Dieci minuti di intervallo

(contro la stupidità, neanche gli dei…)

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Tre anni con la Capa (che mi dà del tu)

Primo anno, primo collegio docenti
Io: “Vorrei dire che…”
Lei: “Ferma, non c’è bisogno, so già tutto”

Secondo anno, primo collegio docenti
Lei: “LaVostra, so che tu e la prof. Conigli siete le uniche a scuola che usate sempre e costantemente la LIM, ma quest’anno vi metto nell’unica aula della scuola che è senza LIM, va bene?”

Terzo anno, primo collegio docenti
Lei: “LaVostra, so che lavori benissimo nel tempo prolungato, e hai fatto tante belle cose, e che c’è una cosa che si chiama continuità didattica, ma quest’anno ti schiaffo in due classi del tempo normale, una qui e una là, una seconda e una terza, ok?”
Io: “Ma… e la mia prima?”
Lei: “Eh, vedremo, per adesso rimane scoperta, perché grazie alla Buona Scuola non c’è nessuno…”

Spero che il quarto anno sia anche l’ultimo, perché non oso pensare che cosa potrebbe venirle in mente d’altro.

Esami terza media – 3

Ma se nella classe della mia collega i temi hanno preso tutti 7, 8, 9 e tre dieci, e nella mia ci sono anche dei cinque [*], dipenderà dal fatto che la mia collega dichiara che lei, per default, non dà insufficienze, o dal fatto che, alla correzione dei temi, ha detto che lei ha alzato TUTTI i voti dei temi di uno o due punti perché non vuole storie con i genitori?

[*] Vi faccio, però, notare che, con mia grande gioia e orgoglio e un cicinino di stupore, di quattro non ce ne sono stati, nella classe dei virgulti.

Esami terza media – 1

Ma i genitori che non si fanno vedere per tre anni e vengono prima degli orali a contestare il sei in una materia?

Ossimori

(che oltre a essere una domanda dell’Invalsi sono sempre più presenti nella mia vita scolastica, e forse anche non, chissà)

sob

sob

Oggi sono tristemente felice.
Oggi sono tristemente felice perché ho fatto una supplenza (tristessssa) in una classe che è stata molto contenta (felice) della mia supplenza.
L’ho saputo perché la mia collega, durante la riunione del cazzo che abbiamo fatto oggi (tristesssssa) è venuta da me tutta contenta a dirmi che la classe di cui sopra è stata felice di avermi avuto come supplente (felice anch’io, grazie).
La classe di cui sopra dove ho fatto supplenza facendo vedere un documentario che mi aveva lasciato la collega era felice perché gliel’ho spiegato, il documentario.
Tristesssssa.

Pulizia di inizio anno…

tanta fatica invano...

tanta fatica invano…

e ritrovamenti…

Quanti furono i Re di Roma?
Sette.
Quali erano i loro nomi?
Pompilio Tollini Paolino Sabini Marco Marcio

Non posso lasciarvi all’oscuro

Vai di là con Bismarck, va'

Vai di là con Bismarck, va’

I socialisti utopisti sono Marcs ed Engels, che avevano fatto il partito comunista. Vengono chiamati così perché “uto” vuol dire “non” e “pista” vuol dire “luogo”, erano senza luogo dove stare.

Contrastanti emozioni

Mi sento tranquilla, persino mentre correggo le verifiche di geografia di quelli di terza (“quelli di terza” non ha un tono tanto tranquillo, ma giuro che sono rilassata e leggera mentre cancello le loro cazz cretinate).
Mi sento rilassata, magari un po’ al freddo, ché non ricordo più come programmare per benino la caldaia (cioè, per ricordare, mi ricordo, e infatti è tutta programmata, on di qui e off di là; è solo che non riesco a mutare faccia alla temperatura, così che, quando è il momento dell’on, la temperatura richiesta è ancora di 16 gradi e col cavolo che lei si accende). Lei sarebbe la caldaia, umanizzata a sufficienza per fare di testa sua.
Comunque, dicevo, mi sento tranquilla, anche pensando alla CapaTórta, che mi ha tolta dalla mia aula-pollaio (dove finalmente ha fatto mettere la LIM)[*], e ci ha messi in un’aula stretta e lunga come un corridoio, dove metterà la LIM in questi giorni, posizionandola (visti gli attacchi) appena dietro un pilastro che spunta dal muro; mi sento tranquilla pensando che non ho ancora consegnato i verbali degli scrutini dell’anno scorso e nessuno se n’è accorto e io li tengo lì e vediamo chi lo scopre per primo; tranquilla pensando che non ho ancora consegnato le programmazioni di quest’anno e nessuno se n’è accorto nemmanco di quello (e poi domani, improvvisamente, mi chiederanno tutto, ah ah ah). Mi sento tranquilla persino pensando che sul conto corrente stiamo già virando al rosso.
Mi sento tranquilla anche sapendo che ho vergognosamente trascurato il blog (questo), limitandomi a curiosare in quelli degli altri.
Mi sento tranquilla.
E non capisco come mai da un po’ di giorni, quando, putacaso, devo cercare qualcosa su un famoso motore di ricerca, le uniche domande che riesco ad esprimere sono formulate in questo modo:
ma cosa cazzo è il vault del Norton?

 

[*]sì, avete letto bene; ha fatto mettere la LIM e si è accorta che per noi l’aula era troppo piccola e ci ha spostati da un’altra parte

Chi ben comincia

Ho concluso l’anno scorso, con la mia classe prevalente (quella in cui ho più ore e coordino il coordinabile), raccomandando di non vendere, prestare, perdere, bruciare, sniffare, scollare e cestinare il nostro libro di storia.
Dobbiamo ancora finire l’ultimo capitolo, rivedere le cose principali, concludere in gloria la seconda.
Tutti i giorni, nell’ultima quindicina dell’anno scorso, ho fatto vedere il libro di storia e ho detto: non buttatelo, non passatelo ai cugini o ai fratelli, perché ne abbiamo ancora bisogno.
Ho usato anche la maieutica, mostrando il libro di seconda e chiedendo:
“Lo abbiamo finito?”
E loro: “Nooo, prof!”
“Lo dobbiamo finire?”
E loro (malvolentieri) :”Sììì, prooof!”
“Ne abbiamo bisogno ancora a settembre?”
E loro (rassegnati): “Sìììì, prooof!!”
Andrei avanti ancora per farvi materialmente partecipi di quante volta io abbia detto che dovevamo finire di studiare il libro di seconda, ma ho pietà. Io. Io ho pietà. Loro, i virgulti, no.

Voglio dire: eravamo a giugno. Sono passati due mesi e mezzo. E poco fa la domanda cruciale:

Turbato di nome e di fatto

Turbato di nome e di fatto

#noncelapossofare

Caos

Sto pre-preparando il verbale del prossimo immediato consiglio di classe
(nel quale dovrei far presente che ci hanno sfrattato dalla nostra aula,
che non abbiamo più la LIM mentre due LIM attenderanno invano in due aule vuote,
che Lucchetta -bocciata- è stata teletrasportata in altra sezione,
e così via).
Mi arriva un messaggio sulla classe virtuale:
– Prof -, mi chiede Turbato – che cosa dobbiamo portare per lei il primo giorno, ché abbiamo tre ore di lettere?-

Capite? I virgulti sanno che avranno tre ore di lettere.
Io, l’orario, non so ancora come sia.

#noncelapossofare

Scuola testimonial

Premessa: è stata lanciata una “campagna” dedicata al rientro dalle vacanze. La campagna è legata a una community di consumatori (alla quale sono iscritta). La campagna chiede di considerare con ironia il rientro al tran tran quotidiano da cui eravamo – solo temporaneamente – evasi e invita a dare libero sfogo a tutto quello che, al solo pensiero, proprio… #noncelapossofare!
Ho notato una cosa: che, pur volendo essere ottimista e avendo pensato che potevo rispondere a questa campagna dicendo coraggiosa e solerte “sìchecelapossofare”, la scuola si presta invece alla perfezione al sofferto rientro.

p.s.: e dico tutto ciò consapevole che, come ben sanno i colleghi che passano di qui, abbiamo appena fatto sei mesi di ferie…