Dieci minuti di intervallo

(contro la stupidità, neanche gli dei…)

Archivi Mensili: maggio 2014

Nun ce la pozzo fa’

fido compagno di una decade

fido compagno di una decade

Mia nonna diceva: la rabbia della sera tienila per la mattina; la rabbia della mattina tienila per la sera.
E via così.
Sono nove giorni che, tra sera e mattina, mi tengo fra i 38 e i 39 di febbre. Oggi, se doppio le cinque di pomeriggio, è il primo giorno che non prendo tachipiraus. E’ anche il primo giorno che ho mangiato.
Lasagne.
Il mio vecchio medico (chiamato a soccorso dopo che il nuovo medico mi ha imbottita di tachipirina 1000 per telefono) mi ha detto che, tra nausea, vomito e resto, meglio lasagne a brodini e latte caldo.
Comunque, per dire, sono diminuita un chilo.
Una settimana di digiuno e diminuisco un chilo?
‘Fanculo la dieta. Non serve a niente nemmeno stare a digiuno (rabbia).
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Tutto previsto

C’ho la febbre, ma non è per questo che son qui.
E’ perché, avendo cercato di dormire tutto il pomeriggio ma non essendoci riuscita
(ho accompagnato la madre dalla parrucchiera: vi ricordate che scegli il venerdì come giorno della parrucchiera?)
mi è salita la febbre e in più non ho preparato la verifica di analisi logica.
Nella fattispecie, dovrei prepararne:
una “normal” [cioè, ne ho promessa una da levare il pelo, quindi…];
una in carattere Easy Reading per la ragazzina DSA e per le sue compagne intorno, perché se la consegno così solo a lei, poi non la fa
(e, sì, il carattere Easy Reading è a pagamento e l’ho comprato);
una con le frasi già divise altrimenti il mio sedicenne… ehm… preferito (sì, seconda media) mi ha già detto che lui non la fa
(vogliamo promuoverlo? ché qualche complemento lo ragiona e lo azzecca, e quindi, vai!);
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Giorno libero no-free

Fatalim mentre pensa chi mai saranno Hitler e Rommel

Fatalim mentre pensa chi mai saranno Hitler e Rommel

Ed eccoci di nuovo qui, a una settimana di distanza, malgrado i buoni propositi di tornare qui rapida e scattante a raccontarvi che cosa stanno combinando Lucchetta (questo era facile: niente, su tutti i fronti), Biretta (il clan dei capellesi), Paganina, Kumar e Mentuccia (io non vedo, io non sento, io non parlo) e così via. Mi sarebbe piaciuto parlarvi finalmente di Fatalìm, che con le sue extension biondo-brune ha speso come tre libri di storia messi insieme (tanto il libro di storia gliel’ho regalato io) e occupato quattro ore di un pomeriggio (che equivalgono alle ore impiegate in tre anni per studiare qualcosa), così che secondo lei ieri l’anno di svolta della seconda guerra mondiale è stato il 1938 (gasp!), no, scusi, prof, il 1939 (urp!), no, scusi, prof, il 1946 (eehh??), no, scusi prof, il… Per farla breve, li ha detti tutti. Tutti, tranne quello giusto.
Mi sarebbe piaciuto ma ho avuto da fare.
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Giorno libero con disclaimer

Nel mio giorno libero, così sono

Nel mio giorno libero, così sono

Si sa che noi insegnanti siamo fortunati. Abbiamo la possibilità di giorno libero.
La possibilità, per inciso, vuol dire che se il giorno libero, per qualsiasi motivo, nell’orario scolastico non salta fuori, amen. È vero che ormai, il giorno libero è diventato prassi, ma, ripeto, se salta, pace all’anima sua (e chi non ha il giorno libero, si rassegni). Il contratto infatti dice semplicemente che il nostro orario in classe deve essere distribuito in non meno di cinque giornate settimanali. “Non meno” vuol dire che, se per caso, nel fare l’orario, didattico, bellissimo, con equa distribuzione delle materie di studio [*], eccetera, se, dicevo, per caso salta fuori che voi avete due giorni liberi… Niente. L’orario si deve rifare, anche se così viene fuori che al sabato i miei virgulti hanno tre ore di lettere e due di matematica perché quel giorno il collega di musica è impegnato in altra scuola o in altre tre o quattro sezioni. Amen.
Oggi sono quasi mistica, lo avete notato?
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Fine anno

Ammetto di avervi trascurato, e ammetterei anche che mi è spiaciuto se almeno avessi trovato il tempo di spiacermi.
No, nemmeno quello.
Tra una insipiente, arrogante e sfuggente (nuova) Capa Tórta,
e una arrogante, ignorante e incapace (nuova) direttrice amministrativa,
tra gatti perduti e non ancora ritrovati (il pensiero, ammetto, paralizza le poche rimaste facoltà mentali),
tra fogli su fogli da consegnare su quello che abbiamo fatto per recuperare coloro i quali si ritrovano pieni di quattro a venti giorni dalla fine dell’anno,
tra…
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