Dieci minuti di intervallo

(contro la stupidità, neanche gli dei…)

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Sì, però, (3)

Visto che i miei nuovi alunni delle nuove classi mi hanno dato grandi soddisfazioni con il dettato ortografico,
continuo a fare le pulci ad altri.

Auguro un anno con le virgole a posto

Auguro un anno con le virgole a posto

Sì, però (2)

Ammetto che ormai fare appunti sul modo di scrittura e sugli errori altrui è divenuto un riflesso automatico.
Da reprimere sempre più, quanto più il tutto si svolge sulla rete.
Ricordo quella pseudo-scrittrice che ha (pure!) vinto un concorso letterario della Rizzoli, e che metteva le maiuscole a caso, non andava mai a capo, usava le virgolette nei discorsi come se fossero a volte una cosa importantissima, a volte un optional, non sapeva che fosse la consecutio temporum (nell’uso, eh, non pretendevo la teoria) e così via. Ricordo che, quando qualcuno, commentando il suo pezzo, le fece osservare che forse andava ripulito un po’, rispose:
“Mentre voi studiavate l’inutile grammatica, io andavo a scuola di creatività”.
Amen. Leggi il resto dell’articolo

Sì, però

Non amo la “buona scuola”,
solo a leggere alcuni dei commi che ci bloccheranno metà delle attività previste mi viene da ridere (e da piangere),
mi dispiace per chi deve pensare a lavorare e trovare un posto dove abitare che sta a centinaia e centinaia di chilometri da casa, famiglia, amici e consuetudini,

e inoltre
so che la tastiera induce all’errore,
che sui social network si ha fretta e non si bada a,
che si sta parlando di cose da iniziati.

So.
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Tutto previsto

C’ho la febbre, ma non è per questo che son qui.
E’ perché, avendo cercato di dormire tutto il pomeriggio ma non essendoci riuscita
(ho accompagnato la madre dalla parrucchiera: vi ricordate che scegli il venerdì come giorno della parrucchiera?)
mi è salita la febbre e in più non ho preparato la verifica di analisi logica.
Nella fattispecie, dovrei prepararne:
una “normal” [cioè, ne ho promessa una da levare il pelo, quindi…];
una in carattere Easy Reading per la ragazzina DSA e per le sue compagne intorno, perché se la consegno così solo a lei, poi non la fa
(e, sì, il carattere Easy Reading è a pagamento e l’ho comprato);
una con le frasi già divise altrimenti il mio sedicenne… ehm… preferito (sì, seconda media) mi ha già detto che lui non la fa
(vogliamo promuoverlo? ché qualche complemento lo ragiona e lo azzecca, e quindi, vai!);
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Mai avrei pensato…

Come fu che la mater sperimentò la sanità migliore d'Italia

Come fu che la mater sperimentò la sanità migliore d’Italia


…di mettermi qui a parlare di mia madre.
Tuttavia, vista la gentilezza dei commentatori, mi sembra giusto dare informazioni. E per essere completa e corretta partirò da quando, al pronto soccorso, dopo la lastra a una mater dolorosa e dolorante, un ortopedico mi disse:
“Bah, vediamo, se c’è un letto. Se c’è un letto, la ricoveriamo” Leggi il resto dell’articolo

Lavoriamo sott’acqua

l'argenteo Argentero

l’argenteo Argentero

C’è questo ragazzo nuovo nuovo.
Arrivato dall’Egitto, più o meno.
Parla arabo, più o meno.
Non parla italiano, meno e meno.
Si chiama come altri tre miei alunni, uguale uguale.
L’altro giorno, prima che –durante il ponte del 25 aprile!– cadessi in preda di una temperatura che mi ha riportato nel mio letto a guardare i film con Luca Argentero (apperò), il padr è venuto a scuola per dirci una cosa sul figliolo. Leggi il resto dell’articolo

Definizione delle norme generali e dei livelli essenziali delle prestazioni per l’individuazione e validazione degli apprendimenti non formali e informali e degli standard minimi di servizio del sistema nazionale di certificazione delle competenze, a norma dell’articolo 4, commi 58 e 68, della legge 28 giugno 2012, n. 92.

Bel titolo, eh?
Comunque, mi sono messa a leggerla tutta, la letterina firmata, uau, da Napolitano, Monti, Fornero, Profumo, Patroni Griffi, Passera e Severino.
Sì, lo so che non è una lettera, ma fa niente.
L’ho letta. Con crescente entusiasmo. perché, a parte che spiegava che cosa sono gli insegnamenti formali, informali e non formali (doppio uau), mi aspettavo che si parlasse di competenze, di definizione degli standard, in poche parole, mi aspettavo che il presente decreto legislativo definisse le norme generali e i livelli essenziali delle prestazioni per l’individuazione e validazione degli apprendimenti non formali e informali, ecc. [/cit.]
Invece. Leggi il resto dell’articolo

Sempre tranqui, raga?

Allora, stamattina si parte!
Tutti a iscriversi online!
E se non siete capaci vi iscrive la scuola!
E se non avete il computer vi iscrive la scuola!
Però, no, un momento, aspetta! sapete che c’è?
Prima di iscrivervi bisogna re-gi-strar-si!
Registrarsi? Sì, registrarsi al sito!
Ma, attenti! Al sito giusto! [cit]Non su POLIS (Presentazione On Line delle IStanze) o altre applicazioni del Ministero, come sta erroneamente accadendo [/cit]
Vi siete registrati?
Bravi!
Non vi siete registrati?
Se non vi siete registrati vi registra la scuola!
Ah, non avete un indirizzo di posta elettronica necessario per registrarvi?
Eh, già, sì, giusto… Se non avete manco il computer, cazzo vi serve un indirizzo di posta elettronica…
Non sapete nemmeno che cos’è un indirizzo di posta elettronica?
Niente paura!
Se non sapete, se non avete, vi sa, vi ha la scuola!
Cioè, la scuola deve registrare 128 famiglie?
E registriamo!
Ma perché registriamo?
Ma per avere il codice, grullini!
Il codice della scuola?
Ma no, scemotti! Il codice vostro personale che vi servirà per inserire, dopo, nella domanda online il codice della scuola del vostro figliolino e poi anche il codice della scuola dove andrà il vostro figliolino. Codice vostro (personale), codice della scuola elementare, codice della scuola media.
Tutto ok?
E la scuola deve ricevere 128 codici personali?
E riceviamo! Uno alla volta, per carità.
Sperando che un indirizzo di posta elettronica della scuola possa servire per più alunni, giusto?
E poi?
Poi ritorniamo sul sito delle iscrizioni e iscriviamo!

'n  importa, riproviamo

‘n importa, riproviamo


Ops!
Fa niente. Chiudiamo la finestra del browser, chiediamo alle altre 127 famiglie di attendere un attimo, e riapriamo e riproviamo:
tranqui, tranqui... tutto ok

tranqui, tranqui… tutto ok


Ops.
Niente paura.
Riapriamo e riproviamo.
eh... uhm...

ehm… uhm…

Insomma, che vi devo dire? Ora vado a scuola e vado a vedere la faccia delle due applicate che sono lì a iscrivere chi non riesce a iscriversi da casa; e poi guardo la faccia delle famiglie che hanno cercato di iscriversi da casa e stanno con la faccia incollata ai vetri delle porte della scuola e battono sui vetri terrorizzati perché non sono riusciti a iscriversi da casa e poi vado a rileggermi qualcosa in tema, tanto per gradire.

Tutta colpa della scuola

Non so se avete notato ma…
quando un ragazzo usa incautamente il cellulare in una riunione o risponde sguaiato alle sei e mezza del mattino in un treno di pendolari,
la colpa è della scuola che non gli ha insegnanto come usare il cellulare in pubblico;
quando un ragazzo si ubriaca fino a perdere conoscenza in un locale che sarebbe vietato ai minori ma dove lui può entrare regolarmente,
la colpa è della scuola che non gli ha insegnanto i pericoli del bere;
quando un ragazzo fa lo slalom con il motorino, portando dietro un compagno, ed entrambi sono senza casco,
la colpa è della scuola che non ha fatto bene il corso per il patentino;
quando una quarant’enne [cit] mette gli apostrofi alla speraindio,
la colpa è della scuola che avrebbe fatto poca grammatica; Leggi il resto dell’articolo

Acculturiamocitevi

Allora, è arrivato anche a voi?
Il Campionato Italiano di Cultura Generale?
Che già così, solo a sentirlo nominare, mi è venuto uno s-ciopone e ho pensato: ecco, adesso ci mando la mia seconda alla cultura generale, quella che pensa che L’America si chiama così perché non l’ha veramente scoperta Colombo, ma prima è arrivato Américo, ai tempi dei Vichinghi.
No, per dire che io ho preso il foglietto del Campionato e l’ho messo là.
Così il Capo mi fa: Prof, ora lei diventa responsabile del Campionato, iscrive la scuola, faccia di qui, i codici di là, e così via.
Ecco.
Ho fatto.
Ho copiato tutte le istruzioni e le ho affisse in cinque punti di versi della scuola, così che ho avuto la fila delle colleghe che arrivano durante la spiegazione del baratto e dell’inflazione a chiedermi che cosa dovevano fare per fare le cose che avevo scritto di fare sulle istruzioni che loro ah, scusss, non le avevo lette.
Poi ho fatto una prova, così tanto per vedere che cosa si intende per cultura generale. Ecco qui: Leggi il resto dell’articolo