Dieci minuti di intervallo

(contro la stupidità, neanche gli dei…)

Archivi delle etichette: invalsi

Esami terza media – 2

E le prove Invalsi dove devi inserire, al posto degli Invalsini, persino il nome e cognome degli alunni che hanno malamente risposto a due letture facilissime e poi devi combattere con una maschera dove alcune risposte si aprono a tendina e altre no?

Giorno libero no-free

Fatalim mentre pensa chi mai saranno Hitler e Rommel

Fatalim mentre pensa chi mai saranno Hitler e Rommel

Ed eccoci di nuovo qui, a una settimana di distanza, malgrado i buoni propositi di tornare qui rapida e scattante a raccontarvi che cosa stanno combinando Lucchetta (questo era facile: niente, su tutti i fronti), Biretta (il clan dei capellesi), Paganina, Kumar e Mentuccia (io non vedo, io non sento, io non parlo) e così via. Mi sarebbe piaciuto parlarvi finalmente di Fatalìm, che con le sue extension biondo-brune ha speso come tre libri di storia messi insieme (tanto il libro di storia gliel’ho regalato io) e occupato quattro ore di un pomeriggio (che equivalgono alle ore impiegate in tre anni per studiare qualcosa), così che secondo lei ieri l’anno di svolta della seconda guerra mondiale è stato il 1938 (gasp!), no, scusi, prof, il 1939 (urp!), no, scusi, prof, il 1946 (eehh??), no, scusi prof, il… Per farla breve, li ha detti tutti. Tutti, tranne quello giusto.
Mi sarebbe piaciuto ma ho avuto da fare.
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Invalsi, sempre Invalsi, fortissimamente Invaff…

Insomma, sono qui, a lavorare nella biblioteca dove è pure saltata la luce. Sono qui dalle nove. Mi hanno estromessa dalla mia classe dove dovevo (dovevo!) fare storia e grammatica, ci hanno mandato dentro il prof. Pacifici, che mi chiede come deve fare a raccogliere i fascicoli (uno per uno, gli ho risposto).
Quali fascicoli?
Quelli delle orma Famose Prove Invalsi, che sono stati aperti stamattina (sia mai che di notte qualche alunno venisse a spiare le domande e sapesse già le risposte…), così che, alle nove meno venti, cinque applicate della segreteria più il Preside erano in un’aula riunioni ad applicare (le applicate applicavano, finalmente) alcune belle etichette autoadesive nell’apposito spazio della copertina del fascicoletto delle prove Invalsi di matematica. Poi lo stesso di italiano.
Duecento alunni di prima media.
Quattrocento fascicoli.
Quattrocento etichette.
Meno male che erano autoadesive. Se le avessero dovute pure leccare… Leggi il resto dell’articolo

Invalsi, ciak 2

La frase
“La più bella spiaggia del mondo, secondo me e anche secondo i miei amici, sono quelle della Sardegna”
è corretta?
Scegli una delle due risposte (sì/no) e completa la frase (perché…) Leggi il resto dell’articolo

Invalsi, ciak 1

La frase
“La più bella spiaggia del mondo, secondo me e anche secondo i miei amici, sono quelle della Sardegna”
è corretta?
Scegli una delle due risposte (sì/no) e completa la frase (perché…) Leggi il resto dell’articolo

Meno male che l’Invalsi non è una centrale nucleare

È anche vero quello che dice Anonimo(sempre quello): che quando c’è di mezzo una cosa specialistica, si fa fatica a farla comprendere, soprattutto quando nella cosa specialistica fanno una cagata gigante (roba che ci potreste concimare tutto il Burkina Fasu, per dire), perché hanno fatto qualche semplicissimo errore, che più è semplice più è grande.
Però, insomma, proviamo.
Facciamo un colloquio maieutico. Io sono quella che fa le domande. Voi provate con le risposte e poi controllate se avete capito bene, ché comunque la risposta ve la metto io, anche quella.
Intanto, sapete che cosa sono le Famose Prove Invalsi?
Ecco, bravi, sono delle prove, tipo verifica, tipo compito in classe (per quelli che un tempo facevano i compiti in classe che oggi si chiamano verifiche o test  o, appunto, prove Invalsi). Queste prove si danno qui e là, ma soprattutto si danno alla fine della terza media.
Sì, ma quante prove sono?
Ecco, bravi, bella domanda maieutica. Sono due prove: una di matematica e una di italiano.
Ma tipo tema o problema con il teorema di Pitagora?
No! No, no, dimenticate tutto quello cui eravate abituati. Sono prove strut-tu-ra-te.
E che cosa vuol dire strutturate?
Vuol dire che vi fanno domande dove la risposta è fissa.
Ad esempio: “Quanto fa 3 per 3?  Segna con la crocetta la risposta scegliendola fra: [  ] 6   [  ] 12   [  ] 9  [  ]13”.
Oppure vuol dire che la risposta è libera.
Cioè, sembra libera ma mica tanto.
Ad esempio: “Scrivi la prima persona singolare del passato remoto del verbo fare”. E lì voi, sì, potete scrivere birimbo birambo, ma l’unica risposta giusta è “io feci” (sempre in tema di cagate). E un punto se lì sotto avete crocettato B (sgobboni vuol dire molto studiosi, sì).sgobboni

E poi?
E poi vi danno un punto se avete crocettato 9, e un punto se avete scritto “io feci”. Se avete crocettato 13 o avete scritto birimbo birambo, niet, zero, a casa.
E poi?
E poi viene il bello. Cioè, l’informatica.
Cioè i professori, che hanno in mano il pacco di prove Invalsi, si ritirano a correggere, cioè a contare le risposte giuste.
E come fanno a decidere se le risposte sono giuste?
Ecco, bravi: uno pensa: se è un professore, e c’ha davanti una prova per un ragazzino di terza media, la risposta giusta la sa da solo. E invece no. La risposta giusta la sa solo l’Invalsi. Così, alle dodici e zero zero, tutte le scuole medie d’Italia si collegano ai siti mirror e scaricano i fogli per la correzione.
Se volete, potete scaricarli anche voi.
Bene, e poi si danno i voti e tutti a casa?
Ecco, no.
E perché?
Perché siamo informatizzati, e allora l’Invalsi dice che “è disponibile sul sito dell’INVALSI la maschera elettronica per il calcolo automatico del punteggio e del voto.”
E allora tanti (non tutti, ma tanti tanti), prendono in mano le prove, si mettono davanti al computer, aprono la Maschera Elettronica e cominciano a inserire le risposte, così: domanda A1, risposta giusta, clicco su 1; domanda A2, risposta sbagliata, clicco su 0; domanda B1, risposta incomprensibile, clicco su NV che vuol dire non valida; e via così, per 19 volte (blocco di domande A), e poi altre 19 volte (blocco di domande B) e poi altre 11 volte (blocco di domande C).
punteggio

Questo per il primo alunno.
Poi si fanno gli altri 28.
Poi si fa la stessa cosa per matematica.
E intanto i vostri colelghi fanno lo stesso per la altre classi.
E poi?
E poi si devono prendere le due prove e trasformarle in un voto solo.
Eh, ma come si fa?
Ecco, qui, vuoi mettere la soddisfazione? In quattro e quattro otto la Maschera Elettronica calcola automaticamente il punteggio e il voto, rispettando pari pari la tabella prevista dagli Espertoni delle Prove Invalsi.
prospetto

Oh, là, e adesso si possono cominciare a fare gli esami orali?
Forse.
Forse??
Eh, sì, forse, perché, com’è come non è, la Famosa Maschera Elettronica della Famose Prove Invalsi… c’ha qualche buco.
Tipo che un’insegnante corregge una prova quasi tutta giusta, mette tutto nella Maschera Elettronica e le viene fuori: punteggio: 5, voto 4.
Ma come, dice l’insegnante, vuoi vedere che ho sbagliato a correggere?
E ricorregge (no, se qualcuno per caso si stesse ancora chiedendo perché i prof delle Prove Invalsi ieri sera alle otto meno un quarto fossero ancora lì a spulciare le prove…).
E poi va dalla collega e fa: ohè, ma sai che Ciccetto ha fatto quasi tutto giusto e qui dice: punteggio 5, voto 4??
E la collega controlla e fa: no, no, da me OcaGiuliva tutto a posto.

Eh, sì, perché la Famosa Maschera Elettronica per il Calcolo Automatico del Punteggio e del Voto fa cilecca soltanto se un virgulto fa, poniamo, 20  punti nel blocco di domande A. Se ne fa 21, tutto a posto. Se ne fa 16 tutto a posto. Insomma, ora cilecca, ora non cilecca.
Nella mia scuola ci sono circa 200 alunni che han fatto le Prove Invalsi. Bisognava controllare se cileccavano o se non cileccavano.
Vedete voi.

1)  È arrivato un avviso dell'errore, ieri sera, alle otto e dodici.
2) Èarrivata una lettera di scuse, del signor Roberto Ricci, responsabile della Prova Nazionale (la Famosa Prova Invalsi), che forse non sapeva che alla fine della terza media si fanno gli esami di terza media comprensivi di Prova Invalsi, e quindi non ha provato prima se tutto funzionava.
3) Poi, stamattina, è arrivata una correzione del foglio di correzione e della Famosa Maschera Elettronica per il Calcolo Automatico del Punteggio e del Voto.
E lì, devo dire che nella mia scuola, dalle otto in poi, si sono RImessi a RIcorreggere le circa 200 prove Invalsi di italiano e le circa 200 prove Invalsi di matematica per REinserire le giuste risposte nella Maledetta Maschera. Tutta mattina.
Poi,
4) verso mezzogiorno, è arrivato l’avviso che alla una e mezza sarebbe arrivata la DEFINITIVA Famosa Maschera Elettronica per il Calcolo Automatico del Punteggio e del Voto.
Il signor Ricci, e il Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione (detto Invalsi) sono stati mandati DEFINITIVAMENTE a cagare.

(ma niente paura: la Mariasss ha già assicurato che dall'anno prossimo anche in quinta superiore ci saranno le Prove Invalsi)

Invalsi, di nuovo

Dunque, sono a scuola.
Ci sono i miei colleghi che ieri pomeriggio si sono fermati a correggere le Famose Prove Invalsi.
E poi hanno inserito tutto a computer.
Informatizziamoci.
Solo che i Famosi Esperti Invalsi hanno sbagliato le maschere di correzione.
No, per dire: se ci fosse stato Rorob avrebbe preso 10 e SoTutto avrebbe preso 4.
Adesso sono di là, i miei colleghi.
Hanno le Famose Prove Invalsi davanti, tutte corrette.
Hanno già inserito i dati.
Ieri. Fino alle sette e mezza. Di sera. Mi dicono che poi hanno mollato.
E stamattina.
Alcune classi hanno le maschere giuste, altre classi da paura,
risultano tutti degli ignorantoni
(che, sì, lo so, potrebbe anche essere, ma non a quel livello).
Ci sono 4 e 3 che girano come le foglie d'autunno.
E oggi cominciano gli orali.
E i colleghi son lì.
Son lì, e non sanno cosa fare.
Quest'anno sballiamo tutte le medie Ocse.
Alè.

p.s.: non riesco a concentrarmi.
C'è di là il Presidente d'esame che grida come un pazzo al telefono
e minaccia gli incompetenti (ipse dixit) dell'Invalsi
di calci nel culo, articoli sul giornale e fiamme dell'inferno.
🙂

Qualità delle qualità, tutto è qualità

pqmIl Piano Qualità e Merito è un bellissimo e grandissimo progetto che premia la Qualità e misura il Merito. Applausi. Vuoi rimanere aggiornato sul PQM? Iscriviti alla newsletter.
Vuoi spere che cosa è? Troppo tardi: dovevi andare a Bologna che lo presentavano là, a tutti tutti i bravi presidi.
Che, siccome sono stati bravi e di qualità, hanno avuto in regalo: uno zainetto con i colori del progetto; un paio di forbicione azzurre, che è un po’ uno dei colori del progetto; quattro matite con scritto PQM; tre penne con scritto qualcosa di simile e uno sfregio colorato; un metro a nastro che si arrotolava tutta dentro  una sctolina blu, perché il PQM misura, e quindi: il metro. Metafora della vita, metafora della scuola. Quando hanno cominciato a regalare i blocchi formato A4 con le pagine marchiate dal logo del bellissimo progetto e una confezione di pennarelli fosforescenti per dipingersi le unghie nell’attesa della presentazione, un Preside si è alzato e ha fatto: ma una maglietta col logo del progetto, non c’è?
C’era.
Cioè: c’erano ma erano finite, però le hanno mostrate in gigantografia power point: ecco le magliette col logo del progetto, c’erano ma erano finite, peccato.
Allora una Preside si alza e fa: la mia scuola non ha la carta igienica, posso usare il bloc notes come carta igienica?
No, signora, ma cosa dice, stia lì buona che le regaliamo la pistola del supermercato per rilevare le risposte alle domande con questo bellissimo meritorio codice a barre.
La pistola del supermercato?
La pistola del supermercato, però più elegante (merita). Lei la struscia sulle risposte dei suoi alunni e fa tutto lei: conta, trasmette, riconta, premia. Premia la qualità e il merito.
E poi.
 E poi il Progetto Qualità e Merito arriva nelle scuole che si sono proposte per essere Qualificate e Meritate.
La vostra scuola si è proposta?
Bravi, la mia invece sì.
Così, direttamente dagli spalti del progetto, vedo arrivare i fascicoli delle prove: come le prove Invalsi, ma più lunghi e più difficili.
Si fotocopiano le prove, solo davanti, con la copertina, perché noi non abbiamo i soldi per le fotocopie ma per la Qualità e il Merito, sì.
Poi si chiamano i professori anche se hanno il giorno libero perché questa è una cosa seria e bisogna somministrare le prove tutti insieme, di lunedì, guai a chi sgarra.
E poi?
E poi tremate: si va sul sito, e improrogabilmente a mezzogiorno si scaricano i fogli di correzione e si comincia a correggere con la pistola: piit, piit, piit, ogni piit una risposta e intanto fate pratica, se vi buttano fuori dalla graduatoria della scuola media siete già esperte come cassiere.
Però.
‘Sto progetto Qualità e Merito.
Vediamo la qualità: la qualità è che alcune scuole non hanno ricevuto le prove. Cioè, qualcuno ha ricevuto le prove ma non ha ricevuto la copertina, e si vede che la copertina è  importante. Qualcuno invece, proprio niente prove.
Qualità, sì.
Allora: [cit] nel caso una scuola non abbia potuto scaricare la necessaria documentazione in tempo utile per predisporre i materiali in tempo utile per lunedì 18 ottobre[fine cit], si rifà tutto. Entro mercoledì, mi raccomando. Qualità!
E intanto che si aspetta che tutti arrivino alla Qualità? Si aspetta. Non si corregge. Mica che poi una scuola di qualità che ha già corretto dice le soluzioni a una scuola che non ha ancora dato le prove. Questo agire non è di Qualità.
Tu hai avuto le prove in tempo utile per preparare in tempo utile i materiali per le utili prove?
Ora aspetti.
Aspetti che giovedì ti mandiamo le griglie di correzione di lunedì.
Poi correggi, poi spedisci.
Poi, se sei stato di Qualità, ti diciamo: brava scuola, sei stata di Qualità.
Ma adesso vediamo come hanno risposto i tuoi alunni, ché se i tuoi alunni hanno risposto male, allora non sei di Qualità, e noi, insomma, non so se si è capito, alla Qualità ci teniamo. Lavoriamo per la Qualità. Sempre.

Di bene in meglio

Vara te, son passati i dieci giorni e nemmeno me ne sono accorta. Anzi, a dir la verité ne sono passati quindici, e io sto benissimo. Ma Lei, eh, no, tanto bene non sta, secondo me. Chissà che rivoluzione c’ha nel cervello. Cervello… è una parola grossa ma tanto per intenderci… In ogni modo, non vedo perché devo perderci del tempo, se l’astinenza fa tanto bene.
Cioè, vediamo: per vedere, vedo.
Ci sarebbe da perderci del tempo, sì, ma mi rifiuto.
Vi mando qui. E, per chi non riesce a leggere o vuole sentire un altro punto di vista, qui.
E una metafora assai azzeccata: qui.

E una metafora molto azzeccata: qui.Così vedete che l’ineffabile continua a macinare. Che cosa macini, non è dato di capire bene, ma pazienza.

Avete per caso gli esami di terza media in ballo?

È un po’ che non scrivo?
Sì, è un po’ che non scrivo.
Sono stanca.
Non è per Gigi Faròn (di nuovo a casa).
Non è per Rorob (gli italiani sono più di 700.000.000).
Non è nemmeno per LaBellAddormentata (prof, non ho fatto il compito).
Non è nemmeno la demografia è una scienza che studia le piante e gli altri esseri viventi e le caratteristiche di una metropoli sono che è un treno che va veloce (sempre LaBellAddormentata, così ora ci credete che non ha fatto il compito).
Non è neppure, vivaddio, l'etnia sono molte persone, quindi multietnica.
Non è nemmeno:  quali sono le più grandi aree metropolitane in Europa? Le più grandi metropolitane sono a Parigi perché io ci sono andato quest’estate, erano veloci.

No. Non è questo.
È l’altalena.
L’altalena della Gelmina e degli accoliti, giù giù fino all’ultimo direttore (o direttora) regionale.
Metti i voti. Fino a nove. No, fino a dieci. Parti da zero. No, parti da tre. No, parti da quattro. Cinque in condotta. No, quindici giorni di sospensione. No, fate voi. No, regolamento. Arrotondate allo 0,5. Tenete conto del complessivo percorso. No, fate la media. Quale media? No, la media, punto. Commissione, quale media? Collegio docenti, quale media? Contiamo il triennio? Sì, contiamo il triennio. Contiamo tutto lo studio che uno ha fatto nel triennio? Sì, contiamo. Quanto? Tanto? Tanto. Tanto? Il giusto. Votiamo? Votiamo. I criteri?  Li scriviamo. Scritti? Scritti. Approvati? Approvati. Andiamo avanti? Andiamo avanti.
No, fermi. Butta via i criteri d’esame. Butto via i criteri d’esame? Ci abbiamo messo due mesi a scriverli! Butta. Perché? Dice Carmela che se non si dice la media lei dice che è la media aritmetica. E il triennio? Il triennio chi se ne frega. Media aaaaritmetiiica. Punto. Ma se  uno. Chi se ne frega, dice Carmela che.
No, fermi. Carmela è veneta. Vale per il Veneto. Noi avanti così, con i criteri.
Cioè, spiega: in Veneto si fa così e da noi si fa cosà? Sì. Perché? Perché Carmela interpreta la legge e noi interpretiamo la legge. Uno a uno.
Comunque Carmela l’hanno cancellata. Eh? Sì, sì, il Capo ha telefonato in Veneto e ha detto: siete scemi? E il veneto ha detto: ohibò, no, ora prendiamo la circolare di Carmela e la mettiamo nel cesso. Fatto. Amen.
Meno male. Allora noi si continua e loro continuano e vai che vai bene. Sì.
No.
No?? Perché?
Perché adesso c’è la Carmela de noantri. Eh??
Sì, là c'era la Carmela, qui c’è l’AnnaMaria.
E l’AnnaMaria che dice?
Dice che qualcuno ha detto che le hanno detto informalmente che abbiamo detto che facevamo la media ponderata e a lei ci sembra che queste chiacchiere che ha sentito nel corridoio son brutta cosa perciò ci dice subito: no.
No, cosa???
No, adesso si fa la media dei voti in decimi arrotondati allo 0,5.
Be’, guarda, questo è nel regolamento, e siccome non dice altro, noi facciamo la media ponderat…
No! L’AnnaMaria dice no.
E per che santo?
Per nessuno santo. Per una beata.
Per una beata?
Sì, beata ignoranza.
E dunque.
Il 3 giugno veniamo a sapere che per gli esami che cominceranno tra quindici giorni dovremo gettare via tutti i collegi, i consigli di classe, le commissioni dove si è lavorato e ragionato e scritto e preparato tabelle di excel per valutare il più serenamente ed equamente possibile gli asinoni che faranno gli esami;
il 3 giugno veniamo a sapere che ogni direttore/direttrice/dirigente regionale può interpretare una legge farraginosa e generica come gli/le gira, e imporci di fare come lui/lei ha interpretato.
In Veneto interpretano così, fanno un conto e Pierino prende 6.
In Lombardia interpretano cosà, fanno un altro conto, e Pierino prende 7.
In Liguria interpretano dissù, fanno un conticino e Pierino prende 5 (bocciato, tra l’altro).
In Campania interpretano diggiù e Pierino prende 5,49, vogliono dargli 6 ma non possono perché gli manca un centesimo per avere il 6.
Eccetera.
Epperò, niente paura.
Noi siamo quelli delle prove Invalsi. Na-zio-na-li.

E comunque, per vostra  informazione, il tasso di mortalità quando un fecchio muore si deve denunciare il morto, ok?