Dieci minuti di intervallo

(contro la stupidità, neanche gli dei…)

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Ma un altro mo(n)do, no?

udienze generali

Sennò è inutile

Ora di udienza quasi finita.
Arriva la mamma di BellAddormentata
(quella che, a settembre: avete fatto male a promuoverla,
a ottobre: non studia perché le sue amiche la prendono in giro,
a novembre: se la bocciate la porto via,
a dicembre: è tanto malata,
a gennaio: se suo papà vede questa pagella l’ammazza,
a febbraio: le hanno rubato i libri).

Buongiornoscusilritardo.
Niente, si figur…
No, perché un camion mi è venuto addosso al rondò dove c’è la farmacia Pinca e la gioielleria Pallina e ha messo la freccia di qui e poi è andato di là e ancora di qui e mi è venuto addosso!
Oddio, mi spiace, sta bene?
Io? Io, sì, perché?
No, voglio dire, l’incidente, la macchina…
Ah, la macchina è piena di bolli, chissenefrega, un giorno una professoressa mi ha rigato il fianco con la macchina perché era un po’ lì e dava un po’ fastidio e allora una professoressa mi ha rigato con la chiave la macchina, lo sa?
[mi guarda]
Eeeh, roba da matti…
Ma BellAddormentata come va?
Allora, guardi qui… ha visto, i voti sono ancora bassi, però in classe è più…
No, perché, guardi, non è per dire, ma le hanno rubato il libro di esercizi e io un altro non glielo compro e se poi arriva la fine dell’anno che salta fuori, il libro, allora vado dal Preside.
Sì, giusto, però, vede, nell’ultima verifica…
No, perché suo papà glielo dice sempre: tu sei sceeeema! Allora io le ho detto: ma se ti bocciano non vedi più i tuoi compagni e non c’è più LaVostraProf, eh, non la vedi più più, eh, lo sai? Allora lei ha fatto un salto e mi ha guardato, ma comunque, non è per dire, ma l’Albachiara, eh?, l’Albachiara che è stata promossa!
Guardi, signora, lasciamo stare gli altri alunni, vediamo se BellAddorm…
No, perché, guardi, che io l’Albachiara la vedo che viene lì a casa mia, mette giù…
Lasciamo stare Albachiara, vedia…
…lo zaino e chi s’è visto s’è visto, e io capisco la situazione, poverina, e la mamma e il papà e il fratello, ma l’Albachiaaaara! L’Albachiaaaaara è stata promossa! Com’è che allora…
Sarà perché Albachiara ha voti più belli di sua figlia.
Eh? Ah? Oh! No, ma io dicevo suo fratello, di Albachiara: hanno promosso suo frat…
Sarà perché aveva sostegno, signora? Perché noi abbiamo promosso anche Bacon che non legge e non parla.
Ah, eh, oh, no, ma guardi, lo sa, è malata, scusi, eh, ma la tengo a casa se è malata, mia figlia, che l’altro giorno era malato anche suo fratellino e lei stava lì e lo guardaaaaava, lo guardaaava, io non so che cosa c’ha con questo fratellino.
Sì, però, signora, BellAddormentata ha preso ancora 4 in geografia e oggi non aveva il compito di storia e nemmeno i libri di religione.
Ah, ma se non saltano fuori i libri io vado dal Preside, che i suoi compagni portano via i libri.
Oddio, le hanno portato via il libro di religione?
No, perché?, quello di scienze.
Quello di scienze? E la professoressa lo…
L’anno scorso, però.
L’anno scorso? Ma…
Poi alla fine dell’anno ce l’aveva nello zaino e io le ho detto: chi te lo ha messo nello zaino questo libro di scienze che prima non c’era? E lei poverina mi ha detto quale libro di scienze e io le ho detto: questo libro di scienze, ma se succede ancora che…
Scusi, però, torniamo a geografia e storia, dove vedo che…
No, perché, guardi, io lo so che è stata malata, è stata tanto a casa ma io adesso vado giù in Terronia e me la porto, eh, a scuola non viene per un po’, cosa deve fare?
Signora, deve studiare lo stato che…
Eh, ma come fa, lei glielo deve dire bene che cosa deve fare se no la figlia non lo sa.
Guardi che è un mese che le ho dato uno stato da studiare.
Ah, eh, oh, ma però dov’è che lo studia? Perché noi andiamo giù e lei viene anche se le ho detto: vuoi vedere che non andiamo giù?, ma noi andiamo giù e lei come fa?
Eh, magari, signora, le faccia portare giù il libro di geografia e le dica di studiare per quando torna, che la interrogo, perché per ora c’ha tre, sul registro.
Ah, già, sì, è perché le sue amiche le danno tutti i compiti sbagliati, però allora la faccio studiare e quando torna lei gliela prova, così almeno sette poi lo prende, perché io voglio almeno sette, eh?
Sì, invece storia, guardi che la settimana…
Ah, eh, ecco, storia, storia poi vediamo. Però una volta ha studiato storia, si ricorda, che lo sapeva metà e lei ha scritto che lo sapeva metà e io ci ho detto: chissà come era contenta la prof che metà lo sapevi, ci scommetto che era contenta come una pasqua, e la figlia ha detto: sì, era tanto contenta, e io ci ho detto: sì, me ne sono accorta da quello che ti ha scritto, che mia figlia una prof brava come lei non la trova più, grazie, eh, adesso vado, quando torna la faccio studiare geografia, ma lei ci deve dire che cosa deve studiare, se no è inutile.

Il seguito

La Telefonata
Signuora MammaFusa? Buongiuorno, sono il Preside.
Ah, buon giorno signor preside.
Le telefonavo per chiederle come mai non è venuta all’appuntamuento con LaVostraProf. Ma cuome mai?
L’appuntamento? Che appuntamento?
Signuora MammaFusa. Lei. Aveva. Un. Appuntamuento. Con. LaVostraProf. e con. Il. Professor. Giadosi. Giuusto?
Io? Naaaaa… Io no.
Signora! Non si ricorda che lei stessa aveva telefonato per chiedere un appuntamento? Ha parlato con me, sa, signora? Quando le ho detto che aveva appena parlato con LaVostraProf, e le ho chiesto come mai voleva parlarle ancora. Si ricorda? E le ho dato appuntamento io. Personalmente. Per. Telefono. Per. Lunedì. Pomeriggio. Signora!
Aaahh, sììì, adesso mi ricordooo…
E cuome mai non è venuuta? Signuora.
Aaahh, sìììì. Avevo un impegno.
Ma signuora. Ma signuora. LaVostraProf è rimasta qui ad aspettarla.
Aaaahh, sìì?? Avevo un impegno.
Guardi, signuora. LaVostraProf è qui anche lunedì prossimo, ma se ha davvero bisogno di parlarle scriva sul quaderno e prenda un appuntamento.
Aaaahh, sììì, grazie, grazie.
Buongiorno. Signuora.

Il Post-telefonata
(sul quaderno, datato il 27 aprile e presentato il 3 maggio)
Gent.ma LaVostraProf, sono spiacente per il malinteso di lunedì, soprattutto se mi attendeva. Come ho già riferito al preside che mi aveva detto che avendo già parlato con me poco tempo fa prima non c’era la necessità ma se avessi voluto il lunedì lei avrebbe ricevuto, quindi non ho ritenuto necessario avvisare la mia assenza. Spiacente per il malinteso mi scusa ancora. FusaMamma.

La prossima volta, però, facciamo cambio

Urge un chiarimento? Mah… Non so, forse urge un chiarimento. Vediamo.
E' vero: sono stata  insofferente, intollerante, allergica, cattiva, intransigente, stizzosa, rigorosa, fiscale, inflessibile, rigida, severa, ombrosa, permalosa, fegatosa, collerica e difficile verso i genitori.
Lo ammetto.
Ammetto anche di invidiare assai la ‘povna e Murasaki, che invece hanno potuto passare un pomeriggio umano incontrando personcine con le quali è possibile parlare e financo chiacchierare. A me capita solo con i genitori passati di cottura. Id est, con quelli che ormai i loro figli non ce li hanno più qui ma vengono a udienze ugualmente. Mannaggia.
Oppure quelli che hanno i fratelli e vengono a udienza per dirmi come va il maggiore, che fa disperare, per favore non può dirgli qualcosa lei, professoressa?
Invece ieri, no.
Insomma, lo ammetto, forse ero prevenuta, forse ero ostile, refrattaria, maldisposta, animosa, livorosa, insofferente, acida, velenosa, dura, impietosa, e pure astiosa, quel pomeriggio.
Così, lo ammetto di nuovo, non ho visto la bellezza di un incontro con:
– la mamma di Belladormentata, che entra e si mette lì con le mani sui fianchi e mentre io sto per dirle che l’ultima verifica di storia è di nuovo un quattro comincia con: no, io sono venuta per dirle che se quella cretina della prima C dice ancora che mia figlia è una puttana vado dal preside cosa si crede quella che le ricompro il cellulare a dire che mia figlia gli ha portato via il giubotto che tanto dentro c’aveva solo due euri mica il cellulare e sa che cosa c’aveva scritto mia figlia sul cellulare? c’aveva scritto brutta puttana, a undicianniiiii, a undiciannnnniii, e poi io non faccio beneficienza e a parte la scuola che lo so che lì va male io vado dal preside perché quella là mi ha stufato e mi son rüta i ball, e questo ci sono venuta a dire, va bene e guardi che non c’ho mica tempo per gli altri, io lavoro, con gli altri non ci parlo che tanto la professoressa di inglese ce l’ha su con mia figlia che quando è stata a casa e dopo non ci aveva il compito gli ha dato quattro e mezzo, e io non ci ho tempo, arrivederci;
– la mamma di Micio, che guardi come ha fatto a prendere quattro che ho studiato io e gli ho fatto ripetere tutto, anche l’affluente del golfo e non capisco perché gli ha dato quattro e mezzo che sapeva tutto, tutto, ha studiato benissimo, anche se non guarda mai la cartina, eh?, vero che non guardi mai la cartina, e io glielo dico sempre e poi gli dico, fammi vedere se hai studiato e lui ha studiato tutto all’ultimo momento ma ha studiato, mi sembra strano che ha preso solo quattro e mezzo mi fa vedere la verifica?, mica che non mi fido, ma se la vedo così capisco dove ha sbagliato, ah, è questa? Tutta segnata? E perché non ha risposto qui, eh?, perché non hai risposto qui, eh?, che sapevi tutto l’altro giorno?, magari forse è lei che gli mette soggezione, sa com’è, quando son così piccoli lei gli mette soggezione anche se hanno studiato tutto, comunque adesso andiamo a casa e studiamo ancora tutto perché questo di geografia non sa niente di niente;
– la mamma di Gina Dormina, con la faccia tutta preoccupata, allora come va, be’, guardi signora che ha preso non classificabile, oddio, quando, come mai?, ma… signora, non ha firmato il voto?, ma allora va male?, be’, insomma, signora, veda lei, anzi,  vediamo, forse è intelligente ma non si applica, sa, mi ha scritto che c’è la coltivazione della lana, ah, ecco, e perché?, non c’era?, ma veramente… Sa… Non ha neanche capito l’errore, No, eh?, allora vado a casa e le porto via il computer, ma allora va male? Ossignùr, poverina;
– il papà di Gigi Faròn, che entra con Gigi Faròn e parla con me ma girato verso Gigi e io che introduco con delicatezza l’argomento: ma, sa, se continua così… E lui che sta girato al figlio e parla con me e dice: e allora?, e io che guardo anch’io il Gigi e gli dico: come hai fatto la verifica di storia?, e Gigi mi dice: benissimo, prof, e il papà mi guarda come dire: brutta deficiente, c’ho un figlio che è un genio e tu invece… e poi dice: ah, ecco, e io lo guardo (che schifo) e faccio: ma sa che non fa  mai i compiti, non sta mai attento e non sa mai quello che facciamo in classe?, e lui sbava un po’ e poi risucchia e guarda di nuovo il Gigi e dice (a me); ah, be’, allora gli tolgo tutti i divertimenti, eh, lo sai che ti tolgo i divertimenti, qui s’ha da laurà, altor che bale, tolgo tutto, hai capito?, e poi si gira verso di me, biascica un po’ e intanto, oddio, mi strizza l’occhiolino, e poi si gira da Gigi e gli fa: capito, che ti tolgo tutto?, è ora di finirla, e poi si rigira e mi rischiaccia l’occhietto, e intanto mi tende la mano, grazie, ciao, arrivederci.
Insomma, non so cosa dire: sono quasi stata contenta di essere corsa all’altra scuola per fare la mamma e sputacchiare un po’ io.

Chi ha inventato le udienze generali

Gli è che talvolta ci tocca metterci dietro la cattedra e ricevere i genitori, tutti in fila, uno dopo l’altro, stiamo in piedi così nessuno parla troppo, errore, parlano troppo ugualmente, non credono alle loro orecchie (mio figlio? no, mai!), inorridiscono, piangono, compiangono, chiedono, esigono, si stupiscono, disconoscono, accusano, blaterano, borbottano, obiettano, irritano, suggeriscono, ignorano, monologano, minacciano (il figlio), minacciano (voi), strisciano, chiedono conto, osservano, correggono, insultano, irritano, stancano, parlano, parlano, parlano e, dulcis in fundo, i padri strizzano lascivi l’occhietto.
Che cosa ci può esser di peggio?
Mah…
Forse stare dall’altra parte della barricata a sentire di ritardi, insufficienze, minacce, bocciature, impreparazioni, dimenticanze, battutine, dormite, sprechi, immaturità, braccia rubate all’agricoltura, e domani lo interrogo su tutto il programma.
Se qualcuno si stesse chiedendo perché latito,
sappia che sto cercando di riprendermi.
Sono stata l’intero pomeriggio sia di qua che di là.
E non è stato piacevole da nessuna parte, no.

Barricate

Signori, chinate riverenti il capo.
Oggi mi toccano le Udienze Generali.
Da una parte e poi dall’altra della barricata.
Tranquilli. Sopravvivrò.
Spero.

(per intanto, sono riuscita a sistemare in automatico la dimensione del carattere, che dovevo impostare volta per volta in ogni post, mannaggia. Il colore rimane un problema, mi viene tutto aranciato, ma prima o poi ce l’avrò vinta anche su quello. Adieu)