Dieci minuti di intervallo

(contro la stupidità, neanche gli dei…)

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I segni del destino

Ieri ero lì che vi spiegavo dello SPID per l’ID.
Oggi sono qui per spiegarvi che le meraviglie della tecnologia sono portentose: vado in posta, dico dello spid, cliccano sette volte sul computer, non guardano la mia carta di identità e la copia della carta di identità, e mi identificano.
Ci ho messo di più a spedire i libri al figliolo.
E dire che avevo messo sulla copia della carta di identità una foto di quando avevo ventisette anni, ma loro non hanno nemmanco guardato, così non ho fatto neppure quella bella figura di essere identificata con una foto in cui dimostravo diciannove anni (perché a ventisette ne dimostravo diciannove, eh).
In ogni modo, dove stanno i segni del destino?
Adesso arrivano.
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Sì, però, (3)

Visto che i miei nuovi alunni delle nuove classi mi hanno dato grandi soddisfazioni con il dettato ortografico,
continuo a fare le pulci ad altri.

Auguro un anno con le virgole a posto

Auguro un anno con le virgole a posto

Sì, però (2)

Ammetto che ormai fare appunti sul modo di scrittura e sugli errori altrui è divenuto un riflesso automatico.
Da reprimere sempre più, quanto più il tutto si svolge sulla rete.
Ricordo quella pseudo-scrittrice che ha (pure!) vinto un concorso letterario della Rizzoli, e che metteva le maiuscole a caso, non andava mai a capo, usava le virgolette nei discorsi come se fossero a volte una cosa importantissima, a volte un optional, non sapeva che fosse la consecutio temporum (nell’uso, eh, non pretendevo la teoria) e così via. Ricordo che, quando qualcuno, commentando il suo pezzo, le fece osservare che forse andava ripulito un po’, rispose:
“Mentre voi studiavate l’inutile grammatica, io andavo a scuola di creatività”.
Amen. Leggi il resto dell’articolo

Preview con parentesi varie

Benché non si ancora ufficiale,
benché i miei dati (questi sì, ufficiali) siano appena stati spediti e debbano ancora essere controllati,
benché i miei figlioli abbiano teoricamente già spesso tutto e anche di più,
chiedendomi delle cose necessarissime,
[sì, lo so, non dovevo dire della cosa]
benché io debba (di conseguenza) dare addio al tablet che volevo,
comunico con soddisfazione che,
dopo tutti quei post, quelle foto, quelle vignette, quei messaggi
(che magari non tutti avete visto perché li ho sparsi ovunque),
insomma, dopo tutta quella campagna di cui si diceva a inizio settembre,
e con la quale vi ho sfracellato i maroni,
comunico, dicevo, che almeno ve li ho sfracellati per un motivo.

In attesa, esultiamo

In attesa, esultiamo

[chi volesse fare con me una discussione sul fatto che venga coinvolto un sito di vendite online assai discusso e criticato e con numerosi punti da rivedere, si accomodi pure; ne parliamo, e ci troveremo, immagino, d’accordo. Ma, per il momento, io quel buono mica lo butto. Lo uso.)

Noi ne parliamo

Per una volta coincidendo i tempi, per una di quelle occasioni che a volta a scuola fanno molto comodo (anche se l’avvenimento è tragico), oggi in classe si parlerà di questo:

La prima, 150 anni fa

La prima, 150 anni fa

Ringrazio come sempre Danielgr per la segnalazione.

Se voleste approfondire, adesso c’è anche un sito dedicato, qui. E qui l’elenco delle testimonianze di torinesi coinvolti in qualche modo nei fatti (se avete qualche minuto, leggetene almeno alcune).
Scorrazzate nel sito (come i “monelli” di Torino), consultate pure la Convenzione di settembre, o le testimonianze o l’elenco di morti e feriti, e pensate a me che in classe non potrò far vedere nulla ma solo parlarne…

Vorrei incontrare le pietre [cit] ma vi metto le figu

In realtà, vorrei aver finito di correggere le carte mute (mi aspetta una domenica bestiale [ri-cit], per potermi mettere lì a farvi la figu (ve’, quanto vi voglio bene), ma
dopo essere tornata da scuola
ho scoperto che internet non andava.
All’inizio volevo solo avvisarvi che se vi va di iscrivervi (magari con una mail di comodo) a Zzub, l’indirizzo cui farlo è sempre questo. E che scade domani sera alle 23.59.
Volevo avvisarvi ma ho dovuto telefonare al mio gestore telefonico.
Ho passato qualche minuto di gentile attesa e poi ho parlato con Gaia (grazie, Gaia), che mi è sembrata competente e gentile, ma dopo la conversazione e i controlli mi ha costretto a uscire di casa e vagare per la campagna padana a cercare un filtro adsl nuovo (l’ho trovato).
Sono tornata e ho cambiato il filtro adsl (volete ridere? La Gaia mi dice: “… perché, signora, se è un anno, un anno e mezzo che ha il filtro, magari non va più, bisogna cambiarlo”. Grazie, cara, sono dieci anni che ho su il filtro e ormai si è incrostato. Comunque, ho dato retta e l’ho cambiato).
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E’ l’ora della spiega

Lui non c'entra, ma si chiama Buzz, quindi c'entra...

Lui non c’entra, ma si chiama Buzz, quindi c’entra…

Prima di proseguire con le appassionanti vicende del Viaggio Del Figliolo
(numeri 2 e 3),
magari intervallate dalle verifiche dei virgulti (sì, una già data e già corretta, SuperProf in azione),
forse è meglio che vi spieghi la mia intensa attività di questi ultimi giorni.
Non so se vi siete accorti, ma undici post in dieci giorni sono un bel pubblicare.
Allora, prima che qualcuno pensi: ah, come ci vuole bene, laProfe!, vi disilludo subito.
Ciò che ha vinto la mia pigrizia è stata una “campagna” di “passaparola”.
Allora, di che si tratta? Leggi il resto dell’articolo

Il viaggio del figliolo /1

L'appuntamento

L’appuntamento

Allora, Figliolo dice che con i soldi che ha guadagnato al super vuole andare quattro giorni all’estero con i suoi amici.
Bon.
I suoi amici vanno su *famosogruppointernazionalediscontivari* e bloccano la possibilità di andare a Barcellona, Praga, Berlino.
Poi scartano Berlino perché troppo cara.
Poi scartano Praga perché non ho capito bene.
Rimane Barcellona.
Loro scelgono Amsterdam.
Anche qui non ho capito bene.
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Vedi Mantova e poi…

Il cielo sopra Mantova

Il cielo sopra Mantova

…e poi dimentichi per un po’ tutto l’ambaradàn della scuola. Compresi i dodici punti di Renzi (che non sono quelli che qualcuno verrebbe mettergli alla bocca per farlo stare un po’ zitto).
In ogni modo, l’altroieri ho scoperto che, avendo trattato malino il mio nuovo disco esterno (mi sono dimenticata di scollegarlo prima di chiudere il computer), oggi mi dice che un file tale nella directory talaltra è danneggiato, fare il check disk, please.
Ora, il check disk lo farò subito, oggi, forse, vediamo, ma potete capire che la faccenda del #noncelapossofare si è aggravata.
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E’ tornato su Ork