Dieci minuti di intervallo

(contro la stupidità, neanche gli dei…)

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Il blog rimpagina

Essenzialmente mi è sparito da sotto il naso lo sfondo del vecchio templeit che molto mi garbava ma più non so ripescare, onde per cui mi sono irritata da ciò che mi si apriva sconquassato quando chiamavo il blog. Essenzialmente oggi piove e stasera si mangia pizza e ho finito una storia, che chi sa, trova, e ho tempo da perdere per raccogliere le figu, rimpicciolirle, fare le prove, rifarle, correggere, inserire, cambiare colori e, vabbè, per ora è così. Poi piano piano aggiusto anche il restante. Detto anche per salutare Le Gris, che gentile apprezza il nuovo rigore.

Giustificazione delle assenze

assenzeLibretto numero…1…
Anno scolastico…2010-2011…
Giustificazione numero …1…
motivo dell'assenza: il POF da rivedere (187 pagine), il sito da curare (orrore), la programmazione del consiglio di classe, la programmazione del singolo docente, il verbale del primo consiglio di classe, ventiquattro temi da correggere, quarantotto carte mute da correggere, le prove di ingresso da archiviare e registrare, l'idraulico, l'armadio smontato, le calze del marito (finite), l'acqua della cugina della mamma (fintia, comprare, portare), il bagno da preparare per l'idraulico, le schede di Bacon da preparare, le schede per Ali (invidia) da preparare, la cartella delle tasse da giustificare (secondo accertamento in sei mesi, manco fossi Agnelli), la cena da…

omioddio, la cena da preparare!!!

Assenze

Magari frega niente a nessuno, ma oggi sono in vena di esplicare.
Fatto sta che, tre settimane fa, formatto il pc
(utenti Mac si astengano dal commento).
È che ero stufa di tutti quei programmi e programmini scariché
diciotto elaborazioni immagini
tre avvisi mail
sette eleborazione qualcos'altro
due scaricamento video
ventitré plugin
Massì, formattiamo!
Reinstallo il sistema operativo ed estraggo il Cd cinquantotto secondi prima del dovuto.
Blocco.
Reinstallo. Stavolta si blocca dapperlui.
Telefono agli assistenti gentili e spiego che non sono più in garanzia.
Assistenti gentili esplicano che gliene frega nulla, mi aiutano istesso.
Poi dicono: vistto che il Cd si è bloccatto anche dapperlui, noi glienne mandiammo uno nuovvo, hai vistto mai. Glienne mandiammo uno tutto nuovvo, così è pure aggiornatto. Lei reinstalla e poi ci chiamma e noi aiutiammo coi driver.
Occhei.
Mi hanno speditto il Cd il giorno 5 agosto.
La mia scema postina distribuisce la posta, in città, in pianura, nel centro storico, con l'automobile.
L'automobile della scema è carica di posta: o la fermo per strada e mi metto a frugare nel portabagagli o rimango senza posta.
La mia amena cittadina è andata in Tv perché non consegnano più la posta.
Il mio Cd s'è perso.
Io ho reinstallato ugualmente col vecchio Cd.
Funziona tutto, tranne un po' il video che scorre su e giù come se ogni volta dovesse aprire la saracinesca dopo un mese di chiuso per ferie.
Io non installo nulla perché tanto domani arriva il Cd e rifo.
Scrivo con Open Office, salvo con Open Office, e poi salvo una copia in .doc e poi una copia su chiavetta, perché tanto domani arriva il Cd e metto a posto tutto.
I miei amicci assistenti gentili dicono che se voglio mi mandanno altro Cd.
Così poi nell'auto della scema ne devo trovare due.
Ma insomma, intanto sono come color che son sospesi. E ogni volta che apro qui mi viene il mal di mare da saracinesca. E ho persino letto un'intervista di Mariasss, che forse è parente della mia postina, sì.
Così, capite, tutte queste cose insieme: poi devo coricarmi e riprendermi.

Giovane prof affronta la bufera per presenziare a un corso di aggiornamento

Specifico: la giovane prof sono io.
All’inizio non sembrava così brutto (il tempo).
All’inizio le strade sembravano piuttosto pulite.
La bufera non è metaforica.
Le macchine fotografiche digitali hanno una penetrazione visiva superiore a quella dell’occhio umano.
Id est: in realtà ci vedevo la metà di quel che vedo ora nel filmino.
Ho presenziato e sono tornata.
Togliete l’audio, che a un certo punto, per farmi coraggio, ho pure acceso radioTre,
e tra la’altro parlavano dic arabinieri, poi vi spaventate.
E con tutto questo, ho avuto il buon tempo di filmarvi la bufera per mostrarvela?
Sì.
Il blog è una brutta bestia, vero?

Aggiornamento psicoempirico residenziale

Mettiamo le mani avanti.
Non ho nulla contro la psicologia. Non ho nulla contro le libere associazioni. Non ho nulla contro i tappetini. Non ho nulla contro i corsi di aggiornamento. Non ho nulla contro i bei paesini di mare in bassissima stagione.
Son tutte ‘ste cose insieme che mi fanno venire il reflusso gastroesofageo. Mi preoccupano. Mi turbano.
Perché, vedete, in questa agitata temperie culturale per cui si sa che il professore è un fannullone balabiótto assenteista, in questi tempi di brunettiana memoria (futura), in queste settimane di niente supplenze, niente straordinari, niente assenze, ecco, in questi duri momenti è assai difficile pensare di chiedere ciò che ci spetta, e ciò sarebbe:
un corso di aggiornamento per migliorare la qualità della nostra offerta formativa, una serie di incontri che, trattandosi di un’iniziativa di alto profilo pedagogico, diventano assaissimamente necessari per affrontare i virgulti (e i loro genitori, ché stamattina ci sono state le udienze, meno male che nessuno si è messo a litigare per il posto in fila, va’).
“E tu chiedi lo stesso”, vi sento dire dall’aldilà (del vostro schermo), tu chiedi, vi sento mormorare nelle mie orecchie virtuali, chiedi e ti sarà dato.

Eh, sì, come no, ti sarà dato una bella merda (scusate). Perché per andare a un corso di aggiornamento a, poniamo, trecento chilometri di distanza, tre giorni mattina e sera, bisogna:
avere il diritto di assentarsi (ce l’ho, mi posso aggiornare per cinque giorni all’anno, grandioso);
avere qualcuno che mi supplisce (non ce l’ho);
avere una scuola che mi supplisce (ce l’avrei, ma essa scuola a sua volta non ha nessuno che mi supplisce, onde per cui mi dice: se trovi qualcuno che ti supplisce, vai, se no, ciccia, e qui torniamo al punto precedente: non c’è nessuno che mi supplisce, ché se ci fosse lo avrebbe trovato anche la scuola);
avere i soldi per andare via tre giorni in un ameno paesello marino che, benché in bassa stagione, si fa pagare (e non ce li ho, i soldi, sempre lì si cade, anche se vi dovrei dire che mi hanno pagato gli straordinari, che bello, poi vi dico);
avere i soldi per l’iscrizione al corso di aggiornamento (90 europei, sopra il conto dell’ameno paesello);
avere la voglia.
E qui uno di voi (io lo so chi è e lo curo) sta già dicendo: ma su, i corsi di aggiornamento li fanno tutte le aziende, la Mariasss e la VaLentina Aprea han trasformato la scuola in azienda, orsù, vai, aggiornati, ché voi prof siete rimasti al giurassico, e noi qui siamo 2001 Odissea nella spazio.
Ora, c’è da dire che la VaLentina fa la scuolAzienda solo dove le fa comodo, dove invece c’è da tirar fuori dei soldi, siamo la scuola Merenda, arrangiatevi con una fetta di pane e salame, amen, altro che corsi di aggiornamento!
laboCosì, noi prof, se vogliamo aggiornarci, prendiamo i soldi dal nostro lauto stipendio e ci compriamo, paghiamo, sveniamo, viaggiamo, ripaghiamo, pur di capire come prendere i virgulti, se di su o di giù.
Poi, ecco, a dirvi la verità, c’è che questo corso è della Libera Università di Scienze Psicologiche Empiriche.
E già qui.
Poi è fatto sulla didattica delle emozioni a scuola (prof, Bacon mi ha scardinato l’occhio col compasso, vero che è un’emozione forte?).
E poi ci troviamo per guardarci, ascoltare la musica interiore, gustare l’incontro, fiutare la strada, toccare il cuore … un’immersione nel mondo naturale in tutti i sensi… con tutti i sensi.
E di nuovo, qui.
Infine c’è anche un bel pacchetto di laboratori, e l’ultimo si chiama “Il sesto senso”, anzi, scusate “…il sesto senso…” (che si legge così: il seeesto seeeeensooooo…)
E da ultimo c’è scritto che è necessario un abbigliamento comodo e un foulard, si consiglia di portare un materassino.
Non so, ho come l’idea che non ci vado, a questo corso di aggiornamento.