Dieci minuti di intervallo

(contro la stupidità, neanche gli dei…)

Archivi Mensili: febbraio 2013

The great Lucchetta

Lucchetta si chiama così perché tiene il cervello ben chiuso. A chiave. Poi, per essere sicura di non essere invasa da qualsivoglia notizia culturale, abbassa a metà le palpebre e le copre col frangione. Tattica difensiva. Così, l’unico modo per dare aria al cervello è lasciare un po’ aperta la bocca.
Certe volte pensiamo che magari, dalla bocca aperta, possa passare una data, il teorema di Pitagora, la “è” con l’accento. Macché. Passa solo aria, e secondo me al cervello non ci arriva. Esce dagli occhi, fa vento, è per quello che li tiene semichiusi.
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Citazione

Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo.
Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.
Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt’al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po’ ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano. Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuol rappresentare.

Elsa Morante (nel 1945)

Definizione delle norme generali e dei livelli essenziali delle prestazioni per l’individuazione e validazione degli apprendimenti non formali e informali e degli standard minimi di servizio del sistema nazionale di certificazione delle competenze, a norma dell’articolo 4, commi 58 e 68, della legge 28 giugno 2012, n. 92.

Bel titolo, eh?
Comunque, mi sono messa a leggerla tutta, la letterina firmata, uau, da Napolitano, Monti, Fornero, Profumo, Patroni Griffi, Passera e Severino.
Sì, lo so che non è una lettera, ma fa niente.
L’ho letta. Con crescente entusiasmo. perché, a parte che spiegava che cosa sono gli insegnamenti formali, informali e non formali (doppio uau), mi aspettavo che si parlasse di competenze, di definizione degli standard, in poche parole, mi aspettavo che il presente decreto legislativo definisse le norme generali e i livelli essenziali delle prestazioni per l’individuazione e validazione degli apprendimenti non formali e informali, ecc. [/cit.]
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anche qui

virgulti cari, spegniamo le luci invece dei cervelli

virgulti cari, spegniamo le luci invece dei cervelli

M’illumino di meno è la celebre Giornata del Risparmio Energetico lanciata dalla trasmissione Caterpillar di Radio2, e tutti i suoi sostenitori virtuosi “scendono in campo” per un futuro più illuminato, all’insegna della razionalizzazione dei consumi energetici.

Caterpillar ci invita ad aderire al simbolico “silenzio energetico” il 15 febbraio 2013 dalle ore 18 in nome della sostenibilità, e a spegnere le luci su monumenti, piazze, vetrine, uffici, aule e private abitazioni.

Io no

No captcha day su suggerimento di ReAnto

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Lettura serale :-)

Io già lo sapevo nel '78...

Io già lo sapevo nel ’78…

E con il Big snow…

dimissioni