Dieci minuti di intervallo

(contro la stupidità, neanche gli dei…)

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pdp dsa in pdf, bes asl

eeh??

eeh??

Non so, quasi quasi rimpiango i bei temini sull’autunno e cadono le foglie.

Definizione delle norme generali e dei livelli essenziali delle prestazioni per l’individuazione e validazione degli apprendimenti non formali e informali e degli standard minimi di servizio del sistema nazionale di certificazione delle competenze, a norma dell’articolo 4, commi 58 e 68, della legge 28 giugno 2012, n. 92.

Bel titolo, eh?
Comunque, mi sono messa a leggerla tutta, la letterina firmata, uau, da Napolitano, Monti, Fornero, Profumo, Patroni Griffi, Passera e Severino.
Sì, lo so che non è una lettera, ma fa niente.
L’ho letta. Con crescente entusiasmo. perché, a parte che spiegava che cosa sono gli insegnamenti formali, informali e non formali (doppio uau), mi aspettavo che si parlasse di competenze, di definizione degli standard, in poche parole, mi aspettavo che il presente decreto legislativo definisse le norme generali e i livelli essenziali delle prestazioni per l’individuazione e validazione degli apprendimenti non formali e informali, ecc. [/cit.]
Invece. Leggi il resto dell’articolo

Non. ho. parole.

Il video è bloccato, ma potete vederlo qui.

p.s.: stamattina sono andata dal macellaio e gli ho chiesto due fette di prosciutto in più (gratis), ma non ha voluto darmele; e quando è venuto l’idraulico gli ho chiesto di abbuonarmi la mezz’ora di lavoro in più fatta in casa, ma non ha voluto; e al fisioterapista ho chiesto di fermarsi quindici minuti di massaggi in più (gratis), fuori orario, per la mia schiena ma mi ha detto di no.
Sporchi conservatori tutti e tre.
Dovrebbero prendere esempio dai parlamentari amici di Monti: loro sì che liberano risorse lavorando indefessamente.

Sogni e finestre

Siccome la speranza è l’ultima a morire, sono andata a sentire se era vero che c’è una finestra da cui buttarsi a capofitto per la pensione. Nel 2015. Anche se non hai maturato del tutto i tuoi ottandue anni di età e novanta di servizio effettivo (i numeri sono questi, no?).
C’è.
La finestra, dico.
Anzi, dirovvi, se volessi, potrei pure andare in pensione l’anno prossimo.
Dall’1 settembre 2013, per intenderci. Rientro in qualcosa che hanno fatto per cui c’ho l’età per scivolare dalla finestra anche prima di quel che pensassi. Non ho gli anni di servizio, ma lo scivolo me lo offrono (invece della finestra).
Solo che lo scivolo è di metallo, è rimasto al sole con 32 gradi, ci si sale in mutande, e non c’è nemmeno un po’ di vaselina ad aiutare. Vi lascio immaginare il risultato.
Il risultato è: pensione di poco più di metà di quello che prendo oggi.
Me lo posso permettere?
No, non me lo posso permettere.
Andrò in pensione quando avrò maturato.
Se nel frattempo non aumenteranno ancora.
Nel caso, hakuna matata: andrò a scuola con il cornetto acustico, il bastone tripede, e l’assistenza psichiatrica domiciliare.

(La cosa più bella è che mi sono laureata nella prima sessione estiva disponibile. Il che significa che ho frequentato l’Università dal 1° novembre del primo anno ai primi di luglio del 4° anno. Il che significa che, ai fini pensionistici, la mia Università non conta quattro anni, ma tre anni e otto mesi. Sì, perché laureata i primi di luglio, non mi vengono riconosciuti i successivi mesi: luglio, agosto, settembre e ottobre. Se mi fossi laureata dopo, avrei quattro mesi in più di pensione da contare)

après moi

deluge

Troppa carne al fuoco

Sta di fatto che si accumulano cose, e non si sa più da che parte incominciare.
Così che una si prende un giorno di vacanza, metà del quale passata in automobile e metà sulla spiaggia, e qui succede di tutto. Perciò, siccome mentre passeggiavo sulla battigia un po’ vi pensavo, mi sono circolati in testa alcuni titoli, e continuavo a cambiare e allora adesso li metto tutti, i titoli, con qualche appunto, e amen.

Quando il gatto non c’è i topi ballano: questo lo dico perché una personcina garbata come sono io quando mi va di esser garbata va via mezza giornata e quando torna si trova tutti questi bei commenti. Che vi devo dire? Bravi! Avete fatto i compiti anche se la prof era voltata da un’altra parte (a mangiare un’insalatona di pomodori, lattuga, tonno, olive, cipolline, capperi, aceto balsamico ma niente olio, ché fa ingrassare).

MareNubiUna giornàaaataa aalmàaareee…: con quel che segue (per chi se lo ricorda). Abbiamo pagato 30 euro per sdraio, lettino e ombrellone goduti dalla mezza a sera. Che poi io volevo rimanere lì fino al tramonto del sole e oltre, giusto per sfruttare il tutto fino all’ultimo centesimo, ma sta di fatto che rosolare al sole col maritino che odia il sole non è il massimo della vita. Anche se il maritino amasse il sole, diciamolo, rosolare per ore e ore continua a non essere il massimo della vita. Così, quando interessanti nuvoloni neri e grigio scuri si sono addensati alle nostre spalle, abbiamo avuto la scusa per andarcene. Diciamocelo: la vita da spiaggia è bella, ma tutto ha un limite.

Il tempo delle mele: sì, ci siamo, sono andata dalle mie ortolane di fiducia, due matte finite, e una delle due mi ha dato un po’ di mele gialle, un po’ di mele delicious, e un po’ di mele di Biancaneve. Soprattutto gialle, comunque, cinque euro e cinque centesimi, quindi sui due chili. Comprate alle nove perché avevo lo stomaco impazzito dalla mancanza di colazione, e mi sono mangiata una melona gialla subito, appena a casa. Un’altra l’ho pelata per il pranzo, ma il maritino aveva fatto un risottino giallo come si deve, e un arrostino con patate in umido e pure le patate in padella. Sì, vabbè, ho ceduto un filino. Il maritino dice che domani non farà da mangiare, così io faccio la Vera Melagiornata.

Roberto Albani: ecco, parliamo di quest’uomo che ha etero-diretto la vita mia e della mia prima figliola (e per osmosi successive, anche degli altri figlioli), grazie a una rivista da me religiosamente acquistata e conservata per anni. Tra parentesi, pur essendo il mio cartaceo idolo luminare e guida pediatrica, ho scoperto solo or ora che esso è ancora vivente, ben invecchiato e sempre disponibile a dare suggerimenti, fisici e psicologici. Ah, sì, giusto, perché ne parlo? Perché una delle cose che ho imparato da lui è di essere ferma nelle decisioni con i figlioli. Nei rifiuti, per esempio. Ogni volta che dovevo dire “no”, pensavo prima se sarei riuscita a reggere lo sfiancamento cui ti sottopongono i pargoli a una certa età per ottenere ciò che vogliono. Se mi sembrava che avrei resistito, resistevo, e il no era no. Se capivo che avrei ceduto, cedevo subito. In ogni modo, niente incertezze. O una cosa o l’altra. Eh, già, di nuovo: perché ne parlo?
Perché se quei deficienti dei nostri governanti fossero sicuri di quello che fanno e dicono e pontificano e, ahimè, legiferano, non ci sarebbe nulla di male a pagare le tasse, fare sacrifici per la crescita del Paese e via discorrendo. Ma, per tutte le marmellate pediatriche del mondo, come si fa a essere così molli e senza spina dorsale da dire una cosa e due minuti dopo dirne un’altra?
Preparano una legge, un gruppo si mette ad abbaiare, e subito DitoMedioBossi fa marcia indietro e si trascina appresso tutti i giuovani parlamentari che noi lautamente stipendiamo. Vogliono colpire i pensionandi e i pensionati, un gatto sul tetto miagola contrariato e subito lì a dire: ehm, però.
Ora, non è che io sia qui a dire: toglietemi quattro anni di lavoro universitario e mandatemi in pensione con il cornetto acustico, ma, per tutti i reflussi gastroesofagei dell’universo, queste, ehm, personcine politiche che scaldano gli scranni di un’istituzione importante come il Parlamento, non hanno nemmeno il senso del ridicolo? Roberto Albani for PresDelCons!

Freddo torrido: l'ha trovato la Chicca in montagna e me lo ha scritto. Volevo lo sapeste anche voi, caso mai aveste intenzione di fare gite ad altitudini elevate.

In discesa

FotocopieParlamLo so che non dovrei nemmeno pensarlo, visto che il maritino è a casa in ferie da quattro giorni e io da quarantaquattro (35 legalmente riconosciuti e il resto piovuto come la manna dal cielo, visto che il Capo, quest'anno, si è limitato a qualche mail e a qualche chilata di documenti ma non mi ha mai convocato), non lo dovrei pensare, ma lo penso. E lo dico. E lo scrivo pure.
Ormai siamo in discesa. A picco e precipizio verso il primo settembre.
E, a seguire, i virgulti, e la mensa, e le fotocopie che non si possono fare e voglio vedere come farò a fare le prove di livello, senza le fotocopie. Quasi quasi le faccio io a casa, le fotocopie, me le pago, e amen. In terza avrò una trentina di alunni, calcoliamo una decina di pagine per alunno, trecento fotocopie, il mio fotocopiatore di fiducia mi fa uno sconto, secondo me con dieci, quindici euro me la cavo.
Oppure…
Oppure potrei nascondere i miei quindici euro di fotocopie (che la scuola non può permettersi) tra le fotocopie di stampa degli atti parlamentari… Che ne dite? Se ne accorgeranno?

…e me se slarga el coeur…

quorum

Extraordinaire!

premessa: faccio la spiega, perché Elisa ha ragione. Ho parlato sull'onda del collegio docenti straordinario e non ho pensato che per gli altri le pippe mentali della gelmini potevano essere tortuose da comprendere…:
Onde per cui: pensate alla scuola media. Pensato? Bravi.
Ora rispondete: che lingua straniera si studia alla scuola media (obbligatoriamente)?
English, bravi, tre ore alla settimana.
Poi, però, dal 2004, è diventata obbligatoria la seconda lingua straniera (francese, tedesco, spagnolo, cinese, vedete voi, dipende da quale abilitazione ha l'insegnante presente a scuola).
Seconda lingua straniera: due ore la settimana. Si impara assai, con due ore la settimana.
Comunque.
Dal 2007 la seconda lingua straniera diventa materia d'esame
ma,
sperimentalmente,
per english si fa una prova scritta (esame scritto di inglese),
per la seconda lingua si può scegliere. Cioè, ogni scuola sceglie: vuoi fare la prova scritta anche di francese (spagnolo, tedesco, ecc.)? La fai. Vuoi fare la prova scritta di inglese insieme a quella di francese? La fai. Vuoi interrogare in francese soltanto durante l'esame orale. Fai.
Così che ogni scuola si prepara il calendario degli esami dicendo (putacaso): lunedì, tema di italiano; martedì, problema di matematica; mercoledì, inglese; giovedì, Invalsi; venerdì, correzioni; sabato inizio degli orali.
Si sistemano tutti gli orari, magari incastrando i professori che hanno nove classi (quindi devono essere presenti in almeno tre terze medie, e quando fanno la terza A non possono essere anche in terza B e in terza C, onde per cui la terza A fa gli orali di sabato, la terza B di lunedì, la terza C di martedì, sempre per esempio); poi magari si incastrano gli insegnanti che, sempre per via che i tagli non ci sono stati, lavorano in due o tre scuole diverse, e se il lunedì hanno gli esami a Vigolzone e martedì hanno gli esami a Baranzate di sopra, il lunedì a Baranzate non possono fare gli esami, e a Vigolzone non li possono fare di martedì, perché i professori devono esserci sempre e tutti.
Questo lo so perché il mio vicepreside e il mio Preside è da fine aprile che stanno cercando di fare il calendario degli esami in modo che ci fossero tutti e sempre. E contando che per il 30 giugno bisognerebbe avere finito.
Comunque, lavorando da aprile a oggi, e incastrando i professori che hanno tre terze medie e quelli che hanno due o tre scuole, per il cui caso bisogna ogni volta mandare il calendario anche alle altre scuole e chiedere: possiamo tenere il professore Ciccio Bombolo a fare gli esami di martedì?, al che l'altra scuola risponde: veramente di martedì lo avrei già messo io, al che la mia scuola propone: 'spetta che proviamo a mettere Bombolo mercoledì e a spostare Cannoniere al martedì, va bene?, e quella risponde e poi… Insomma, avete capito, lavorando da aprile a metà maggio, nella mia scuola la settimana scorsa è venuto pronto il calendario degli esami.
E adesso?
Adesso bisognerebbe rifare tutto da capo.
Perché?
Perché i due qui sotto hanno deciso che anche la seconda lingua deve avere un voto, quindi, ad esempio: trovate un giorno per fare l'esame scritto.

Dunque siamo qui, col caldo che fa sudare i nostri alunni anche se, come sempre, non s(t)ud(i)ano una beata mazza;
con le relazioni finali che incombono;
con i colloqui d'esame da preparare,
gli scrutini da cominciare,
le lettere da spedire ai genitori per dir loro che il loro caro figlio, dopo aver inanellato la media del 3,49, potrebbe persino (ovvove!) essere bocciato,
i genitori da chiamare per dire quello che avete appena scritto nella lettera;
con gli assistenti sociali che si svegliano improvvisamente e scoprono che nelle nostre classi sono permanentemente insediati da tre ai cinque casi pietosi;
con i programmi da finire,

e    con

la Gelmini e l'ineffabile Max Bruschi!

che il 25 maggio, alle ore cinque del pomeriggio…
spediscono alle scuole una circolare
che le scuole vedono il 26 maggio,
con la quale modificano lo svolgimento degli esami di terza media.
E' una circolare che ritiene
                              e
                             ravvisa l'opportunità
ma, se qualche scuola avesse dei dubbi,
l'ineffabile Max, a domanda, risponde al telefono che è un obbligo.
E' una circolare: sarà bloccata tra un po' perché prima di una circolare che modifichi l'esame ci vuole la legge relativa
(oh! Ma quella  §✃✖!!☠†  non ha ancora imparato!!),
ma intanto:
ci troviamo
per un collegio straordinario
per modificare l'esame e inserire obbligatoriamente la prova scritta di seconda lingua
(anche quelle scuole che non la prevedevano);
e se non è scritta sarà orale, ma dovrà avere un voto a parte,
perché così si dice e si vuole,
a fine maggio,
nelle alte sfere.

Portavoce birichino

"Era stata annunciata in pompa magna la presenza del Ministro della Giustizia italiano Angelino Alfano in un convegno, ospitato dall'Università Humboldt di Berlino,[…] in aula si erano sollevati cartelli in italiano e tedesco contro il Ministro, […] Alcuni studenti italiani hanno anche cominciato a gridare: "Avete giurato sulla bandiera della Repubblica italiana". Il portavoce dell'università più volte è intervenuto per cercare di far togliere i cartelli e per invitare a avere comportamenti simili, ma senza alcun risultato."