Dieci minuti di intervallo

(contro la stupidità, neanche gli dei…)

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Sembra davvero che

E invece no.
Voglio dire che Luca Argentero non mi ha raggiunta sulle ali del cavallo alato del principe azzurro. Sono rimasta qui, inchiodata a tonsilliti, afonie, anosmie, basilichi, pomodori, verifiche, editing, tutoraggi, romeoandgiuliettaggi, i comuni e i podestà, i BES e i Diesseà, e una nomina giunta tra capo e collo per occupare piacevolmente il mese di giugno. Mannaggia.
E in più il virgulto parte per la gita e non si trova in nessun angolo della casa un congruo numero di calzettoni appaiati degnamente per non farlo apparire un disgraziato in trasferta.
Sigh.
Aspettatemi.
Torno.

Come se niente fudesse

Non so se vi capita, di andarvene per strada a di perdervi in certe reminiscenze. A me capita anche in classe, per dire. Così mi trovo davanti Frontman che spiega di aver dimenticato a scuola il libro sul quale doveva studiare e di aver lasciato a casa il libro sul quale doveva fare il compito (chi si ricorda di Frontman? È ancora lì che rompe, sapete?), insomma, me lo trovo lì e mi viene da declamare: “eh, sì, tonto, adesso arrivi qui e come se niente fudesse…”, e lui fa la faccia contrita ma non ha capito niente.
Magari anche le giuovani, qui, che stan leggendo, non lo conoscono nemmeno loro, il Riccardone one one. Ovviamente. Un po’ come se, con il gruppo di tonti che mi segue in biblioteca, mi voltassi a chiedere: “come mai non siamo in otto?”, e mi aspettassi la giusta risposta. Che è solo una.
Poi magari mi viene il nervoso perché non mi ricordo se era Riccardone o Caio Gregorio.
E qui parte la seconda reminiscenza.
Cioè, il contrario: la smemoratezza. Leggi il resto dell’articolo

Son soddisfazioni anche queste

voilà, quasi finito

voilà, quasi finito

Che vi devo dire? Io esulto di gioia quando, e aumenta di qui e diminuisci di là, lo scalfo manica prende esattamente la forma che dovrebbe avere se lo avessi disegnato e tagliuzzato con un paio di forbici. E invece.

(e aspettatevi pure il post
con il maglione finito!) Leggi il resto dell’articolo

La è, essa è, nevvero? [cit]

7 dicembre 2012

7 dicembre 2012

Piva, piva...

Piva, piva…

Se semo visti?

Allora, allora, se semo visti? No, magari no.
Di facce da prof ne ho viste molte, ma da qui a riconoscere le prof. che passan di qui, ce ne vuole. E anche se vi avessi riconosciuto, starei zitta, perché ogni volta che vedevo una faccia, strana, vecchia, provata, segnata da noia solitudine o delusa dal tempo, ecco, dicevo: guarda che faccia da prof, e mi veniva la malinconia.
Ma insomma, com’è come non è, è partita questa Fiera.
Il mondo della scuola e della formazione incontra studenti e docenti per costruire insieme percorsi professionalizzanti, capaci di integrare i talenti e scoprire interessanti opportunità lavorative. Obiettivo: maturare esperienze capaci di favorire l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro.
Che già qui, uno dice: e te che c’entri? Leggi il resto dell’articolo

Dimenticare Frontman

Sì, ho le programmazioni da consegnare (e voi, e voi le avete consegnate, fannulloni? O le avete svolte in aula, mentre i vostri alunni si arrampicavano sulle lavagne interattive e si tiravano i tablet di cui è dotata la scuola italiana?).
Sì, ho i compiti da correggere (e voi, e voi li avete corretti tutti, compiti, questionari, temi, magari nell’intervallo, se non avete assistenza anche all’intervallo, in quei dieci minuti in cui, se vi va bene, potete persino fare la pipì, brutti perditempo che non siete altro). Leggi il resto dell’articolo

Vivo verde

Siccome il post sulla cocorita mi mette malinconia [*], parlo di qualcos’altro. Non di scuola.
Faccio intervallo (da quanto tempo non si facevano intervalli, qui?)
Parlo di bellezza.
E chi lo avrebbe mai detto?
Ma tra poco proverò creme e cremine per vedere se miglioro, e così mi tolgo di mente le brutte cose della scuola. Intanto sono creme e cremine da agricoltura biologica, non testate su animali (avevo proposto Frontman, ma mi hanno detto: no, sugli animali no).
Poi sono di grande catena che vuole “sensibilizzare le persone sui temi della salvaguardia dell’ambiente e per realizzare concretamente un’economia sostenibile” (se non penso ai miei alunni di seconda e ai loro genitori, mi sembra persino un’operazione possibile)
Poi non contengono parabeni, siliconi, PEG e polimeri.
Se mi dicono che non contengono nemmeno Profumo, sono a posto.

[*]sì, lo so che c’era un asterisco, ma tra là e qui mi sono dimenticata perché l’ho messo]

Per la prof che non deve chiedere

Ho chiesto chei cani mi prendessero un po’ di cavallette?
Hanno capito male.
Mi han preso questo:

Per salvarlo, ho dovuto distrarre le belve nutrendole con il mio pane fatto in casa, afferrare la bestiola, farmi beccare a tutto spiano e depositarlo nel cappello di paglia nuovo di mia figlia. Ora sta in una scatola da scarpe tutta bucherellata e fa un sacco di bordello. Devo spendere i soldi del fondo di istituto per andare a comprare una gabbia e i semini.
Io volevo passare l’estate sdraiata sul balcone a leggere un po’ di bei libri.

Sopra il letto

Troppa carne al fuoco

Sta di fatto che si accumulano cose, e non si sa più da che parte incominciare.
Così che una si prende un giorno di vacanza, metà del quale passata in automobile e metà sulla spiaggia, e qui succede di tutto. Perciò, siccome mentre passeggiavo sulla battigia un po’ vi pensavo, mi sono circolati in testa alcuni titoli, e continuavo a cambiare e allora adesso li metto tutti, i titoli, con qualche appunto, e amen.

Quando il gatto non c’è i topi ballano: questo lo dico perché una personcina garbata come sono io quando mi va di esser garbata va via mezza giornata e quando torna si trova tutti questi bei commenti. Che vi devo dire? Bravi! Avete fatto i compiti anche se la prof era voltata da un’altra parte (a mangiare un’insalatona di pomodori, lattuga, tonno, olive, cipolline, capperi, aceto balsamico ma niente olio, ché fa ingrassare).

MareNubiUna giornàaaataa aalmàaareee…: con quel che segue (per chi se lo ricorda). Abbiamo pagato 30 euro per sdraio, lettino e ombrellone goduti dalla mezza a sera. Che poi io volevo rimanere lì fino al tramonto del sole e oltre, giusto per sfruttare il tutto fino all’ultimo centesimo, ma sta di fatto che rosolare al sole col maritino che odia il sole non è il massimo della vita. Anche se il maritino amasse il sole, diciamolo, rosolare per ore e ore continua a non essere il massimo della vita. Così, quando interessanti nuvoloni neri e grigio scuri si sono addensati alle nostre spalle, abbiamo avuto la scusa per andarcene. Diciamocelo: la vita da spiaggia è bella, ma tutto ha un limite.

Il tempo delle mele: sì, ci siamo, sono andata dalle mie ortolane di fiducia, due matte finite, e una delle due mi ha dato un po’ di mele gialle, un po’ di mele delicious, e un po’ di mele di Biancaneve. Soprattutto gialle, comunque, cinque euro e cinque centesimi, quindi sui due chili. Comprate alle nove perché avevo lo stomaco impazzito dalla mancanza di colazione, e mi sono mangiata una melona gialla subito, appena a casa. Un’altra l’ho pelata per il pranzo, ma il maritino aveva fatto un risottino giallo come si deve, e un arrostino con patate in umido e pure le patate in padella. Sì, vabbè, ho ceduto un filino. Il maritino dice che domani non farà da mangiare, così io faccio la Vera Melagiornata.

Roberto Albani: ecco, parliamo di quest’uomo che ha etero-diretto la vita mia e della mia prima figliola (e per osmosi successive, anche degli altri figlioli), grazie a una rivista da me religiosamente acquistata e conservata per anni. Tra parentesi, pur essendo il mio cartaceo idolo luminare e guida pediatrica, ho scoperto solo or ora che esso è ancora vivente, ben invecchiato e sempre disponibile a dare suggerimenti, fisici e psicologici. Ah, sì, giusto, perché ne parlo? Perché una delle cose che ho imparato da lui è di essere ferma nelle decisioni con i figlioli. Nei rifiuti, per esempio. Ogni volta che dovevo dire “no”, pensavo prima se sarei riuscita a reggere lo sfiancamento cui ti sottopongono i pargoli a una certa età per ottenere ciò che vogliono. Se mi sembrava che avrei resistito, resistevo, e il no era no. Se capivo che avrei ceduto, cedevo subito. In ogni modo, niente incertezze. O una cosa o l’altra. Eh, già, di nuovo: perché ne parlo?
Perché se quei deficienti dei nostri governanti fossero sicuri di quello che fanno e dicono e pontificano e, ahimè, legiferano, non ci sarebbe nulla di male a pagare le tasse, fare sacrifici per la crescita del Paese e via discorrendo. Ma, per tutte le marmellate pediatriche del mondo, come si fa a essere così molli e senza spina dorsale da dire una cosa e due minuti dopo dirne un’altra?
Preparano una legge, un gruppo si mette ad abbaiare, e subito DitoMedioBossi fa marcia indietro e si trascina appresso tutti i giuovani parlamentari che noi lautamente stipendiamo. Vogliono colpire i pensionandi e i pensionati, un gatto sul tetto miagola contrariato e subito lì a dire: ehm, però.
Ora, non è che io sia qui a dire: toglietemi quattro anni di lavoro universitario e mandatemi in pensione con il cornetto acustico, ma, per tutti i reflussi gastroesofagei dell’universo, queste, ehm, personcine politiche che scaldano gli scranni di un’istituzione importante come il Parlamento, non hanno nemmeno il senso del ridicolo? Roberto Albani for PresDelCons!

Freddo torrido: l'ha trovato la Chicca in montagna e me lo ha scritto. Volevo lo sapeste anche voi, caso mai aveste intenzione di fare gite ad altitudini elevate.