Dieci minuti di intervallo

(contro la stupidità, neanche gli dei…)

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Acculturiamocitevi

Allora, è arrivato anche a voi?
Il Campionato Italiano di Cultura Generale?
Che già così, solo a sentirlo nominare, mi è venuto uno s-ciopone e ho pensato: ecco, adesso ci mando la mia seconda alla cultura generale, quella che pensa che L’America si chiama così perché non l’ha veramente scoperta Colombo, ma prima è arrivato Américo, ai tempi dei Vichinghi.
No, per dire che io ho preso il foglietto del Campionato e l’ho messo là.
Così il Capo mi fa: Prof, ora lei diventa responsabile del Campionato, iscrive la scuola, faccia di qui, i codici di là, e così via.
Ecco.
Ho fatto.
Ho copiato tutte le istruzioni e le ho affisse in cinque punti di versi della scuola, così che ho avuto la fila delle colleghe che arrivano durante la spiegazione del baratto e dell’inflazione a chiedermi che cosa dovevano fare per fare le cose che avevo scritto di fare sulle istruzioni che loro ah, scusss, non le avevo lette.
Poi ho fatto una prova, così tanto per vedere che cosa si intende per cultura generale. Ecco qui: Leggi il resto dell’articolo

Vivo verde

Siccome il post sulla cocorita mi mette malinconia [*], parlo di qualcos’altro. Non di scuola.
Faccio intervallo (da quanto tempo non si facevano intervalli, qui?)
Parlo di bellezza.
E chi lo avrebbe mai detto?
Ma tra poco proverò creme e cremine per vedere se miglioro, e così mi tolgo di mente le brutte cose della scuola. Intanto sono creme e cremine da agricoltura biologica, non testate su animali (avevo proposto Frontman, ma mi hanno detto: no, sugli animali no).
Poi sono di grande catena che vuole “sensibilizzare le persone sui temi della salvaguardia dell’ambiente e per realizzare concretamente un’economia sostenibile” (se non penso ai miei alunni di seconda e ai loro genitori, mi sembra persino un’operazione possibile)
Poi non contengono parabeni, siliconi, PEG e polimeri.
Se mi dicono che non contengono nemmeno Profumo, sono a posto.

[*]sì, lo so che c’era un asterisco, ma tra là e qui mi sono dimenticata perché l’ho messo]

Oui, je suis Sophie Marceau

dieta mele

Qui Delta Zero, qui Delta Zero

BigProfE ho detto tutto, ma non mi arrendo. Anche se oggi sembrerò ignorare la situazione per passare subito ad altro. Perché, a dir la Vèrité, qui si lavora per la scuola incipiente e incombente, e ogni tanto, per far prendere aria alle meningi, si farà un tour virtuale qui e là. Qui, soprattutto.

p.s.: dodici gradi meno di qualche mattina fa. Chi si lamenta ancora del caldo, lo picchio.

Facciamo che sia lunedì

BigProfNo, no mi ero dimenticata.
E' stato il maghetto che mi ha confuso e tenuta occupata la mente.
Ma la regolare pesata c'è stata.
E diciamo che, sia pure con la mia pesa casalinga, abbiamo mantenuto il ritmo.
E diciamo pure che, nonostante la notizia deludente che a mezzo litro di acqua corrisponde mezzo chilo (e dovrei così aumentare due chiletti al giorno, anche se qualcuno mi rassicurerà dicendomi che l'assorbimento e via così), ecco, diciamo pure che il mio ∆ rimane di mezzo chilo.
Quanto a zucchine e pomodori, abbiamo "tirato su" tutto, visto che ormai stentavano. Ieri ho fatto l'ultimo pesto, pure.
Volevo togliere qualche lacrimuccia alla BigProf, ma gliela lascio ancora. Vediamo la settimana prossima. Con la scuola che incombe, può darsi che dimagrisca al solo pensiero 😛

Però è ferragosto

BigProfCosì, dai, questa settimana, anche se la bilancia è sempre lì dov'era, ci concediamo una vacanza (plurale majestatis?).
Per punizione, mi leggo l'ultimo di Harry Potter e preparo il gioco di carte geografico. O il gioco geografico di carte? O il gioco di carte geografiche? Mah… So solo che ci vuole un sacco di tempo, uff.

Via il dente, via il dolore

BigProfEh, sì, confessiamolo subito, e amen.
Nessuna variazione, questa settimana. Nessuna che possa essere registrata dalla mia bilancina domestica, per lo meno. Magari, avessi una pesa di quelle tutte moderne ed elettroniche, costo 238 euro con sconto, magari rileverebbe che il peso è lo stesso ma la massa grassa è diminuita di tre grammi. Magari, non so.
Certo che se avessi una pesapersone da 238 euro, probabilmente avrei anche un personale trainer che mi frusta per farmi correre ventotto chilometri tutte le mattine.
Ma sto divagando, e torno sul pezzo per tranquillizzare. Visto che il post del lunedì ha avuto uno sproposito di commenti, avviso: il dottore (detto medico) mi ha detto che devo mangiare un po' meno (amen) e niente troppi gelati o troppo latte fresco intero (per via del colesterolo). Tutto qui.
Io non sono angosciata dalla dieta. Cerco soltanto di evitare tre cornetti al cioccolato di fila e quattro ghiacciolini morbidi alla frutta dietro. Non ripulisco più la padella della pasta alla carbonare. Cose così.
Probabile che, se non ci fosse il lunedì, avrei trasceso un po' di più, ma vi carico di questi sensi di colpa: ieri sera, mentre guardavo un filmone affittato dal maritino, un bel giallo che facevo finta di non avere ancora visto mentre lo avevo già visto perché sto stirando, di giorno, e mentre stiro guardo i filmoni, ecco, nel mentre mi è venuta una fame mostruosa e mi sono mangiata mezzo panino con un'insalata capricciosa comprensiva di maionese, che dovrei evitare. E mentre mangiavo non stavo bene, no. Per nulla. Mi sentivo male all'idea che stamattina avrei notato che on ero diminuita per nulla e avrei dovuto confessarvelo.
Colpa vostra. Mi avete fatto mangiare la capricciosa piena di rimorsi. Non me la sono nemmanco goduta. La prossima volta non la mangio più.

(per inciso, mancano 23 giorni all'ora X, sigh, comprese le domeniche)

Gruppo di aiuto aiuto per la ciccia (della prof)

…altrimenti detto: gruppo di auto aiuto (della prof) per la ciccia (così ragionate anche sulla posizione del complemento di specificazione nella frase, bravi).
BigProfAllora: diciamo subito che io non posso avere l'angoscia di non mangiare più gelati e in più di pesarmi ogni giorno.
Onde per cui propongo una pesata a settimana e visto che casualmente tutta la faccenda è iniziata di lunedì, eccomi.
Ho bevuto il bicchiere d'acqua col limone, ho usato il latte scremato (ma niente marmellata, c'è pure il colesterolo in  ballo, pure!), stamane ho fatto una pedalata a digiuno (però in città, non so se vale, e per motivi terribili che non posso nemmeno confessare), e vi comunico la variazione del peso (ma non il peso in assoluto, certo!, ci mancherebbe :-P).
Da lunedì 25 a oggi: meno mezzo chilo.
Ora, via, si aprono le danze.

Ma quanto son grassa

Bene, ora che siete tutti lì a pensare che dormo tutto il giorno, posso informarvi che i bagni sono quasi splendenti, le zucchine sono state messe sottovuoto (in agrodolce), dopo avervi adeguatamente informato passerà alla terza informata di pesto fatto in casa (il figliolo dice che è più buono il mio di quello comprato), e poi andrò a correggere la tesi.
La tesi? Quale tesi?
La tesi di una gentile alunna, obbio.
Perché, insegni all’università?
Mannò, mannò, non ve lo avevo già detto? Della signora che viene a cercarmi a scuola e il receptionist non mi trova (ha un raggio d’azione di cinque metri, e io ero a dodici metri di distanza da lui, per forza non mi ha visto), e allora, quando entro nei cinque metri e mi vede, mi dice della signora e mi dà un numero di telefono e io telefono e sento una voce sconosciuta che mi dice: eh, prof, si ricorda di me? Sono quella che gliela dava buca a tutte le interrogazioni!
Allora mi è venuta in mente! LaBuca! Quella della terza P (come Preferiti). È stata la mia prima classe vera e propria, dall’inizio alla fine! Quella del mio compositore preferito! Quello dell’alunno che saltava da una finestra all’altra avendo due piani di cortile sotto il sedere! Quella che portavano tutti e ventotto la sveglia e poi la facevano suonare tutti insieme durante la verifica col prof. Magli (che c’era già allora)! Quella dove la Famciulla veniva a lezione di nuoto con un costume che il prof. Vacuo (che, anche lui, c’era già allora) gli cadevano le biglie degli occhi e comunque la Famciulla ora c’ha una figlia più grande della mia (per dire come funzionavano i costumi allora). Però non è figlia del professor Vacuo, ohè!, cosa andate subito a pensare!
Insomma, per farla breve, LaBuca era in quella classe lì, ma io no nl’avevo mai sentita parlare in vita mia, e perciò come potevo ora riconoscerla? Fatto sta che mi dice: visto che lei è così brava (gongolo gongolo) mi aiuta con la tesi?
Da qui la mi annotazione più sopra: finito qui, vado a correggere (“vado” lo dico per modo di dire, ché son sempre seduta qui al computer.
E prima di dire che son brava, avviso: la correzione della tesi (e poi di altre cose incerte e vaganti) ha un suo perché: se son qui seduta a correggere (o a vagare incerta con altre cose), non mangio.
Signori, è cominciata la dieta.
ProfeBigStamattina mi sono pesata, e poi mi hanno tirata su di peso (appunto) dal pavimento, che ero andata là come un salame dallo spavento.
Ora, datosi che la figliola è appena andata a casa di un’amica per tre giorni di mare e si è portata tre gonnelline che io mettevo dopo il terzo figlio nelle quali io adesso non entro nemmeno per metà, è ovvio che c’è un guasto. Tra l’altro, la cosa del terzo figlio l’ho detta così non dite che son aumentata di peso perchéProfeThin ho avuto tanti pargoli. Mica vero.
L’opinione del maritino è che invecchio, e non c’è nulla da fare.
L’opinione mia è che bisogna correre ai ripari, intanto che Non Sono Ancora Vecchia.
E magari a fare questa uscita pubblica, voi mi tenete sotto controllo. Oppure mi date delle dritte.
Cioè, oltre a dirmi di non mangiare più gelati (va bene), di non strafogarmi con latte e biscotti la mattina (ok), di non fare lo spuntino alle undici (sì, sì), di non finire i peperoni ripieni ché se no dopo vanno a male (putost che roba ‘vansa, crepa pansa), di non fare merenda alle cinque (no, son qui a scrivere, vedete che funziona?), ecco, oltre a queste cose che son capaci tutti di dirle, c’è un trucco? Dite. Son qui. Dimagro.
A settembre sarò così sottile e affilata che morderò il primo collega che mi capiterà a tiro.
Speriamo sia buono.

A concrete truck mixer

Eh, sissì, le news.. le news. Le notizie. Che notizie?
Intanto, la notizia che da lunedì, praticamente, non sono più riuscita a scrivere qualcosa per il blog.
Anche adesso, à dir la verité, dovrei scrivere dell’altro, sissì.
Ma mi sono detta: perbaccolina! (io spesso mi dico: perbaccolina!, sono un po’ strana a volte, mah), perbaccolina, dunque, dicevo, ho detto a me stessa (mi ripeto per via del fatto che forse vi eravate persi, perché con ‘ste parentesi… e continuo a usarle, pur sapendo che quando apro una parentesi poi viene spontanea una doman… aprirne un’altra e un’altra ancora, potrebbe persino esserci una sindrome da parentesi, una comincia e non finisce più, se passa di qui Umberto Eco gli viene uno s-ciopone, perciò permettetemi, adesso metto un:) punto.
Rifo.
Mi sono detta: perbaccolina, com’è come non è, non hai più scritto sul blog.
Ma dunque, che cosa hai fatto tutta questa settimana, perbaccolina!
Lunedì: ho portato la mater a fare degli esami e la figlia dall’oculista (questa la sapete già). Poi sono andata a prendere i risultati degli esami (tutto bene, grazie) e li ho portati a un medico che li voleva. Nel mezzo, ci ho infilato sei ore di scuola più la mensa ma un’ora era buca perché non mi hanno dato la supplenza. E la sera sono stata su a stirare e a vedere Inception, che è un bel film ma è finito a mezzanotte e un quarto.
betonMartedì: cinque ore di scuola, con due buchi e uno: supplenza, e poi a casa a mettere il collirio alla mater, e poi a scuola per i consigli di classe e poi a casa ma non sono riuscita a entrare perché c’era quella roba lì davanti, corri fuori a parcheggiare da qualche parte e corri a casa a non fare il verbale del consiglio di classe e prepara una scheda con testo immagini eccetera, ora non vi posso dire di più ma mi serviva per la sera che poi sono andata a casa a mezzanotte meno un quarto, a me le ore piccole creano qualche problema, cominciavo a ondeggiare.
Mercoledì: cinque ore come sopra e poi a casa a correggere le verifiche di geografia, ma come?, dite voi, non ci dici niente? No, che non vi dico niente, in questo momento sono sovraccarica di Lituanie messe al posto del Mar Nero e di mar Adriatico messo al posto dell’Oceano Atlantico, meglio dimenticare. E poi ho avuto un lampo che il giorno dopo era il giorno della memoria e avevo previsto questo e quello ma non si poteva: tutte le aule video occupate, tutte a fare vedere La vita è bella e Train de vie. Allora ho pensato un’altra cosa (che mi è venuta in mente grazie a Prof2009; Prof, se passi, sappilo, poi ti dico) e sono corsa dal cartolaio a prendere questo e quello, non posso dirvelo, perché poi mi riconoscete. Non nel senso che sono l’unica in Italia ad essere andata dal cartolaio mercoledì, ma nel senso che poi insomma, la rete, di qui, di là. Comunque, sono andata e sono tornata anche con il pane. E poi ho dovuto compilare il curriculum europeo, avete mai fatto? È una cosa lunghissima, sono andata a vedere come l’ha fatto il mio Capo e mi sono spaventata da tante cose ci ha messo, un po’ ho copiato, un po’ ho pensato bene a tutto quello che ho fatto e alla fine ci ho messo anche le figu; cioè, non ci ho messo fisicamente le figu, ma ho scritto: so fare le figu (competenze artistiche). Me l’ha detto mia figlia di metterlo. Però non mi ha fatto mettere: so lavorare a maglia. Amen. Ho finito alle otto meno un quarto. Ho mangiato una schifezza e poi sono andata alla commissione scuola del paese dove insegno. È stato interessante: ho imparato che uno degli esperti del comune è un luminario, che noi monitorizzavamo la scuola e che un progetto in cui secondo me è molto limitativo. Sono andata a letto a mezzanotte tutta contenta.
Giovedì a momenti non mi svegliavo. Invece mi sono svegliata e ho portato a scuola (quattro ore senza buchi) tutto il daffare di cartoleria del giorno prima e ho detto: bene ragazzi, oggi si fa questo e quello. Ma prima, tanto per creare l’atmosfera, ché il diario di Anna Frank lo conoscevano già e L’albero di Anne uguale, ho buttato lì la lettura di Se questo è un uomo, e meno male, ché un silenzio così in classe è difficile.
Poi si sono scatenati con il lavoretto (quello della cartoleria che non vi posso dire), ci abbiam messo tre ore ma è stato bello. E poi sono andata a casa e ho detto: ora dormo. Invece salta fuori che era il giorno degli occhiali, che bisognava prendere su la macchina e andare in grande cittadina a cercare un paio di occhiali, anzi, Quel Paio di occhiali, e in grande cittadina Quel Paio non c’erano, allora va in grande e famoso centro commerciale in mezzo alla campagna, e lì Quel Paio c’era e costava 220 euro, dimodoché a grande e famoso centro commerciale di pianura e campagna han sentito un po’ di urla, ma non c’è problema, siamo tornate a paesello a prendere Quel (Quasi) Paio di occhiali che costava la metà, con la figliola che prima vuole una montatura da 220 euro (che, ripeto: col cavolo) e poi vuole le lenti leggere graffiabili e piene di riflessi, che tanto, si sa, quando non ci vedi l’importante è la montatura.
Ve l’ho fatto lunga per dire che è stata lunga anche ieri e siamo tornate che era già buio e io ho detto: domani mattina lavo la roba blu, la roba gialla, la roba grigia, faccio andare la lavastoviglie, preparo l’arrosto per stasera, scrivo un libro, rispondo alle mail, faccio finalmente il verbale e leggo il nuovo libro di storia che mi hanno dato.
Diciamo che l’arrosto l’ho messo sul fuoco, ecco.

(volevo dire in particolare ad Angiò che sono sfinita)