Dieci minuti di intervallo

(contro la stupidità, neanche gli dei…)

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Speravate di meglio

Il mio orologio ha le lancette. Poi, certo, sopporto anche gli orologi digitali, cifrati, per così dire, ma li sopporto e basta. Giusto perché ci sono.
Se mi chiedete che ore sono adesso, io non vi rispondo: sono le ore dieci e ventisei, ma: son quasi le dieci e mezza.
Insomma, sono della generazione del “quarto”, del “passate” e del “quasi”: undici meno un quarto quasi, dieci e mezza passate, quasi le dieci, e, quando si voleva essere proprio precisi: dieci e mezza passate da due minuti.
Adesso c’ho gli studenti che mi dicono: siamo andati a fare un giro in piazza alle undici e trentadue. Li mortacci. Mi viene da spaccargli il tema in testa e dire: ma quando mai, nel mondo normale e giornaliero, tu ti metti a dire che sono le undici e trentadue??
Ecco, il fatto è questo. La risposta è: sempre. Leggi il resto dell’articolo

Cosa mi manca (per non morire?)

Partiamo dalle cose semplici: mi manca un computer che non arranchi troppo: insomma, lo so che, quando ho visto un computer per la prima volta, l’ho visto a scuola e il prof. Giadosi mi ha detto: ecco, si accende qui, e ha schiacciato il pulsante e poi mi ha detto: adesso andiamo al bar a bere un caffè così quando torniamo possiamo cominciare a lavorare. E la seconda volta l’ho visto a casa e ho dovuto imparare a memoria i diversi stili di scrittura perché sullo schermo nero non si vedeva un beato niente e non potevo stampare ogni volta (stampante ad aghi, modulo continuo, pagata settecentomila lire, rob de matt) per accorgermi che avevo stampato col carattere sbagliato. Lo so.
Ma sapete com’è il detto: se una cosa è meglio, mi ci abituo subito.
Io mi sono abituata a clic, apri, clic scrivi, clic internet, clic grafica, clic clic clic.
Adesso, ogni tanto, il Pc arranca un po’. Per dire che al bar non ci arrivo, ma intanto che carica rifaccio il letto, ecco. Leggi il resto dell’articolo

Non. ho. parole.

Il video è bloccato, ma potete vederlo qui.

p.s.: stamattina sono andata dal macellaio e gli ho chiesto due fette di prosciutto in più (gratis), ma non ha voluto darmele; e quando è venuto l’idraulico gli ho chiesto di abbuonarmi la mezz’ora di lavoro in più fatta in casa, ma non ha voluto; e al fisioterapista ho chiesto di fermarsi quindici minuti di massaggi in più (gratis), fuori orario, per la mia schiena ma mi ha detto di no.
Sporchi conservatori tutti e tre.
Dovrebbero prendere esempio dai parlamentari amici di Monti: loro sì che liberano risorse lavorando indefessamente.

Rottamatemi

Oggi è giorno di vacanza. Ognissanti.
Eh, che cosa avrei da dire su Ognissanti…
Comunque, mi va di lusso: sembra domenica ma domani non è lunedì e domani io sono a casa e ho già consegnato le programmazioni. Ho fatto e disfatto, oggi, e poi stasera mi sono detta: basta, stasera mi metto lì e leggo un bel librino. O magari mi cerco un E.A.Poe da portare in classe.
Ho una classe che ha preso la Poengiuntivite, e vuole Poe dappertutto.
Comunque, a parte questo, visto che non sopporto la Tv, che avevo bisogno di silenzio e compagnia bella, ho abbandonato il maritino sul divano, ho traballato verso il letto e sono andata dal Figliolo che ascoltava #!!$%rock#]!£$ a tutto volume. Leggi il resto dell’articolo

Martellate

Pensavo stanotte: ma com’è che al Collodi è venuto in mente di incarnare la coscienza in un grillo? Voglio dire: c’erano altre possibilità? Sì, ce n’erano. Che so: un uccellino, che appena ti svegli ti rompe le balle, fai questo, non fare quello, per esempio. Oppure un omino nella testa che ti dice: ohè, sta’ ‘tento, fai di qui e fai di là.
Invece, il grillo.
Che ora voi dite: ma che cosa pensi la notte? Non dormi? Leggi il resto dell’articolo

Buon0 a sapersi

Omamma…

tunnel Gelmini

Si vede che sono stanca?

Personalmente ho imparato a respirare di pancia facendo sanchin

Mi preoccupo. Mi preoccupo perché non mi sento preoccupata.
Ora, colleghi e colleghe, voi lo sapete: siamo quasi a metà maggio e qui si comincia a fibrillare: avete fatto tutte le verifiche? Quante ne avete ancora in ballo? Avete almeno iniziato l’ultima unità del libro di storia o vi ritroverete a settembre a dovere recuperare trenta pagine mentre vi accorgete che non si ricordano più niente di quel che avete spiegato tre mesi prima? Quanti voti avete in orale per ognuno dei vostri trentatré trent virgulti? E il registro? È aggiornato? Avete sistemato bene tutte le assenze?
Insomma, siete pronti al rush finale?
Io no.
Il problema è che non me ne frega niente.
Non so, prendete stamattina: entro in classe e arriva la BellAddormentata. La Bell’Addormentata è assente da prima di Pasqua per: motivi famigliari, viaggio al sud, mal di pancia, congiuntivite (della madre), febbre alta (sua), mancanza di vitamine, eccetera. Ieri, per esempio, lo zio mi vede nell’atrio della scuola e mi fa: c’è?
E io: eh?
E lui: c’è?
E io: ma chi?
E lui: mia nipote.
E io: no.
E lui: ǿűΦ¿!!&***%@!!
E io: credevo fosse malata.
E lui (faccia di circostanza): eh, uh, sì, malatissima, ieri c’aveva 39 di febbre, e poi era verde come un rospo, sta male, chissà cos’ha, oh poverina.
Comunque, stamattina c’era. Neanche verde, tra l’altro. Rosa.
Comunque, io ero lì che firmavo giustificazioni a tutto spiano, davo le schede differenziate a Bacon, davo le schede differenziate a Ali, davo del deficiente ad Alexmessomalex che si era messo la gomma nel naso e poi dicevo: ora ripassiamo storia. E questa è stata la lezione:
dalla rivoluzione americana
all’importanza degli Stati Uniti nella vita di oggi;
dall’importanza degli Usa al date a Cesare quel che è di Cesare;
da lì al Vangelo;
dal Vangelo a Galvani e Volta;
da Galvani a Cesare Beccaria e Ottaviano Augusto;
da Ottaviano Augusto alla parola del giorno (corroborante);
da lì al Boston tea party,
e con questo siamo tornati alla rivoluzione americana, e dopo un’ora e dieci e io ero lì bella tranquilla che facevo le battutine con Damir Chissà minacciandolo di morte rapida e dolorosa e facevo fare esercizi di respirazione e rilassamento muscolare progressivo contro ansia e stress a Michelangelo mentre non eravamo avanzati di un’ette sulla strada di (nuove) conoscenze (intese come: cominciamo o no la Rivoluzione francese??).
E con tutto ciò non ero preoccupata.
Insomma, mi sto preoccupando.

Ma la notte no

Allora, magari di notte Splinder si velocizza.
Ma io la notte dormo.
Voglio dire: anche se resistessi qui ad allietarvi con le mie sfortunate verifiche e il mio illuminato parere sull'innominabile ministra, arriverei fin verso le dieci, massimo undici di sera-notte.
Lo sapete che è il momento di maggior traffico?
Onde per cui, verso le dieci di sera Splinder divente il Bradipo Giovanni (che non si muove e fa un sacco di danni).
Bene, mi dite voi esperti: mettitici alla una, ad allietarci.
E, sì, buonanotte (di nome e di fatto).
Non gliela fo.
Magari la mattina.
Ecco, per esempio stamattina mi sento la febbre, la tonsillite galoppante, sto rabbrividendo e stu sudando, ma siccome incomincio scuola un po' più tardi, ecco che mi alzo ugualmente alle sei, faccio le cose che devo fare e che ora non sto qui a raccontarvi per vari motivi che ora non vi starò qui a dire… e poi scopro che se apro Internèt il malevolo Splinder impiega qualche decimo di secondo in meno di ieri e mi consente di pubblicare questo ameno e inconcludente post.
Poi, però, la mia mente acuta e pronta, anche tra gli spasimi delle tonsille infiammate si rende conto che voi, ameni e dolcissimi lettori (tranne Musicamauro e Roberto il grigio che invece sono un po' acidi, con me, e questo mi colpisce molto, sappiatelo; e tranne Benza e Tomada che invece sono a volte amari, con me, e anche questo eccetera), voi, ameni lettori che
siete in pensione
siete in ferie
lavorate di notte
lavorate di giorno ma aprite il computer compulsando i blog più ameni del web invece di lavorare,
ecco, voi, carissimi, aprite Splinder (e,, nella fattispecie, questo blog ameno e spiritoso)
di giorno.
Onde per cui, anche se io mi alzo alle sei (della mattina) per diteggiare e arieggiarvi la giornata, voi starete oggi lì davanti al computer mentre il pallino gira gira e la pagina non si carica mai.
E da qui girano anche le palle.
O forse no.
Forse dalle vostre parti tutto è veloce come una spia.
Mah.
Peccato.
Voglio dire: se tutto è veloce non ho più motivo di spostarmi di là, che in questi giorni mi garba di più, chissà perché.
Va bene.
Ora provo a pubblicare.
Se ci mette più dei sette minuti e mezzo di ieri, mi sposto di là..
Se ci mette meno di venti secondi, rimango qui.
Se sta nel mezzo, ci penso.
Intanto così magari mi passa il nervoso per via dell'Innominabile Tonta (non la nomino perché pare che vada di moda colpire innocui e oscuri blog che mostrano le criticità dei nostri ministri e dei loro parenti).