Dieci minuti di intervallo

(contro la stupidità, neanche gli dei…)

Archivi delle etichette: casa

E io invece no??

pisolino

Mi alzo SEMPRE alle sei e anche il sabato ho la prima ora, da anni e anni

Seiemezza

La finanziaria e io

armadiSto cercando di fare il cambio degli armadi.
Sapete che ne ho smontato uno per far posto al pianoforte? No, non sapete (ancora). Racconterò.
È solo che oggi mi sono alzata presto,ho cominciato a metter via roba e a tirar fuori roba, ho fatto un pasticcio col mio programma di posta elettronica preferito e ho dovuto sostituirlo con il mio programma di posta elettronica preferito open source ma gran casino perché non conosco la porta della tin. Anzi, a proposito, se qualcuno conosce la porta della tin in entrata, dica dica, che io sistemo. Ma non dica 110, che quella non va bene.
Comunque.
Era per dire che stavo cercando di fare il c ambio armadio, ma ho piantato lì tutto e sono uscita. E ora che sono rientrata, vara te, invece di continuare, mi metto qui a scrivere.
Perché?
Perché vi conto delle tasse.
Di nuovo?, dice il mio idraulico (che, a proposito, non è venuto, gli mancavano i pezzi).
Sì, di nuovo.
Voglio dire, parliamoci chiaro: c’è in ballo la fiducia sulla finanziaria, bisogna fare le cose serie.
Perciò, dice Tremonti, controlliamo laProf, che si sa mai riusciamo a risanare il tutto.
Sono stata controllata di nuovo, quindi. La seconda volta in… quanti?… tre mesi?
Meno male che lì ho trovato  un’altra prof mia amica che lei quest’anno l’hanno chiamata al controllo tasse cinque volte. Cinque. Un’insegnante. Dipendente pubblico.
Tra l’altro, mi è arrivata lunedì scorso la lettera datata 30 agosto, con l’ingiunzione di presentarmi tassativamente entro 30 giorni. 30 agosto più trenta fa 30 settembre, ma con la mia postina non si sa mai.
Per fortuna l’uscire delle tasse mi dice: ma sì, ma vabbè, la data, ma è solo un proforma, la data, che c’entra?, vada vada tranquilla.
Io sono andata andata mica tanto tranquilla e ho presentato la documentazione.
Perché c’ho un quarto figliolino a distanza, e quindi dichiaro che gli mando una certa minima quantità di euro all’anno, ma si vede che loro non ci credevano e han pensato: ‘spetta che adesso ci diamo la multa. Invece ho portato il foglio che diceva: LaVostraProf ci ha dato davvero i soldi.
Poi c’è il fatto che ho una figlia invisibile.
Invisibile alle tasse, allo stato. Non esiste.
Ho dovuto dire che esisteva. Ho dovuto consegnare un foglio da me scritto e firmato, dove c’era scritto che ho marito figli, detrazioni eccetera.
Ho dato tutto in mano a gentile signorina, che ha pinzato e mi fa: doveva consegnare solo questo?
Eh, non so, c’è quella lettera lì che dice così.
Ah, ve bene, mi fa, e mi dà un foglio e dice: questa è la ricevuta.
Ma mia figlia non risulta, dico io.
Ah, no?, be’, ora la mando dal signor Renato, ma intanto la ricevuta gliel’ho data.
Sì, ma… scusi, le ho dato la fotocopia, va bene uguale?
Sì, sì, ma… non so, ma sì ma sì.
E ho fatto io la dichiarazione che ho marito figli detrazioni, non so se va bene.
Ma sì ma sì, tutto bene, vada dal signor Renato.
Sono andata dal signor Renato e mi ha detto che ho una figlia che non esiste. Così ho fatto domanda, dicendo che esisteva. Ora vediamo.
Aspetto il prossimo accertamento: alla prossima dichiarazione, riempio un foglio con scritto: merda merda merda merda merda, e fa lo stesso, mica te lo guardano. Vogliono soltanto che uno passi di lì e li saluti e faccia compagnia. L’usciere mi ha fermato, quando sono uscita, e mi ha chiesto se era tutto a posto, se ero riuscita a fare tutto, se ero contenta e se volevo un caffè.
Insomma, stavolta non ho dovuto pagare nulla.
Lo Stato andrà a rotoli e sarà colpa mia.

La coperta è gelata…

…metaforicamente parlando. Cosicché io devo decidermi a cominciare questo esaltante nuovo anno scolastico con la mente sgombra e i cassetti ripuliti. Ché avevo già tentato di farlo, a giugno, ma era stata una finta, avevo ripulito stile maritale. Ciò significa prendere un po' di roba e buttarla, e un po' d'altra e cacciarla in un angolo, e il rimanente in un sacchetto da far sparire prima che qualcuno si accorga che contiene elementi importantissimi della nostra vita passata, presente e futura.
Ora però, la coperta è gelata, l'estate è finita, ho fatto i lavoretti. Ma di questo, dopo.
Più importanti dei lavoretti sono i ritrovamenti archeologici:
una moneta da 5 lire del 1953 (che, tra parentesi, non ero ancora nata, non fate subito dei pensieri brutti, ma quando sono nata e più avanti ne circolavano ancora);
bottoni vari, da tenere assolutamente, così quando la  camicia, i pantaloni, la camicetta e altro ne hanno bisogno io li tiro fuori, siccome mago o prestidigitatore;
un pennarello, non troppo vecchio, del festivaletteratura;un peso, che vi mostro paragonato a un centesimo, ma non vi so dire com'è che è capitato in mie mani;
il quadretto della Madonnina che stava sopra il mio letto da piccola;
una cartuccia -nuova- di stampante Epson880 che non ho più (per dire, credo che la Epson sia arrivata al modello 4650);uno scontrino di 172mila e 500 lire per libri di scuola, del 1998, arrivederci e grazie.

Reportage

Allora, premettiamo alcune scottanti verità:
lo so che ho sei mesi di ferie, non lavoro al pomeriggio, e se va avanti così con la Gelmini lavorerò ancora meno;
lo so che mio cugino, in fonderia, lavora assai assai assai più di me;
so pure che, spesso, avere a che fare con i virgulti è più divertente che avere a che fare con un capo isterico e quarantotto contratti da concludere alla svelta;
so anche che, volendo, adesso potrei andare a fare un pisolo e rimanere alzata stasera fino alla una per correggere i quadernoni e i quadernini, mentre voi, che siete ancora in ufficio adesso, dovete star lì, e lavorare fino alle cinque, senza scampo, e taciamo del fatto che siete davanti al computer a leggermi e taciamo pure del fatto che quando andate a casa lasciate il computer in ufficio, e il capo in ufficio, e i contratti lì sulla scrivania che vi tormenteranno un po', ma domani mattina;
'ste cose, le so.
Ma sono umana.
Sì, sì, so anche che voi siete convinti che io sia un essere eccezionale, sceso in terra e in blog a miracol mostrare, ma, onestamente, è una finta.
Sono umana. Ho bisogno di comprensione e di una spalla su cui piangere.
Oggi sono stata in classe dalle otto alla una; sono uscita dieci minuti nell'intervallo e li ho passati vicino (e quasi dentro) al cesso dei maschi, e non vi dico perché; poi sono uscita dalla porta (durante una interessantissima disquisizione sul tasso di natalità e di mortalità in Europa) sette secondi per gridar dietro ai sei, sette deficienti che stavano sui tavoloni in corridoio a fare alternativa alla religione e sembrava di esser al bar durante la partita Inter-barcellona (sto sul pezzo, eh…).
Comunque, gli alternativi erano sei: la settima era una prof. Ecco.
AripasPerò devo dire che è bastato uno sguardo a gelarli. Son belle cose.
Alla una sono uscita con un pacco di compiti da correggere (sì, lo so, va be', li correggo stanotte, ora lasciatemi dire) e sono andata a casa con simpatica collega.
Indi mi sono dedicata a:
– corsa a Ospitale di cittadina dove insegno e da dove ero appena partita, onde ritirare esami non miei ma di altra persona di famiglia che dice: tanto tu fai mezza giornata e non hai un cazzo da fare, vai;
– ripasso di geometria e seconda guerra mondiale con Alatinfanciulla figlia di persona di famiglia che dice: tanto tu fai mezza giornata e non ha una beata mazza da fare, puoi aiutarla;
AquadTemp                                                                                                                – esame di versione latino-italiano (voto 6 meno meno, grande vittoria) con figliolo che domani comunque ha prova di matematica (equazioni di diciottesimo grado con riporto o qualcosa del genere);
– correzione di quadernini del tempo, metà son fatti metà son fermi nel tempo (appunto), ma se la Palmy passa di qui intanto li vede, che son riuscita a farli e che continuo, con le figurine di Ottone i, Ottone II, e Ottone III e pure Grigorio e Rosmulda e l'arazzo di Babù;Acope
 – restauro di quadernini Asonnodel tempo che, essendo   di proprietà di Gigi Faròn e di Piccol Diablo, sono rigorosamente senza copertina finale e non si sa perché;
– visione del figliolo che, avendo domani verifica di matematica (media: tre e mezzo), sta giustamente riprendendo le forze.

Non ne potevo più dell'uovo di Pasqua

ma non ho tempo di raccontarvi coselibreria
ma almeno così quando apro non vedo più gli auguri di Pasqua 🙂
ma almeno così vedete quanto sono impegnata con le mie letture

Pro mutanda

compitiEssendo che, improvvisamente, mi sono trovata un carico triplo di correzioni: pacco di temi, pacco di quaderni di geografia, pacco di verifiche di geografia, che qualcuno mi ha vigliaccamente infilato nella borsa, ho mollato tutto e sono andata a stendere. In fondo, settantadue paia di mutande son meglio di settantacinque compiti.

Rebus (frase: 3, 5!)

palle

come da tag

Oggi cucino io

ovvero: siccome è difficile vi faccio la fotoricetta

anguriaangurPrendasi adeguata anguria (come la chiamate voi l’anguria? Noi, qui, la chiamiamo: anguria).

Togliere l’alto e il basso, oppure la destra e la sinistra, di qui e di là (linea rossa tratteggiata, insomma). La si affetti, nel caso incidendo prima la forte e robusta buccia con un coltellino da parmigiano e poi premendo con forza. Pare brutto, ma funziona. Indi, togliere la suddetta buccia dalle fette, tagliare per il lungo la base della fetta denudata, e poi anche il resto, e farla a tocchetti, adagiandoli in un capace recipiente. Volendo, prima di portarla in tavola, potete anche togliere i semini a uno a uno: ci si mette tanto quanto fare l’arrosto con le noci, ma è più facile e più fresco. Buon ferragosto.

(come lo chiamate da voi il ferragosto? Qui, da noi, lo chiamiamo: ma fa un bel caldone, oggi, eh?)

Elettromagnetismo nei calzini

calziniSe avvicinate un paio di calzini a un apparecchio elettrico (tipo: lavatrice), noterete che si muovono improvvisamente, rimescolano le molecole, generano nello spazio circostante linee di forza e un campo magnetico che li costringe a modificare la loro struttura interna e, se il lavaggio è abbastanza intenso, il colore diventa perpendicolare a quello inziale. E’ un esperimento che ho imparato dal signor Hans Christian Oersted e che finalmente mi spiega come mai dal bucato escono calzini della stessa marca ma di colore diverso (numeri 1 e 2 da sinistra), o dello stesso colore ma di marca diversa (numeri 2, 3 e 4), o di tre marche diverse ogni quattro calzini (numeri 1, 2, 3 e 4).

Buon compleanno al signor Oersted.