Dieci minuti di intervallo

(contro la stupidità, neanche gli dei…)

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La spiega sulle competenze (9000 caratteri)

Per chi non lavora dentro il calderone ribollente della scuola, per chi non ha figli in terza media o in quinta elementare, per chi non prende quindicimila euro al ministero dell’Istruzione e quindi non sa quello che viene partorito ogni due per tre,
chiarisco.
Chiarisco è una parola grossa.
Tento di chiarire.
A scuola si danno i voti. Dalla Gelmini in poi, d’emblée, si è ricominciato a dare i voti (dallo 0 al 10, oppure dal 3 al 10, oppure dal 2 all’8, oppure non lo so, sarò stata disattenta ma io una circolare applicativa sui voti devo ancora vederla).
I voti li dai materia per materia (cioè, parliamo per benino: disciplina per disciplina). Scrivi come un ramarro orientale, rapidissimo nei movimenti ma tendente all’inattività durante il lungo periodo invernale? In italiano ti do 4. Leggi il resto dell’articolo

Storia e cittadinanza

corsi e ricorsi?

corsi e ricorsi?

Primo giorno di scuola

Per noi è stato il primo giorno di scuola.
Mi piacerebbe parlarvene ma, come ho appena risposto al maritino (a casa con la macchina guasta)
non ce la posso fare
(ho visto tante di quelle storture e stupidate stamani, che metà sono abbastanza).
In compenso:
Il tesoro vieta di usare la spending review per dare 45 milioni alle scuole;
però…
Dà l’ok a 213 milioni per le guerre.
Meno male che la Giannini (quella dei 150mila assunti) dice subito:
“non sono tagli, ma solo accantonamenti necessari per motivi di contabilità. Tuttavia, faremo di tutto per non applicarli”.
Posso ridere?

#noncelapossofare

Musica maestro

Mi permetto si segnalarvi due petizioni che ho intravisto su Facebook (grazie, Ornella).
Dico intravisto perché Facebook mi sta facendo tribolare e ogni volta che lo apro mi accorgo che #noncelapossofare (tanto per rimanere nel tema di questi primi quindici giorni di settembre).
Però ho fatto in tempo a vedere l’annuncio di Ornella, la risposta di Mel, e il tema preciso.
Non sono riuscita a commentare di là, ma segnalo qui questo problema che si sta facendo annoso:
il fatto che la scuola si stia piegando sempre di più a cancellare ogni pratica educativa per enfatizzare un principio di prestazione (o una “filosofia” della competenze), elevato alla dignità dell’Ideale dell’Io [*].
In questa ottica, alcune discipline vengono sempre più sacrificate, anche in quella Scuola dell’Obbligo che, in quanto tale, non si misura dovrebbe misurare dalla somma nozionistica delle informazioni che dispensa, ma dalla sua capacità di rendere disponibile la cultura come un nuovo mondo [sempre*].
Ecco perché vi segnalo due petizioni sulla musica:
– La prima punta all’inserimento di questa materia nei piani curricolari dei nostri istituti superiori;
– La seconda punta a far sì che l’insegnamento della stessa non venga precluso ma affidato a chi di dovere e di competenza, ovvero i laureati in Musicologia e beni musicali.
Tutte le altre notizie e i link, qui.

Certo, ci sarà qualcuno che dirà che queste petizioni non servono a nulla (appunto #noncelapossofare), ma io direi che vale la pena di provare, no?

[*] Massimo Recalcati, L’ora di lezione – per un’erotica dell’insegnamento, Einaudi2014

Altro giro, altro regalo

Il blog “Dieci minuti di intervallo” dà il benvenuto all’ennesimo ministro dell’Istruzione, linguista, glottologa e politica di area montiana.
Essa intende:
Potenziare il diritto allo studio (brava, da un ministro dell’istruzione non me lo aspettavo);
Integrare comunità di docenti e comunità di studenti (come? Cosa? vedo i virgulti più delle loro madri, non basta?)
Ridare valore ai titoli di studio (chi? come? cosa?)
Lavorare sulle priorità tematiche (uau)
Attuare un contratto di coalizione (così leggo e così riporto).
Sulle modalità di attuazione del programma, per ora la ministra si esprime a gesti:

vi faccio un...

vi faccio un…

Dati…

Non aprite quella scuola

Siamo in Carrozza

ecchila

ecchila

Vi rendete conto che sta tornando la Mariasss?

Alzare il volume al massimo, piangere a ritmo, e reagire, no?

Care, le mie BEStie!

includo, non integro!

includo, non integro!

Prego, se vi siete un tantino offesi, rileggete il titolo. C’è una virgola. Non si legge:
“Care le mie bestie…” (e qui seguirebbe lettera diretta ai miei affezionati lettori, e anche a quelli che solo passano di qui, e che si prenderebbero delle bestie, così, senza colpo ferire).
No! Si legge così:
“Caaaare (pausa) le mie bestie!”,
come a dire: Ah, come mi sono care le mie bestie…
che uno, volendo, potrebbe credere che ho appena avuto un trasport(in)o emotivo verso i miei cani e il gatto, ma, se uno poco poco mi conosce, sa che sto parlando dei virgulti.
“Ma poooveri”, dice subito un signore là in fondo, “perché li chiami bestie? Già lo sono, poi sentirselo dire così, d’amblée, potrebbe provocare in loro un doloooore tremendo!”
Allora: sì, sto parlando dei virgulti (care, le mie BEStie);
no, non provoco doloooore.
Cioè, non io. Ho il permesso dei capintesta.
I capintesta hanno detto che le nostre classi sono piene di bestie, dobbiamo avere pietà e accompagnarli lungo la strada della conoscenza portandoli alla felicità.
Giuro.
C’è una circolare. Leggi il resto dell’articolo