Dieci minuti di intervallo

(contro la stupidità, neanche gli dei…)

Archivi Categorie: perditempo

Vorrei incontrare le pietre [cit] ma vi metto le figu

In realtà, vorrei aver finito di correggere le carte mute (mi aspetta una domenica bestiale [ri-cit], per potermi mettere lì a farvi la figu (ve’, quanto vi voglio bene), ma
dopo essere tornata da scuola
ho scoperto che internet non andava.
All’inizio volevo solo avvisarvi che se vi va di iscrivervi (magari con una mail di comodo) a Zzub, l’indirizzo cui farlo è sempre questo. E che scade domani sera alle 23.59.
Volevo avvisarvi ma ho dovuto telefonare al mio gestore telefonico.
Ho passato qualche minuto di gentile attesa e poi ho parlato con Gaia (grazie, Gaia), che mi è sembrata competente e gentile, ma dopo la conversazione e i controlli mi ha costretto a uscire di casa e vagare per la campagna padana a cercare un filtro adsl nuovo (l’ho trovato).
Sono tornata e ho cambiato il filtro adsl (volete ridere? La Gaia mi dice: “… perché, signora, se è un anno, un anno e mezzo che ha il filtro, magari non va più, bisogna cambiarlo”. Grazie, cara, sono dieci anni che ho su il filtro e ormai si è incrostato. Comunque, ho dato retta e l’ho cambiato).
Leggi il resto dell’articolo

E’ l’ora della sdraio [*]

I sogni son desideri

I sogni son desideri

Sono le otto e mezza e, apparte il fatto che sono qui a scrivervi (e a ricordarvi di iscrivervi qui), stamattina, prima di andare a scuola in anticipo perché ciò un appuntamento con una madre (diggià? Diggià), devo:
– andare in banca a pagare l’F24 della Tasi, che scadeva lunedì;
– comprare un cartoncino 50X70 viola, ché altrimenti le mie colleghe non vedono gli avvisi che metto loro in sala prof;
– preparare due avvisi per le colleghe;
Leggi il resto dell’articolo

Scuola testimonial

Premessa: è stata lanciata una “campagna” dedicata al rientro dalle vacanze. La campagna è legata a una community di consumatori (alla quale sono iscritta). La campagna chiede di considerare con ironia il rientro al tran tran quotidiano da cui eravamo – solo temporaneamente – evasi e invita a dare libero sfogo a tutto quello che, al solo pensiero, proprio… #noncelapossofare!
Ho notato una cosa: che, pur volendo essere ottimista e avendo pensato che potevo rispondere a questa campagna dicendo coraggiosa e solerte “sìchecelapossofare”, la scuola si presta invece alla perfezione al sofferto rientro.

p.s.: e dico tutto ciò consapevole che, come ben sanno i colleghi che passano di qui, abbiamo appena fatto sei mesi di ferie…

Ri-augurio (ma anche no) e avventure nel web

Allora, vi ricordate del mio Pc moribondo?
Ieri si è messo ad ansimare, ha buttato in vacca l’antivirus (lui), ho buttato in vacca tutto (io) confliggendo con l’altro antivirus e non riuscendo a smanettare in tempo in modo che i due non si incontrassero, eccetera.
Allora ho chiuso tutto, ho riaperto, e sul momento andava ancora come una scheggia, perciò ne ho approfittato per salvare un tot di cartelle. Ci ha messo cinque ore e tre quarti, poi mi sono rotta le balle, non riuscivo a dormire con il ronzio della macchina, ho spento tutto e andalè. Leggi il resto dell’articolo

Come se niente fudesse

Non so se vi capita, di andarvene per strada a di perdervi in certe reminiscenze. A me capita anche in classe, per dire. Così mi trovo davanti Frontman che spiega di aver dimenticato a scuola il libro sul quale doveva studiare e di aver lasciato a casa il libro sul quale doveva fare il compito (chi si ricorda di Frontman? È ancora lì che rompe, sapete?), insomma, me lo trovo lì e mi viene da declamare: “eh, sì, tonto, adesso arrivi qui e come se niente fudesse…”, e lui fa la faccia contrita ma non ha capito niente.
Magari anche le giuovani, qui, che stan leggendo, non lo conoscono nemmeno loro, il Riccardone one one. Ovviamente. Un po’ come se, con il gruppo di tonti che mi segue in biblioteca, mi voltassi a chiedere: “come mai non siamo in otto?”, e mi aspettassi la giusta risposta. Che è solo una.
Poi magari mi viene il nervoso perché non mi ricordo se era Riccardone o Caio Gregorio.
E qui parte la seconda reminiscenza.
Cioè, il contrario: la smemoratezza. Leggi il resto dell’articolo

Speravate di meglio

Il mio orologio ha le lancette. Poi, certo, sopporto anche gli orologi digitali, cifrati, per così dire, ma li sopporto e basta. Giusto perché ci sono.
Se mi chiedete che ore sono adesso, io non vi rispondo: sono le ore dieci e ventisei, ma: son quasi le dieci e mezza.
Insomma, sono della generazione del “quarto”, del “passate” e del “quasi”: undici meno un quarto quasi, dieci e mezza passate, quasi le dieci, e, quando si voleva essere proprio precisi: dieci e mezza passate da due minuti.
Adesso c’ho gli studenti che mi dicono: siamo andati a fare un giro in piazza alle undici e trentadue. Li mortacci. Mi viene da spaccargli il tema in testa e dire: ma quando mai, nel mondo normale e giornaliero, tu ti metti a dire che sono le undici e trentadue??
Ecco, il fatto è questo. La risposta è: sempre. Leggi il resto dell’articolo

Son soddisfazioni anche queste

voilà, quasi finito

voilà, quasi finito

Che vi devo dire? Io esulto di gioia quando, e aumenta di qui e diminuisci di là, lo scalfo manica prende esattamente la forma che dovrebbe avere se lo avessi disegnato e tagliuzzato con un paio di forbici. E invece.

(e aspettatevi pure il post
con il maglione finito!) Leggi il resto dell’articolo

Non ho tempo

Ho perso tempo con lui

Ho perso tempo con lui

Siccome è il mio giorno libero, si dà per assodato che non abbia un cavolo da fare.
Non ho da finire il registro (sì, bravi, io sono una di quelle che non riesce a scrivere il registro in classe, ma precipita nel baratro della lezione e dei virgulti e poi, sì, quando esce da quattro ore di seguito in prima mette il registro nel cassetto e scappa fuori a inseguire la sua sanità mentale e il giorno dopo arriva a scuola giusto per fare (di nascosto) le fotocopie della mappa concettuale che ha composto il giorno prima invece di compilare il registro e, sì, sono anche una lazzarona che qualche volta lascia il registro nel cassetto e corre a casa a preparare il pranzo per il figliolo che già una volta, tornando da scuola, le ha mangiato un pezzo di gamba di sedia, eccetera… Insomma, io il registro ho sempre da metterlo in pari, e così sono lì con tutte le mie griglie di excel ben compilate con i punteggi trasformati in voti ma devo anche inserirli sulle pagine del registro, anche se, siccome è il mio giorno libero, vox populi dice che non ho un cavolo da fare e ho due colleghe che mi dicono che loro invece hanno tutto a posto già da settembre); Leggi il resto dell’articolo

Se semo visti?

Allora, allora, se semo visti? No, magari no.
Di facce da prof ne ho viste molte, ma da qui a riconoscere le prof. che passan di qui, ce ne vuole. E anche se vi avessi riconosciuto, starei zitta, perché ogni volta che vedevo una faccia, strana, vecchia, provata, segnata da noia solitudine o delusa dal tempo, ecco, dicevo: guarda che faccia da prof, e mi veniva la malinconia.
Ma insomma, com’è come non è, è partita questa Fiera.
Il mondo della scuola e della formazione incontra studenti e docenti per costruire insieme percorsi professionalizzanti, capaci di integrare i talenti e scoprire interessanti opportunità lavorative. Obiettivo: maturare esperienze capaci di favorire l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro.
Che già qui, uno dice: e te che c’entri? Leggi il resto dell’articolo

Se vedemo