Dieci minuti di intervallo

(contro la stupidità, neanche gli dei…)

Archivi delle etichette: citazioni

Sì, però, (3)

Visto che i miei nuovi alunni delle nuove classi mi hanno dato grandi soddisfazioni con il dettato ortografico,
continuo a fare le pulci ad altri.

Auguro un anno con le virgole a posto

Auguro un anno con le virgole a posto

Sì, però (2)

Ammetto che ormai fare appunti sul modo di scrittura e sugli errori altrui è divenuto un riflesso automatico.
Da reprimere sempre più, quanto più il tutto si svolge sulla rete.
Ricordo quella pseudo-scrittrice che ha (pure!) vinto un concorso letterario della Rizzoli, e che metteva le maiuscole a caso, non andava mai a capo, usava le virgolette nei discorsi come se fossero a volte una cosa importantissima, a volte un optional, non sapeva che fosse la consecutio temporum (nell’uso, eh, non pretendevo la teoria) e così via. Ricordo che, quando qualcuno, commentando il suo pezzo, le fece osservare che forse andava ripulito un po’, rispose:
“Mentre voi studiavate l’inutile grammatica, io andavo a scuola di creatività”.
Amen. Leggi il resto dell’articolo

Musica maestro

Mi permetto si segnalarvi due petizioni che ho intravisto su Facebook (grazie, Ornella).
Dico intravisto perché Facebook mi sta facendo tribolare e ogni volta che lo apro mi accorgo che #noncelapossofare (tanto per rimanere nel tema di questi primi quindici giorni di settembre).
Però ho fatto in tempo a vedere l’annuncio di Ornella, la risposta di Mel, e il tema preciso.
Non sono riuscita a commentare di là, ma segnalo qui questo problema che si sta facendo annoso:
il fatto che la scuola si stia piegando sempre di più a cancellare ogni pratica educativa per enfatizzare un principio di prestazione (o una “filosofia” della competenze), elevato alla dignità dell’Ideale dell’Io [*].
In questa ottica, alcune discipline vengono sempre più sacrificate, anche in quella Scuola dell’Obbligo che, in quanto tale, non si misura dovrebbe misurare dalla somma nozionistica delle informazioni che dispensa, ma dalla sua capacità di rendere disponibile la cultura come un nuovo mondo [sempre*].
Ecco perché vi segnalo due petizioni sulla musica:
– La prima punta all’inserimento di questa materia nei piani curricolari dei nostri istituti superiori;
– La seconda punta a far sì che l’insegnamento della stessa non venga precluso ma affidato a chi di dovere e di competenza, ovvero i laureati in Musicologia e beni musicali.
Tutte le altre notizie e i link, qui.

Certo, ci sarà qualcuno che dirà che queste petizioni non servono a nulla (appunto #noncelapossofare), ma io direi che vale la pena di provare, no?

[*] Massimo Recalcati, L’ora di lezione – per un’erotica dell’insegnamento, Einaudi2014

Auguri a tutti, scriverò di più e dimagrirò

Il capodanno è il momento per fare i vostri buoni propositi. La settimana successiva potrete cominciare a piastrellarci la strada per l’inferno, come al solito.

Mark Twain

Mark Twain

Bologna, ooh caa-aara…

l'avanguardia dei cinquantamila bolognesi

l’avanguardia dei cinquantamila bolognesi

“E così l’esercito di Serse è stato battuto. Cinquantamila bolognesi (59%) hanno risposto alla chiamata dei referendari e hanno votato A, contro circa 35.000 che hanno votato B (41%).
In totale poco più del 28% degli elettori. Una percentuale che a botta calda consente ai sostenitori della B, il Partito Democratico in testa a tutti, di provare a sminuire la valenza del voto e di spingersi a dire che “si è trattato di una battaglia ideologica che non interessa la gran parte dei cittadini. I bolognesi hanno capito che la sussidiarietà è la chiave di volta laddove lo Stato non riesce ad arrivare” (E. Patriarca). Come a dire: non è successo niente, tireremo diritto.” [continua qui]

Citazione

Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo.
Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.
Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt’al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po’ ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano. Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuol rappresentare.

Elsa Morante (nel 1945)

Lettura serale :-)

Io già lo sapevo nel '78...

Io già lo sapevo nel ’78…

La mozzarella irachena ed altre globalizzazioni

Io in questo saggio parlerò delle esportazioni di modelli culturali con la globalizzazione, l’economia e la democrazia.
Esportare un modello di civiltà, a mio parere, è giusto, perché se tipo i paesi meno sviluppati, come i paesi dell’Africa, possono migliorare grazie alla globalizzazione, cioè tipo l’America può aiutare il congo economico prestando il denaro al paese.
Ad esempio quando il presidente americano George Bush decise di muovere guerra contro l’Iraq per esportare la democrazia e abolire la dittatura del dittatore Saddam Hussein.
Ad esempio alcune volte però con la guerra si può far uccidere tanta popolazione di un paese, già successo al Tibert per colpa della Cina che al tempo del socialismo conquistò il Tibert uccidendo tante persone.
Con la globalizzazione l’inglese c’è dappertutto nei bar nei ristoranti nei vestiti… Se vuoi una pizza e pensi che sia italiana invece alcuni ingredienti o sono americani o vengono dall’oriente (Iraq).
Solo la mozzarella è italiana.

Tutta colpa della scuola

Non so se avete notato ma…
quando un ragazzo usa incautamente il cellulare in una riunione o risponde sguaiato alle sei e mezza del mattino in un treno di pendolari,
la colpa è della scuola che non gli ha insegnanto come usare il cellulare in pubblico;
quando un ragazzo si ubriaca fino a perdere conoscenza in un locale che sarebbe vietato ai minori ma dove lui può entrare regolarmente,
la colpa è della scuola che non gli ha insegnanto i pericoli del bere;
quando un ragazzo fa lo slalom con il motorino, portando dietro un compagno, ed entrambi sono senza casco,
la colpa è della scuola che non ha fatto bene il corso per il patentino;
quando una quarant’enne [cit] mette gli apostrofi alla speraindio,
la colpa è della scuola che avrebbe fatto poca grammatica; Leggi il resto dell’articolo

e ancora Invalsi

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