Dieci minuti di intervallo

(contro la stupidità, neanche gli dei…)

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Utenza intestata

Insegno italiano nella scuola media. Giusto? Giusto.
[la modalità ermeneutica parte automaticamente, mi scuso]
Insegno a esprimersi in italiano corretto (ovvio) e comprensibile (meno ovvio, ma c'è).
Insegno a dare un valore alle parole e a non manometterle a piacere.
Insegno a fare schemi, a creare collegamenti logici, a usare la punteggiatura con un senso e uno scopo preciso.
Eccetera eccetera.
Insegno anche: chiudi la bocca mentre mastichi, ma questa è un'altra storia.
Torniamo a bomba (una volta su un vecchio Topolino c'era spiegato il perché di questa espressione ma non me lo ricorda più, ahimè).
Siccome insegno queste cose, mi aspetto che i miei alunni le imparino.
Mi aspetto anche che, quando uno parla in italiano, usi lo stesso codice linguistico mio, onde per cui interpreto gli ordini a seconda di quello che vogliono dire in italiano corrente, non nell'italiano di Chicca, ok?
Devo fare una spesa grossa.
Cioè, piccola, ma attualmente grossa, ci siamo capiti? No? Fa niente.
Devo fare una spesa. Ci vuole un finanziamento. Spesa a rate.
Per fare quella spesa a rate, il gentilissimo Marco mi elenca tuuuutti i documenti che devo preparare perché la spesa vada avanti. E quando li ho preparati devo spedirli.
Eccoveli:

1. Copia firmata in ogni sua parte del contratto di finanziamento (copia per noi e copia per convenzionato)
2. Copia del documento di identità fronte e retro
3. Copia di un documento di reddito
4. Copia del codice fiscale
5. Utenza intestata
6: Eventuali documenti garante nel caso sia previsto

Ora,sul 2, 3 e 4 non ho avuto difficoltà. Nemmeno sul 6: non mi risulta che ci vogliano altre cose, c'è scritto "eventuali", ed "eventuali" significa che possono anche non esserci. Giusto? Giusto.
Sull'1… Mi sono fermata un po' a guardare e a chiedermi se "copia per noi e copia per convenzionato" volesse davvero dire che devo rispedire anche la mia copia di contratto; mi sembra va un po' strano, allora ho chiesto, e, sì, devo spedire tutto. Ma fin qui, tutto bene: hanno detto una cosa strana (per me), ma l'hanno detta in un Italiano Corretto e io ho capito.
Ora ditemi come voi interpretate il numero 5. Utenza intestata.
Che documento è? Che cosa devo spedire?
Gradirei avere dei pareri.
Il parere: "chiedi a Marco" è già stato messo in atto.
Anzi, ne approfitto per ringraziare Marco e dirgli che non sto mica criticando lui. Anzi.
Nutro una profonda ammirazione per lui, che si chiama Marco.
Era solo per dire che a volte l'italiano fa strani scherzi.
A me, intendo.
Perché pretendo che tutti scrivano così come io insegno.
E mi dimentico che, dopo che ho insegnato, c'è qualcuno che continua a scrivere come Chicca o come Alexmessomalex.

(a scanso di equivoci o manomissioni splinderiane, sono anche qui)

Personalmente ho imparato a respirare di pancia facendo sanchin

Mi preoccupo. Mi preoccupo perché non mi sento preoccupata.
Ora, colleghi e colleghe, voi lo sapete: siamo quasi a metà maggio e qui si comincia a fibrillare: avete fatto tutte le verifiche? Quante ne avete ancora in ballo? Avete almeno iniziato l’ultima unità del libro di storia o vi ritroverete a settembre a dovere recuperare trenta pagine mentre vi accorgete che non si ricordano più niente di quel che avete spiegato tre mesi prima? Quanti voti avete in orale per ognuno dei vostri trentatré trent virgulti? E il registro? È aggiornato? Avete sistemato bene tutte le assenze?
Insomma, siete pronti al rush finale?
Io no.
Il problema è che non me ne frega niente.
Non so, prendete stamattina: entro in classe e arriva la BellAddormentata. La Bell’Addormentata è assente da prima di Pasqua per: motivi famigliari, viaggio al sud, mal di pancia, congiuntivite (della madre), febbre alta (sua), mancanza di vitamine, eccetera. Ieri, per esempio, lo zio mi vede nell’atrio della scuola e mi fa: c’è?
E io: eh?
E lui: c’è?
E io: ma chi?
E lui: mia nipote.
E io: no.
E lui: ǿűΦ¿!!&***%@!!
E io: credevo fosse malata.
E lui (faccia di circostanza): eh, uh, sì, malatissima, ieri c’aveva 39 di febbre, e poi era verde come un rospo, sta male, chissà cos’ha, oh poverina.
Comunque, stamattina c’era. Neanche verde, tra l’altro. Rosa.
Comunque, io ero lì che firmavo giustificazioni a tutto spiano, davo le schede differenziate a Bacon, davo le schede differenziate a Ali, davo del deficiente ad Alexmessomalex che si era messo la gomma nel naso e poi dicevo: ora ripassiamo storia. E questa è stata la lezione:
dalla rivoluzione americana
all’importanza degli Stati Uniti nella vita di oggi;
dall’importanza degli Usa al date a Cesare quel che è di Cesare;
da lì al Vangelo;
dal Vangelo a Galvani e Volta;
da Galvani a Cesare Beccaria e Ottaviano Augusto;
da Ottaviano Augusto alla parola del giorno (corroborante);
da lì al Boston tea party,
e con questo siamo tornati alla rivoluzione americana, e dopo un’ora e dieci e io ero lì bella tranquilla che facevo le battutine con Damir Chissà minacciandolo di morte rapida e dolorosa e facevo fare esercizi di respirazione e rilassamento muscolare progressivo contro ansia e stress a Michelangelo mentre non eravamo avanzati di un’ette sulla strada di (nuove) conoscenze (intese come: cominciamo o no la Rivoluzione francese??).
E con tutto ciò non ero preoccupata.
Insomma, mi sto preoccupando.

Alternative

ortoHo zappato per venti minuti, ripulito dalle erbacce, interrato i bulbi, innaffiato insalata e pomodori.
Sono sudata, stravolta, ho voglia di un tè ma non la forza per farmelo. Sono seduta al computer ansimante e con un po' di vomito mentre mi chiedo: chi me lo fa fare?
Eh, forse me lo fa fare la speranza che, almeno qui, dopo tutta 'sta insolita fatica, qualche frutto lo raccoglierò.

Dedicato ai virgulti umani, che stamane si sono messi a vomitare quando ho detto che avremmo rifatto la scaletta dell'ultimo tema finché non fossero riusciti a farla, e a farla bene.

Correzione della verifica di storia

Io: Allora, vediamo che tipo di errori potevate fare quando ho chiesto quali erano gli Stati europei forti. Vediamo se sapete che cosa è uno Stato.
[mani alzate, anche Chicca, anche Rorob, parto da lui:]
Rorob: è un territorio
Io: bravo!, e poi?
Chicca: un po' grande e un po' grosso.
Io: fammi un esempio…
Chicca: ??
Damina Frolla (mormorando a bassisima voce): Italia?
Alexmessomalex (urlando come un pazzo): Massì, massì, ha detto giusto, Damina ha detto giusto!
Io: bene. Italia. Dimmi, Chicca, l'Italia è grande e grossa?
Chicca (storcendo la bocca in tre direzioni diverse e cominciano a fare dei segni strani con le mani): mmmmnnn… mmmsss…mmmmnon saprei.
Io: Vediamo, Chicca, lo Stato de Vaticano (unisco a cerchio pollice e indice di entrambe le dita, come a dire: che palle, ma sto mostrando la grandezza edllo Stato del Vaticano) secondo te è grande e grosso?
Chicca: eeeeehh… eeeeehhhh (è molto combattuta, poi le viene un'ideona:) Ma quello lì non è uno Stato!
Io: ah, noooo??? E come mai?
Chicca: eh, perché non c’ha i paesi. Uno Stato c’ha i paesi.
Io: eh, no, guarda, Chicca, mi dispiace, ma lo Stato del Vaticano è uno Stato anche  lui.
Chicca (sorridendo): ah, non lo sapevo.
Io: bene. Cioè, bene un tubo, ma andiamo avanti. Quindi: lo Stato è un territorio. E poi?
Rorob: non c’entra se è grande o piccolo.
MonnaLisa: e poi ha dei confini.
Io: oh! Brava! E come sono questi confini?
Rorob (Rorob??): naturali.
Io: bravo! E poi, sono solo naturali?
Chicca: eh, sì!
Io: un momento: guardiamo i confini dell’Italia. Vi sembrano confini naturali?
Coro: sìììì
egittoIo: guardiamo i confini dell’Egitto. Vi sembrano confini naturali?
Coro: nooooo
Alexmessomalex e Chicca: sììììììììì
Io: ma come? Cos’è questo? (e segno col dito i due cateti del confine egiziano) Sarà mica un fiume che fa: sguish! e va via dritto, no?
Alexmessomalex si sdraia sul banco a ridere. La mia imitazione di un fiume che, sguish, va via dritto gli è piaciuta assai. MonnaLisa si sdraia sul banco dal ridere: la mia imitazione e Alexmessomalex che continua a ridere le fanno venire la ridarolla.
Insomma, a un certo punto abbiamo stabilito che cosa è uno Stato; che anche lo Stato del Vaticano è uno Stato; che il Liechtenstein è uno Stato pure lui, e pure la Francia.
Vi ricordo che sto facendo lezione di storia, non di geografia.
Allora parte la seconda tornata di domande.
Io: ma allora, Rorob, l’Europa è uno stato?
Rorob (Rorob!!): Nooo, è un continente!
Io: e… Alex… l’America è uno Stato?
Alexmessomalex: Nooo!
Io: e… Chicca… l’Africa è uno stato?
Chicca (si batte una manata in fronte e): Cazzo! Ho scritto dei continenti al posto degli Stati! Ho sbagliato, prof?



Sì, sì, sono contenta che Chicca abbia capito che cosa sono gli Stati…

Prego

domanda: quale strumento permette alla Prussia di espandersi, e perché?
risposta:
Prussia

Veritera descrizione dell’ora di Supplenza della collega Angiò

Ok, ho ceduto.
Ok, non riesco più a parlare.
Non ho febbre, ma se tossisco vi girate a cercare la caverna che sta rimbombando.
Sono io.

Ho telefonato al Receptionist-equivalente alle ore sette e mezza per dirgli: sto male, sto a casa, il medico mi ha dato tre giorni.
Sì, ho contrattato tre giorni di malattia. Il Doc ha accettato perché dopo ho giorno libero e dopo ancora lui crede che la scuola sia chiusa e dopo ancora c'è domenica, così il Doc pensava che sarei stata a casa difilato sei giorni e invece.
Vabbè.
Vedremo.
Dopo mezz'ora mi ha telefonato il Receptionist per chiedermi se avevo chiesto un permesso non retribuito.
Gli ho detto che ero in ma   lat   ti    a, raschiando le ultime gocce di voce rimasta.
Ero preoccupata perché, essendo io a casa, qualcuno avrebbe dovuto supplirmi.
Che sciocca.
Mi ha sostituio la collega Angiò.
Mi ha appena scritto la collega Angiò.
Mi sembra doveroso cederle la parola.

"Si sono dimenticati di dare la supplenza e a metà dell'ora mi hanno beccato sola soletta in aula insegnanti e mi hanno spedita a coprire la classe.
Comunque è stata una bella mezz'ora …
Ragazzi che cosa dovevate fare in quest'ora?
Cittadinanza
Bene, cosa state facendo?
Niente.
Come niente, è impossibile.
Stiamo parlando delle foibe, ma solo un gruppo.
Ho capito. Beh, questo gruppo cos'ha imparato? Quando e dove si sono avute queste foibe?
E così abbiamo chiacchierato un po' finendo a parlare del fatto che l'Istria, anche se solo marginalmente, è stata coinvolta anche recentemente in una guerra…  Una pensava si trattasse della guerra fredda al che ho dovuto spiegarle che no, quella era già finita…
Insomma spero di  non avergli detto troppe cazzate.
Comunque direi che erano molto partecipi, tanto che dal fondo si è alzata una voce e…
Prof, possiamo giocare all'impiccato?
Locco è diventato subito molto interessato tanto che all'impiccato voleva far disegnare anche il pene, mentre Alexmessomalex voleva venire alla lavagna perché la classe potesse indovinare la parola figa
".

Questa è  la mia classe, medamsemessié.

So già che in fonderia si suda di più

Però…
Il lunedì. Le ore al mattino. E vabbè, quelle vanno.
La mensa. La mensa! C'ho ancora sullo stomaco la pasta agli aromi e il pollo. E non perché siano stati cucinati male, o perché erano freddi, cose così. No. Per i compagni di tavolata e il loro elegante modo di pranzare.
Ma vabbè.
Poi c'è la supplenza. Chi manca? Il prof. Pacifici, ché domani ci sono i consigli di classe, caso mai si trovasse obbligato ad assistervi. Così, fa malattia preventiva. E io tremo. Poi mi tranquillizzo: in classe ci saranno soltanto quattro alunni. Quattro. Uno, due, tre, quattro. Gli altri? Gli altri in giro per i giochi matematici, il concerto di Natale, lo spettacolo di capodanno, i saltimbanchi di ferragosto e così via.
Insomma, dai, signore e signori, una supplenza con q u a t t r o alunni, che vuoi che sia?
Entro e dico: bene, leggiamo qualcosa.
Tu, Tonio Cartonio (alunno numero  uno), vai nella mia classe e prendi un libro da leggere.
Che libro? Un libro di Roald Dahl. Per essere sicura, glielo faccio ripetere quattro volte.
Paganini (secondo alunno, tenetelo d'occhio) interviene: vai, vai, un libro di Dalla.
Benedettissima (terza alunna) aggiunge: un libro di dalla? (senza maiuscola, si sente che è senza maiuscola)
Tonio Cartonio va e torna con un bellissimo libro di ricerche di storia.
Il quarto alunno si chiama Nasser, un nome una garanzia, e chiede a gran voce una lettura horror.
Paganini scrive sul banco.
Nasser dice che gli piacciono i racconti di paura.
Benedettissima mi appioppa in mano un'antologia e dice di leggere Harry Potter, a lei piace Harry Potter.
Tonio Cartonio ride.
Paganini alza il banco e dopo quarantatré secondi lo ha capovolto.
Glielo faccio rimettere a posto mentre Benedettissima, ben imbacuccata in tripla sciarpa e giubbottone, mi si avvicina, mi piglia per il braccio e mi sputa in un orecchio: le do un consiglio, lo lasci perdere.
Rimetto Benedicta al posto e torno da Paganini, che ha rigirato il banco a culo in su: rimetti il banco a posto e cancella.
Si alza Tonio Cartonio e cancella lui.
E' la tua gomma?
No.
E di chi è?
L'ho presa lì.
Lì è l'astuccio di un altro banco, momentaneamente vuoto (concerto di capodanno).
Rimetti a posto la gomma. Siediti.
Zitti che ora leggiamo.
Leggo un raccontino di Saki.
Tonio sta attento e sgrana gli occhi.
Benedettina si sdraia sul banco e dice: che barba che noia che barba, ma non è simpatica come la Mondaini.
Nasser è catatonico.
Paganini punta il dito e grida: sulla lavagna c'è scritto puttana!
La prof supplente (io) dice: la gallina che canta ha fatto l'uovo.
Mi guardano.
Li guardo.
Spiego: vuol dire che lo hai scritto tu, cancella.
Nasser si sveglia e ride: sì, sì, l'ha scritto lui.
Benedettona si sdraia sul banco e dice: che barba che noia che barba che noia.
Finisco il raccontino di Saki e chiedo a Tonio se ha capito.
Tonio dice: mica tanto.
Allora leggiamo un racconto di paura.
Benedettissima mi appioppa in mano l'antologia di prima e chiededi leggere Harry Potter, a lei piace Harry Potter. L'ho già detto? Sì? Anche lei. Però me lo ripete.
Le dico che un pezzo di Harry Potter che non ha un vero inizio e una vera fine, meglio di no.
Mi metto a leggere il racconto di paura.
Beneditela mi arriva alle spalle, mi fionda in mano la solita antologia e mi fa: c'è il punto alla fine, vede?, finisce!
Paganini va al suo banco e strappa due fogli a righe. Scrive con un grosso pennarello viola una lettera d'amore a tale Rosina.
Nasser sbircia e ride.
Paganini grida: non leggere.
Dico a Paganini che alla fine dell'ora verrà con me dal Preside.
Paganini dice: no, no, e si sposta di banco e continua a scrivere.
Tonio Cartonio cerca di seguire il racconto, segue il racconto, alla fine mi guarda.
Lo guardo e chiedo: hai capito?
E lui: ma erano morti o no?
Non aveva capito una beata mazza.
Paganini grida: come si scrive "sexy"?
Benedetterrima compita: esse e ics ipsilon.
Nasser ride, poi torna catatonico.
Tonio Cartonio si alza e si siede vicino a Paganini per leggere la lettera.
Paganini alza il banco a gambe all'aria per scrivere senza essere visto.
Paganini urla: sei come una gattina.
Nasser ulula. Tonio Cartonio dice: la gatta nera.
Paganini urla e scrive: sexy!
Nasser dice: sex and the city.
Io penso di bombardare tutti i ripetitori televisivi della zona e credo fermamente che colpa di tutto sia la televisione.
Benedettoia si alza e fa: ma è vero che Paganini mi ha buttato giù l'astuccio?
Nasser si alza, scatta verso la finestra, la apre e si spenzola giù.
Lancio l'antologia in terra e corro a riportarlo aposto.
Nasser dice: ma non cadevo mica.
Benedettarda dice: prof, ma giù c'è un gatto (infatti ora dalla finestra si sta spenzolando lei).
Tonio Cartonio ottiene il permesso dell'autore di leggere la lettera di Paganini (giunta ormai alla sesta pagina).
Commenta: ma se scrivi così da schifo, meglio non dargliela la lettera.
Paganini si offende, prende i sei fogli e cambia di nuovo banco.
Tonio Cartonio dice: dai, te la correggo io.
Intanto mi racconta che non sa suonare il piffero perché l'anno scorso lo ha comprato tardi, e quando a ottobre ce l'ha avuto in mano gli altri compagni suonavano già benissimo e allora a lui il prof Pacifici non ha più insegnanto niente.
Così che, conclude, sono in seconda media e non so suonare il piffero.
Paganini ha appiccicati con due quintali di scotch un suo disegno al muro.
Torna alla lettera e se la fa correggere da Tonio.
Quando Tonio arriva a "sei una figa", si ribalta dalla sedia sghignazzando e ululando.
Li rimetto tutti ai loro banchi, strattonandoli fisicamente, persino la Benedettona culona, lei le sue sciarpe il suo giubbottone, e suona la campana.
Entra uno di quelli dei concerti vari e fa: oh, cosa succede?
Perché?, chiedo.
Perché c'è tutto in ordine!
Così ci pensa lui: prende Paganini, lo stritola e lo solleva da terra.
Paganini urla.
Quattro ragazze entrano ed escono subito.
Ehi, voi, dove andate?
Ai servizi, e sbattono gli occhioni.
E non si chiede?
Mi guardano allibite: chiedere il permesso per uscire di classe e andare al cesso? Devono pensare che sono matta.
Arriva un biondino, si ferma sulla porta e fa: il professore ha detto che posso andar giù a prendere questo e quello.
Io: il professore non può venire a prendersi la classe?
Il biondino: eh, ma adesso arriva.
Prende sottobraccio Paganini e se ne vanno.
Li ferma la bidella, li fermo io, e loro: l'ha detto il professore.
Intanto Benedettissima esce e fa: vado al cesso.
Io: no, tu entri e ti siedi, dovevi andarci prima.
E lei: ma io posso andare al cesso solo se accompagnata.
Io: ah, sì? Allora vai in classe che tanto non ti accompagna nessuno.
Alle mie spalle arriva finalmente il loro legittimo prof, io saluto e vado in classe.
Nella mia classe.
Mi siedo e ringrazio il cielo.
Poi chiedo cinque minuti di silenzio e spiego: lasciatemi riprendere, mi sembra strano essere entrata in una classe di persone civili e intelligenti.
Alexmessomalex chiede: quale classe, prof?

Ravelocitiamo un po'

Avevate bisogno di un nuovo eroe. Eccovelo. Si chiama AlexMessoMalex.

"L'economia è quando per esempio vendo un oggetto a una persona e poi quella persona lo rivende. l'economia dà a tutte le persone i bisogni. Le attività economiche le dividiamo in tre fattori: il primo fattore quello dove viene raccolta la merce, per esempio il grano viene raccolto. Nel secondo fattore la merce viene venduta all'ingrosso e nel terzo fattore in fine la merce viene venduta. il rapporto tra geografia ed economia è che alcuni alimenti vengono piantati in vari territori e così c'è questo legame. L'agricoltura ha vuto origine in Asia. L'Agricoltura si è diffusa in Asia via commercio. E' stata una seconda rivoluzione perché nell'antichità si moriva molto presto e adesso grazie a questo ci sono solo malattie. Visto che nel 300 c'era stata la peste molte persone si erano ammalate e le terre coltivate si erano indebolite quindi dopo che la peste era passata era avvenuta la rivoluzione agricola.
Le risorse sono degli alimenti indispensabili per luomo. Le risorse sono classificate grazie alla loro disponibilità lavorativa. Le risorse sono classificate in modo non bassissimo, ma neanche molto alto, perché se luomo le usa anche se non gli servono in futuro non cenesaranno più.
La rivoluzione industriale è le nuove tecniche per vivere meglio.
Società dell'econoscenze significa una società che si basa sull'econoscenze, cioè chi sa e chi non sa."
ravelo021
E la vostra eroina? Chicca è qui.

"Per migliorare i loro prodotti ci fu una seconda rivoluzione agricola in Asia perché dopo un po' di anni si era capito che per migliorare i prodotti, oltre a una cura più accurata, c'era un bisogno terribile di un clima più corretto. Fu così che ci fu addirittura una terza rivoluzione agricola in Europa dove il clima era giusto.
Le risorse si suddividono in materiali naturali e immateriali umani. Questi anni le risorse sono maggiori i materiali umani che sono molto presenti, ma sfortunatamente non troppo utili. La rivoluzione industriale è stata fatta perchè avevano bisogno di persone che lavoravano quindi al posto delle persone inventarono le macchine. Il Pil è il prodotto interno lordo che verifica quanta ricchezza quella città produce; l'Isu è il sistema di rivoluzione che introduce le macchine (e che ravelocitò a volte anche nel passato) agli operai che ravelocità il loro valore con prodotti sempre più specificati.
La società della conoscenza è una società più complessa ma come quella attuale che differenzia molte cose rispetto a come le guardiamo e le verifichiamo noi."