Dieci minuti di intervallo

(contro la stupidità, neanche gli dei…)

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Contrastanti emozioni

Mi sento tranquilla, persino mentre correggo le verifiche di geografia di quelli di terza (“quelli di terza” non ha un tono tanto tranquillo, ma giuro che sono rilassata e leggera mentre cancello le loro cazz cretinate).
Mi sento rilassata, magari un po’ al freddo, ché non ricordo più come programmare per benino la caldaia (cioè, per ricordare, mi ricordo, e infatti è tutta programmata, on di qui e off di là; è solo che non riesco a mutare faccia alla temperatura, così che, quando è il momento dell’on, la temperatura richiesta è ancora di 16 gradi e col cavolo che lei si accende). Lei sarebbe la caldaia, umanizzata a sufficienza per fare di testa sua.
Comunque, dicevo, mi sento tranquilla, anche pensando alla CapaTórta, che mi ha tolta dalla mia aula-pollaio (dove finalmente ha fatto mettere la LIM)[*], e ci ha messi in un’aula stretta e lunga come un corridoio, dove metterà la LIM in questi giorni, posizionandola (visti gli attacchi) appena dietro un pilastro che spunta dal muro; mi sento tranquilla pensando che non ho ancora consegnato i verbali degli scrutini dell’anno scorso e nessuno se n’è accorto e io li tengo lì e vediamo chi lo scopre per primo; tranquilla pensando che non ho ancora consegnato le programmazioni di quest’anno e nessuno se n’è accorto nemmanco di quello (e poi domani, improvvisamente, mi chiederanno tutto, ah ah ah). Mi sento tranquilla persino pensando che sul conto corrente stiamo già virando al rosso.
Mi sento tranquilla anche sapendo che ho vergognosamente trascurato il blog (questo), limitandomi a curiosare in quelli degli altri.
Mi sento tranquilla.
E non capisco come mai da un po’ di giorni, quando, putacaso, devo cercare qualcosa su un famoso motore di ricerca, le uniche domande che riesco ad esprimere sono formulate in questo modo:
ma cosa cazzo è il vault del Norton?

 

[*]sì, avete letto bene; ha fatto mettere la LIM e si è accorta che per noi l’aula era troppo piccola e ci ha spostati da un’altra parte

Il Grande Fratello

L'è lu, l'è lu, sì sì l'è propri lù...

L’è lu, l’è lu, sì sì l’è propri lù…

Devo dire che, in un momento di ricongiungimento famigliare con lontano parente, mi iscrissi a Facebook.
Devo anche dire che, in un momento di tentativo di sviare l’attenzione dalla mia iscrizione a Facebook, mi iscrissi pure come LaVostraProf.
Tempo fa, quando un vecchio amico scoprì che ero su Facebook, mi “chiese l’amicizia” (scusa, caro vecchio amico, ma l’espressione tra virgolette mi fa cagare).
Comunque, lui chiese e io non ricevetti.
Perché?
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E’ l’ora della sdraio [*]

I sogni son desideri

I sogni son desideri

Sono le otto e mezza e, apparte il fatto che sono qui a scrivervi (e a ricordarvi di iscrivervi qui), stamattina, prima di andare a scuola in anticipo perché ciò un appuntamento con una madre (diggià? Diggià), devo:
– andare in banca a pagare l’F24 della Tasi, che scadeva lunedì;
– comprare un cartoncino 50X70 viola, ché altrimenti le mie colleghe non vedono gli avvisi che metto loro in sala prof;
– preparare due avvisi per le colleghe;
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Come da immagine

Meno 12

Non sono i giorni che mancano al rientro, no.
Sono i dodici gradi in meno di ieri a quest’ora.
Però!
Anche il tempo si mette in riga per l’apertura delle scuole.
Sto preparando le prove di ingresso (le faccio, non le faccio, uso quelle dell’anno scorso, riciclo quelle di istituto?); sto pensando alla Famosa Unità Didattica Interdisciplinare e alle competenze, già sapendo che le colleghe vogliono riproporre tali e quali quelle dell’anno scorso (e son dodici mesi che dico che, secondo me, sono una cagata); ho una figlia in vacanza (con i suoi sudati soldi); un’altra persa da qualche parte ospite del moroso; un altro a letto; il maritino è in ferie e sta lavorando al computer per l’ufficio (lavoro a distanza) sull’unico tavolo disponibile per farci qualcosa (dalle unità didattiche alla pastasciutta); il conto corrente non ci permetterà di arrivare (come famiglia) all’inizio della scuola; il ministero non ci permetterà di arrivare (come scuola) alla fine della scuola.
Shavasana a tutti.

Sogni e finestre

Siccome la speranza è l’ultima a morire, sono andata a sentire se era vero che c’è una finestra da cui buttarsi a capofitto per la pensione. Nel 2015. Anche se non hai maturato del tutto i tuoi ottandue anni di età e novanta di servizio effettivo (i numeri sono questi, no?).
C’è.
La finestra, dico.
Anzi, dirovvi, se volessi, potrei pure andare in pensione l’anno prossimo.
Dall’1 settembre 2013, per intenderci. Rientro in qualcosa che hanno fatto per cui c’ho l’età per scivolare dalla finestra anche prima di quel che pensassi. Non ho gli anni di servizio, ma lo scivolo me lo offrono (invece della finestra).
Solo che lo scivolo è di metallo, è rimasto al sole con 32 gradi, ci si sale in mutande, e non c’è nemmeno un po’ di vaselina ad aiutare. Vi lascio immaginare il risultato.
Il risultato è: pensione di poco più di metà di quello che prendo oggi.
Me lo posso permettere?
No, non me lo posso permettere.
Andrò in pensione quando avrò maturato.
Se nel frattempo non aumenteranno ancora.
Nel caso, hakuna matata: andrò a scuola con il cornetto acustico, il bastone tripede, e l’assistenza psichiatrica domiciliare.

(La cosa più bella è che mi sono laureata nella prima sessione estiva disponibile. Il che significa che ho frequentato l’Università dal 1° novembre del primo anno ai primi di luglio del 4° anno. Il che significa che, ai fini pensionistici, la mia Università non conta quattro anni, ma tre anni e otto mesi. Sì, perché laureata i primi di luglio, non mi vengono riconosciuti i successivi mesi: luglio, agosto, settembre e ottobre. Se mi fossi laureata dopo, avrei quattro mesi in più di pensione da contare)

Facilitazioni di insegnamento

Fa piacere vivere in un momento climatologico in cui è diventato facilissimo spiegare che cosa si intende per escursione termica…

Shhh…

Ma se le otto di questa settimana in realtà son le sette della settimana scorsa, e se io la settimana scorsa andavo a letto alle nove, che in realtà sono le dieci di questa settimana, perché da qualche giorno mi addormento alle otto e venticinque?

Utenza intestata

Insegno italiano nella scuola media. Giusto? Giusto.
[la modalità ermeneutica parte automaticamente, mi scuso]
Insegno a esprimersi in italiano corretto (ovvio) e comprensibile (meno ovvio, ma c'è).
Insegno a dare un valore alle parole e a non manometterle a piacere.
Insegno a fare schemi, a creare collegamenti logici, a usare la punteggiatura con un senso e uno scopo preciso.
Eccetera eccetera.
Insegno anche: chiudi la bocca mentre mastichi, ma questa è un'altra storia.
Torniamo a bomba (una volta su un vecchio Topolino c'era spiegato il perché di questa espressione ma non me lo ricorda più, ahimè).
Siccome insegno queste cose, mi aspetto che i miei alunni le imparino.
Mi aspetto anche che, quando uno parla in italiano, usi lo stesso codice linguistico mio, onde per cui interpreto gli ordini a seconda di quello che vogliono dire in italiano corrente, non nell'italiano di Chicca, ok?
Devo fare una spesa grossa.
Cioè, piccola, ma attualmente grossa, ci siamo capiti? No? Fa niente.
Devo fare una spesa. Ci vuole un finanziamento. Spesa a rate.
Per fare quella spesa a rate, il gentilissimo Marco mi elenca tuuuutti i documenti che devo preparare perché la spesa vada avanti. E quando li ho preparati devo spedirli.
Eccoveli:

1. Copia firmata in ogni sua parte del contratto di finanziamento (copia per noi e copia per convenzionato)
2. Copia del documento di identità fronte e retro
3. Copia di un documento di reddito
4. Copia del codice fiscale
5. Utenza intestata
6: Eventuali documenti garante nel caso sia previsto

Ora,sul 2, 3 e 4 non ho avuto difficoltà. Nemmeno sul 6: non mi risulta che ci vogliano altre cose, c'è scritto "eventuali", ed "eventuali" significa che possono anche non esserci. Giusto? Giusto.
Sull'1… Mi sono fermata un po' a guardare e a chiedermi se "copia per noi e copia per convenzionato" volesse davvero dire che devo rispedire anche la mia copia di contratto; mi sembra va un po' strano, allora ho chiesto, e, sì, devo spedire tutto. Ma fin qui, tutto bene: hanno detto una cosa strana (per me), ma l'hanno detta in un Italiano Corretto e io ho capito.
Ora ditemi come voi interpretate il numero 5. Utenza intestata.
Che documento è? Che cosa devo spedire?
Gradirei avere dei pareri.
Il parere: "chiedi a Marco" è già stato messo in atto.
Anzi, ne approfitto per ringraziare Marco e dirgli che non sto mica criticando lui. Anzi.
Nutro una profonda ammirazione per lui, che si chiama Marco.
Era solo per dire che a volte l'italiano fa strani scherzi.
A me, intendo.
Perché pretendo che tutti scrivano così come io insegno.
E mi dimentico che, dopo che ho insegnato, c'è qualcuno che continua a scrivere come Chicca o come Alexmessomalex.

(a scanso di equivoci o manomissioni splinderiane, sono anche qui)

après moi

deluge