Dieci minuti di intervallo

(contro la stupidità, neanche gli dei…)

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Via il dente, via il dolore

dente

…e via 150 euro

In attesa di aggiornarvi sui succulenti particolari che rendono la mia scuola sempre più degna di essere vissuta (e abbandonata), vi informo che io di cose succulente, per oggi, devo fare a meno.

Intanto penso a quale password inventarvi per un post che dovrà essere, per forza di cose, riservatizzzzimo.

CapaTórta e Ciclista ci attendono…

Avviso

Questo è un blog lamentoso.
Sì, lo so, nacque tanti e tanti anni fa come divertimento e gioioso sfogo alle balzane e divertenti avventure scolastiche.
Ma.
Il blog è invecchiato: son quasi dieci anni. Il che, nel mondo bloggarolo, equivalgono alla maturità. Il blog si affaccia su un’altra scuola: cioè, sempre le stesse pareti color fucsia e i muri verde smeraldo, ma per il resto, nisba.
Molti colleghi sono passati nel mondo dei P(iù)(ensionati): è sparito il professor Magli, la prof. Armanelli, il prof. Vacuo, la prof. Melavèrda, Bocconcino, il prof. Giadosi (che si è involato con l’Armanelli, tra l’altro), e così via.
Ecco, questi qui mi facevano ridere. Leggi il resto dell’articolo

A volte, sì

ritorno

Ingrassata, inacidita, fiammeggiante, ma sono ancora qui

Preview con parentesi varie

Benché non si ancora ufficiale,
benché i miei dati (questi sì, ufficiali) siano appena stati spediti e debbano ancora essere controllati,
benché i miei figlioli abbiano teoricamente già spesso tutto e anche di più,
chiedendomi delle cose necessarissime,
[sì, lo so, non dovevo dire della cosa]
benché io debba (di conseguenza) dare addio al tablet che volevo,
comunico con soddisfazione che,
dopo tutti quei post, quelle foto, quelle vignette, quei messaggi
(che magari non tutti avete visto perché li ho sparsi ovunque),
insomma, dopo tutta quella campagna di cui si diceva a inizio settembre,
e con la quale vi ho sfracellato i maroni,
comunico, dicevo, che almeno ve li ho sfracellati per un motivo.

In attesa, esultiamo

In attesa, esultiamo

[chi volesse fare con me una discussione sul fatto che venga coinvolto un sito di vendite online assai discusso e criticato e con numerosi punti da rivedere, si accomodi pure; ne parliamo, e ci troveremo, immagino, d’accordo. Ma, per il momento, io quel buono mica lo butto. Lo uso.)

Musica maestro

Mi permetto si segnalarvi due petizioni che ho intravisto su Facebook (grazie, Ornella).
Dico intravisto perché Facebook mi sta facendo tribolare e ogni volta che lo apro mi accorgo che #noncelapossofare (tanto per rimanere nel tema di questi primi quindici giorni di settembre).
Però ho fatto in tempo a vedere l’annuncio di Ornella, la risposta di Mel, e il tema preciso.
Non sono riuscita a commentare di là, ma segnalo qui questo problema che si sta facendo annoso:
il fatto che la scuola si stia piegando sempre di più a cancellare ogni pratica educativa per enfatizzare un principio di prestazione (o una “filosofia” della competenze), elevato alla dignità dell’Ideale dell’Io [*].
In questa ottica, alcune discipline vengono sempre più sacrificate, anche in quella Scuola dell’Obbligo che, in quanto tale, non si misura dovrebbe misurare dalla somma nozionistica delle informazioni che dispensa, ma dalla sua capacità di rendere disponibile la cultura come un nuovo mondo [sempre*].
Ecco perché vi segnalo due petizioni sulla musica:
– La prima punta all’inserimento di questa materia nei piani curricolari dei nostri istituti superiori;
– La seconda punta a far sì che l’insegnamento della stessa non venga precluso ma affidato a chi di dovere e di competenza, ovvero i laureati in Musicologia e beni musicali.
Tutte le altre notizie e i link, qui.

Certo, ci sarà qualcuno che dirà che queste petizioni non servono a nulla (appunto #noncelapossofare), ma io direi che vale la pena di provare, no?

[*] Massimo Recalcati, L’ora di lezione – per un’erotica dell’insegnamento, Einaudi2014

Fuori due

Cioè, non del tutto, metaforicamente parlando, la strada è ancora lunga, eccetera.
ma un passo avanti lo s’è fatto… Leggi il resto dell’articolo

A parziale giustificazione dell’assenza

Ho due gatti. O tre. O quattro. Certe volte mi sembra di aver perso il conto.
Li abbiamo tolti dal grande giro della vita che si riproduce (nel senso: loro ci sono, vivi e vegeti, ma non si riprodurranno). Sono stati dimessi lunedì l’altro, prendono antibiotici e una polverina. Stanno bene, credo, ma devo tenerli in casa, confinati, un altro giorno o due, dar loro da mangiare, pulire la cacca, stare attenta che la disgraziata della gatta non faccia pipì ovunque.
Ho tre figli. Una figliola fa per tre, quindi fa sei. Devo portarle da fotografo la pellicola, comprarle del tulle nero, procurarle delle matita 1b, 2b, 3b, 4b, 5b, e delle solette protettivo profumate per i piedi. Un figliolo fa di tutto per farmi dimenticare che, in prima media, era gentile, appassionato, educato, interessato, pulito e intelligente. Stamattina tre quarti d’ora davanti al computer per risolvere un suo problema di cellulare (sapete, quelle cose che dite: guarda che se fai così poi vai sotto zero, e lui dice: na! na!, ho le offerte, ho le offerte, e voi dite: le offerte partono col numero nuovo, con questo provvisorio non le hai e lui dice: na! na!, ho le offerte, e poi va sotto zero così che, quando le offerte devono partire, non partono. Leggi il resto dell’articolo

La tecnologia mi innervosisce

Se una matita si spunta, le faccio la punta.
Se un quaderno finisce, ricompro.
Se ho freddo, metto un maglione.
Se ho fame, mangio.
Se ho voglia di scrivere, finalmente, di Signooora Pumba, scrivo.
Se il computer si impalla, lo guardo.
Se il computer si impalla e io non so perché, ultimamente, dopo averlo guardato, mi innervosisco.
Formatto.
E chi s’è visto s’è visto.

Si vediamo presto, comunque.

Respiro ancora…

…ma poco di più.
Correggo le ultime prove, piango sulle interrogazioni e sul povero Garibaldi reazionario e monarca assoluto (sic e sigh), mi specializzo su una lavagna interattiva della quale scopro ora meraviglie, e tra quindici giorni non la vedrò più perché cambierò classe, rimango alzata non per leggere un bel libro o per scriverne uno io (mi sto creando una vita alternativa che mi offra milioni di euro e mi consenta la fuga dalla scuola) ma per provare i toolkit della lim con i match della smart e le arrange delle sentence, mi diverto da matti ed entro nella fascia oraria delle bermude senza nemmeno dire beh, sistemo le tesine delle mie tutorate, che se la stanno facendo sotto, mentre l’altra tutorata (quella della Maloni) pensa alle torte di panna e cioccolato, pago un terzo del mio stipendio per una riparazione auto che mi ero dimenticata, compro sei paia di calzettoni per il figliolo che altrimenti domani non ne ha (lo so, ne bastava uno), rispondo ai sondaggi, taglio il rosmarino, preparo le trote salmonate con contorno di patate, controllo i fiori dei peperoni, mi appresto a prescrutini e scrutini dimenticando il verbale, ritiro fuori i maglioni di lana che avevo messo via, stiro le diciotto camicie che ho finalmente lavato, e dalla cucina del mio tormento serale quotidiano sento un tizio alla televisione che deve controllare la freschezza di qualcosa.
A quest’ora?, chiede la mogliettina.
Già.
E d’altra parte, se io a quest’ora sto sul blog, quello può pure andare a controllare quello che vuole, no?

Augurio

e un bel vaffanculo a wordpress che riempie di advertising
prima di tornare sotto e leggere l’articolo precedente, che merita?
p.s.: no, non ho accettato nessun estensione el browser (firefox)
sì, vedo un sacco di pubblicità sul blog wordpress
sì, è anche problema di altri (ho scoperto) da settembre 2012 a questa parte.

Mah.