Dieci minuti di intervallo

(contro la stupidità, neanche gli dei…)

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Vediamo se funziona

AVVISO ai naviganti: siccome non conosco le mail o le eventuali iscrizioni a wikidot, sono stati spediti un tot di inviti per il nuovo sito, tramite i contatti del vecchio sito. Non ho idea se tutto 'sto giro funzioni, però, se vi trovate da qualche parte, nei messaggi, nella posta, nei messaggi privati, eccetera, un invito Wikidot, ecco, è partito da qui. Se qualcuno non riceverà niente ma vuole aggiugenrsi, qui sotto c'è spiegato come fare. Augh.
AllaLavDopo lunghe e faticose trattative, si sta strutturando un nuovo sito per "Alla Lavagna".
Non è un blog, anche se il blog si è tentato e sarebbe mooooolto più semplice da gestire; non è nemmeno un social network, anche se un social network di quelli già strutturati sarebbe mooooolto più facile da trattare.
E' un Wiki.
Secondo i suoi sviluppatori, è un Wiki facilissimo da usare, con un linguaggio semplicissimo, ancora più semplice dell'html. Seeee… Come no.
Comunque, si può fare. Soprattutto i prof che adesso, più o meno, han davanti i soliti tre mesi e mezzo di vacanza. Se qualcuno vuol dar un'occhiata ai lavori in corso, clic sull'immagine. Se qualcuno vuol collaborare, bene 🙂
Questo blog, però, non avrà nessun collegamento ufficiale con quell'altra cosa, che è una cosa seria.
Per capirci, potrebbe essere l'inizio della rivoluzione, di là.
Rivoluzione culturale, ovviamente, che avete capito?
Sfoderate i libretti rossi, e andiamo, wiki wiki.

"Alla lavagna" chiude

…Che, se volete sapere cosa c'entra Dorelli [*], clic.

[*] sappiate comunque che il mio sogno proibito è Johnny Dorelli che viene da me alla mattina del mio compleanno e mi canta: taanti auguuri a te…

Ma se dicessimo ai genitori

Va bene, va bene, Obama è un grande, e mi piace assai, lo trovo persino bellissimo, ma mentre lui si prende il milione di euro noi siamo qui a fare i conti con i centesimi, perciò, di grazia, signore (soprattutto signore, perché qui chi si sacrifica sono solo le donne, ché gli uomini se ne vanno in pensione o pensano ai nipotini, ecco, diciamocelo), signore, vi dicevo, tornate con i piedi sulla terra.
Che, a dircela tutta tra noi, io domani mi rivedo la Bifida e la Jena e la Toccafondi, e qualcun altro che potrei pure farci un’altra figu, ma, non so perché, chissà che succede, in questo ultimo anno più,
quasi, un mese, mi è passata la voglia di ridere.
Sì, sì, ci pensavo: è da due anni e otto mesi che son qui a parlare di Pinotto, e Melavèrda, e Ciccio e Assunta, che mi fanno arrabbiare a scuola ma poi vengo qui e rido un po’.
Ridevo.
Perché adesso, honestly, vengo qui e dico: c’è una bravissima insegnante che è lì che non la fanno lavorare, e non è che è una sbarbatella appena uscita dall’università che uno dice: si faccia la gavetta, come han fatto tutti, no, è una che la sua età ce l’ha (scusa, eh, Milady) e se anche George Clooney ha dovuto aspettare i 35 per E.R., direi che un’insegnante brava può anche cominciare un po’ prima, a insegnare tranquilla.
E poi penso alla Magrina, che lavorava in una bella azienda, e poi le viene questa bella idea di dire: proviamo nella scuola, e si laurea e poi si specializza e poi spende un fracco di soldi nella Siss, che lo so che una volta c’avevo una sissina che faceva caghèèr, ma la Magrina, sapete, ha fatto anche lei la sissina da me, un bel po’ di anni fa, ed era proprio brava, e nel frattempo ha anche fatto due bimbine (sue, figlioline, carne della sua carne) e quest’anno è lì tutta contenta che cerca di cacciare un po’ di sale in zucca ad Ali e Cinciué e Mogòl e Pauandìp e Amandìp e Tontodìp e poi mi si mette a piangere in sala professori perché sta succedendo un gran casino e nessuno  dice niente alla tivù e sui giornali, ma lei ha già capito che l’anno prossimo se li sogna, Ali e Cinciué e compagnia, perché non lavorerà più e piangeva e diceva: tutti questi anni, tutti questi sacrifici, tutti questi soldi, per niente.
Senza contare Noisette, che a occhio e croce è più giovine di Clooney quando faceva E.R. , però è pure passata di ruolo (oltre alla laurea, alla Siss e a tutto il resto) ed è lì che a moemtni mi dà fuori da matto perchè è capitata in una scuola di matti e ogni anno è li che dice: dove vado, dove sono?, ditemi se non è da matto questo.
E la finisco qui perché già mi viene il nervoso, tanto nervoso che sto scambiando tutte le lettere, le dita saltano troppo di qui e di là (fate conto che tutte le votel che vedete le letterine rosse, prima erano lettere scambiate, di qui e di là, ‘un si capiva mia nulla, e un op’  sono ancora scambiate, se è per questo).
La finisco qui ma penso che intanto, fuori, nel mondo normale, nessuno sa, nessun dice e tutto dorme.
Tutto, tranne quell’oca starnazzante delle Mariasss (che avere un blog privato c’ha il suo bel vantaggio, posso chiamarla oca fin che voglio: oca, toh).
Così, siccome io e il Drago ci siamo scopiazzati per benino un post della Noisette e uno di LGO, e li abbiamo frullati e ricopiati, poi ci siam detti: ma perché non diciamo bene ai genitori quello che succede?
Ci abbiamo provato. Se andate a vedere Alla lavagna, leggete.
Poi magari dite che ne pensate.
Poi magari dite se diffondete.
Cominciamo a contarci?

(ora, io ho fatto un bel post scritto direttamente qui, ho colorato (quasi) tutte le letterine che avevo sbaglaito, epoi ho colorato anche i link, ecc. se poi LaVolpe mi rifà lo scherzo dei colori, io non c’entro)

(e smettetela di pensar male: tra me e il Drago ci sono solo affinità elettive)

Le attenzioni

Attenzione. Tutti gli anni il mio Preside (detto Dirigente Scolastico) ci allieta gli ultimi giorni di vacanza con le sue attenzioni. In particolare, invia a tutti i Docenti (loro indirizzi) una letterina dove ci informa su chi va, chi viene, chi torna, vi pongo questa attenzione: ci sono ancora dei posti vacanti, ecco gli impegni prima che cominci la scuola, il giorno tale questo, il giorno talaltro quello.
Da qualche anno, visto che in estate ne succedono di tutti i colori, il nostro Preside apre le sue attenzioni con una pagina di sfogo. Che poi magari lascia il tempo che trova. Che poi magari è a volte un po’ retorica, Dio, Patria e Famiglia. Che poi magari siamo costretti a mettere da parte Dio e la Patria ma non le famiglie che sono i nostri clienti, guai a scontentarli. Che poi magari ci costringono a fare tutt’altro. Ma insomma, la lettera c’è, e quest’anno mi sembra bello farne parte a tutti. Perciò, se non vi dispiace spostarvi,
l’ho messa “Alla lavagna”.

Idee: il catalogo

Allora, l’idea c’è ma è ancora un po’ nebulosa. Diciamo che ho fatto il passo più lungo della gamba (e vabbè che non ci vuole molto, ma chiariamo che ai miei tempi io ero di altezza normale e se adesso sono una nana è per via di tutte le proteine e le bistecche e via così che stano ingurgitando i fanciulli italiani e sarebbe ora di mangiare anche un po’ di insalata e pane e marmellata e amen). Comunque. Mi è venuto in mente che qui (anche dopo la privatizzazione) e là (cioè: di qua e di là) di prof che si sono buttati sul web ce n’è una caterva. Anzi, a dir la verità sono mesi e mesi e anni e anni che pensavo di fare un bel post su tutti questi insegnanti che si buttano sul Web, e magari poi qualcuno ci fa sopra una bella ricerca psicologica dal titolo: "Che cosa spinge gli insegnanti a buttarsi sul Web: frustrazione, desiderio di denaro o pura lussuria?", a cura di Willy Pasini. Ma insomma, visto che questo tal post non l’ho ancora fatto (con grande scorno di Willy Pasini che secondo me già pensava alla sua ricerchina e al libro con la copertina verde marcio e i titoli dorati in rilievo), mi sono fatta venire in mente un’altra cosa, in questa torrida e calda estate che sta finendo, un anno se ne va, sto diventando grande, lo sai che non mi va.

La cosa che mi è venuta in mente, più o meno, è questa: perché non ci troviamo un bel giorno a parlare di scuola seriamente ("anche" seriamente, intendo) , e magari quando c’è qualcosa di grosso ci si passa la voce (troviamoci tutti martedì pomeriggio a vedere il culo della Gelmini, per dirne una), e magari ci si fa sentire anche da qualcun altro, e magari qui e magari là. Così, per via del ritrovarci da qualche parte, ho finito di pulire la cantina e stavo pensando a dove mettervi tutti. Non è che vi metto in cantina per dispregio, è che in casa mia c’è sempre un via e vai, in giardino ci sono le cacche dei cani, in cantina invece non ci va mai nessuno per via che chi ci va deve anche caricare e svuotare la lavatrice, così che alla fine, guardate, secondo me è un po’ fredda ma è il posto più tranquillo.

Poi ho pensato che c’è qualcuno che magari a venire fin qui ci mette un tantino di tempo e poi magari non mi trova, come quelli che mi devono portare i pacchetti che siccome sono in una straducola fanno sempre finta di non trovarmi. Ora, lo so che voi non fareste finta, siete brave persone e volete tutti venire qui, ma insomma, fatto sta che son lontana da qualcuno e vicina a qualcun altro, ma non posso spostarmi per avvicinarmi a qualcuno perché in tal caso mi allontanerei da qualcun altro.

Però.

C’è questo posto che possiamo raggiungere tutti, che fortuna, pensate che dieci anni fa non c’era e ora sì e se state leggendo vuol dire che ci sapete arrivare anche voi, e sarebbe questo. Cioè, non il blog, ma il posto dove è appoggiato il blog, il web, la ragnatela, che, ora, a dirla tutta non è che io sappia bene il perché e il percome, ma so che funziona e così sto qui davanti a casa, seduta su un seggiolino scomodissimo e scrivo e intanto penso: vara te, io scrivo e qui e là nel mondo mi leggono, non è una gran meraviglia? Sì, lo è.
E allora ho pensato che, oltre al blog mio tuo e suo, ci potrebbe stare un posto dove si può entrare tutti, chi vuole, sia ben chiaro, e basta mettere un nomignolo e iscriversi e si è lì e da quel momento non è più un blog ma un Social Network, lavoro socializzato, chi vuole scrive e fa il post, se dobbiamo discutere si apre una discussione, in una piazza detta forum come ai tempi dei romani, e così via.

Insomma, io volevo consultarmi con qualcuno, ma visto che questo qualcuno se n’è andato in vacanza, io dico se si può andare in vacanza, che domani è il primo di settembre, ma insomma, son qui da sola ed ecco, senza consultarmi, ho fatto. E visto che domani per noi prof è giornata di lutto nazionale, io direi che domani si può cominciare a socializzare il lavoro e a mettere lì tutto quello che riguarda la scuola: sciopero, protesta, carta igienica che manca, leggi e decreti e circolaroni, passare le idee, le notizie e così via e così via. Non so, magari nasce qualcosa di serio, tipo il successore della Gelmini lo eleggiamo noi e lo imponiamo al governo, cose così.

Comunque, tutto questo discorso e queste righe bianche qui e là per dire a tutti i prof che passano e anche a quelli che non passano ma prima o poi passeranno di là, se glielo dite voi, ecco, per dire che un di là, c’è già, si chiama "Alla lavagna" (in uno slancio creativo che mi ha spossato) e non so bene ancora come funziona, se non che chi vuole associarsi poi diventa gestore, collaboratore eccetera.

Ci si prova. Vediamo un po’