Dieci minuti di intervallo

(contro la stupidità, neanche gli dei…)

Archivi delle etichette: stipendi

conticini

correttamente accostati a destra ma non troppo in colonna:

   sonno  +
 stanchezza  +
 acidità di stomaco  +
 anni  +
 freddo  +
sonno  +
verifiche da correggere –
tempo –
denaro +
chili +
torta con pere e amaretti –
alunni partiti per le vacanze in anticipo +
sonno +
alunni che non partono MAI +
tre libri nuovi da leggere +
i fumetti di Calvin e Hobbes +
amici cari, amici belli =
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boh, alla fine non mi posso lamentare

Non so come dirvelo…

5euro…ma ho trovato cinque euro in una scarpa che non mettevo da tempo (Ecoooonooomaaaa, sii fiera di meee!)

Dritte, verbi, Gould

GGouldDevo affittare, acquistare, arraffare, acquisire, acchiappare… avere, insomma, un pianoforte.
Sono in rosso, ma mi devono pagare una cosa (da sette mesi e mezzo, spero che arrivi lunedì, la speranza è l'ultima  morire e se arrivasse lunedì cadrebbe proprio a fagiolo, pisello, cicerchia, eccetera, e sarebbe anche un segno divino, no?), perciò potrei acquistare.
Non posso scialare.
Non posso nemmeno esagerare.
Ma non voglio il vostro pianoforte.
E nemmeno quello della vostra vicina di casa che vi rompe le balle con le scale.
Voglio sapere che cosa mi conviene fare, prendere, scegliere, notare, esigere, scartare.
Voglio il parere di un esperto.
Poi il dove il quando il come e il quanto, dovrò pensarci io, ovviamente.

(dite, questo ragazzo qui sopra, non è bellissimo?)

Contrastanti presidenze

presidiOra, voi ditemi se ho mai parlato male del mio Preside Pardon Dirigente Scolastico.
Mai.
E' perfetto?
No.
Però ci si avvicina abbastanza. Soprattutto quando fa il Preside Pardon Dirigente Scolastico.
Poi quando fa il signor Tal Dei Tali può anche darsi che gli scappi la pazienza.
Anzi, certe volte anche come Preside Pardon Dirigente Scolastico gli scappa la pazienza o c'ha le lune.
Fa niente.
C'è di peggio.
Nel senso che lui è il meglio che potesse capitare nella mia scuola.
Tutti gli altri sono peggio.
Ora, se c'è un Preside Pardon Dirigente Scolastico che crede di essere meglio del mio,
lo dica subito o taccia per sempre.
Se lo dice subito, io vengo meno alla mia naturale ritrosia e riservatezza e gli schiaffo in faccia il nome del mio PPDG e vedrete che quel PPDG che si è proposto come IoSonoMeglio si fa indietro subito.
Perché tra loro, i PPDG, si conoscono alquanto.
Ma non è questo the problem.
E non è neanche che accanto al mio PPDG Grande e Unico (Solitamente) ci sono PPDG che vietano di cantare "Bella, ciao" o promuovono anche i gatti che passano dal cortile della scuola.
No, non è nemmeno questo the problem.
The problem è che a noi ci fregano, e a loro seimila euro di arretrati più aumento da subito.
L'Aran approva.
I sindacati approvano.
Brunetta approva.
Adesso tocca alla Corte dei Conti.
Se essi approvano, tutto ok.
Sia per i PPDG,GUS, che per i PPDG che promuovono i gatti e bastonano i cori tradizionali.
Ciò mi angustia.
Se non ci sono i soldi da una parte, perché continuano a sbucarne dall'altra?

Ma soprattutto: se gli danno tutti quei soldi, ora e subito, com'è che lo stesso i PPDG in centinaia han dato le dimissioni e a settembre saran guai? Scuole vuote, niente PPDG, chi apre la porta e fa il discorso di inizio d'anno, eh?

Informo e informatizzo

Non so se l’avevo detto, ma grazie alla brillante idea della sottoscritta, proposta e accettata dall’intero collegio docenti, che siamo una novantina, ricordatevelo, ecco, grazie alla mia ideona, per risparmiare carta la segreteria della scuola ci manda tutte le circolari via mail.
Poi le stampa lo stesso, le circolari, così tu le firmi e loro sono contenti che le hai lette e firmate e ora fai tutto quello che dicono, e si continua a buttar via carta, ma intanto, per risparmiare carta (magari, in futuro, vedremo), ti mandano tutte le circolari via mail. Che bello.
La settimana scorsa ho buttato via centosessantatrè circolari.
Ammetto che non avevo letto quella del seminario “Perché mi bocci” e quella del torneo di bocce e quella del corso di esercizi spirituali per insegnanti di religione.
Comunque, già che c’ero, già che avevo ‘sto indirizzo di posta con diecimilatrecento avvisi al mese, ho deviato lì anche il cedolino dello stipendio.
Essendo che sono un’insegnante informatizzata, ho detto: basta con tutta ‘sta carta del cedolino dello stipendio, spedite via mail. E loro, pronti, spediscono il cedolino. E poi spediscono gli avvisi del Ministero. E poi spediscono una graziosa doppia pagina tutta a colori intitolata: Newsletter Docenti.
Che spesso le leggo, le newsletter docenti, son divertenti, sembra che siamo nel futuro o in Svezia, con la scuola. Uno si dimentica persino di Mariasss.
Comunque. Siamo arrivati alla Newsletter numero 150 (no, tanto per dire quanto lavorano quelli del ministero), e siccome so che voi pensate ogni volta che io esagero per farvi ridere un po’, e invece è sempre tutto vero, screanzati, non conto mica balle, io, ecco, siccome voi pensate, eccetera, vi metto l’immaginetta della 150. News150

Che però non è l’ultima, eh, no; ne è arrivata un’altra. Speciale. Newsletter speciale. Per dire che il Sipitì ha fatto il portale stipendi, e che dal mese prossimo non solo non mi mandano più il cedolino di carta, ma nemmeno quello via mail. Se voglio, vado sul portalone degli stipendi e trovo tutto lì. Da marzo. Seguono istruzioni.
Be’, marzo arriverà (anche se le cose non vanno mai come credi, il tempo è ladro di cose mai dette), ma io mi ci sono provata subito.
Entro, mi tengo accanto i cedolini dello stipendio degli ultimi mesi (cedolini di car-ta), e digito.
Blocco totale.
Oh, ho tentao cinque o sei volte, nomi ha nemmeno fatto provare a entrare, niente. Blocco.
Così scrivo all’assistenza. Mi rispondono oggi. Dopo undici giorni.
Vabbè. I giardini di marzo sono ancora di là da venire, aspettiamo.
Mi rispondono tutto maiuscolo, mi è venuto un colpo, pensavo a una mail intimidatoria. Mi dice che il blocco del portale di disattiva automaticamente dopo un’ora.
Bon. Poi mi scrive che posso ritentare DIGITANDO IN MANIERA ASSOLUTAMENTE CORRETTA USERNAME E PASSWORD.
Va’ là?
Poi mi dice anche che se c’è il blocco è perché non ho fatto il logout.
Ora. Capiamoci. È vero. Io non l’ho fatto il log out.
Perché non son nemmeno riuscita a fare il log in.
Comunque. Oggi ho riprovato.
E ho seguito le istruzioni: tieni il codice fiscale (celo), tieni gli ultimi due cedolini (celo), inserisci clicca vai avanti. Oggi è andato avanti (anche se non avevo fatto il log out, essendo che ancora non avevo fatto il log in).
E mi ha chiesto i numeri di tre cedolini dello stipendio.
Vado, l’ammazzo e torno col terzo cedolino. Inserisco.
Avanzo. Mi avvisano che “vuoi ricevere la password via email, in caso hai dimenticato la password. Si ricorda infatti che in assenza di compilazione della mail in caso di password dimenticata dovrà essere ripetuta la procedura”. Alta letteratura. Mi basta. Chiudo tutto. Mi fermo, vengo qui e vi racconto.
E, mannaggia, non ho fatto il log out.

Omammamia

Intanto, mi son spaventata per il titolo: stipendio pagato in base al rendimento.
Chiariamo che, se il rendimento si misura sul numero dei modi e dei tempi verbi individuati dai virgulti dopo due mesi di grammatica, stavo fresca.
Se invece il rendimento si misura da quanti sanno dove son le Alpi, sto un po’ più tranquilla, perché ormai su quello li ho inchiodati.
Comunque, no. Tranquilli voi, cari colleghi.
Il titolista si è fatto prendere la mano. Quello che ti pagano in base al rendimento è solo la tua quota del fondo di Istituto.
Per dire: se in dicembre la collega Omammamia ha fatto dieci ore di straordinario per le palle di Natale, ecco, allora si è dimostrata volenterosa e impegnata e può prendere la sua parte. Diciamo un centinaio di euro per dieci ore, che è un bel prendere, se si son fatte le palle di Natale; se invece si son fatte le palle di Natale con i diciassette deficienti che si sono iscritti al laboratorio, che durante le dieci ore hanno scardinato tre armadi, distrutto sette cartelloni, tagliato i capelli a Pucci e sfrangiato il fegato della Omammamia, ecco, allora la cosa sarebbe da riconsiderare.
Se non fosse per il fatto che, comunque, la Omammamia si è comunque rifiutata di fare le palle di Natale. Perciò non si è impegnata, perciò ti metto nella terza fascia e non ti do niente.
Per dire, ancora: se il receptionist dice che lui si fa gli straordinari per tenere aperta la scuola sabato pomeriggio, così possono entrare quelli della pallavolo o dell’Avis, ecco, lui va in prima fascia e prende i soldi.
E comunque: questa sarebbe l’idea di Brunetta, non c’è ancora, si vedrà, ma c’è una Preside che s’è detta: facciamolo prima noi. E l’ha fatto, e tutti i suoi colleghi, segretari, bidelli e professori son contenti. Sarei contenta anch’io, ché tanto ti danno i soldi in base al “rendimento storico”.
Per dire: siccome io, in passato (storia antica), sono stata impegnata qui e là, vado nella prima fascia (alè, un sacco di soldi).
Siccome il professor Pacifici, in passato, ha fatto tutti quegli spettacoli teatrali, va nella prima fascia (alè, un sacco di soldi, anche se poi sta a casa al mattino e non fa lezione). E via così.
Se uno non si è impegnato, e ha pensato soltanto a fare il suo dovere in classe, a correggere, spiegare e badare che Titti non si truccasse in classe e Ciccio non mettesse il compasso nel sedere di Pucci, eccetera, va in prima fascia (quella che, se ci stai tre anni, secondo il Brunetta poi ti possono licenziare).
La cosa che mi piace di più son le migliaia di euro che le scuole distribuiranno con il fondo di istituto. Quando arriverà.
Perché, per inciso, noi siam qui ad aspettarlo dal primo gennaio 2009 (nove non è un errore), il nuovo fondo di istituto. Che comunque, sia chiaro, dovrà essere stornato per pagare le supplenze e le visite fiscali, ad esempio. Che comunque, sia chiaro, grazie all’emendamento Aprea del 2008, dovrà servire per… ehm… anticipare (ad esempio) le ore in più che dovrebbe fare il famoso maestro unico. Eccetera.
Quindi, tranquilli, pagati in base al rendimento con soldi che non ci sono (ancora, ma di sicuro, certo, veramente, arriveranno, come no).

Buoni propositi

Giuro, volevo lasciare il post precedente ancora un po’ su. Magari fino ad arrivare ai trecentosette commenti, che colpo, eh?
Poi, però, mentre facevo il giro mattutino dei nullafacenti sui blog amici, conoscenti e vari, sono capitata lì, dalla mia Scrittrice Emergente preferita. E l’ho visto. E mi sono un po’  preoccupata. Qualunque cosa sia il "giveaway", mi son preoccupata. E poi ho detto: ma perché solo io? Anche voi, toh!giveaway

E già che ci sono, vi faccio vedere che bella sorpresa ho trovato sul conto corrente stamattina: una rata speciale extra. Cioè… Extra… Non so… Non vorrei che fosse la tredicesima…stip
p.s.: il Cessii è quello che ci dà lo stipendio, a noi insegnanti. Quando si dice il nome…

Numerologia

Ho preso 24,49 euro per 2 ore di straordinario fatte nel giugno del 2009 e pagate il 7 dicembre.
Ho 48 compiti da correggere e 1 (per 26 alunni) da preparare per domattina e mi sono dimenticata sia di prepararlo sia di chiedere umilmente il permesso di fotocopiarlo, datosi che fotocopiarlo devo, viva la scuola tecnologica, non rompete le balle con "io ai miei tempi scrivevo a mano" subito dopo aver detto: "guarda ‘ste scuole qui che non sono tecnologiche".
Siccome non ho niente da fare, e una componente della mia prole è stata portata a Milano con la scuola, e poi è stata proditoriamente abbandonata dagli insegnanti nella tentacolare metropoli, e ha pensato bene di prendere il treno sbagliato per tornare, lei e i suoi tarlucchi compagni, ora mi devo vestire e coprire e prendere l’auto e andarla a riprendere in una stazione della Bassa padana che non è (non è) quella dove doveva arrivare, ma un’altra scelta a casa, arriva alle 18 e 20.
Ho dato 85 euro per un paio di stivali alla figlia di mezzo,
15 euro per l’uscita didattica al figlio piccolo,
euro imprecisati alla figlia grande per fotocopie che chissà cosa costeranno, mioddio, spero meno del libro.
Ah, e ho appena firmato un 3 in analisi logica.
Adesso potete mettere al lotto, ve li regalo, ‘sti numeri.
Io non posso mettere al lotto, sono  a lissio.
E non so se potrò andare a riprendermi la figlia nella jungla della pianura, sono anche senza benzina (zero benzina, ma lo zero mi sa che non si può giocarlo).

Straaordinario!

Son qui tanto felice che quasi mi vergogno.
Insomma, se non vogliamo parlare
dei quarantaquattromila posti in meno nella scuola (alcuni in pensione, non rimpiazzati, tanto se schiacciamo un po’ i virgulti nelle classi ce li facciamo stare senza problemi; altri, invece, proprio a casa, ad aspettare il lavoro che ci sarebbe ma che è uno spreco, secondo Mariasss (*);
allora parliamo dei centomila le cui tredicesime sono state annullate,
oppure della prima alla Scala, dove giustamente si sceglie l’understatement: e invece della cena di gala of­ferta dal Comune,  quest’anno c’è solo un buffetino in piedi per trecen­to invitati, nei ridotti del tea­tro con: carpaccio di sal­mone, tagliata di storione, tim­balli di riso, tortini di zucca e uno scrigno di funghi porcini serviti dal Caffè Scala.
E via così.
Per dire che mi vergogno.OresStraord
Perché io invece.
Mi hanno pagato gli straordinari.
Due ore di straordinario.
Fatte a giugno.
Sì, sei mesi fa.
Comunque, me le hanno pagate.
Due intere ore e qualche trattenutina.
Chi vuol sapere quanto mi sono intascata,
sei mesi dopo,
clicchi pure lì di fianco.

(*) qui ci voleva il link alla nota ministeriale, ma, oplà, è sparita dal sito del ministero…