Dieci minuti di intervallo

(contro la stupidità, neanche gli dei…)

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Ricorrenze

Ora, mentre continuo a invitare a fare un giro altrove gli addetti ai lavori e quelli non addetti ma che vorrebbero addettare anche loro, occupo questa calda e solitaria serata estiva per aggiornarvi sul doposcuola, mentre la Spagna attacca, la sento dalla finestra, che attacca, ma pare invano. Intendo comunque il doposcuola come in quanto “dopo la fine della scuola”. Perché mentre voi ignari siete lì che vi sciogliete dal caldo e pensate a noi prof che sguazziamo nelle piscine d’Italia e del mondo, e ci augurate uno scagotto gigante, la scuola è ancora e tuttora aperta.
Perché?, si chiede l’ignaro viandante.
Mentre Durante, apprendista professore, non se lo chiede più perché è stato licenziato 30 secondi dopo l’ultima campanella, riassunto cinque giorni dopo per  via di fare assistenza a un alunno tonto durante il tema di italiano, rilicenziato non appena l’alunno tonto ha consegnato il tema, riassunto (inteso come participio passato del verbo riassumere) per la prova Invalsi, rilicenziato definitivamente.
Ma rispondiamo dunque all’ignaro viandante.
La scuola è aperta per motivi seri tipo registri, relazioni, documenti, nulla osta, classi e via così.
E poi è lì per i genitori.
Che contestano la bocciatura, mio figlio è un tesoro, la scuola lo ha intimidito, non ha potuto esprimere tutte le sue potenzialità, faccio ricorso.
Che contestano il voto d’esame, mia figlia è dislessica, disgrafica e discalculica, l’ho appena scoperto, ecco il documento del dottore datato l’altro ieri, che dice che mia figlia meritava nove e voi le avete dato otto e lei piange piange non esce più di casa, adesso faccio ricorso.
Che contestano la prova d’esame e il voto d’esame, mio marito è dottore, io sono psiconeuroscemagogista, non accettiamo una valutazione che incrina l’intima essenza della mia figliola ed è uno schiaffo alla famiglia che ora che figura ci fa a girare per il paese con un sei appeso fuori dalla porta, adesso facciamo ricorso.
Che contestano la pagella piena di sei e la lettera che dice: signori, ohilà, i sei eran quattro, dateci un’occhiata, a ‘sto figliolo, che se non l’anno prossimo son guai, ma come?, una lettera, con questa bella pagella, voglio vedere tutti i compiti in classe se non vado dall’avvocato.
Che contestano la valutazione finale, e il voto dello scritto di italiano, e il voto dello scritto di matematica, quattro a mio figliolo??? che quando era nella pancia mi dava i calcetti in fila per due e per tre, sapeva già le tabelline, ora aprite i pacchi se no facciamo ricorso.
I pacchi non sono quelli che si aprono e ci trovi mille mila euro,
e non sono nemmeno i pacchi intesi come che palle!, e tutto il resto,
no, i pacchi intesi come tuuuuutte le prove scritte d’esame, italiano, matematica, inglese, francese, tedesco, russo, invalsi… di tuuuuutte le classi che han fatto l’esame, alla ricerca del quattro in matematica del su’ figliolo, se no fan ricorso.
E chi c’è lì a difendere il fortino e ad aprire i pacchi?
No, non sono io, anche se conoscendo la mia abnegazione e la mia affezione ai genitori tutti mi avete  immaginata lì a suonare la carica.
No, il difensore civico è il Preside.
Che lui non lo sa, ma gli auguro una buona estate, dopo che sarà passato sui cadaveri dei ricorrenti.

Vacanze

twiggyPerché siete tutti lì a pensare che sono in vacanza?
E meno male che il Benza c’ha la morosa prof, e che conosce per interposta persona le ambasce e le fatiche, altrimenti sai che maledizioni ci tirava addosso, e invece, sapendo, ci invidia perché dice che lui due mesi senza laurà non li può fare.
Vabbè, transeat su quello che mi viene da dire sui lavoratori indipendenti, escluso il Benza, ovviamente.
Vi dico che cosa ho fatto stamattina.
Mi sono svegliata alle sei. Di solito al lunedì mi alzo alle sette perché vado a scuola alle dieci, ma essendo che oggi era il primo giorno delle nostre vacanze di sei mesi, mi sono svegliata alle sei perché c’avevo la riunione collegiale alle otto e mezza.
MA Siccooome dovevo dare i compiti delle vacanze, sono andata a scuola alle otto meno un quarto a fare le fotocopie.
E pria che qualcuno commenti ‘sti professori che fanno fatica’ anche d’estate, premetto che io i compiti delle vacanze NON LI DO.
MA Siccooome i genitori vengono lì a dire: glieli dia che sennò non li fanno, glieli dia che sennò non fanno niente, ecco che io preparo un fascicoletto – a gratis – dove scrivo tutte le pagine dei libri che possono usare per ripassare, studiare, esercitare eccetera.
Poi, in cima al fascicoletto, scrivo: quelli bravi non ne hanno bisogno, si leggano qualcosa e amen; quelli che non hanno fatto una beata mazza tutto l’anno, secondo me non fanno niente neanche in estate, ma se voi genitori siete più bravi della scuola a farli lavorare, pronti, ecco qua, ‘rangiatevi.
Comunque.
Faccio le fotocopie, piego, spillo, pinzo, faccio riunione, programmiamo per i prossimi quindici giorni i lavori da fare; programmiamo per settembre (eh, da noi siam previdenti, abbiamo già le riunioni di settembre, sempre quando voi crederete che siamo ancora in vacanza); ascoltiamo il Capo, ascoltiamo gli ospiti gentili che sono venuti a dirci: siccome la scuola non ha più soldi, ecco noi privati che abbiamo chiesto soldi qui e là e ce li hanno dati, perciò se avete bisogno, eccoci; poi ascoltiamo i saluti di chi va e chi verrà; poi valutiamo com’è andato l’anno eccetera eccetera.
Poi andiamo in classe ad attendere i gentili genitori che vengano a prendere le pagelle, dette schede di valutazione.
Su esse schede abbiamo messo tutti sei se volevamo promuovere, abbiamo lasciato i cinque se volevamo bocciare (pochi bocciati, qui il rigore della gelmini –minuscola – non ha funzionato, boh).
MA Siccooome poi uno si crede di avere un figlio genio, con tutti i sei, allora ecco tutte le belle lettere dove c’è scritto: sono sei ma sono cinque (o quattro).
E insomma, siamo lì che aspettiamo, fino a mezzogiorno, che i genitori si ricordino, una volta all’anno, di avere i figli. E vengono, ed ecco le pagelle, dette schede di valutazione, e i compiti-non-compiti, e le lettere cinqueXsei eccetera, arrivederci.
Alle dodici e trentacinque, una mamma della seconda mette dentro la testa e fa: dove sono le pagelle della seconda?
E io: signora, si chiudeva a mezzodì, le pagelle della seconda (media) saranno giù in segreteria, lei  non guardi che noi di prima (media) che siamo ancora qui, siamo sceme.
Comunque, all’una meno un quarto faccio su baracca e burattini e porto giù in segreteria gli avanzi e dico alla segretaria: eh, se viene la mamma di Chicca, che non è venuta, il preside, detto Dirigente Scolastico, voleva parlarle.
E la segretaria, che conosce la mamma di Chicca, dice: ma lo sa che c’erano le pagelle, oggi?
Chi lo sa, faccio io, e vado finalmente a casa a preparare il lavoro per domani.
Però alle tre e mezza mi telefona la segretaria di prima (prima nel senso di tempo, di poco fa) e mi dice: c’è qui la mamma di Chicca ma il Preside se n’è ito, che fo?
Eh, dico, io, dille che il preside voleva parlarle perché era preoccupato per Chicca.
E lei: vuoi che te la passi?
E io la sventurata rispondo: sì, va là, così le spiego.
Ora, guardate l’ora del post.
Ora, pensato che a scriverlo ci ho messo venti minuti, venticinque per pubblicarlo, foto, eccetera
Mancano trenta minuti all’appello.
Sono quelli della telefonata con la mamma di Chicca.

Chi mi dice ancora che sono in vacanza, lo picchio.

El temp e l' cu l'an sempre fait cuma l'an vuiu

Ovvero: avete per caso gli esami di terza media parte seconda
Ovvero: anche il Piemonte vuole la sua parte.
Ovvero pure: siamo allo sbando.

PiemMiei cari amici che mi avete seguito dietro alle giravolte (di balle) di Mariastella (Roma, Nazione italiana), Carmelina (Veneto) e AnnaMaria (Lombardia).
Non è finita.
Per la serie: facciamo gli esami di terza media inserendo le prove nazionali in modo che vi sia pari valutazione e confronto, ecco a vooooi, ta-dàààn!, il parere del
Pie  mon  teee.
Diverso?
Diverso.

Ma noi, che siamo sul pezzo, per fare chiarezza facciamo un confronto all'americana.
Come si dà il voto d'esame finale di terza media?
Mariastella: facendo la media.
Carmela: facendo la media aritmetica, anzi no.
AnnaMaria: facendo la media ma non fate quella ponderata, punto e basta.
Francesco e Giorgetta: facendo la media artimetica con somma delle 5 prove scritte (Italiano, Matematica, Lingue straniere, Prova Invalsi) più voto di idoneità più orale diviso 7, oppure facendo la media di (1)tutti gli scritti e poi la somma dell’idoneità(2) più l’orale(3) e dividendo infine per tre.
Riproviamo: Il voto finale dell'esame è il risultato di una media tra sette elementi (quattro scritti, la prova Invalsi, la prova orale e il giudizio di idoneità) oppure tra due elementi (le prove di esame e il giudizio di idoneità)??
Mariastella: facendo la media.

Carmela: a mio parere, non saprei più.
AnnaMaria: secondo me, informalmente, facendo la media ma non fate quella ponderata, punto e basta.
Francesco e Giorgetta: a nostro parere  è possibile determinare il voto finale utilizzando 3 (e non 2 elementi) e precisamente: voto di ammissione e media dei voti delle prove scritte, voto del colloquio orale. Tale procedura è più favorevole all’alunno.
E la certificazione delle competenze nella scuola primaria è obbligatoria per l’a.s. in corso?
Mariastella: facendo la media.
Carmela: sì
AnnaMaria: sì.
Francesco e Giorgetta: sì
E i voti delle competenze devono essere dati in decimi (da 0 a 10) oppure in livelli (ad esempio: così così, bene, benissimo, eccellente)?
Mariastella: facendo la media.
Carmela: voti
AnnaMaria: voti e livelli, tutti e due.
Francesco e Giorgetta: livelli, perché poi in seconda superiore si certifica per livelli e allora anche in terza media si deve certificare per livelli.

Ci sarebbe dell'altro, sapete, ma tutto ciò ha stimolato una notevole onda peristaltica cui vado a porre rimedio.

La vecchietta era stata spogliata di tutti i suoi beni da un avido nipote

Compito: trasformare la frase da passiva in attiva.
Se qualcuno vuol fare il sofistico un giorno gli faccio una lezione su "A che cosa serve trasformare le frasi da attive in passive".
Se qualcuno ha delle frasi più belle di quella della nonna, me le mandi che le uso per la prossima verifica.
Dopodiché,
il più bravo della classe afferma che:Vecchietta2

mentre Gigi Faròn, notoriamente tonto, ritiene che:Vecchietta1

Voi che ne pensate?

(però vi devo dire una cosa: che ho sistemato tutti i punti nel foglio di excel, e lui gentilmente mi ha fatto la somma, e poi la percentuale e poi ha trasformato il tutto in voto applicando simpaticamente la formula SE eccetera, e, bontà divina, c'è una sola insufficienza; sono quasi spaventata)

Anche i comunicatori stampa hanno uno stomaco

Mariassstella.
Stelàssa.
Ci mancavi.
Mi mancavi.
Ti parlo come se parlassi a mia sorella. Non a mia sorella quella furba. A quell’altra.
Mi mancavi come mi manca mia sorella (quell’altra) quando vuole che per entrare in casa sua metta le pattine ai piedi, parli sottovoce per non svegliare il gatto e mescoli la besciamella sempre dalla stessa parte mentre lei mi spiega come far strinare i peperoni. Tu ce l’hai un gatto?
Scusa.
Divagavo. Stelàssa. Volevo dirti che se lo sapevo del CS del 28 febbraio forse non mi mancavi così tanto.
Ora l’ho letto, il Cs del 28 febbraio.
In totale, 63.525 studenti delle scuole secondarie medie e superiori hanno riportato un voto insufficiente nel comportamento; l’anno scorso invece erano stati 52.344. Vuol dire che i cattivoni sono aumentati.
Non ti fa piacere, Mariasssstella. Lo so,  l’hai detto, che non ti fa piacere che ci siano tutti questi cattivoni a scuola. Spero che possano recuperare nel II quadrimestre, hai detto.
Mariassssstella. Dunque. Chi ha preso cinque nel primo quadrimestre vuol dire che ha demolito trentotto banchi e due cessi del primo piano. Oppure ha bruciato tre bottiglie di coca cola durante l’intervallo. Oppure ha disegnato  l’uccello di fuoco con la benzina e l’accendino nel cortile di dietro della scuola e c’ha fatto i balletti intorno.
Non era Stravinskij, era un deficiente.
Mariassssstella, questo nel secondo quadrimestre non recupera. O lo ammazzano, oppure ammazza qualcuno. Oppure gli danno sei e lo mandano avanti.
Comunque, Mariasssstella, ringrazia quello che ti ha scritto l’altro comunicato stampa, quello dell’otto marzo, festa della donna e dei comunicati stampa.
Quello (del comunicato) dice che s’era un po’ sbagliato, prima, perché non aveva tutte le classi, ma adesso che ha (quasi) tutte le classi ha scoperto che i cinque sono 69.204, rispetto ai 52.344 dell’anno precedente la rilevazione non è ancora conclusa, il dato quindi è destinato ad aumentare ulteriormente. L’aumento delle insufficienze in condotta, già annunciato in precedenza, è quindi pienamente confermato dal procedere della rilevazione.
Bene. Cioè (secondo me) male.
Preferirei che i cinque fossero diminuiti.
Però. Però.
Che nessuno osi dire il contrario. Guai a chi dice che i 5 non sono aumentati del 32%.
C’è qualcuno che dice che le insufficienze sono diminuite?
Chi lo dice è un comunisssssta.
Non è oggettivo.
Fa propaganda politica.
Anzi, diciamocela tutta: le dichiarazioni di alcuni esponenti del Partito Democratico, secondo cui le insufficienze sarebbero in calo, sono destituite da qualsiasi fondamento. Non si comprende perché siano state pronunciate affermazioni completamente false, confondendo l’oggettività con la propaganda politica.

Mariasssssstella. Stelàssa. Non so come spiegartelo.
Lo sai che se i cinque calano potrebbe voler dire che la scuola comincia a girare bene?
Vuol dire che tu c’hai visto giusto e la scuola si riprende?
Vuol dire che sei un bravo ministro?
Mariassssssstella. Dimmi. Apri il tuo cuore.
Chi sono quelli del Partito Democratico che dicono che i cinque sono diminuiti e fanno propaganda per te?
e… Mariasssstella, chi è quel deficiente che ti scrive i comunicati stampa?
Dimmelo, che gli regaliamo un’Alka Seltzer.

Numerologia

Ho preso 24,49 euro per 2 ore di straordinario fatte nel giugno del 2009 e pagate il 7 dicembre.
Ho 48 compiti da correggere e 1 (per 26 alunni) da preparare per domattina e mi sono dimenticata sia di prepararlo sia di chiedere umilmente il permesso di fotocopiarlo, datosi che fotocopiarlo devo, viva la scuola tecnologica, non rompete le balle con "io ai miei tempi scrivevo a mano" subito dopo aver detto: "guarda ‘ste scuole qui che non sono tecnologiche".
Siccome non ho niente da fare, e una componente della mia prole è stata portata a Milano con la scuola, e poi è stata proditoriamente abbandonata dagli insegnanti nella tentacolare metropoli, e ha pensato bene di prendere il treno sbagliato per tornare, lei e i suoi tarlucchi compagni, ora mi devo vestire e coprire e prendere l’auto e andarla a riprendere in una stazione della Bassa padana che non è (non è) quella dove doveva arrivare, ma un’altra scelta a casa, arriva alle 18 e 20.
Ho dato 85 euro per un paio di stivali alla figlia di mezzo,
15 euro per l’uscita didattica al figlio piccolo,
euro imprecisati alla figlia grande per fotocopie che chissà cosa costeranno, mioddio, spero meno del libro.
Ah, e ho appena firmato un 3 in analisi logica.
Adesso potete mettere al lotto, ve li regalo, ‘sti numeri.
Io non posso mettere al lotto, sono  a lissio.
E non so se potrò andare a riprendermi la figlia nella jungla della pianura, sono anche senza benzina (zero benzina, ma lo zero mi sa che non si può giocarlo).

letture estive

Che bello, quando faccio un giro per la stampa e scopro tutti così interessati alla scuola, e così bravi a parlarne, magari mettono la virgola tra soggetto e verbo, ma che vuoi mai che sia, è colpa della loro maestra che non ha insegnato bene, su, tagliamo lo stipendio, soldi al merito, chi insegna bene è pagato, chi insegna male no, e lasciamo perdere la zucca dura di Pinotto o quella vuota di Ciccio, siamo sportivi, su, se vinci una partita son grandi i giocatori, se perdi o pareggi cacciamo via l’allenatore, così si fa.
Ma qui sto diventando acida, no, così non si fa, dai, che mi sono fatta quasi tutto luglio e quasi tutto agosto di vacanze, mica diventerò acida proprio adesso, no?
No, sarò dolcissima, esaminando con calma le notizie scolastiche e parascolastiche, sorriderò da un orecchio all’altro e ancora di più, sorriderò fino alla nuca, come se avessi fatto un tiraggio delle rughe che più liscia non si può, e sorridendo imparo che:
          prima davamo troppi ottimi, lo sapevate? Il 17,5 %. E adesso soltanto il 7,92% di ragazzini che han preso 10, che cattivi che siamo diventati; mi piacerebbe spiegare ai giornalisti e ai nostri espertoni di scuola che giudizi di valutazione e numeri che misurano son cose diverse, ma fa caldo, stiamo tranquilli, anche la Mariasss non sa la differenza, e se non lo sa la ministra dell’istruzione, vorrete mica che lo sappia qualcuno che con l’istruzione ci riempie solo il paginone d’agosto, no?
          diamo troppi compiti delle vacanze, anzi no, dobbiamo darli, che fan bene come un allenamento, credete che Usain Bolt d’estate non si alleni più? Certo che no, perciò date i compiti e se non li fanno pazienza, tanto i prof non si aspettano che li facciano [cit. Corriere della Sera, 25 agosto, pagina 25], cari prof che date i compiti ma non vi aspettate che li facciano, che è una cosa un po’ diversa dal dare i compiti e temere che non li faranno, dare i compiti e sapere che molti non li faranno, dare i compiti e verificare che molti non li hanno fatti, eccetera, ma non sottilizziamo, vogliamo mica che un giornalista scelga con cura le parole, no? No, macché, avrà avuto una prof che non gli dava i compiti, così è un giornalista ma l’italiano non lo sa usare, colpa della scuola; meno male che:
          Il Robertone lombardo ora fa la riforma dei salari, cioè ora ci aumenta gli stipendi, premiamo merito e produttività, anzi no, scusate, ho letto male, gli incentivi sono per quelli in pensione, perciò Roberto che sei Grigio, tingi i capelli che ti incentivano a tornare a scuola come collaboratore alla didattica. Che lavoro fai? Collaboratore alla didattica in settori di sofferenza per mancanza di fondi statali. Bel lavoro. Grande. Quasi quasi vado in pensione anch’io per farmi incentivare;
          La signora psicologa Maria Rita Parsi ci rispetta e capisce che abbiamo bisogno di un punto di riferimento ma i voti non le piacciono, bene, qualcuno le dà l’indirizzo di Mariasss e le dice che il nostro punto di riferimento sta diventando il salamino della Negroni? Stella per stella, meglio un stella di qualità;
          Il signore psicologo Fulvio Scaparro ci dice che il giudizio lascia il tempo che trova e i voti sono meglio, e però non dice se ci rispetta o meno, forse lui l’indirizzo della Mariasss ce l’ha già;
          ci sono mila e mila e mila stranieri in provincia di Milano e 98 facilitatori culturali, grande conquista, evviva, voglio vederli, lavorare con mila e mila, meno male che io non sono in provincia di Milano;
          l’esame dell’anno prossimo sarà più severo e rigoroso, media matematica dei voti, di tutti i voti una prova Invalsi (durata: un’ora) vale quanto tre anni di scuola, evviva, speriamo che a qualcuno non venga la diarrea il giorno della prova Invalsi perché così si gioca l’esame anche se per tre anni è stato stitico;
–     qualcuno si preoccupa dei virgulti ma spara sulla scuola media (e dai!)