Dieci minuti di intervallo

(contro la stupidità, neanche gli dei…)

Archivi delle etichette: blog

Io no

No captcha day su suggerimento di ReAnto

No captcha day su suggerimento di ReAnto

Prepariamoci

Allora, ci ho messo ventidue minuti per riuscire ad aprire Splinder (il server è sovraccarico eccetera), altri cinque per rispondere a un messaggio (idem), ora funziona tutto. Ma.
Metti che un giorno mi sveglio e non funziona più nulla?
E io vi perdo tutti?
Naaaaa… Non potrei sopportarlo.
Allora, per intanto, annotatevi questo: https://dieciminuti.wordpress.com/
Preferisco Blogspot perché mi permette di cambiare quello che voglio, e di appiccicare figu dappertutto e colori e compagnia bella ma attualmente sono in modalità defilata ed elegante, quindi…
per ora de uinner is wordpress.

Se davvero

Se davvero Splinder chiude, bisogna spostarsi da un'altra parte.
Bisogna… Insomma, bisogna se si vuole.
Se davvero Splinder chiude, si perde tutto quello che si è creato in questi anni.
Lo so, lo so, che ci sono i modi per salvare, recuperare, ricominciare e compagnia bella, ma, tanto per dire, io non ci sono riuscita.
Avrete ben letto tutte quelle belle istruzioni che sono state date nei commenti al post precedente.
Io le ho seguite. Ho seguito anche quelle che mi ha passato Viv di straforo, probabilmente presumendo che avrei fatto tutto per benino. E invece.
Morire se ci sono riuscita.
Magari domani o dopo riprovo.
Comunque, spostarmi mi son spostata. Su WordPress.
Ecco, sì, lo so che tempo fa mi ero pure trasferita su Blogger, ma WordPress è così raaaaaffinaaaato. E in ogni modo niente è ancora deciso. O qui o là, insomma, vedremo.
Poi, se avete tanta nostalgia, vi faccio comprare il libro delle figu, eh?

Cose a rovescio

I am proud to take part in Blog Action Day Oct 16, 2011 www.blogactionday.org"I prezzi alimentari mondiali sono scesi leggermente, rispetto al picco storico, nel mese di febbraio, ma un rapporto da parte della Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite, pubblicato il 10 ottobre dice che i prezzi continueranno ad alzarsi in modo imprevedibile. Gli alti prezzi alimentari non solo mettono a dura prova i bilanci già difficile dei poveri del mondo, ma fanno aumentare il prezzo degli aiuti alimentari".

Parliamo di fame, a lezione. Buttiamo sacchi di panini abbandonati, in mensa. Abbiamo il problema di dimagrire, noi.
C'è qualcosa che non va.

Che succede?

Mi ricordo (io sì, mi ricordo) che i primi tempi del blog era tutto un andare a mettere questo e quello, che se non c'era Viv a dirmi: ma smettila che ci metto tre ore ad aprire il blog, io andavo avanti ad appiccicare cose. O forse non era Viv, ma il concetto era quello.
Ah, Viv, a proposito, ci metto tre ore ad aprire il tuo blog, perché?Visite831b
Comunque, tra le cose che metti, rimetti, togli, sposta, cancella, c'era la faccenda dei famosi contatori.
I contatori contano (sì, lo so, è tardi e ho avuto una giornata pesante).
Soltanto, succedeva che il contatore di Splinder contasse così, quello di Shiny contasse cosà, quello di NonRicordo un'altra cosa ancora. Poi c'era l'ansia di dire: oh, vediamo quanti ne ha contati il contatore, se erano pochi uno picchiava la testa contro il desktop, se erano tanti uno era tutto contento e andava a scuola a dare dieci a tutti.
Metaforicamente parlando.
Poi, devo dire, l'ansia passa.
Soprattutto quando uno chiude il blog e lo fa privato e allora si sa che eccetera.
E poi quando il blog torna pubblico uno ha perso il vizio e non lo riprende più e amen.
(ma chi è che strilla in Tivù a quest'ora, che lo sento fin qui e mi distrae?)
Ecco, era per dire che, dopo l'amen, uno si dimentica che ha messo il contatore extra.
Così non mi so spiegare perché ieri sono andata fin giù a vedere. E ho avuto un sobbalzo.
Visite887Uno chiede: che sobbalzo?
Ecco, come quello che c'è lì a destra. Son saltata su anch'io come la colonnina.
Per inciso, non si nota, le visite erano 831, ma prima di sera son diventate 887 (non so come dire, ma in certo qual modo avrei gradito si fermassero a 883).
Ora, a parte i sobbalzi, mi dite che è successo? Cos'ho scritto di sconvolgente? Come ho fatto ad attirare i lettori nella rete? Perché, ma perchééé siamo sobbalzate (la colonnina e io stessa)?
Son preoccupata. Davvero.
O tutto il Collegio Docenti della ScuolaMedia che so ben io mi ha scoperto e sta scoprendo se stesso (urca)
O tutto il Ministero sta spulciando per rinfacciarmi le mie letterine a una certa signora (urca)
O… non so… dite voi (tirulero).

Solo ottobre

Sì, lo so che latito.
Non ho approfittato nemmeno del giorno libero per fare un bel post sui Tonterrimi di classe prima (no, dico, mi son mai lamentata, prima, dei virgulti? Sì? Bene, mi cospargo il capo di cenere. Dovresti vedere questi).
Però siamo solo ai primi di ottobre, e al pomeriggio preparo due libri di testo alternativi alla lezione, e la mattina li stampo, e poi oggi c'era la verifica da preparare e domani ci sarà da correggere, nell'illusione di poter dare verifiche e riportarle corrette entro due giorni. E poi ho scoperto il simboli PCS della comunicazione aumentativa, che in pratica son quello che facevo per gli arabofoni e poi per Bacon, che bello, quanto tempo perso e poi era già tutto pronto. Colpa mia che sono iniorante e non sapevo dei PCS. Colpa mia che mi divertivo pure, a fare tutti i disegnini (che poi son simboli PCS, o quasi). Colpa mia che adesso mi diverto a usare i simboli PCS, pur non avendo necessario sofrtware che viaggia tra i duecento e i seicento euri. Fischia!
Ma era per dire che, tra la signora Bidella Neutrini e il signor CosìCarinoCosìEducato, mi sto un po' rompendo le balle a star seduta al Pc (di qui) o al tavolo (di là) per poi sentirmi dire che non faccio una beata mazza e sono inutile.
Anzi, non è nemmeno che me ne frega tanto di quei due lì.
Vi dico la verità?
Ve la dico.
E' che sono già stravolta, stramazzata, stravaccata, alle otto e mezzo crollo dal sonno.
Come ci arrivo a Natale?
Sarà la vecchiaia.

Per carità!

caritàSono perplessa. Intendo dire, voi che non mi vedete, che son proprio qui davanti allo schermo con la fronte corrugata e mi chiedo se ormai sono definitivamente rovinata. Perché mi succede di comportarmi come uno dei virgulti.
Esempio?
Esempio: so che devo consegnare un lavoro il primo di agosto. Lo faccio?
No, non lo faccio.
Perché? Perché (primo) sono qui a scrivere per il blog; secondo, ho passato il pomeriggio a mettere insieme dei vecchi post per una cosa che vi dirò (forse, chissà, può darsi); terzo: nel momento in cui devo consegnare un lavoro mi si affollano intorno millemila cose più belle e interessanti da fare. Voglio dire che, se devo consegnare, che so, una unità didattica (o di apprendimento o come diavolo volete chiamarla), ecco che mi sembra paradisiaco aver da pulire le famose piastrelle incatramate e anelo a una seduta di stiraggio di almeno un’ora e mezza (il tempo di guardarmi un Montalbano).
Immagino sia la stessa cosa che passava nella testa di Rorob quando gli chiedevo di rispondere alle domande di pagina 165 o nei pensieri di BellAddormentata quando le ingiungevo di portarmi il tema fatto per il giorno dopo. Improvvisamente si aprivano davanti a loro innumerevoli altre possibilità infinitamente più stuzzicanti.
Ecco.
Poi (quarto) scatta però la sottomissione all’autorità scolastica, onde per cui, magari al penultimo momento, quando mi sento l’acqua assai vicina al collo ma non ancora alla gola, ecco che comincio a lavorare come una matta e gocciolo sudore ed eseguo.
Anche questo, però, mi sembra cosa da virgulti (o no? Lanciamo un dibattito?).
Quinto: se volete farmi fare qualcosa, datemi un compito o parlate con voce d’autorità.
Esempio?
Esempio: è da quando ho letto il commento di Musicamauro che cerco l’ora e il momento per sedermi tranquilla a scrivere un post. La voce del prof ha fatto effetto.
Anche se, in realtà, doveva essere un post intitolata “Fede e speranza”, in quanto si dà il caso che il precedente pezzo, intitolato ugualmente “Fede e speranza”, poi in realtà parlava di tutt’altro. Non so se qualcuno lo ha già notato, ma quando mi metto a scrivere di leggerezze o pinzillacchere, spesso mi capita di vagabondare e di lasciare per ultimo l’argomento per il quale mi ero messa alla tastiera.
Non in questo caso, comunque.
In questo caso volevo appunto dirvi quello che vi ho detto: sono entrata nella scuola (pubblica) intorno a un anno e mezzo (asilo nido, saluti alla signorina Silvana, se non è ancora passata a miglior vita): ho fatto tutto il cursus honorum (elementari, medie, superiori,  università, post-università) e poi?
Poi non sono più riuscita a uscirne!
C’è da diventar matti!
Non conosco il mondo!
Obbedisco ai compiti!
Faccio solo i compiti!
Leggo!
Studio!
Rimando!
Do i voti!
7 e mezzo a Mel Gibson e 9 + a George.
Per carità, fatemi uscire dal tunnel: aprite una finestra e lasciatemi andare in pensione, su.

Fede e speranza

Intanto devo dire che sto prendendo una brutta piega. Mi impigrisco. Più del solito, cioè.
Soprattutto intellettualmente.
Roba che ieri ho grattato via tutto il catrame dalla piastrelle del bagno, e ho fatto anche altre cose molto più schifose, mentre mandavo pensieri ai fabbricatori di sigarette, ai venditori di sigarette e ai fumatori di sigarette che mi catramano le piastrelle del bagno.
Ecco, robe così le faccio.
Faccio anche il pesto e accorcio lè pantalòn al maritino (nonostante sia lui il catramatore principale).
Ma lavorio intellettuale, ecco, mi pesa assai.

Stamattina il lavorio intellettuale consisteva nello scrivere il post su un bel foglio bianco di word, e fare poi un copia e incolla sul foglietto bianco dello splinder e indi pubblicare il frutto del mio lavorio.
Siccome mi sto impigrendo, avevo deciso di saltare qualche  passaggio: a scelta, potevo saltare il post, il foglio bianco di word, il copia e incolla e il pubblica. A saltare il post risolvevo tutto ma vi lasciavo soli e tristi. A saltare il pubblica mi sembrava scemo: scrivo e non pubblico?
Così ho saltato il foglio bianco di word e il copia e  incolla.
Ho scritto direttamente sul foglietto dello splinder. Evvahi!
Poi, per fare le cose fatte bene e non farvi pensare che mi sto  impigrendo (volevo fare finta di), ho cercato un vecchio collegamento con un vecchio post, agitando il mouse sulla istessa identica paginetta dello splinder sulla quale stavo riversando pensieri alti e faticosi e seri e profondi sulle valutazioni della maturità.
Alla fine avrei anche parlato della figliola, ma ci arrivavo pian piano, tra pensieri alti e profondi e seri e faticosi. Dovete credermi. È che, come capiranno subito i miei lettori, vecchi volponi dell’informatica, se io agisco cercando un vecchio post sulla istessa pagina sulla quale sto faticosamente costruendo il nuovo post, quest’ultimo post (nuovo e faticoso e profondo) si liquefa in innumerevoli bit che si spargono e rimbalzano e poi svaniscono come cristalli impazziti sul pavimento tirato a lucido del web (sì, ho visto Tron 2 la vendetta, grande Jeff Bridges).
Morale: il post è scomparso. Io non ricordo più bene cosa avevo scritto.
Io non ho niuna voglia di ripensarlo. Son pigra, l’ho detto.
Però son educata, e mi giustifico: ecco perché non c’è un nuovo e bello post.
Stavolta non è colpa dello splinder. Stavolta è colpa tutta e intera mia.
E questo post, nuovo ma non nuovo come era quell’altro, è stato furbescamente scritto sulla pagina bianca di world, onde per cui mi manca soltanto il copia e incolla e il pubblica e siamo a posto.
Ma almeno intanto c’è, sul foglio bianco di word.
L’unica cosa che potrebbe succedere adesso, prima che io passi a spiegarvi la forte motivazione del titolo, è che saltasse la lu

è ufficiale

Da un paio di giorni Splinder sta dando (di nuovo) fuori da matto.
Qui funziona, di là no.
Quel blog lo leggo, quell'altro è una pagina blu.
Si leggono i commenti, ma non si postano i commenti.
La struttura è tornata quella vecchia.
Si scrivono i post e si clicca su Pubblica e ti dicono "pubblicato"
ma una bella merda.
Non si pubblica nulla, così che quest post di avviso voi lo leggerete quando non sarà più valido.
Meno male che c'ho la ruota di scorta, dove si può perfino commentare.

Il blog rimpagina

Essenzialmente mi è sparito da sotto il naso lo sfondo del vecchio templeit che molto mi garbava ma più non so ripescare, onde per cui mi sono irritata da ciò che mi si apriva sconquassato quando chiamavo il blog. Essenzialmente oggi piove e stasera si mangia pizza e ho finito una storia, che chi sa, trova, e ho tempo da perdere per raccogliere le figu, rimpicciolirle, fare le prove, rifarle, correggere, inserire, cambiare colori e, vabbè, per ora è così. Poi piano piano aggiusto anche il restante. Detto anche per salutare Le Gris, che gentile apprezza il nuovo rigore.