Dieci minuti di intervallo

(contro la stupidità, neanche gli dei…)

Archivi delle etichette: stanchezza

Contrastanti emozioni

Mi sento tranquilla, persino mentre correggo le verifiche di geografia di quelli di terza (“quelli di terza” non ha un tono tanto tranquillo, ma giuro che sono rilassata e leggera mentre cancello le loro cazz cretinate).
Mi sento rilassata, magari un po’ al freddo, ché non ricordo più come programmare per benino la caldaia (cioè, per ricordare, mi ricordo, e infatti è tutta programmata, on di qui e off di là; è solo che non riesco a mutare faccia alla temperatura, così che, quando è il momento dell’on, la temperatura richiesta è ancora di 16 gradi e col cavolo che lei si accende). Lei sarebbe la caldaia, umanizzata a sufficienza per fare di testa sua.
Comunque, dicevo, mi sento tranquilla, anche pensando alla CapaTórta, che mi ha tolta dalla mia aula-pollaio (dove finalmente ha fatto mettere la LIM)[*], e ci ha messi in un’aula stretta e lunga come un corridoio, dove metterà la LIM in questi giorni, posizionandola (visti gli attacchi) appena dietro un pilastro che spunta dal muro; mi sento tranquilla pensando che non ho ancora consegnato i verbali degli scrutini dell’anno scorso e nessuno se n’è accorto e io li tengo lì e vediamo chi lo scopre per primo; tranquilla pensando che non ho ancora consegnato le programmazioni di quest’anno e nessuno se n’è accorto nemmanco di quello (e poi domani, improvvisamente, mi chiederanno tutto, ah ah ah). Mi sento tranquilla persino pensando che sul conto corrente stiamo già virando al rosso.
Mi sento tranquilla anche sapendo che ho vergognosamente trascurato il blog (questo), limitandomi a curiosare in quelli degli altri.
Mi sento tranquilla.
E non capisco come mai da un po’ di giorni, quando, putacaso, devo cercare qualcosa su un famoso motore di ricerca, le uniche domande che riesco ad esprimere sono formulate in questo modo:
ma cosa cazzo è il vault del Norton?

 

[*]sì, avete letto bene; ha fatto mettere la LIM e si è accorta che per noi l’aula era troppo piccola e ci ha spostati da un’altra parte

Chi ben comincia

Ho concluso l’anno scorso, con la mia classe prevalente (quella in cui ho più ore e coordino il coordinabile), raccomandando di non vendere, prestare, perdere, bruciare, sniffare, scollare e cestinare il nostro libro di storia.
Dobbiamo ancora finire l’ultimo capitolo, rivedere le cose principali, concludere in gloria la seconda.
Tutti i giorni, nell’ultima quindicina dell’anno scorso, ho fatto vedere il libro di storia e ho detto: non buttatelo, non passatelo ai cugini o ai fratelli, perché ne abbiamo ancora bisogno.
Ho usato anche la maieutica, mostrando il libro di seconda e chiedendo:
“Lo abbiamo finito?”
E loro: “Nooo, prof!”
“Lo dobbiamo finire?”
E loro (malvolentieri) :”Sììì, prooof!”
“Ne abbiamo bisogno ancora a settembre?”
E loro (rassegnati): “Sìììì, prooof!!”
Andrei avanti ancora per farvi materialmente partecipi di quante volta io abbia detto che dovevamo finire di studiare il libro di seconda, ma ho pietà. Io. Io ho pietà. Loro, i virgulti, no.

Voglio dire: eravamo a giugno. Sono passati due mesi e mezzo. E poco fa la domanda cruciale:

Turbato di nome e di fatto

Turbato di nome e di fatto

#noncelapossofare

Come ridevo

La CapaTórta durante ununa delle sue diaboliche pensate

La CapaTórta durante ununa delle sue diaboliche pensate

Come ridevo quando sentivo che
il dirigente si chiudeva in presidenza e non si faceva più vedere;
in segreteria si poteva entrare solo una alla volta, e a discrezione delle applicate;
in segreteria c’era una riga rossa e guai a chi la oltrepassava;
per parlare col dirigente dovevi fare domanda scritta (uahahahah, grasse risate);
il dirigente leggeva la tua domanda scritta quando gli portavano i fogli da firmare e poi decideva (ih ih ih ih, ho le lacrime agli occhi dal ridere);
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Scuola testimonial

Premessa: è stata lanciata una “campagna” dedicata al rientro dalle vacanze. La campagna è legata a una community di consumatori (alla quale sono iscritta). La campagna chiede di considerare con ironia il rientro al tran tran quotidiano da cui eravamo – solo temporaneamente – evasi e invita a dare libero sfogo a tutto quello che, al solo pensiero, proprio… #noncelapossofare!
Ho notato una cosa: che, pur volendo essere ottimista e avendo pensato che potevo rispondere a questa campagna dicendo coraggiosa e solerte “sìchecelapossofare”, la scuola si presta invece alla perfezione al sofferto rientro.

p.s.: e dico tutto ciò consapevole che, come ben sanno i colleghi che passano di qui, abbiamo appena fatto sei mesi di ferie…

Non ce la posso fare

Crollo alle dieci meno un quarto di sera,
vado a scuola e bisbiglio ohmmmmm per tre ore,
dirotto le maestre verso le riunioni che a loro si confanno,
vago chiedendo alle bidelle dove sarà la mia futura aula,
mi riunisco da sola nell’aula terza A perché le altre colleghe sono altrove,
preparo le Uda, le prove, il PDP per la DSA,
e torno a casa a dormire.

Non credo di potercela fare
(ma partecipo comunque con questo articolo alla campagna Zzub #noncelapossofare #zzub).

Gusci

non bussare, non apro

non bussare, non apro

Sono uscita dalla mia tana estiva e sono andata a cercare un quotidiano e un noir.
Ho parcheggiato e mi ha chiamato Linda Legs. Mi ha tenuto ferma a parlare della CapaTórta mentre un mendicante alle nostre spalle suonava la Capinera e diceva grazie grazie.
Sono andata a prendere il quotidiano e il noir e uscendo ho sbattuto contro Marina la Maestrina.
Sono corsa alla macchina e mi ha bloccato la Toccafondi (chissà chi se la ricorda, la Toccafondi) perché c’è un certo progetto…
Ora, capitemi: lo so che ho fatto sei mesi di vacanze (peraltro chiusa in casa perché non so voi come fate, io col mio stipendio, il mutuo e le rate dell’auto, è ancora tanto se sto in casa), lo so che dovrei essere riposata, so anche che, col Capo, mi sarei già messa lì a preparare roba, ma quest’anno… quest’anno, no.
‘un gliela fo.
Volevo andare a prendere un po’ di pane carasau ma ci ho rinunciato e sono rientrata nel guscio.

Meditazioni

ohè!

ohè!

Dirò una cosa banale, ma c’è qualcun altro di voi che sta lavorando al computer con felpa, sciarpa, aspirina e meditando (appena smette di piovere) di uscire a prendere qualcosa per il mal di gola?
E nessuno medita di accendere il riscaldamento o di mettere un paio di scalfarotti di lana?

Chi s’accontenta…

Dopo decenni di insegnamento, dopo innumerevoli estati passate a esaminare gli esaminandi, dopo almeno dieci anni con questo consiglio di classe…
…abbiamo fatto la ola quando l’ottavo esaminando ha finalmente azzeccato la data dell’inizio della seconda guerra mondiale

Nun ce la pozzo fa’

fido compagno di una decade

fido compagno di una decade

Mia nonna diceva: la rabbia della sera tienila per la mattina; la rabbia della mattina tienila per la sera.
E via così.
Sono nove giorni che, tra sera e mattina, mi tengo fra i 38 e i 39 di febbre. Oggi, se doppio le cinque di pomeriggio, è il primo giorno che non prendo tachipiraus. E’ anche il primo giorno che ho mangiato.
Lasagne.
Il mio vecchio medico (chiamato a soccorso dopo che il nuovo medico mi ha imbottita di tachipirina 1000 per telefono) mi ha detto che, tra nausea, vomito e resto, meglio lasagne a brodini e latte caldo.
Comunque, per dire, sono diminuita un chilo.
Una settimana di digiuno e diminuisco un chilo?
‘Fanculo la dieta. Non serve a niente nemmeno stare a digiuno (rabbia).
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Tutto previsto

C’ho la febbre, ma non è per questo che son qui.
E’ perché, avendo cercato di dormire tutto il pomeriggio ma non essendoci riuscita
(ho accompagnato la madre dalla parrucchiera: vi ricordate che scegli il venerdì come giorno della parrucchiera?)
mi è salita la febbre e in più non ho preparato la verifica di analisi logica.
Nella fattispecie, dovrei prepararne:
una “normal” [cioè, ne ho promessa una da levare il pelo, quindi…];
una in carattere Easy Reading per la ragazzina DSA e per le sue compagne intorno, perché se la consegno così solo a lei, poi non la fa
(e, sì, il carattere Easy Reading è a pagamento e l’ho comprato);
una con le frasi già divise altrimenti il mio sedicenne… ehm… preferito (sì, seconda media) mi ha già detto che lui non la fa
(vogliamo promuoverlo? ché qualche complemento lo ragiona e lo azzecca, e quindi, vai!);
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