Dieci minuti di intervallo

(contro la stupidità, neanche gli dei…)

ID o non ID?

Chi l’avrebbe mai detto? Invece di preparare il pranzo della domenica, invece di correggere 26 temi, invece di passare allo scanner le pagine che servono a mio figlio, sperso nel nord da qualche parte a studiare, invece di stirare le 72 camicie che attendono fiduciose…
Invece di tutto ciò, sono ancora qui a darvi una comunicazione di servizio.
Premessa: l’anno scorso il nostro Munifico Governo, invece di dare 50 mila euro alla mia scuola, che avrebbe ben saputo che cosa farne, li ha sbriciolati in 500 euro a testa a noi 100 bravi insegnanti che subito siamo andati a comprare libri e computer.
Poi salta fuori che qualcuno ha comprato lavatrici, che il Munifico non ha detto come di preciso certificare le spese, che ogni scuola si è arrangiata, che alcune scuole hanno perso la certificazione, e badabìm e badabàm, quest’anno il Munifico decide di ridarci i 500 euro, ma con attenzione.
L’attenzione è questa (e qui sta il mio servizio, ché vi dico come averli):
– ci sarà un sito chiamato “borsellino elettronico”. Vi direi pure dov’è, ma per il momento non funziona, quindi vi trovate davanti una pagina bianca. In ogni modo, su questo vostro borsellino elettronico troverete gli esercenti accreditati (per esempio, il venditore di lavatrici non ci sarà, ok?).
Quindi si compra online?
Non proprio: prima dovete generare i buoni spesa, poi farete la spesa.
Ma, si chiede l’attento futuro possessore di 500 euro, come faccio ad arrivare alla carta del docente e al borsellino elettronico?
Niente paura:
– c’è un sito che certifica la vostra pura e precisa Identità (Digitale); è un sito del governo, così si va sul sicuro. E io ci vado subito (ho pensato: è domenica, sono tutti lì a mangiare o a preparare i risottini, il sito è libero, io mi faccio dare la mia ID dallo SPID in quattro e quattr’otto).
Invece: il sito del governo (detto SPID) dice che devi andare da un altro, per farti dare la ID.
Ok.
Io scelgo le Poste.
Questo mi fa venire in mente che ho già fatto tutto questo giro quando ho fatto richiesta di posta certificata, quella che qualche mese fa mi hanno detto di buttare nel cesso perché siccome pochi l’avevano chiesta, allora non si usa più… Ma fa niente, procediamo.

2016-11-13_12h37_08

Id in-sicurezza

– vado sul sito delle Poste (voi potete andare su quello della TIM, o altri, ora non facciamola troppo lunga; vi metterei pure il link all’ID di TIM, ma il sito per certificare in tutta sicurezza la vostra Identità Digitale ha un indirizzo considerato poco sicuro. Ecco, per dire). In ogni modo, il sito delle Poste mi dice che, se voglio avere un’Identità Digitale certificata, posso usare dei sistemi semplicissimi che prevedono che io abbia già uno strumento di identificazione online.

2016-11-13_12h12_50

Questa sono io, non ho gli strumenti elencati

Io
Non
Ce
L’ho.
(lo sto chiedendo, tra l’altro)

Allora vado avanti (a questo punto ero curiosa di vedere come ne uscivo).
Devo inserire i miei dati online. Li inserisco. Devo mettere una mail. La metto. Mi mandano un codice sulla mail, da inserire nel sito. Lo inserisco. Devo inserire un cellulare. Lo inserisco. Mi rimandano un codice sul cellulare da inserire nel sito. Lo inserisco. Mi chiedono di inserire i miei documenti.
E qui viene il bello perché nel sito SPID del governo ero stata avvisata di preparare le copie dei documenti e avevo già fatto: scansione carta di identità (davanti e dietro) e scansione del codice fiscale (davanti e dietro).
È solo che qui mi chiedono di mettere davanti/davanti e poi dietro/dietro. Così ricomincio, dopo una discussione col maritino su qual è il fronte e qual è il retro della carta d’identità. Scansione, salvataggio, controllo. Si possono inserire immagini fino a 2,5 Mb, la mia è 2,1, vado.
Niente, troppo grande. Riduco (e qui, altro servizio, scaricatevi questo bel programmino che si chiama Riot e fa riduzioni di peso-byte in un amen). Inserisco. Confermo.
Ora le immagini vanno bene ma non gli piace il mio indirizzo, continua a dirmi che è sbagliato (so che questo a voi non interessa, tanto abitate in via Roma o via Garibaldi e quelli li riconosce, ma l’ho detto così, per farvi capire che il corpo si indebolisce ma lo spirito è ancora forte, e ho continuato).
Alla fine si apre una finestra che mi chiede di dire: vaffanculo, il mio indirizzo è quello e lo confermo, mi prendo io la responsabilità, e così faccio.
Finito?
No, adesso ho un mese per andare in posta con tutti i documenti e la mia faccia, devo far vedere i documenti originali e poi vediamo che accade.
Tra l’altro, io in posta ci vado do-ma-ni e porto la macchina fotografica per immortalare la faccia delle sportelliste quando chiederò l’ID per lo SPID.
Dopodiché, andrò sul sito http://www.cartadeldocente.istruzione.it, che ancora non c’è, e mi registro per acquistare (non la lavatrice).
Tutto ciò per permettere alla mia scuola di essere alleggerita dalla burocrazia e dalle procedure di rendicontazione.
Non è meraviglioso quanto voglia bene alla mia scuola?

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11 risposte a “ID o non ID?

  1. ildiariodimurasaki 13 novembre 2016 alle 19:04

    Difficile trovare parole adeguate.
    No, non perché voglio fare a tutti i costi la signora per bene; è solo che il mio modesto vocabolario di bestemmie, insulti, moccoli e improperi è del tutto inadeguato. E sì che lo credevo bastevole a qualsiasi circostanza.
    Quindi, detto e non concesso che riesca mai a venire a capo di ‘sta roba, la prima cosa che devo assolutamente acquistare per l’aggiornamento è un Repertorio di Parolacce, o qualcosa del genere.
    Si accettano suggerimenti.

  2. 'povna 13 novembre 2016 alle 19:31

    Anche io l’ho fatto oggi, con uno degli altri due metodi di autenticazione (quello gratis per chi NON aveva GIA’ un account alle poste o TIM. Ho il mio profilo digitale da un’ora… 🙂 )

  3. Rosi Fiore 17 novembre 2016 alle 00:01

    Solo una precisazione: tutto questo perché la card docente non è pronta ma lo spot elettorale per il Referendum SÌ … una motivazione in più per votare NO!

  4. melchisedec 22 novembre 2016 alle 22:39

    Stessa odissea. Un pomeriggio intero. 😣 Ora mi tocca andare alle Poste.

    • LaVostraProf 24 novembre 2016 alle 08:11

      Per fortuna io ci ho messo pochi minuti la sera e pochi minuti il mattino dopo, ma ho una collega che ancora non riesce a far capire alle poste che il suo indirizzo è il suo indirizzo (credo che anche lei andrà personalmente alle poste), e un’altra che sta aspettando che il metodo diretto di ID la richiami per portare avanti la pratica e un’altra che…
      Insomma, meno male che il sito della Carta del docente è ancora bianco come la carta, così uno non si sta a preoccupare troppo… 😉

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