia Canicattì, Carugate di sotto o New York, ecco, le femmine della mia classe fanno un salto sulla sedia e cominciano a fare “oooohh…” e a ridere. Di nascosto. Cioè: credono di farlo di nascosto, si mettono la mano davanti alla bocca, ma provate voi a dire che l’Impero romano andava fino in Spagna e a vedere sei o sette che sobbalzano, si guardano, fanno “ooohh…”, ridacchiano e si cercano per tutta l’aula per lanciarsi occhiatine d’intesa. Provate a non accorgervene. Leggi il resto dell’articolo