Dieci minuti di intervallo

(contro la stupidità, neanche gli dei…)

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La Splendida Ciclista Enciclopedica

Ho avuto conferma. Altre colleghe sentono l’afrore della prof. Ciclista.
Ma la prof. Ciclista è una persona intelligente, e ha capito che, dopo sei intrusioni in classe per intervistare i miei virgulti che non avevano bisogno di essere intervistati, e dopo che ho preso Reuccio che stava chiacchierando con lei in corridoio e l’ho riportato in aula a fare il suo dovere, commentando la performance della collega che stava in corridoio a chiacchierare con un alunno, e dopo un altro paio di episodi di questo genere, ecco, la prof. Ciclista ha capito che è meglio se mi sta alla larga.
Per dire che magari adesso sa di buono, eh. E’ solo che io non la annuso da qualche giorno.
Il fatto è, però, che qui mi interessa la sua strategia lavorativa.
Ora, diciamo subito che sappiamo ormai tutti che ha lavorato in Università (tanto di cappello), poi hanno soppresso il suo corso (non ho capito perché) e allora lei ha cominciato a fare domanda di supplenza nelle scuole. Adesso è in qualche fascia che non so ed è arrivata fino a noi. Quando uno dice la fortuna.
L’altra cosa che abbiamo saputo è che lei non è lì per caso.
Ha spiegato in sala prof che l’anno scorso lavorava per la nostra Capa nell’altra scuola, e ha lavorato così bene e con risultati così Splendidi, e ha un rapporto così Splendido con i suoi alunni e anche con i miei e con quelli degli altri, che la Capa l’ha fortemente e Splendidamente voluta anche in questa scuola.
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Primo giorno di scuola

Per noi è stato il primo giorno di scuola.
Mi piacerebbe parlarvene ma, come ho appena risposto al maritino (a casa con la macchina guasta)
non ce la posso fare
(ho visto tante di quelle storture e stupidate stamani, che metà sono abbastanza).
In compenso:
Il tesoro vieta di usare la spending review per dare 45 milioni alle scuole;
però…
Dà l’ok a 213 milioni per le guerre.
Meno male che la Giannini (quella dei 150mila assunti) dice subito:
“non sono tagli, ma solo accantonamenti necessari per motivi di contabilità. Tuttavia, faremo di tutto per non applicarli”.
Posso ridere?

#noncelapossofare

Come ridevo

La CapaTórta durante ununa delle sue diaboliche pensate

La CapaTórta durante ununa delle sue diaboliche pensate

Come ridevo quando sentivo che
il dirigente si chiudeva in presidenza e non si faceva più vedere;
in segreteria si poteva entrare solo una alla volta, e a discrezione delle applicate;
in segreteria c’era una riga rossa e guai a chi la oltrepassava;
per parlare col dirigente dovevi fare domanda scritta (uahahahah, grasse risate);
il dirigente leggeva la tua domanda scritta quando gli portavano i fogli da firmare e poi decideva (ih ih ih ih, ho le lacrime agli occhi dal ridere);
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Domino

Stamattina c’erano i consigli di classe delle prime.
Siccome io non sapevo se sarei stata in prima o no (nessuno mi ha detto niente di preciso e ufficiale), ho pensato di non andare.
Poi sono andata ugualmente (il dovere, in fondo sapevo che, avevo già un sacco di materiale da fotocopiare, eccetera).
All’entrata vedo Bifida Activissima che mi saluta con un sorriso da qui a là.
Ora: se io non avessi saputo da chiacchiere su chiacchiere della scorsa settimana che Bifida aveva gentilmente chiesto alla Capa di spostarla nella mia sezione, e se non avessi saputo che la Capa ha accontentato ogni e qualsivoglia insegnante e genitore sia andato a fare un po’ di centu [*] in presidenza,
ecco, se non avessi saputo ciò, mi sarei spaventata.
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Gusci

non bussare, non apro

non bussare, non apro

Sono uscita dalla mia tana estiva e sono andata a cercare un quotidiano e un noir.
Ho parcheggiato e mi ha chiamato Linda Legs. Mi ha tenuto ferma a parlare della CapaTórta mentre un mendicante alle nostre spalle suonava la Capinera e diceva grazie grazie.
Sono andata a prendere il quotidiano e il noir e uscendo ho sbattuto contro Marina la Maestrina.
Sono corsa alla macchina e mi ha bloccato la Toccafondi (chissà chi se la ricorda, la Toccafondi) perché c’è un certo progetto…
Ora, capitemi: lo so che ho fatto sei mesi di vacanze (peraltro chiusa in casa perché non so voi come fate, io col mio stipendio, il mutuo e le rate dell’auto, è ancora tanto se sto in casa), lo so che dovrei essere riposata, so anche che, col Capo, mi sarei già messa lì a preparare roba, ma quest’anno… quest’anno, no.
‘un gliela fo.
Volevo andare a prendere un po’ di pane carasau ma ci ho rinunciato e sono rientrata nel guscio.

Meditazioni

ohè!

ohè!

Dirò una cosa banale, ma c’è qualcun altro di voi che sta lavorando al computer con felpa, sciarpa, aspirina e meditando (appena smette di piovere) di uscire a prendere qualcosa per il mal di gola?
E nessuno medita di accendere il riscaldamento o di mettere un paio di scalfarotti di lana?

Protetto: …si rivede

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Nun ce la pozzo fa’

fido compagno di una decade

fido compagno di una decade

Mia nonna diceva: la rabbia della sera tienila per la mattina; la rabbia della mattina tienila per la sera.
E via così.
Sono nove giorni che, tra sera e mattina, mi tengo fra i 38 e i 39 di febbre. Oggi, se doppio le cinque di pomeriggio, è il primo giorno che non prendo tachipiraus. E’ anche il primo giorno che ho mangiato.
Lasagne.
Il mio vecchio medico (chiamato a soccorso dopo che il nuovo medico mi ha imbottita di tachipirina 1000 per telefono) mi ha detto che, tra nausea, vomito e resto, meglio lasagne a brodini e latte caldo.
Comunque, per dire, sono diminuita un chilo.
Una settimana di digiuno e diminuisco un chilo?
‘Fanculo la dieta. Non serve a niente nemmeno stare a digiuno (rabbia).
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Protetto: Blow off steam

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A parziale giustificazione dell’assenza

Ho due gatti. O tre. O quattro. Certe volte mi sembra di aver perso il conto.
Li abbiamo tolti dal grande giro della vita che si riproduce (nel senso: loro ci sono, vivi e vegeti, ma non si riprodurranno). Sono stati dimessi lunedì l’altro, prendono antibiotici e una polverina. Stanno bene, credo, ma devo tenerli in casa, confinati, un altro giorno o due, dar loro da mangiare, pulire la cacca, stare attenta che la disgraziata della gatta non faccia pipì ovunque.
Ho tre figli. Una figliola fa per tre, quindi fa sei. Devo portarle da fotografo la pellicola, comprarle del tulle nero, procurarle delle matita 1b, 2b, 3b, 4b, 5b, e delle solette protettivo profumate per i piedi. Un figliolo fa di tutto per farmi dimenticare che, in prima media, era gentile, appassionato, educato, interessato, pulito e intelligente. Stamattina tre quarti d’ora davanti al computer per risolvere un suo problema di cellulare (sapete, quelle cose che dite: guarda che se fai così poi vai sotto zero, e lui dice: na! na!, ho le offerte, ho le offerte, e voi dite: le offerte partono col numero nuovo, con questo provvisorio non le hai e lui dice: na! na!, ho le offerte, e poi va sotto zero così che, quando le offerte devono partire, non partono. Leggi il resto dell’articolo