Dieci minuti di intervallo

(contro la stupidità, neanche gli dei…)

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Vorrei incontrare le pietre [cit] ma vi metto le figu

In realtà, vorrei aver finito di correggere le carte mute (mi aspetta una domenica bestiale [ri-cit], per potermi mettere lì a farvi la figu (ve’, quanto vi voglio bene), ma
dopo essere tornata da scuola
ho scoperto che internet non andava.
All’inizio volevo solo avvisarvi che se vi va di iscrivervi (magari con una mail di comodo) a Zzub, l’indirizzo cui farlo è sempre questo. E che scade domani sera alle 23.59.
Volevo avvisarvi ma ho dovuto telefonare al mio gestore telefonico.
Ho passato qualche minuto di gentile attesa e poi ho parlato con Gaia (grazie, Gaia), che mi è sembrata competente e gentile, ma dopo la conversazione e i controlli mi ha costretto a uscire di casa e vagare per la campagna padana a cercare un filtro adsl nuovo (l’ho trovato).
Sono tornata e ho cambiato il filtro adsl (volete ridere? La Gaia mi dice: “… perché, signora, se è un anno, un anno e mezzo che ha il filtro, magari non va più, bisogna cambiarlo”. Grazie, cara, sono dieci anni che ho su il filtro e ormai si è incrostato. Comunque, ho dato retta e l’ho cambiato).
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Il viaggio del figliolo /1

L'appuntamento

L’appuntamento

Allora, Figliolo dice che con i soldi che ha guadagnato al super vuole andare quattro giorni all’estero con i suoi amici.
Bon.
I suoi amici vanno su *famosogruppointernazionalediscontivari* e bloccano la possibilità di andare a Barcellona, Praga, Berlino.
Poi scartano Berlino perché troppo cara.
Poi scartano Praga perché non ho capito bene.
Rimane Barcellona.
Loro scelgono Amsterdam.
Anche qui non ho capito bene.
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Fuori due

Cioè, non del tutto, metaforicamente parlando, la strada è ancora lunga, eccetera.
ma un passo avanti lo s’è fatto… Leggi il resto dell’articolo

et habemus maritinum…

buste di carta per gettare la carte e le buste

buste di carta per gettare la carte e le buste

Il marito esce dal ripostiglio trionfante, con in mano una scatola di detersivo per lavatrice.
In momenti di magra come questi (c’avete fatto caso? La metà del mese corrisponde ormai a momenti di magra…) anche tale ritrovamento dona speranza e gioia.
Comunque, dopo il felice ritrovamento, il maritino si è sistemato sul divano (c’è per caso qualche altra partita del mondiale?). Leggi il resto dell’articolo

(ri)habemus Ciccium

Devo dire che tra scrutini alla minchia di cane leggera, firme farlocche, votazioni fuori legge, colloqui non dovuti ma fatti, preside latitante, l’anno stava finendo davvero maluccio.
Per fortuna, che storia!, l’altra sera è successo l’insperabile.
La figliola grande aveva voglia di un gelato, se ne è uscita con un (ex)compagno di classe

Stremato e sporco

Stremato e sporco

e una volta in centro paese (centro città? centro cittadina?) ha notato una gattone rosso spelacchiato e gnaulante. L’ha preso, se l’è fatto scappare, con graffi annessi, l’ha ripreso e l’ha portato a casa.
Così, un mese e quattro giorni dopo la scomparsa, nuntio vobis gaudium magnum:
ri-habemus Ciccium!
Sporco, grigiastro, spelacchiato, pieno di pulci e con una fame arretrata che ci ha costretto a tenerlo a stecchetto e a nutrirlo piano piano ogni due ore (fosse stato per lui, si faceva fuori otto etti di scatolame in un amen).
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Shhh…

Meglio zitti che male accompagnati

Meglio zitti che male accompagnati

Avere un figlio musicista e musicologo, che si è potuto dedicare all’arte solo dopo un fallimentare esperimento scientifico (inteso come liceo) e con due anni di ritardo sui compagni (intesi come pivelli che si sono iscritti con lui in prima quando lui aveva l’età per essere in terza), anni di ritardo dovuti al fatto che, in precedenza, quel liceo (musicale) non esisteva…
ecco, tutto ciò comporta vantaggi e svantaggi.
I vantaggi sono: il nuovo liceo è in un’altra città, ho il figlio fœra di ball per più tempo; il figliolo è grande, se la cava da solo, non vado più alle udienze individuali, solo a quelle generali, per dare soddisfazione ai poveri insegnanti e per parlare col prof di italiano (grazie, prof, lei è un grande); il figliolo sta usando la scuola su misura dei suoi progetti futuri, cogliendone il meglio (per sé) e macinandolo per ottenere ciò che vuole; non compro più quaderni e penne, tanto lui è grande e i compiti non li fa; si è trovato un lavoro part-time per acquistare gli strumenti che gli servono (intesi come synth, cavi, corde, microfoni e compagnia).
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Giorno libero con disclaimer

Nel mio giorno libero, così sono

Nel mio giorno libero, così sono

Si sa che noi insegnanti siamo fortunati. Abbiamo la possibilità di giorno libero.
La possibilità, per inciso, vuol dire che se il giorno libero, per qualsiasi motivo, nell’orario scolastico non salta fuori, amen. È vero che ormai, il giorno libero è diventato prassi, ma, ripeto, se salta, pace all’anima sua (e chi non ha il giorno libero, si rassegni). Il contratto infatti dice semplicemente che il nostro orario in classe deve essere distribuito in non meno di cinque giornate settimanali. “Non meno” vuol dire che, se per caso, nel fare l’orario, didattico, bellissimo, con equa distribuzione delle materie di studio [*], eccetera, se, dicevo, per caso salta fuori che voi avete due giorni liberi… Niente. L’orario si deve rifare, anche se così viene fuori che al sabato i miei virgulti hanno tre ore di lettere e due di matematica perché quel giorno il collega di musica è impegnato in altra scuola o in altre tre o quattro sezioni. Amen.
Oggi sono quasi mistica, lo avete notato?
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A parziale giustificazione dell’assenza

Ho due gatti. O tre. O quattro. Certe volte mi sembra di aver perso il conto.
Li abbiamo tolti dal grande giro della vita che si riproduce (nel senso: loro ci sono, vivi e vegeti, ma non si riprodurranno). Sono stati dimessi lunedì l’altro, prendono antibiotici e una polverina. Stanno bene, credo, ma devo tenerli in casa, confinati, un altro giorno o due, dar loro da mangiare, pulire la cacca, stare attenta che la disgraziata della gatta non faccia pipì ovunque.
Ho tre figli. Una figliola fa per tre, quindi fa sei. Devo portarle da fotografo la pellicola, comprarle del tulle nero, procurarle delle matita 1b, 2b, 3b, 4b, 5b, e delle solette protettivo profumate per i piedi. Un figliolo fa di tutto per farmi dimenticare che, in prima media, era gentile, appassionato, educato, interessato, pulito e intelligente. Stamattina tre quarti d’ora davanti al computer per risolvere un suo problema di cellulare (sapete, quelle cose che dite: guarda che se fai così poi vai sotto zero, e lui dice: na! na!, ho le offerte, ho le offerte, e voi dite: le offerte partono col numero nuovo, con questo provvisorio non le hai e lui dice: na! na!, ho le offerte, e poi va sotto zero così che, quando le offerte devono partire, non partono. Leggi il resto dell’articolo

Buonanotte, fiorellini

il freddo dentro

il freddo dentro

Avevo delle alternative? Alternative alla delizia di tornare qui sul blog a riempire l’aere di stupidaggini personali e professionali?
Sì, le avevo.
Uno: stirare due macchinate di roba scura. La rinuncia allo stiro non è dovuta a cattiva volontà (da quando mi guardo i telefilm della serie Luther mentre stiro, sono diventata una stiratrice ammirevole e dedita), ma al fatto che il maritino ha infornato la seconda crostata. Ora, prima di elevare al cielo lodi, inni e cantici molto poco spirituali, tenete presente che è tutt’estate che cerco di rifare la dieta delle mele, e il maritino ricambia con pesche al cioccolato e amaretto, e due crostate. Comunque, non so a casa vostra, ma a casa mia quando c’è acceso il forno, se accendo anche la stiratrice salta tutto. Perciò, per ora, niente stiro, niente Luther. Leggi il resto dell’articolo

Son soddisfazioni anche queste

voilà, quasi finito

voilà, quasi finito

Che vi devo dire? Io esulto di gioia quando, e aumenta di qui e diminuisci di là, lo scalfo manica prende esattamente la forma che dovrebbe avere se lo avessi disegnato e tagliuzzato con un paio di forbici. E invece.

(e aspettatevi pure il post
con il maglione finito!) Leggi il resto dell’articolo