Dieci minuti di intervallo

(contro la stupidità, neanche gli dei…)

Archivi Categorie: domande esistenziali

I segni del destino

Ieri ero lì che vi spiegavo dello SPID per l’ID.
Oggi sono qui per spiegarvi che le meraviglie della tecnologia sono portentose: vado in posta, dico dello spid, cliccano sette volte sul computer, non guardano la mia carta di identità e la copia della carta di identità, e mi identificano.
Ci ho messo di più a spedire i libri al figliolo.
E dire che avevo messo sulla copia della carta di identità una foto di quando avevo ventisette anni, ma loro non hanno nemmanco guardato, così non ho fatto neppure quella bella figura di essere identificata con una foto in cui dimostravo diciannove anni (perché a ventisette ne dimostravo diciannove, eh).
In ogni modo, dove stanno i segni del destino?
Adesso arrivano.
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Tre anni con la Capa (che mi dà del tu)

Primo anno, primo collegio docenti
Io: “Vorrei dire che…”
Lei: “Ferma, non c’è bisogno, so già tutto”

Secondo anno, primo collegio docenti
Lei: “LaVostra, so che tu e la prof. Conigli siete le uniche a scuola che usate sempre e costantemente la LIM, ma quest’anno vi metto nell’unica aula della scuola che è senza LIM, va bene?”

Terzo anno, primo collegio docenti
Lei: “LaVostra, so che lavori benissimo nel tempo prolungato, e hai fatto tante belle cose, e che c’è una cosa che si chiama continuità didattica, ma quest’anno ti schiaffo in due classi del tempo normale, una qui e una là, una seconda e una terza, ok?”
Io: “Ma… e la mia prima?”
Lei: “Eh, vedremo, per adesso rimane scoperta, perché grazie alla Buona Scuola non c’è nessuno…”

Spero che il quarto anno sia anche l’ultimo, perché non oso pensare che cosa potrebbe venirle in mente d’altro.

Uno, due, tre, prova

Sono preoccupata per la pensione:
primo, perché si allontana con una velocità allarmante;
secondo, perché è in mano alla nostra nuova DiSGrA (vi ho mai parlato della nostra nuova DiSGrA?);
terzo, perché non mi hanno ancora iniziato il riscatto degli anni universitari;
quarto, perché quando ho chiesto il sollecito del riscatto degli anni universitari (almen quél!), il solerte e gentile funzionario mi ha risposto così: Leggi il resto dell’articolo

Io non soffro il caldo…

…ma penso spesso ai nostri politici che hanno avuto, ogni tanto, l’idea di lasciare aperte le scuole almeno fino a fine luglio.

Esami terza media – 3

Ma se nella classe della mia collega i temi hanno preso tutti 7, 8, 9 e tre dieci, e nella mia ci sono anche dei cinque [*], dipenderà dal fatto che la mia collega dichiara che lei, per default, non dà insufficienze, o dal fatto che, alla correzione dei temi, ha detto che lei ha alzato TUTTI i voti dei temi di uno o due punti perché non vuole storie con i genitori?

[*] Vi faccio, però, notare che, con mia grande gioia e orgoglio e un cicinino di stupore, di quattro non ce ne sono stati, nella classe dei virgulti.

Esami terza media – 2

E le prove Invalsi dove devi inserire, al posto degli Invalsini, persino il nome e cognome degli alunni che hanno malamente risposto a due letture facilissime e poi devi combattere con una maschera dove alcune risposte si aprono a tendina e altre no?

Esami terza media – 1

Ma i genitori che non si fanno vedere per tre anni e vengono prima degli orali a contestare il sei in una materia?

Claudia se n’è andata (anzi, non è mai stata qui)

persa nelle nebbie del tempo

persa nelle nebbie del tempo

Quando, nel lontano 2008, giravo ancora su Splinder
(diamine, Splinder! Chi se lo ricorda, Splinder, e tutti i suoi ammenicoli?),
quando ero ancora giù di lì, e scoprivo i contapassanti, e le provenienze e la statistiche e usavo tutti i programmini che mi permettevano di controllare chi sbirciava, perché sbirciava e così via,
capitò che scoprissi che il maggior numero di persone arrivavano sul mio blog cercando notizie su Claudia Rivelli.
Ora, al di là del fatto che so benissimo che, con questo post, riaccenderò la fiammata e di nuovo molti torneranno come uccelli migratori che hanno trovato chiuso in Africa, devo confessare che, casualmente, ho scoperto che persino oggi 3 persone sono capitate qui cercando la Suddetta (che chiameremo così per evitare che i motori di ricerca inseriscano troppe volte questo post tra le speranze degli innamorati della signora).
Sono perplessa.
Ma ho cercato comunque di trovare notizie, e di metterle qui per chi passasse per caso a cercare la signora ma finora l’unica cosa che ho scoperta è che sua nipote (figlia di Ornella Muti che, anche se non sembra, è la sorella della Suddetta), sua nipote, dicevo, non fa sesso da tre mesi.
Non so se questo può bastare ma, giuro, di più non posso.
Ho persino seguito le tracce di Paolo Leone (che era suo marito), ma ho scoperto che adesso è sposato con una che si chiama Diamara e che, a occhio e croce, è assai più giovane di quello che dovrebbe esser la Suddetta.
Questo per dire che ho cercato di rendermi utile (uno), sono anche capitata in un sito porno (che parlava della Suddetta) (due), ho trovato una foto di Max Delys e ho scoperto che è morto, e visto che è morto già pure Franco Gasparri mi viene da pensare che i fotoromanzi Lancio non hanno portato punto bene a qualcuno (tre), ho riletto un post del 2008 (quattro), ho scoperto che ero più felice allora (cinque), e il motivo è che la Suddetta mi tormentava, ma la CapaTórta no (sei).

Storia e cittadinanza

corsi e ricorsi?

corsi e ricorsi?

Chi non muore…

Non so se qualcuno si ricorda FrontMan (pronuncia: fròntMaan).
Se non avete voglia di andarvene indietro nel tempo, vi conto qui che, in prima, tre minuti dopo essermi stato affidato dal Capo mi ha fatto un sacco di domande sulla scuola, scusi, prof, scusi, prof, e intanto mi ha detto che si chiamava Man, Front Man, e quando, dieci minuti dopo, finito il giretto della scuola, ho detto: Man, vieni qui, mi ha risposto: ma prof, ce l’ha con me?, e io ho strabuzzato gli occhi e gli ho risposto: eeehh??, e lui: eh, sì, mi continua a chiamare.
Per dire il tipo.
L’anno scorso stava sempre male quando c’erano le verifiche, perciò i genitori (pore bestie) hanno deciso che non sarebbero venuti più a prenderlo a scuola nemmeno se avesse vomitato l’anima.
Fatto sta che un giorno si è messo a vomitare l’anima. Nell’ora di scienze (interrogazione), ha cominciato con dei conati di vomito (so che fa schifo, ma se l’abbiamo sopportato noi, stateci vicini e sopportate anche voi), perciò la Conigli l’ha cacciato in bagno (cioè, gabinetto), a vomitare. Leggi il resto dell’articolo